Creato da mikacine il 15/01/2008
un blog dedicato ai cinefili

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Macchine mortali

Post n°758 pubblicato il 15 Gennaio 2019 da mikacine
 
Foto di mikacine

Nell'ultimo decennio l'unione fra lo stile steampunk/post-apocalittico e quello young adult ha dato vita a romanzi di enorme successo da cui la settima arte non è riuscita a rimanere indifferente. Ed ecco che da Hunger Games in poi si è avuta un'escalation di prodotti più o meno riusciti,fino ad arrivare a questo blockbuster prodotto dal guru Peter Jackson.

Una guerra lampo - chiamata la Guerra dei Sessanta Minuti - ha devastato la Terra portando l'umanità sull'orlo del baratro. Per sopravvivere e combattere contro l'estinzione alcuni sono ripartiti ovviamente dalle macerie di quell'olocausto,ricostruendo le città,mentre altri hanno ideato una maniera più evoluta per poter vivere e farlo meglio,quella di trasformare le città in vere e proprie metropoli itineranti che,spostandosi in continuazione,cercano carburante e risorse varie. Londra,la più grande fra tutte,è famigerata per i suoi modi colonizzatori nei confronti delle altre città trazioniste e dietro al suo modus operandi nasconde una verità molto scomoda e subdola: il suo viaggio ha uno scopo ben preciso,quello del dominio su tutto e tutti.

Plot affascinante con un'idea di base abbastanza originale ma che cade malamente nella banalità mano a mano che la trama si "disincastra": cattivi ovvi,buoni senza quella verve epica ed un finale piuttosto scontato fanno capire allo spettatore come film simili (si pensi a Waterworld o Mad Max) siamo di un livello superiore e che lo young adult forse ha sparato tutte le sue cartucce...

 
 
 

Bumblebee

Post n°757 pubblicato il 14 Gennaio 2019 da mikacine
 
Foto di mikacine

Quando si pensava che la saga incentrata sui Transformers non avesse più nulla da dire - già dal terzo film probabilmente.. - ecco che arriva uno spin-off/reboot dedicato al personaggio più simpatico,quel Bumblebee amico dei Witwicky.

La storia si svolge nel 1987,ben prima gli eventi del primo film,dove un robot cybertroniano viene trovato da una ragazzina molto scaltra. Sotto forma di maggiolino il nome del robot è Bumblebee,combattente Autobot che è stato inviato da Optimus Prime proprio dal pianeta Cybertron dove,oramai da anni,infuria una guerra civile contro i Decepticon e la loro smania di potere. Fra i due nasce un'amicizia speciale e la ragazzina trova in Bee un compagno speciale in grado di farle tornare il sorriso perduto,ma il tutto viene ovviamente intralciato da una spedizione di Decepticon e dal governo americano che intravede una possibile invasione aliena da dover contenere e combattere.

Niente di nuovo insomma e probabilmente la cosa migliore del film sta nella colonna sonora eighties (Smiths,Bon Jovi,A-ha e Duran Duran) e nella bravura della giovane protagonista Hailee Steinfeld,il resto è già stato visto e rivisto in più di un'occasione.

 
 
 

Bohemian Rhapsody

Post n°756 pubblicato il 20 Dicembre 2018 da mikacine
 
Foto di mikacine

Confrontarsi con un mito è sempre difficile ed artisticamente pericoloso perchè il paragone diventa obbligatorio e spesso un ostacolo insormontabile. Quando anni fa si è saputo dell'idea di sviluppare un biopic su quello che probabilmente è l'artista musicale più amato ed influente dello scorso secolo l'attesa cresceva di pari passo con la (giusta) preoccupazione per la buona riuscita del progetto. Sicuramente,poi,le problematiche nella produzione degli ultimi mesi - il licenziamento del regista Bryan Singer su tutti.. - non hanno per nulla tranquillizzato i fan dei Queen. E invece...


Siamo nel 1970 ed un giovanissimo Freddie Mercury - ancora conosciuto come Farrokh Bulsara.. - si unisce a due musicisti esordienti,Brian May e Roger Taylor,che componevano il gruppo musicale chiamato Smile,assieme al nuovo bassista John Deacon. La band,grazie anche alla strepitosa bravura da frontman di Mercury,inizia a farsi strada nei pub cittadini e non,fino ad avere la possibilità di firmare per la famosissima casa discografica EMI. Decidono per un nome più imponente ed inequivocabile,Queen,e fra problemi comportamentali,amori intensi ed equivoci,canzoni diventati veri e propri inni,il quartetto inglese inizia a scalare le classifiche di tutto il mondo imponendosi come la rock-band più famosa del mondo. Niente sembrava poterli fermare,forse...

Uno dei biopic più belli,intensi ed emozionanti che abbia mai visto. Potente come la voce di Mercury ma anche fragile come la sua persona,così in bilico in un mondo che lo soffocava e che,probabilmente,lui stesso non capiva fino in fondo. Forse anche grazie a questo malessere i Queen sono stati in grado di regalarci alcuni dei pezzi più famosi di sempre,delle leggende che non solo i fan della band conoscono e che scandiscono le vite di tutti. Un particolare applauso va al protagonista Rami Malek ,così bravo e simile al vero Freddie da sembrarne un clone,mai banale e per nulla ruffiano. Fino ad ora il miglior film dell'anno!

 
 
 

Red Zone - 22 miglia di fuoco

Post n°755 pubblicato il 07 Dicembre 2018 da mikacine
 
Foto di mikacine

Quello fra Peter Berg e Mark Wahlberg è un sodalizio che oramai va avanti da qualche anno e non sempre con risultati all'altezza delle aspettative. Berg è un buon regista di action movie adrenalinici e drammi coinvolgenti (Battleship,Hancock,Boston - Caccia all'uomo) e Wahlberg si barcamena fra i più tosti film del panorama mondiale.

Questo Red Zone non si discosta da una normalità basilare nella sua trama: un gruppo di agenti della CIA fra i più preparati e senza scrupoli ha il compito di intervenire in situazioni di estrema pericolosità quando anche il governo non riesce. Agisce in un limbo senza regole e senza legge,potendo operare sfruttando ogni mezzo possibile,soprattutto pericoloso ed illegale. Silva (Wahlberg) è il capo di questa squadra d'élite ed è di istanza in Indonesia dove avrà il compito di scortare fino all'aeroporto un agente locale che ha informazioni fondamentali per il governo statunitense. Ci sono 22 miglia dall'ambasciata americana all'aeroporto ed ovviamente sono ricolme di pericoli,di agenti corrotti e di killer senza scrupoli. Ed un colpo di scena finale è dietro l'angolo.

Come detto prima il film non decolla quasi mai,rimane fregato dal mix di thriller e azione che punta a cercare di elevarlo. Non riuscendoci però perchè perde la bussola non arrivando ad essere nè carne nè pesce.

 
 
 

Robin Hood - L'origine della leggenda

Post n°754 pubblicato il 30 Novembre 2018 da mikacine
 
Foto di mikacine

C'è carenza di idee nuove ed originali ad Hollywood e così,ciclicamente,vengono rispolverati vecchi miti nella speranza di dare loro nuova linfa e,magari,farne dei nuovi cult. Dopo i due leggendari personaggi inglesi Sherlock Holmes e Re Artù,ora tocca all'arciere più famoso della cultura pop mondiale e protettore dei disagiati inglesi: Robin Hood.

Il giovane Robin di Loxley è un aristocratico inglese che viene chiamato alle armi per partecipare alle Crociate,lasciando le sue tenute ed il suo amore per ben tre anni. Durante questo periodo il lord conosce gli orrori della guerra e la brutalità dei suoi superiori e quando cerca di cambiare le cose viene rispedito in patria,ferito ed umiliato. Al ritorno a casa scopre che tutti i suoi averi sono stati confiscati dallo sceriffo di Nottingham e che la sua promessa è fidanzata con un politicante giovane ed ambizioso,il tutto perchè lo stesso sceriffo ha fatto credere che il lord fosse morto in battaglia. Qui ritroverà un comandante moro che vuole sovvertire il governo inglese e che necessita dell'aiuto dell'oramai ex lord..

Molta più azione,molta più ironia e due protagonisti più giovani delle ultime trasposizioni. Insomma,un progetto in linea con gli attuali tempi cinematografici e che si discosta parecchio dal più classico film con Costner o alla versione di Scott con protagonista Crowe,ed anche con meno spessore nella trama,ma comunque godibile al 100%.

 
 
 
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