Max Bertolani è famosissimo per aver partecipato a programmi televisivi di successo come “Uomini e donne”, “La sai l’ultima”, “Beato tra le donne”, “L’Italia sul Due”, “Miss Muretto”, “On The Road”, “Quelli che il calcio”, “Vivere”, “L’estate sul Due”, “Rock Tv Database”, “Spazio disponibile”, “I soliti ignoti” e “Modeland”. Bertolani è anche conosciuto come testimonial di linee di abbigliamento, orologi, riviste e progetti di beneficenza. La sua popolarità è aumentata in modo esponenziale nell’ottobre 2004, quando ha posato per la copertina di For Men Magazine (che ha registrato vendite record). Prima di lavorare nel mondo dello spettacolo, però, Max era già affermato come giocatore di football americano.
Ha iniziato a giocare nel 1981, vincendo quattro scudetti consecutivi con i Rhinos Milano, partecipando a due campionati europei con la nazionale (1993 e 1995) e venendo selezionato per l’All Star Game (1993). Dopo il ritiro, ha continuato a frequentare l’ambiente collaborando con l’allenatore della nazionale Giorgio Longhi. Max ha accettato di lavorare come talent scout, ha preso il patentino di allenatore (nel 2005), ha giocato nel Jurassic Bowl (chiamato così perchè vi partecipavano i campioni del passato) ed è stato nominato 'capitano a vita della nazionale italiana'. Alla fine, Max Bertolani, non ha resistito alla tentazione di aggregarsi nuovamente ad una squadra. Nel 2007, ha militato nei Rhinos Milano. Nel 2008, giocherà con i Lions Bergamo. Il suo coinvolgimento nel mondo sportivo, però, non si limita al football americano. Ce lo spiega lui stesso, in questa intervista esclusiva.
Parlaci del tuo lavoro di Strenght Conditioning Coordinator
“Lo S.S.C. è una figura nuova nel mondo sportivo italiano, ma che esiste da decenni in quello americano. Lo S.S.C. è un preparatore atletico, un motivatore, un tecnico specializzato nello sviluppo della forza fisica e collabora con l’allenatore della squadra. Il lavoro dello S.S.C. è molto importante sia prima che durante la stagione agonistica. Deve far arrivare gli atleti nella migliore condizione fisica e mentale all’inizio del campionato e mantenerli al top fino all’ultima giornata. Sono stato S.S.C. della squadra di calcio femminile di Roma, dove ho conosciuto la mia attuale compagna Roberta Antignozzi. E’ una delle migliori giocatrici d’Italia, ha militato nella Lazio, nella Roma, nell’Inter, è stata convocata in nazionale ed ha vinto due scudetti. Avendo lavorato un anno con la Roma, so quanto si impegnano le calciatrici e mi dispiace che non siano famose quanto i loro colleghi.”
Quale sport ti piace praticare?
“Il calcio. Gioco nella nazionale formata da artisti televisivi e stelle dello sport. Di recente, ho avuto il piacere di giocare con due grandi campioni come Gianfranco Zola e Yuri Chechi. Un’altra mia passione è la boxe. L’ho anche praticata, da ragazzo. Sono un fan di Rocky Balboa, ho comprato i dvd di tutti i film. L’ultimo della serie mi ha entusiasmato, riportando alla luce le emozioni provate guardando il primo film. Rocky Balboa trasmette sempre un messaggio positivo: i risultati si ottengono lavorando duramente, per molti anni, e superando le difficoltà. Purtroppo...".
( SEGUE )
Purtroppo?
"Nella società odierna, questo messaggio non viene ripetuto abbastanza. Troppi giovani pensano che sia possibile avere successo in fretta, senza sudare. Quando si accorgono che nulla si ottiene con facilità, vengono presi dal panico e falliscono il loro obiettivo. In qualunque settore lavorativo, per ottenere dei risultati, bisogna applicare i principi di Rocky Balboa.”
Negli Usa, l’Arena Football sta avendo enorme successo. Cosa pensi di questa versione del football americano?
“La prima volta che ho visto l’Arena Football, mi ha fatto impazzire: le squadre sono composte da otto giocatori e le regole sono studiate in modo da consentire azioni molto veloci. Inoltre, si gioca all’interno dei palasport e questo permette al pubblico di stare al caldo. Non mi stupisce, quindi, che alle partite siano presenti 12mila spettatori e che la scorsa stagione abbiano venduto un numero record di biglietti (oltre 2milioni). In Italia hanno provato a giocarlo, ma all’aperto e senza modificare le regole del football americano. Tutto questo è contrario al principio che ha ispirato l’Arena Football: giocare nei palasport, in modo più spettacolare, per raggiungere anche quel pubblico che non ama il football classico.”
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| Max Bertolani, uomo copertina |
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Quali sono i tuoi progetti futuri?
“Vorrei portare il football americano sulla spiaggia di Falconara, vicino ad Ancona. Starei lì, insieme ad altri giocatori, la prossima estate, per mostrare alla gente cos’è il football americano. Inviterei tutti a giocare con noi. Ovviamente, senza contatto fisico. Ci si può divertire anche solo lanciando e ricevendo la palla. Negli Usa, giocare senza contatto, viene chiamato Flag Football. Ne hanno fatto un vero sport. Alla più recente edizione del campionato mondiale, in Corea, ha preso parte anche la nazionale italiana. Attraverso il Flag Football si impara a conoscere il football classico e questo può aiutare a riempire gli stadi. E poi..."
Poi?
"Un altro progetto a cui tengo molto è far crescere il mio programma televisivo. Si chiama 'Touchdown & Sport Life', va in onda ogni lunedì, dalle 20:40 sino alle 21:00, sulla rete Play Tv (canale 869 di Sky). Parlo di football americano con termini semplici, in modo che tutti possano capire. Vorrei che il programma diventasse di 30-45-60 minuti. Questo sarà possibile solo se avremo grande successo sia in termini di ascolti che di sponsor.”
Luca De Franco
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