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Post N° 44

Post n°44 pubblicato il 10 Aprile 2008 da remo.lanotte
Foto di remo.lanotte

Siamo stati contagiati da una feroce malattia: l'olistite laida. Colpisce le coppie di amanti, si contrae unicamente per via pneumolimbica, alitandosi reciprocamente e contemporaneamente sulla nuca.
Io mi considero un essere smaliziato e nutrendo qualche dubbio sulla congruità dell'anamnesi ne ho parlato per giorni con Eleonora, la mia socialmente endemica compagna, sviscerando le problematiche meglio di un pescivendolo con branzini e orate. Lei, fortunatamente, é impiegata al ministero della sanità e quindi ha accesso ad informazioni riservate, ha sentenziato "esiste un test". Dopo un lungo periodo di ricerca, mentre la malattia inesorabile ci consumava, siamo riusciti a costruire una ipotesi di verifica da praticare con meticolosità. I presupposti compositi piuttosto complessi ci hanno duramente provato, finalmente il 2 marzo il laboratorio ha preso il via. La luna era favorevole. La settimana prima ci eravamo dipinti i chakra con i colori canonici (che non stò qui ad elencare per non insultare la vostra intelligenza) rigorosamente con tinte idrosolubili che ci hanno impedito abluzioni e sudate di qualsivoglia genere. A febbraio avevamo preso ripetizioni di aramaico antico onde recitare i lunghissimi mantra con sufficiente padronanza.
Abbiamo acquistato su ebay un didjeridoo degli anni '60 garantito in si bemolle e speso qualche mille euro per imparare la respirazione circolare antistatica retroversa in uso esclusivamente presso una dimenticata tribù del sud Australia.
Per gli indumenti confesso di essermi preoccupato non poco, calzoni tailandesi rosa antico e casacca di papiro.
La stanza era illuminata da 36 barrette di incenso importate dall'honduras britannico.
La musica era stata registrata da un giovane lemure reso ebbro da un bicchiere di Rum ambrato delle Antille e messo davanti ad una tastiera yamaha del '85. La combinazione era traumatica, ma noi indefessi abbiamo perseverato. Finalmente si inizia. Alle 13:26 parte la musica e 4 minuti dopo Eleonora si cimenta nel primo mantra. Alle 16:00 siamo stati interrotti dalle forze dell'ordine che preoccupate dai numerosi ricoveri in otorino e neuro di molti tra i nostri vicini, chiedevano lumi. Aggiungevano anche estasiati che se non fossero stati in servizio si sarebbero uniti volentieri. Ricordo che abbiamo osservato (Eleonora ed io) quanta solerzia fosse presente i quegli uomini. Ero emozionato, quando è giunto il mio momento del mantra ho avuto un attimo di esitazione, poi la forza della meditazione si è impossessata del mio inconscio e tutto è filato via sino alle 18:15. Il rito è entrato nel vivo quando Eleonora si è cimentata con il didjeridoo mentre io compivo lente capriole su un tatami di vimini.
Alle 23:30 dopo aver consumato un sushi di pesce volante e celacantide opulus e bevuto the verde-scuro. Abbiamo tentato di alitarci comtemporaneamente la nuca. Un successo! abbiamo provato decine di approcci. Mai ci è riuscito di praticare la pericolosa posizione. Eravamo guariti!
Non vedo più Eleonora da quel giorno fortunato. Ho quasi dimenticato il senso di parole come tantra, tai chi, rebirthing, sudoku, king kong o rintintin, mi straffogo di birra, mi gonfio di wurstel e crauti, rutto in tutte le lingue, non piango più e se vedo un anziano che vuole attraversare, lo accompagno in mezzo al traffico poi fuggo millantando che sono un medico ed ho una chiamata urgente. Sto proprio bene. Sì!, sono guarito.

 
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