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Post N° 782

Post n°782 pubblicato il 18 Gennaio 2008 da mimbulus

PASSI SULL'ASFALTO

Ieri mattina mio padre mi ha chiesto di accompagnarlo a consegnare un documento in un ufficio accanto ad una delle due più importanti piazze della città.
Ci mettiamo in macchina, e pochi metri dopo, fermi al semaforo che incrocia Viale Benedetto Brin, viale per buona parte occupato dalle mura di quella che, qui, chiamiamo semplicemente l'Acciaieria, ma che ormai l'Italia conosce come l'altra Thyssen, cominciamo a vedere il lento incedere di tanti uomini vestiti di blu.
Bandiere, sindacati, giubbotti catarinfrangenti, scarpe di sicurezza, caschi protettivi, facce di uomini seri ed assorti, altre di giovani con l'aria scanzonata di quando a scuola si faceva l'assemblea di istituto ed anche se ci dovevi andare lo stesso era comunque un giorno di festa, in qualche modo.
Metalmeccanici in marcia.
Papà era quasi emozionato.
"Era tanto che non vedevo più un corteo dei metalmeccanici".
Abbiamo fatto tutta la strada a passo d'uomo dietro di loro, dato che il nostro tragitto coincideva con il loro, e mi hanno fatto una gran pena...per tutto quello che è successo e che continua a succedere, perchè questi tedeschi adesso minacciano anche chi non ha paura di parlare, perchè si sbrigano ad urlare ai quattro venti che quello che è successo, è successo per colpa dei lavoratori - quegli stessi lavoratori che adesso giacciono inquieti sotto metri di terra, perchè hanno detto che se non si fossero sentiti in grado di lavorare per tutte quelle ore consecutive si sarebbero potuti rifiutare - salvo, poi, ritrovarsi in mezzo ad una strada.
Pensavo forte alla mia amica Lara, ieri mattina, dietro il corteo.
Pensavo al fatto che, ormai, lei e Luca dovrebbero aver finito di sistemare la casa in cui stanno per andare a vivere insieme, e su cui lavorano ormai da un paio d'anni.
Luca ha più o meno l'età di Paolo, credo 32 o 33 anni, è di Orte, e tutti i giorni viene a fare il suo turno di lavoro all'Acciaieria. Lui manovra un macchinario che non ricordo come si chiama, ma che serve a caricare, spostare e scaricare grossi quantitativi di materiale.
Pensavo a Lara e Luca, ieri.
Mi chiedevo come si potrebbe sentire, una ragazza di 27 anni, a sapere che, in un posto identico a quello in cui si reca ogni giorno l'uomo con cui ha appena scelto di condividere una vita, sono morti sette giovani come lui.
Questo è il perchè della foto.
Che non è un granché, perchè c'era un tempo da schifo, e stavo anche guidando e c'erano i vigili...ma è il mio modo di essere Presente.


 
 
 
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