Creato da monellaccio19 il 12/10/2010
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IL TEMPO E' GALANTUOMO...SEMPRE!

Post n°4875 pubblicato il 19 Aprile 2024 da monellaccio19
 
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Marina Brambilla è il nuovo rettore della “Statale” di Milano. Dopo tante fumate nere, la sua elezione con 1,651 voti, è una realtà ineludibile. Dopo oltre cento anni dalla sua fondazione, la “Statale” milanese, può vantare una donna a capo del rettorato. Una conquista che inorgoglisce le donne e gli uomini che hanno sempre creduto in quella parità professionale che unisce unità di intenti professionali, egualitari e speculari. Una dura battaglia tra colleghi candidati, durata diversi giorni e la fumata bianca finalmente, conclude la corsa per la poltrona ambita nell'ambito dell'università milanese. Con una esperienza ventennale, la Brambilla è professoressa di linguistica tedesca e ha ricoperto incarichi nell'ambito dell'istituto, agendo sui servizi didattici e proponendo nuove misure per favorire l'ammissione di studenti, creando la "no tax area" fino a 30,000 euro per l'ISEE. Un'apertura che consentirà a molti di accedere agli studi senza incorrere in tassazioni assurde e inibitorie. Il suo programma per i suoi prossimi sei anni di rettorato, è molto rivoluzionario: aperture e nuovi percorsi che potranno dare un'ulteriore spinta non solo agli studenti, ma anche ai docenti e ai dipendenti della “Statale”. Una donna finalmente e un speranza per tutte le donne che aspirano sempre a traguardi ambiziosi e competitivi. Pazienza occorre e alla fine i risultati non vi tradiranno. Complimenti e in bocca al lupo, signora Brambilla.

 

 
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NON SONO GIGI...

Post n°4874 pubblicato il 17 Aprile 2024 da monellaccio19
 
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Non è più possibile, almeno per me, sopportare le pubblicità e gli spot tv dei super e iper mercati. Sono condizionato, mi logorano e si riflettono sul mio comportamento senza che me ne renda conto. Mi reco all'Eurospin e puntualmente mi trovo coinvolto dal solito operatore che con il suo giubbino aziendale, mi saluta: “Ciao Einstein...come va?”. Sbuffo e subito gli dico: “Non sono Einstein...”, e lui di rimando: “Ah...già, sei Gigi...”, e io piccato nel tono di voce: “No, non sono nemmeno Gigi...non mi riconosci? So' Carle', quello che d'ora in poi non vedrai più perché mi hai rotto gli zebedei!”. Non si campa più, ormai recepiamo e somatizziamo tutto ciò che la tv ci impone. L'altro giorno son andato a "Famila", un supermercato del mio quartiere, con mia moglie e abbiamo cominciato a girare per i corridoi, quando all'improvviso, parte un brano classico da discoteca e tutti i presenti cominciano a ballare. E' una pubblicità che passa in tv e il mio 53% mi fa: “Dai Carle' balliamo anche noi...”. Ma sei impazzita...”, replico mentre con lo sguardo torvo, la fulmina: "Ci mettiamo a ballare per quale scopo?”. E lei che ha sempre adorato il ballo, si unisce al gruppo e parte alla grande. No raga', non se ne può più, a casa voglio stare, qui siamo alla follia pura. Vado al centro commerciale da “Poltone&Sofà” e appena entro, mi viene incontro un gentile commesso: “Come posso aiutarla?” e io impassibile, guardandomi attorno: “No, grazie, vorrei che chiamasse uno dei tre (o tutti e tre) rompiballe che girano gli spot televisivi, vorrei parlare con loro”. Macché, non c'erano...li avrei menati!

 
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PAURA EH?

Post n°4873 pubblicato il 16 Aprile 2024 da monellaccio19
 
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Siamo alle comiche! Fatta la frittata bella grande e  poco digeribile, ora arriva l'ordine perentorio da parte della Meloni: "Blindate Fiorello!". AhAhAhAhAhAh!!!!!  Già temevano un esodo massiccio e plurimo, ora hanno paura di perdere l'altra carta buona che impreziosisce la RAI. Se "Ciuri" decidesse di mollare per seguire il "socio" ormai con le valigie in mano, sarebbe una sconfitta totale. Del resto quando mai il governo, nella persone del suo presidente del consiglio, si è esposto così deciso e furioso, verso i piani alti della RAI? Perché non è intervenuta quando era già in punto di partenza Amadeus? Due assi avevano in mano e come fessi, ne hanno perso uno e rischiano di perdere anche l'altro. Questo è il governo che ci meritiamo...ormai siamo con le pezze al...16!!!!

 
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DOMENICA E' SEMPRE DOMENICA

Post n°4872 pubblicato il 15 Aprile 2024 da monellaccio19
 
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Oggi me la cavo con poco e vado sul facile. Mi permetto richiamare la vostra attenzione sulla domenica appena trascorsa, su tutte le domeniche che viviamo: per tanti è una giornata di riposo, non c'è da lavorare e resta un giorno da vivere diversamente dagli altri della settimana. Oggi con i ritmi e le compulsioni che vive la nostra società, la domenica è per tantissimi un giorno come un altro: lavorano per assicurare servizi anche voluttuari e garantire a tutti le proprie prestazioni. Non escluderei dal novero, anche tutti coloro che sono ai limiti dalla opulenta società come i poveri e i disoccupati. Sono liberi la domenica, ma la vivono nell'indigenza e nelle ristrettezze. Gianni Rodari, un grande della nostra letteratura, sempre attuale e pertinente specie per i bambini, scrisse anni fa una poesia che forse dovrebbero leggere anche gli adulti:


NON PER TUTTI E' DOMENICA






Filastrocca della domenica
un po’ allegra, un po’malinconica,
malinconica vuol dire mesta:
non per tutti domenica è festa.

Non è festa per il tranviere,
il vigile urbano, il ferroviere,
non è domenica per il fornaio,
per il garzone del lattaio.

Ma tutti i giorni sono neri
per chi ha tristi pensieri;
per chi ha fame, è proprio così:
ogni giorno è lunedì.




Rodari ha visto lontano quando scrisse questa breve ma intensa poesia, ha toccato tasti sensibili che evidenziano i cambi di questa società che non ha altro scopo che produrre sempre e a tutti i costi. Pensate al calcio: era il distintivo preminente della domenica: lo stadio era la destinazione per seguire la propria squadra del cuore. Oggi il calcio è per tutti i giorni della settimana e aggiunto alle tante “sirene” che la domenica cantano per i consumatori e gli aventi diritto ai “servizi”. Ecco, mi e vi concedo una piccola pausa di riflessione sulla domenica e la funzione fondamentale che è mutata nel tempo. 

 
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LA MUSICA CHE GIRA INTORNO

Post n°4871 pubblicato il 14 Aprile 2024 da monellaccio19
 
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Mi consola questa ricerca che rilevo sul web e pubblicata sulla rivista “Scientific Reports”. Una schiera di esperti di musica, ha scelto di ascoltare 12.000 brani di musica che coprono un arco di tempo lungo 40 anni, ossia, dal 1980 al 2020. Un lavoraccio molto intenso e puntuale, visto che i generi esaminati sono: country, pop, rock, r&b e rap.  Per quanto riguardi la musica e i testi, si rilevano ripetizioni, emotività ai minimi storici e semplicità al massimo della sua marginalità. Il ripetere è sfiancante, un continuo reiterare ritornelli e strofe, con un ritmo sempre sostenuto, ma noioso e insopportabile basato sullo stesso giro di accordi. La struttura lessicale (ciò che conta molto in un testo) è ridotta ai minimi termini specie nei pezzi rock degli ultimi decenni, mentre nel genere rap, l'emotività è più avvertita. Invece nei pezzi r&b, pop e country, sembra emergere più negatività. In generale quindi, traspare in tutti i generi la rabbia, il raccontare spesso aspetti della vita del cantante o addirittura premiare l'autoreferenzialità. Pertanto, emerge la semplicità, l'orecchiabilità, si ascolta distrattamente, magari in sottofondo e senza dedicare l'attenzione necessaria per stimare testi e musica. Che dire? Sono solo canzonette!

 
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