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Post N° 750

Post n°750 pubblicato il 19 Novembre 2007 da mimbulus

A volte basta davvero un minimo sforzo, un dispendio di energie quasi ridicolo, per riuscire a rialzarsi da terra, scrollarsi di dosso polvere e tristezza, e ricominciare a sentirsi un pochino più leggeri.
A me, è bastata una manciata di ore.
Un paio alla Coop sotto casa, ieri mattina. Solitamente, sono piuttosto veloce nel fare la spesa, mi piace ma tendo ad essere pratica; da quando, anni fa, lessi su Focus un articolo in cui spiegavano la logica precisa in base alla quale sono organizzati reparti e prodotti all'interno dei supermercati, poi, per me è diventata quasi un'esperienza scientifica. Se mi spostano uno scaffale o cambiano l'ordine di esposizione in una corsia, quasi mi destabilizzano...
Ieri mattina, invece, me la sono presa con tutta la dovuta calma. Avevo già la mia bella lista compilata accuratamente (e maniacalmente, con le cose da prendere messe nell'ordine in cui sapevo che me le sarei trovate davanti), e tanto bisogno di prendermi il mio tempo...
Appena dopo mangiato, con Paolo voliamo su a Monzano, nemmeno il tempo di prendere un caffè che eravamo già al lavoro...Il riso che cuoceva nel latte, il mio ometto alle prese con la legna nel camino, io che con una mano mescolavo zucchero e caffè nella tazzina mentre con l'altra pulivo, affettavo e sistemavo una quantità esorbitante di verdure...
Tutto il pomeriggio così. Tagliare, tritare, mixare, sbriciolare, infornare e sfornare...con Paolo, a cui va il mio Grazie del post precedente, per com'è stato presente, attento e partecipe in una maniera che va al di là dell'incredibile...
E' stato tutto semplicemente perfetto.
Non un solo momento di crisi.
C'è stato un momento in cui ho sorriso, fra me e me, sentendomi molto come la mia adorata Izzy di Grey's Antomy - per l'esattezza, lei nella puntata successiva alla morte del suo amato Danny, quando, per sublimare il dolore, comincia a cucinare per giorni interi...
Ecco: c'è chi elabora i propri momenti difficili pulendo, chi andando a correre, io avevo bisogno di cucinare, e di fare qualcosa che andasse al di là del semplice piatto di pasta.
Lo so che può sembrare anche sciocco, ma come accennavo ieri sera ai miei bimbi, discorso poi interrotto dal piacere della serata, per me cucinare per gli altri, e per loro tre in particolare, rappresenta un atto d'amore, di appagare i miei bisogni emotivi appagando i loro, ma più "fisici" e terreni...
E poi, forse altro particolare sciocco, ci tenevo che quella non fosse la solita serata "noi quattro a cena da Paolo" ma, piuttosto, una cosa tipo "cenetta romantica per coppiette"...e, insomma, mancanza delle candele a parte (che il caminetto scoppiettante ha comunque degnamente sostituite), penso proprio di esserci riuscita...
Per me è stato Importante.
Per una volta, ho fatto le cose che volevo senza farmi prendere dalla mia solita "ansia da prestazione", ma con la sicurezza e la tranquillità che sarei perfettamente riuscita nel mio intento.

E poi Ale. A cui l'altro giorno ho mandato un messaggio disperatissimo, proprio mentre ero lì, sull'orlo del baratro, e mi aggrappavo a qualsiasi cosa pur di non lasciarmi andare. Un messaggio in cui gli facevo una richiesta ben precisa.
Ma sapevo che non l'aveva letto, che in questi giorni era stato preso da altre cose ben più importanti e che il cellulare era stato sempre spento (...da uno che è capace di tenerlo spento anche per una settimana intera di seguito, ci si aspetta questo ed altro! ;)) e quando ieri mattina l'ho incrociato mentre usciva dal turno alla Coop, non me la sono sentita di chiederglielo a voce...Ecco...Insomma...Quando questa mattina ha riacceso il cellulare, ha letto il mio messaggio e mi ha chiamato, prostratissimo, e l'ho sentito così profondamente, sinceramente dispiaciuto del non aver letto in tempo, del non essermi potuto stare vicino come gli avevo chiesto...Ecco...Sentirlo proprio così...Ho socchiuso gli occhi. Ed ho pianto.
Poche, caldissime lacrime liberatorie.
E stasera di nuovo Noi, di nuovo la nostra complicità, l'essere in mezzo agli altri ma sfiorarci con lo sguardo e ridere ognuno per ciò che si sa che sta sicuramente pensando l'altro...e stare in macchina, a morire di freddo, fino alle 2, per parlare delle solite, stesse cose e persone...discorsi fatti mille volte e che mille volte rifaremo...
Perchè è rassicurante.
E' il sapere che, Io&Lui, siamo sempre A Casa...
Grazie, Ale.
Non te lo dico mai, e probabilmente, se mai lo leggerai, sarà fra un mese o forse più, ma io te lo dico lo stesso...:

Ti voglio bene.

 
 
 
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