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Post N° 770

Post n°770 pubblicato il 18 Dicembre 2007 da mimbulus

[[Sì, Chià. Sabato mattina, mentre giravo con mamma in centro, mi sono infilata dentro la mia libreria preferita e ne sono uscita tenendolo stretto.
Quando, nel mio commento, ti ho detto che non riuscivo a smettere di pensarci, non scherzavo affatto...e mi ci sono immersa, fino in fondo.
Come trattenere il respiro e rimanere qualche secondo in più in apnea, con l'acqua fin sopra la testa.
E, soprattutto in alcuni momenti, ti ho pensata.
Ho pensato che, per quel poco che posso dire di aver capito di te in questi mesi, capivo perfettamente perchè ti era piaciuto tanto.]]

Allora, il colloquio.

Innanzitutto, sono arrivata sotto la sede della cooperativa con 20 minuti di anticipo sull'appuntamento e, dopo qualche secondo di indecisione ("Fare la figura di quella troppo in anticipo e salire, o fare quella che non arriva perchè nel frattempo finisco ibernata?") mi infilo dentro il portone.

Mi apre una signora gentilissima che mi dice che le persone con cui ho appuntamento non sono ancora arrivate e mi fa accomodare...Puntualissime, loro arrivano e comincia lo show.

L'atmosfera è molto serena e informale, ci sono tre signore, responsabili una del personale, una delle scolastiche ed una delle domiciliari.

Mi fanno compilare la classica domanda di lavoro poi si comincia con il parlare della mia esperienza nella comunità per minori...
Spiego loro il perchè della scelta del servizio civile, di quanto sia stato indubbiamente duro i primi tempi data la mia inesperienza, e di quanto, comunque, sia io sia i miei responsabili siamo rimasti più che soddisfatti del mio percorso.
Poi, mi chiedono se ho avuto qualche tipo di esperienza con l'handicap, e lì rispondo che si tratta di un'esperienza di tipo personale perchè, gli dico, mio fratello frequenta un certo centro diurno per disabili. Lì, la tipa del personale - Tiziana, credo si chiami - sobbalza e mi chiede chi è mio fratello.

Apro e chiudo una parentesi: mio zio, il fratello di mia madre, è un personaggio straconosciuto in città in quanto pseudo-insegnante, fanta-giornalista (nel senso che è una cosa tutta nella sua testa, come il fantacalcio...continua ad iscriversi all'albo ma non scrive più un articolo tipo da 15 anni...il che è meglio!) e soprattutto allenatore di calcio dell'Eccellenza più o meno da sempre...Conosce all'incirca chiunque e non c'è persona che non dia il meglio in favoritismi e riverenze quando sa che siamo imparentati con lui - vedi un po' che la cosa possa aiutare il figliolo con la passione per il calcio eh!
Ecco, questa cosa di essere sempre "la sorella di" a mia madre ha sempre rotto un sacco le scatole...
Beh, a me succede lo stesso.
Esempio: settimane fa vado a prendere delle cose nella cartoleria del quartiere dove sono cresciuta, vicina alle scuole medie frequentate sia da me che da Ciccio. Ora, io non ci mettevo più piede da circa 10 anni, mio fratello da molto, molto più tempo di me...Entro, e con un briciolo d'emozione vedo che c'è sempre la stessa, solita signora dietro il bancone, ora con gli occhialini ed i capelli un po' ingrigiti, ma sempre lei. Ero sola, specifico. Le chiedo quello che mi serve, poi dopo un po' mi guarda e mi fa: "R., vero?" ...ed io lì che mi sciolgo in un brodo di giuggiole, cullandomi nell'immagine romantica della vecchia cartolaia che ricorda i nomi di tutti i "suoi" piccoli studentelli anche dopo una vita intera...semi-commossa, "Sì, R..."...E lei?? Lei cosa mi risponde???? "Ah, la sorella di Alessio quindi!".
Stunf. Piombo a terra.
Mia madre è la sorella di Alberto.
Io sono la sorella di Alessio.
-________________-
Parentesi chiusa.

La signora fa un po' la stessa cosa, quando le dico il nome si illumina tutta, spalanca un sorriso e fa sì sì con la testa.
Questa storia dell' "esperienza personale" sembra farle impazzire tutte e tre, cominciano a trattarmi manco fossi la reincarnazione della Montessori...
Un anno con il disagio minorile ed una vita di *esperienza personale* ed ho salvato il mondo, a quanto pare...!
Sono non poco perplessa, da questa cosa, ma, dato che comunque la loro esaltazione sembra giocare a mio favore, mi faccio i fatti miei e sto zitta.
Mi chiedono se ho esperienza con lo psichiatrico o con gli anziani.
Rispondo che l'unico tipo di servizio che ho svolto con gli anziani risale al mio anno e mezzo come pioniere della Croce Rossa, e quelle sono già lì che scalpellano un blocco di marmo per la mia statua.
Mi chiedono se conosco la LIS (* Lingua Italiana dei Segni) o il Braille; rispondo che no, non li conosco, ma mi piacerebbe poter colmare questa mia lacuna anche se so che, purtroppo, corsi, a Terni, non ne esistono...e loro stanno già facendo il numero della Signora Trelkowsky per far resuscitare Louis Braille in persona apposta per me.
Mi chiedono, infine, che altro tipo di interesse od attitudine ho, e rispondo che, in questo periodo, sto seguendo un corso di grafica multimediale non solo per interesse personale, ma anche nella prospettiva di realizzare software didattici specifici per la disabilità di vario grado, e tutte e tre sono praticamente inginocchiate ai piedi del Papa invocando il "Santa subito!"

Insomma.....Sì, per carità, l'entusiasmo mi faceva anche piacere, però...via...un po' esagerato...a tratti imbarazzante!

Comunque, me ne sono uscita un po' interdetta ma soddisfatta, con l'impegno da parte loro di presentare i risultati del colloquio al presidente della cooperativa, attualmente in malattia, e poi farmi avere notizie.

Io non voglio essere troppo ottimista, ché sono sempre quella che si para il fondoschiena a dosi di sano pessimismo, che molto spesso è solo realismo, però...beh, però sarebbe proprio un gran bel regalo di Natale!


 
 
 
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