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Post n°360 pubblicato il 27 Giugno 2015 da mohamed21

 

(Violazione dei diritti del mondo animale)

 

Il problema della corrida va visto nel suo insieme e nel suo sviluppo antistorico.
Come già sapete, o mi auguro che da qualche parte l'abbiate saputo, Colombo scoprì l'America nel quattrocentonovantadue e fece la fortuna degli spagnoli per oltre cento anni. Sul finire del cinquecento, però, l'immenso impero di Filippo II entrò in crisi e gli spagnoli non si ripresero più per oltre quattrocento anni. Per cercare di tenere testa al loro grande crollo psicologico ed alla loro immensa delusione, gli spagnoli si cimentarono nei passatempi più singolari pur di tentare di tirare a campare. Iniziarono a pensare quadridimensionalmente e si inventarono dei giochi incredibili e forzatamente simili alla biografia di Cristoforo Colombo. In un'arena cittadina riprodussero degli eventi concitati e denominarono tale eventi "corrida"; immaginarono Cristoforo, il nostro arci noto Colombo, rinchiuso in un'arena e lo circondarono di animali brutti, scuri, grandi, sudati, pericolosi, irascibili, permalosi e molto simili ai bisonti americani del millequattrocentonovantadue.

Mi state seguendo ?
Mi auguro di si.


Quindi, ogni volta che vediamo una corrida è solo e soltanto l'effetto placebo di cui necessitano i nostri amici spagnoli quattrocentonovantaduisti. Per loro il torero è Colombo e la corrida è il nuovo mondo che sta per entrare in loro possesso.
Nel quarantasette alle Nazioni Unite ci fu un dibattito serio ed indignato sulla liceità o meno della corrida ad oltre cinque secoli dalla morte del nostro caro. Di fronte all'assemblea Generale delle Nazioni Unite in seduta plenaria, un gruppo di francesi fortemente contrari all'uccisione dei tori sostenne che l'effetto placebo per gli spagnoli si potesse ugualmente ottenere anche con l'utilizzo di tori di plastica, e che la pratica della corrida fosse una grave e palese violazione dei diritti del mondo animale. Tradizionalisti spagnoli, invece e all'opposto, sostennero che la loro tristezza era enorme e che l'unico rimedio efficace fosse l'utilizzo di tori veri come veri furono i bisonti dell'epoca di Colombo Primo il fascio. Dal loro punto di vista il divieto di violazione dei diritti del mondo animale deve prevedere delle deroghe che tengano in considerazione la specificità del caso ispanico. Inamovibili concluserò il loro intervento dicendo che " la Spagna non intende assolutamente rinunciare all'unica cura che gli ha permesso la sopravvivenza e la minima coesione sociale di questi ultimi quattro secoli. Viva il re ".
Per ben due giorni non si riuscì in alcun modo a far ragionare sul punto la delegazione spagnola e alla fine si andò allo scontro totale fra due tesi diverse e fortemente contrapposte. Dopo ben centotredici interventi in aula ed oltre nove ore di votazione ininterrotta sull'interpellanza dei francesi contro la corrida, la mozione degli animalisti venne bocciata e gli spagnoli tirarono un lungo sospiro di sollievo che senza soluzione di continuità perdura dal quarantasette fino ad oggi. Gli spagnoli vinsero per un solo voto di scarto e tale voto arrivò in tarda notte proprio dalla delegazione italiana. All'epoca dei fatti l'Onorevole Giulio Andreotti era Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e guidava la delegazione italiana al Palazzo di Vetro. Al termine di quella convulsa votazione l'Onorevole rilasciò una dichiarazione e disse che "il Governo italiano era contento per come si erano svolti i lavori ed era altrettanto felice per l'esito della votazione inerente alla "Violazione dei diritti del mondo animale in Spagna". L'Onorevole Andreotti disse anche che "Colombo Cristoforo era italiano, era nato a Genova, ed è certamente un grande onore per noi il fatto che quest'illustre concittadino fosse, a diversi secoli di distanza, di grande aiuto ai serissimi problemi di salute di cui sono afflitti i cugini spagnoli". E disse anche, seppur con minor enfasi e a voce molto più bassa nonostante lo sentissero bene tutti i presenti, che "l'Italia è un Paese serio e con una lunga tradizione in materia di Trattatati e Convenzioni Internazionali. L'attuale compagine governativa si sta muovendo lungo questo solco ed è fortemente rispettosa della nostra tradizione, della nostra storia e della nostra imprescindibile collocazione Atlantica. Oggi abbiamo detto Spagna ma domani è un altro giorno e noi potremmo dire altro se non addirittura molto di più. Noi membri della Democrazia Cristiana siamo abituati a non fermarci e certamente continueremo a farlo senza esimerci al contempo ad assumere le gravose responsabilità a cui siamo stati chiamati dal popolo italiano.
Vi ringrazio. "

 

 


Mohamed

 

 

 

 

 
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