Creato da m.oebius il 20/06/2007

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Biografie casuali

Post n°12 pubblicato il 21 Settembre 2007 da m.oebius
 
Tag: Storie, Zoo

  • Otto von Bismarck (1815-1898)

Appassionato cultore di gastronomia, deve la sua immortalità alla sua singolare abitudine di nutrirsi quasi esclusivamente di uova. Ideò e realizzò una serie di ricette straordinarie aggiungendo quest'unico elemento a piatti già esistenti e perfettamente edibili che volle magniloquentemente ribattezzare col suo nome, ottenendo come unico scopo di renderli più pesanti e indigesti (filetto alla Bismarck, bistecca alla Bismarck, pizza alla Bismarck, asparagi alla Bismarck, fette di pane fritto alla Bismarck, Bismarck alla Bismarck, praticamente lui stesso con un uovo sopra). Famosa la sua ricetta per cucinare le uova sotto i bombardamenti nemici in trincea, aggiungendo fettine di prosciutto appositamente recuperate.
Durante tutto il corso della sua vita non bevve mai neanche un sorso d'acqua, particolarità che, unitamente al suo lavoro presso la Corte d'Appello di Schonhausen, gli valse l'appellativo di "cancelliere di ferro".

  • Zenone di Elea (430-495 a.C.)

Amante dei paradossi e, per breve periodo del maestro Parmenide, passò alla storia per l'ostinata volontà di confutazione di qualunque argomento logico il maestro avesse precedentemente cercato di insegnargli. Come prima cosa volle invertire le sue date di nascita e morte (come risulta evidentemente dalle date in parentesi), giungendo a darsi la morte per il solo motivo che ormai aveva scritto 430 a.C. sulla lapide solo per fare una prova e non voleva spendere soldi per farsene intagliare un'altra.
Ma ben più noti sono i famosi paradossi (o aporìe) di Elea, scritti in età avanzata e segretamente dedicati ad una fanciulla che non riuscì mai ad avvicinare:

a) per quanto possa correre Achille non raggiungerà mai la tartaruga se questa è partita prima di lui (scritto allo scopo di dare dignità filosofica al fatto che, per quanto cercasse di inseguirla, Elea si mostrava inevitabilmente più veloce di lui).

b) la freccia in volo sta ferma (scritto allo scopo di dare dignità filosofica al fatto che, per quanto cercasse di tenersi in esercizio, la sua corsa appresso ad Elea assomigliava all'annaspare di un criceto nella ruota).

Di notevole spessore il suo contributo all'arte della dialettica, di cui può a giusto titolo essere considerato il fondatore. Ecco un frammento di un suo famoso discorso:

Zenone-Elea, vieni qui che ti spiego il paradosso della velocità.

Elea-Vado ancora al ginnasio, è il programma dell'anno prossimo.

Zenone-Elea ti prego, avvicinati almeno un po'.

Elea-Non ci penso nemmeno, puzzi come un caprone.

Zenone-((muovendosi impercettibilmente ma inesorabilmente verso Elea) Vedi Elea, Achille non riuscirà mai a raggiungere la tartaruga finché essa si muove, perché dovrà prima percorrere lo spazio che lo separa adesso dalla tartaruga e quella nel frattempo avrà percorso un altro spazio e mentre Achille avrà percorso questo nuovo spazio, la tartaruga ne avrà percorso un altro, anche se piccolissimo e così all'infinito... Elea...ti sei mossa, ti ho visto.

Elea-Applico il principio per vedere se è vero.

Zenone-Allora vieni qui che la pratica la facciamo insieme. (qui il frammento si interrompe bruscamente)

  • Paolo Iglesias Montero (1971)

Fisico uruguayano, noto per il contributo fornito alla meccanica empirica con le sue dimostrazioni ripetute e convincenti della legge sull'impenetrabilità dei corpi. In Sudamerica divenne personaggio letterario, descritto nelle favole come orco cattivo e mangiabambini ed in qualche caso trovandosi anche associato ad immagini quali spaccagambe o trituraossa, dovute probabilmente alla fama del padre come valente ortopedico. E' sovente tutt'oggi ancora evocato come spauracchio dalle mamme uruguayane per convincere i propri figli a prendere le medicine o a smettere di frignare con le parole "finiscila, altrimenti chiamo Montero".
Di carattere socievole, rimase nelle cronache un suo diretto al mento di un avversario durante un'innocente partita di calcio. Richiesto delle motivazioni che avevano originato il gesto rispose "mi aveva pestato l'ombra in area".
Il suo lascito spirituale rimasto celebre è: "l'unico centravanti buono è un centravanti morto".

 
 
 
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