
buenas tarde, popolo di santi e soprattutto di sognatori. Buona notte a questo cubo, etere un po etilico, strumento di sogno e speranza, luogo immaginario di scrittura metaforica, di urgenze terrene e di speranze vane. Buona notte, piccoli grandi scrittori, scapestrati abitatori di tutti i sogni infranti e dei godimenti architettati senza rete. Non è un caso che si senta l'urgenza di inviare la nostra bottiglia nel grande azzurro mare di questo infinito, abitato da ombre senza tempo, luogo, spazio; ombre più reali della realtà, dita che battono tasti come fossero tronchi d'albero da sezionare, per trarne la linfa quotidiana. Buona notte, occhi aperti, nasi pronti ad annusare gli effetti del vino immaginato, buonanotte mani che scorrono febbricitanti, quasi a toccare uno schermo vivo, aperto, che comunica con l'altro unico sempre diverso oltre di noi.

Magica quiete
velata indulgenza
dopo l'ingrata tempesta
riprendi fiato
e con intenso trasporto
celebri un mite
e insolito risveglio
lacantantessa