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Max Bertolani

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Intervista a Max Bertolani per Affari italiani

Post n°63 pubblicato il 18 Dicembre 2007 da the_cri
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Dal football americano a sex symbol: Max Bertolani si svela ad Affari
Lunedí 17.12.2007 22:50

Max Bertolani è famosissimo per aver partecipato a programmi televisivi di successo come “Uomini e donne”, “La sai l’ultima”, “Beato tra le donne”, “L’Italia sul Due”, “Miss Muretto”, “On The Road”, “Quelli che il calcio”, “Vivere”, “L’estate sul Due”, “Rock Tv Database”, “Spazio disponibile”, “I soliti ignoti” e “Modeland”. Bertolani è anche conosciuto come testimonial di linee di abbigliamento, orologi, riviste e progetti di beneficenza. La sua popolarità è aumentata in modo esponenziale nell’ottobre 2004, quando ha posato per la copertina di For Men Magazine (che ha registrato vendite record). Prima di lavorare nel mondo dello spettacolo, però, Max era già affermato come giocatore di football americano.

Ha iniziato a giocare nel 1981, vincendo quattro scudetti consecutivi con i Rhinos Milano, partecipando a due campionati europei con la nazionale (1993 e 1995) e venendo selezionato per l’All Star Game (1993). Dopo il ritiro, ha continuato a frequentare l’ambiente collaborando con l’allenatore della nazionale Giorgio Longhi. Max ha accettato di lavorare come talent scout, ha preso il patentino di allenatore (nel 2005), ha giocato nel Jurassic Bowl (chiamato così perchè vi partecipavano i campioni del passato) ed è stato nominato 'capitano a vita della nazionale italiana'. Alla fine, Max Bertolani, non ha resistito alla tentazione di aggregarsi nuovamente ad una squadra. Nel 2007, ha militato nei Rhinos Milano. Nel 2008, giocherà con i Lions Bergamo. Essendo il football americano uno sport minore, la sua brillante carriera gli ha procurato poche apparizioni sui mezzi di comunicazione. Proprio per questo, ora che è famoso, vuole aiutare lo sport che ama facendolo conoscere al grande pubblico. Le iniziative che ha studiato, per raggiungere lo scopo, sono molteplici. Ce le illustra lui stesso, in questa intervista esclusiva.

 
Max Bertolani
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Max, come speri di far crescere la popolarità del football americano nel nostro paese?
“Innanzitutto, facendolo giocare ai ragazzi. Collaboro con il Maft, un centro in cui si insegna il football americano, il martedi ed il giovedì, dalle 21 alle 23. Il Maft è in Via Olivieri 9, a Milano.  Non accettiamo chiunque perchè il football americano non è per tutti: ci vogliono il fisico e la volontà di allenarsi in modo serio, per un lungo periodo. NeI football americano, i risultati non si ottiengono dalla sera alla mattina. E’ così anche nella vita, ma i giovani non lo sanno perchè credono alla favola del 'tutto e subito' inventata dai mezzi di comunicazione.  Non essendo abituati a lavorare sodo, a concentrarsi, a fare sacrifici fin da ragazzi, quando crescono, crollano davanti alle difficoltà della vita. Il football americano, è un modo per prepararli alla vita reale.”

(SEGUE - La filosofia del football secondo Bertolani: "L'Italia crescerà solo facendo venire gli allenatori americani, non i giocatori...")

Dal football americano a sex symbol: Max Bertolani si svela ad Affari
Lunedí 17.12.2007 22:50

Per diffondere questo messaggio, è necessario avere spazio sui mezzi di comunicazione.
“Per questo, curo la rubrica 'Touchdown & Sport Life', ogni lunedì dalle 20:40 sino alle 21:00, sulla rete Play Tv (canale 869 di Sky). Parlo di football americano con termini semplici, in modo che tutti possano capire. Negli anni 80 e 90, il mio sport era in televisione ogni settimana. Venivano trasmesse le partite più spettacolari della NFL, c’erano i presupposti per rendere popolarissimo il football americano. Quelle telecronache, però, non ebbero il successo sperato perchè i commentatori usavano termini gergali come quarterback, defensive-end e linebacker. Il grande pubblico non capiva cosa stessero dicendo e cambiava canale. Se avessero usato termini come regista, attaccante e difensore, tutti avrebbero capito il ruolo di ogni giocatore e cosa succedeva durante la partita. Il calcio è popolare anche perchè è di facile comprensione. Infatti, in ogni paese ne traducono i termini. Lo stesso nome del calcio, cambia a seconda del paese. In Inghilterra, lo chiamano football. In Germania, fussball. In Spagna, fùtbol. In Portogallo, futebol. Negli Stati Uniti, soccer. L’importante non è usare parole anglosassoni per sembrare colti, ma riuscire a rendere popolare lo sport di cui si parla.”                

Quale campione di football americano, può costituire un esempio per i giovani?
“Maurizio Barbotti perchè è un atleta conosciuto anche all’estero - ha giocato nei Barcellona Dragons - e mette a disposizione dei compagni la sua esperienza trasmettendo i valori positivi del nostro sport (lo spirito di sacrificio, la passione, l’importanza di fare gruppo). Nel football americano, ci sono un gran numero di campioni che meriterebbero maggior rispetto da parte dei mezzi di comunicazione. Per farli consocere al grande pubblico, ho in cantiere un’iniziativa: la squadra del cuore. Sarà una formazione che disputerà tre o quattro partite all’anno, coinvolgendo personaggi dello spettacolo in qualità di testimonial. Raccoglieremo fondi da destinare a chi ne ha bisogno e faremo avere al football americano un riscontro importante in termini di pubblicità. Sono convinto che questa squadra entrerà nel cuore degli italiani.“

 
Max Bertolani

Se la NFL organizzasse alcune partite in Italia, aiuterebbe la diffusione di questo sport?
“Non credo che lo farà, perchè la NFL ci ha sempre snobbato. Dal 1995 al 2007, è esistita la NFL Europe e nessuna squadra italiana ne faceva parte. Ora la NFL ha deciso che questa lega non serve più ed ha programmato delle partite del campionato americano nel nostro continente. Ebbene, nessuna di queste partite si svolgerà in Italia. Quindi, se vogliamo fare crescere il football americano in Italia, dobbiamo pensarci da soli.”

La più forte squadra italiana, in quale campionato americano sarebbe competitiva?  
“I Lions Bergamo, potrebbero competere alla pari con le più forti squadre del liceo e con le squadre di medio valore del campionato universitario. Il paragone con la NFL, non è proponibile.” 

Come si può alzare il livello delle nostre squadre?
“Facendo venire gli allenatori americani, non i giocatori. L’importante è che i tecnici americani capiscano che i nostri giocatori durante il giorno lavorano e si dedicano al football la sera. Inoltre, da noi gli atteggiamenti militareschi non funzionano. Negli Usa, molti allenatori sono sergenti di ferro che urlano (invece di parlare) e controllano quello che fanno i giocatori anche nella vita privata.”

Luca De Franco

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