Creato da monellaccio19 il 12/10/2010
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E SE VINCESSE IL TORO?

Post n°3223 pubblicato il 18 Maggio 2019 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

Se avessero la bontà e la consapevolezza di ciò che fanno, sarebbe anche meglio: la corrida è già uno spettacolo inquietante e violento, se poi vogliono beffeggiare il toro, allora siamo proprio scesi ai livelli dello scempio umano contro gli animali. Violenza gratuita ormai, non più mascherata da usi, costumi, cultura e radici di un popolo. Ridurre l'animale al limite della sopravvivenza, ferirlo mortalmente per poi irriderlo con un gesto da teleromanzo dei vecchi tempi, non giova al torero Morante della Puebla, un matador di 39 anni che per far scena, per strappare ad un pubblico delirante applausi sfrenati e divertiti, ha tirato fuori un fazzoletto dalla tasca. Con il toro immobile davanti a lui che respira ormai a fatica dopo i vari colpi di lama ricevuti, l'animale lo guarda negli occhi come a dirgli: "OK, hai vinto tu, finiscimi e prenditi la tua parte di gloria!". Macché, a Morante non gli basta, sa di averlo acciaccato quanto basta, tira fuori il suo bel fazzoletto bianco e gli asciuga le lacrime copiose dovute alla sofferenza. Sangue e lacrime si mescolano, lui imperterrito gli è vicinissimo, il toro se potesse lo incornerebbe in un attimo, ma non ha la forza, è immobile, accetta passivamente il gesto "gentile e crudele" del matador e dopo il tripudio del pubblico e per il grande rispetto verso l'animale (sic), lo trafigge definitivamente e lo ammazza. La corrida non è avvenimento accettato in tutto il mondo, sopravvive solo in qualche paese dove rappresenta una tradizione atavica e ricorrente. Viene condannata da moltissimi e ne abbiamo tutti ben donde! Gli animalisti non riescono da anni e anni, a far smettere questi spettacoli indecenti. Non sono animalista esasperato e sfegatato, eppure non ammetto per nessun motivo la violenza, specie quando è gratuita o al servizio dello spettacolo. La rete e i social hanno protestato contro questo ennesimo spettacolo pensoso che si è tenuto a Siviglia in Spagna, ma gli applausi sonori e convinti del pubblico presente all'arena, sono stati a favore del gesto e dello grande avvenimento. Meno male che spesso non accada che vinca il torero: sono contento quando vince il toro! Scusatemi se è poco!

 
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MODELLE E MODELLI PER LA MODA? DOCUMENTI PREGO!

Post n°3222 pubblicato il 17 Maggio 2019 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Molte volte i grandi marchi dell'alta moda hanno cercato accordi per regolare la gestione delle sfilate in passerella e i servizi fotografici con l'impiego di modelle. Spesso sono accordi che durano poco perché basta un marchio rampante e voglioso di scalare le vette più alte per scombinare i piani, tradendo chi abbia fatto accordi. Uno degli ultimi approcci risale al settembre del 2017, quando si concordò tra grandi nomi, di smetterla con le modelle anoressiche e troppo magre. All'epoca fu deciso che fosse bandita la taglia 32 per le donne e la taglia 34 per gli uomini. Un'intesa giusta che credo sia ancora rispettata e spero che non vengano mai meno a misure inferiori che sono improponibili con le modelle in passerella, inguardabili. I due nomi più importanti al modo, ossia le due famiglie che detengono i marchi più famosi e più produttivi, sono francesi: Pinault e Arnault. Sono i "conduttori" che hanno accentrato nelle loro mani nomi come Saint-Laurent,  Balenciaga e Gucci per Penault, e Dior e Vitton per Arnault.  Ovvio che siano i marchi più venduti e i più ambiti, quindi sono quelli che "dettano" le leggi del mercato con i loro fatturati stratosferici. Bene, pare che i due si inseguano come spietati concorrenti: se uno si dirige in una direzione, l'altro pure e nel pieno rispetto, si marcano stretto e col fiato sul collo. Ora sembra che si accingano a stringere un patto molto interessante e riguarda le modelle. Finalmente oserei dire: non se ne può più di donne e ragazzine che non siano maggiorenni. Se pensiamo che nel lungo tempo, alcune tra le più famose mannequin al mondo, abbiano iniziato a lavorare a 12/13 anni e ne dimostravano 16/17, allora si comprende come il vizio di forma  possa aver alterato il normale afflusso per aspirare al lavoro tanto ambito dalle giovani e belle donne. Niente più lolite, oggi solo belle donne capaci di gestirsi in prima persone e in grado di affrontare il duro lavoro. Già, perché questo lavoro è molto faticoso ma se parliamo dei primi passi, ovvero gli inizi durissimi della carriera, dovreste immaginare le agenzie specializzate con maree di ragazze che arrivano da tutti gli angoli del mondo, affollano le anticamere e le scale degli edifici, aspettando ore e ore per essere ricevute. Non sempre poi la  scelta   è fortunata, quindi molte, in preda alla disperazione, all'angoscia e all'ansia, sono  colte da malore e svengono. Qualcuna è anche morta in attesa di una chiamata che non è mai arrivata. Tante ragazze, tante giovani donne provenienti dall'Est Europa in cerca dell'Eldorado, della montagna da scalare e del lavoro che le realizzi una volta per sempre. Quindi ben venga la maggior età, devono azzardare consce del lavoro che le aspetta e ben consapevoli dei rischi. Ovvio che parliamo di donne e uomini: tutti maggiorenni e pronti al salto se ci sarà. Pinault e Arnauld hanno deciso di muoversi in questo senso e fanno sul serio, speriamo che siano tutti d'accordo e si arrivi al comportamento più giusto e più rispettoso per le donne specialmente se pagano un prezzo salato per concedersi a un mestiere bello e prestigioso, ma spesso non tenuto nella giusta considerazione pratica: duro, faticoso e denso di fibrillazione anche se ricco, prestigioso e vicino ai piani alti della nostra opulenta società.

 
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UNA VOCE FUORI DAL CORO

Post n°3221 pubblicato il 16 Maggio 2019 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Volevate esempi pratici per quanto riguarda la "semina" di cui mi occupavo ieri  e riferito al nostro comportamento che è cambiato notevolmente a causa dell'odio e dell'intolleranza? Non eravamo così, dicevo nel post precedente, e purtroppo ci manca solo di riconoscere i nostri limiti. Meno male, non siamo tutti coinvolti: la maggior parte degli italiani serba ancora ciò che nel lungo tempo per tradizione, educazione e principi etici, ha saputo coltivare per aver rispetto di tutto e tutti. Marco Crudo è il baldo giovanotto che esercita il compito di capotreno sulle tratte delle ferrovie TRENORD operative in Lombardia: vagoni sempre affollati di pendolari, tantissimi che viaggiano tutti i giorni per raggiungere il posto di lavoro. Foto e video di Marco hanno fatto il giro della rete: finalmente una voce fuori dal coro e spero sia un buon viatico, il giusto presupposto per convincervi che è giunto il momento di cambiare e tornare all'antico. Siamo Italiani e non abbiamo mai avuto nulla da imparare dagli altri per la nostra disponibilità ad accogliere e per il rispetto delle regole e delle leggi, comunque e sempre. Oggi invece... guardate il breve video: 

 
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NON SOTTOVALUTIAMO LA SEMINA

Post n°3220 pubblicato il 15 Maggio 2019 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

Siccome al peggio non c'è mai fine e poiché i frutti della maledetta semina durata alcuni anni, cominciano a vedersi in tutta la loro spietata e amara realtà, continuiamo a farci male con parole, opere e omissioni tanto è quello che vogliono le due viscide anguille. Litigano, sparlano e si racconta di tutto e di più sui due, ma credo, come ebbi a dire a suo tempo che la presa per il 16 sia così palese che sia impossibile non notarla. Ma torniamo alla semina perché ho da raccontarvi due episodi che dimostrano apertamente cosa intendessi dire circa i frutti che sono maturati nel frattempo. In Sardegna, precisamente a Cagliari, un'auto della Polizia si è schiantata per un incidente e un poliziotto è rimasto ferito. Un coro immediato di facinorosi, stupidi e ignoranti, su FB  ha  applaudito in segno spregevole all'incidente, indi poscia, hanno commentato con frasi ignobili l'accaduto e dopo le derisioni varie, c'è stato anche chi ha sostenuto: "Solo un ferito? Non ci sono morti? Peccato!". Ovvio che il sindacato della Polizia, dopo aver riconosciuto e scovato i colpevoli, ha provveduto  a querelare gli autori dell'insano gesto e procederà per legge. Sempre in Sardegna, un giovane chef ha scoperto casualmente di essere ammalato di SLA. Ebbene, avendo avuto la possibilità di entrare in un programma specifico che si terrà in Israele per essere sottoposto a cure mirate e particolari, il nostro Paolo Palumbo  si è offerto per essere curato e spera di testare positivamente il valore della terapia. Costa un milione di euro andare laggiù e farsi curare la sua maledetta SLA. Bene, ancora una volta il frutto che nasce grazie alla semina, ha prodotto su Facebook una serie di insulti, di offese e di ingiurie che hanno "seppellito" vergognosamente il povero Paolo. Gente che ne ha dette di tutti i colori e si presume siano parenti o amici di gente che nelle stesse condizioni di Palumbo, non è stata ammessa a nessun programma e in più non ha raccolto i soldoni per andare fuori dall'Italia. Chi abbia condiviso i problemi del nostro chef, sta raccogliendo i soldi che servono, tutti concorrono e presto Paolo partirà per Israele. "Che ci vai a fare? Tanto morirai come mio padre!".  E' solo una delle tante frasi manifestate con rancore e odio, un attacco proditorio e inumano verso chi è malato, non lo si può accettare assolutamente nemmeno da chi abbia avuto persone amiche o familiari che hanno contratto la SLA. Invidia? Cattiveria gratuita? No, non credo, è odio dilagante, quello che fino a qualche anno fa, nessuno conosceva e nessuno ne era vittima. Ma ci rendiamo conto di come stiamo cambiando? Ma possibile che una svolta politica come quella che stiamo vivendo ci abbia portato a questo: augurarsi la morte di un poliziotto, la morte di un malato grave, sono casi isolati? No, siamo al punto per punto, alla precisazione infinitesimale, alla pervicacia esemplare e maligna. Non ci sta nessuno di questi travolgenti mutuati sulla strada di Damasco al contrario, che abbia perso testa e senno. Sono convinti di quel che dicono e sostengono e se ne vantano pure, grazie a chi abbia seminato con tanta attenzione e prodiga cura, su terreni fertili e capaci di far maturare solo frutti amari. Vi invito a riflettere: sono piccoli segni quotidiani destinati a diventare grandi segni della storia di questo paese.

 
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MONDO OCCIDENTALE E CAMBIO PANNOLINI

Post n°3219 pubblicato il 14 Maggio 2019 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Tutti i papà dovrebbero, ma non tutti ce la fanno! Questa "operazione" che dovrebbe investire tutti i papà al pari delle mamme, è oggetto di una dura polemica tra Diego Fusaro e il mondo delle famiglie dove i ruoli si scambiano facilmente all'occorrenza. Cominciamo a chiarire chi sia Diego Fusaro: per coloro che non ne hanno mai sentito parlare, oppure l'hanno visto in tv in qualche talk ma non conoscevano le generalità, Fusaro è un filosofo, prof di italiano, saggista, editorialista e opinionista; giovane trentaseienne, con l'avvento del governo attuale ha preso respiro, ha cominciato a farsi notare e a dare lezioni dall'alto del suo sapere. Nulla quaestio, persona educata e preparata, discetta con tutti e fissa subito la sua posizione sovranista e intollerabile ai modelli della società moderna dove l'occidente sta perdendo i suoi primati e la società opulenta comincia a scricchiolare venendo meno i pilastri di cui conosciamo modelli, usi e costumi. Tante "battaglie", tante dispute animano il nostro filosofo, provoca con le sue posizioni nette e chiare e se incontra chi non le condivide, si intravede l'arco voltaico con le prime scintille. Orbene, una delle sue ultime sparate innocue e divertenti, riguarda proprio i papà che puliscono i loro figli in fasce specie quando sono sporchi di cacca. Apriti cielo, al suo segnale si è scatenato l'inferno: le donne lo azzannano verbosamente, i papà già dediti all'operazione lo ritengono troppo intransigente e chi capisce bene le sue dannate argomentazioni, cerca di dissuaderlo convincendolo e avvertendolo che un bel giorno quando sarà sposato, avrà probabilmente l'ingrato compito di occuparsi del pannolino del figlio. A Milano è partita l'operazione "#ioCambio" con la proposta interessante di fornire anche i bagni per uomini, di normale fasciatoio per i cambi dei piccoli. Diego è partito all'attacco, lui e le sue idee sono ferme da un bel po' e non riesce ad avere una visuale molto più aperta e consona al tempo che viviamo. Addirittura una sua frase sul tema, ha allarmato molto chi sia d'accordo con lui (pochi in verità): "Il cambio del pannolino fatto da un uomo, è il suicidio dell'occidente". Beh ragazzi, siamo alle previsioni nefaste e improbabili, alle sortite inutili e passionarie, ai richiami di periodi bui e inquisitori. Molti colleghi lo hanno richiamato, molti lo hanno contestato, ma uscite come queste vanno stigmatizzate e respinte al mittente. Che Fusaro sia a sminuire la femminilità è storia nota, la distinzione nell'ambito della società, tra uomo e donna è una priorità per il nostro prof, mentre mantenere certe distinzioni di compiti tra uomini e donne, è stato superato da tempo. Lui viaggia ad una velocità, la nostra società occidentale viaggia cento volte più veloce e non sarà lui a fermare il progresso. Lui è leghista e lo si capisce dalle sue posizioni intransigenti e urticanti, di questo passo e nonostante i richiami da parte di quasi tutto il paese, sarei preoccupato moltissimo se le sue posizioni acquisissero simpatizzanti tra i papà di oggi: pronti a tutto per i figli, anche sopportando l'odore e la vista della ...cacca.

 
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