Creato da monellaccio19 il 12/10/2010
scampoli, ritagli, frizzi e...lazzi

 

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La Virtual Global Taskforce (VGT POLIZIA DELLE COMUNICAZIONI) è composta dalle forze di polizia di tutto il mondo che collaborano tra loro per sconfiggere l'abuso di minori online. Il pulsante "Segnala un abuso" è un meccanismo efficace. Cliccate sul tasto in basso se siete a conoscenza di pericolo per un minore.

Il comportamento predatore sessuale comprende: Chi  produce e scarica immagini di bambini vittime di abusi sessuali. Chi avvicina un bambino per sesso on-line (ad esempio attività sessuali tramite testo o webcam) grooming -

Il predatore crea situazioni allo scopo di  formare un rapporto di fiducia in linea con il bambino, con l'intento di facilitare in seguito il contatto sessuale. Questo può avvenire in chat, instant messaging, siti di social networking ed e-mail.

Non tutte le persone che conosci on line sono sincere.
Aiutaci e rendere internet più sicura...Aiutaci a fermare la pedofilia.

Per favore, copia e incolla questo post
ed inseriscilo in un tuo box. Grazie di cuore._A®

 

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E VAI CESARE: E CHI TI RIPRENDE PIU'?

Post n°3088 pubblicato il 15 Dicembre 2018 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

Risultati immagini per battisti cesare

 

Amblàmblà cici cocò, tre civette sul comò: Bolsonaro, Salvini e Battisti! Che si aspettavano i due "capi di ca...ops...di stato"? Che il signor Battisti se ne stesse con le mani in mano ad aspettare che lo rispedissero in Italia per farsi i suoi quattro ergastoli? Se non siete in grado di tener la bocca chiusa quando serve, cambiate mestiere cari signori. Hanno sbandierato con anticipo le loro intenzioni, hanno lasciato intendere apertamente cosa avrebbero fatto all'uomo che ci manca da anni, e ora che è latitante, cosa si aspettano? Dopo il parere di bloccarlo perché si rischiava la sua fuga, lui era già sparito, ora con la firma dell'estradizione e chi lo becca più con le potenti amicizie che si è creato in Brasile e che lo hanno protetto per molti anni? Roba da matti, vogliono fare e non sanno fare, ora cercassero in tutto il Brasile l'uomo più sgusciante e più protetto del pianeta, lo prendessero prima che ci scordiamo di lui. Pensare che per il buon senso di giustizia, riportarlo in Italia sarebbe stata una vera e propria vittoria legale: una cattura che avrebbe rasserenato i parenti degli uomini uccisi e avrebbe riconosciuto al nostro paese la voglia insistente e mai  sopita, di mettere le mani sull'uomo che dovrebbe morire in galera per le sue malefatte. Come andrà a finire? Mah...a questo punto ipotizzate voi, a me viene da ridere. 

 
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PROTETTA IMMUNE E INTOCCABILE

Post n°3087 pubblicato il 14 Dicembre 2018 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

Risultati immagini per FORTUNA

 

 

Io li chiamo predestinati, alcuni li definiscono nati con la camicia, altri unti dal Signore e i più prosaici, parlano del culo che ha la sua funzione primaria quando si è molto fortunati nella vita. Giorgia Ranzato, è una ragazza di 25 anni di Padova e presumibilmente devota al patrono della sua città: quel S. Antonio che non si tira indietro per nessuno quando si tratta di proteggere un pio devoto alla sua santità. La ragazza attualmente è una collaboratrice di un eurodeputato italiano,  quindi per lavoro, segue il nostro rappresentante politico nelle sue trasferte a Strasburgo. L'altra sera si trovava appunto nella sede dell'Europarlamento, quando vi è stato l'attentato proditorio di un pazzoide che ha ammazzato tre persone, procurato molti feriti e alcuni gravi tra cui il povero Antonio Megalizzi che giace tra la vita e la morte in quel di Strasburgo dove si trovava per lavoro. Giorgia quindi è rimasta bloccata nel Parlamento e poi trasportata insieme con tutti gli altri al sicuro, sotto una folta scorta di poliziotti. Beh ha avuto fortuna, in fondo si gioca su minuti, ore e sarebbe bastato poco per essere coinvolta come, per esempio, altri eurodeputati italiani, rimasti bloccati in ristoranti della zona implicata e correndo quindi seri rischi. Contenti per lei, ma se approfondiamo la storia della vita di Giorgia, c'è da rimanere basiti per le vicissitudini della giovane padovana. Correva l'anno 2015, era quel maledetto 7 gennaio in cui la tragedia mortale coinvolgeva la redazione di "Charlie Hebdo" a Parigi. Mentre avveniva la carneficina, lei atterrava nella capitale francese per affrontare l'impegno dell'Erasmus, e dopo avere espletato le formalità di rito in aeroporto, si diresse con un mezzo pubblico verso l'appartamento dove avrebbe vissuto. Per dover di cronaca, l'attacco alla redazione di "Charlie Hebdo" segnò l'inizio dei gravi attentati che l'Europa avrebbe subito da quel grave atto ai giorni nostri. Ancora una volta lei, la Giorgia, era in "zona" e subì il clima pesante di quei momenti tragici. Per non farsi mancare nulla, la Ranzato ricorrendo l'anno 2016, esattamente il 22 marzo (guarda un po'), si trovava a Bruxelles poiché aveva ottenuto dalla sua regione, un tirocinio in seno alla delegazione regionale. Era ancora in casa quando ci fu il famoso, audace attacco con due grosse bombe fatte esplodere una all'aeroporto e l'altra in metropolitana. La cugina era diretta in aerostazione per prendere l'aereo e tornare a casa: Giorgia la chiama preoccupata e si assicura che stia bene. Intanto dovendo andare al lavoro, la pazzoide, decide di prendere la metro ma viene bloccata da un collega che la informa che un terzo ordigno era stato fatto esplodere. Lei decide di non scendere per non essere travolta dalla calca cieca dei passeggeri e rimanda la discesa di due fermate: se fosse scesa sarebbe stata coinvolta nella mischia all'uscita della stazione dove appunto c'era solo da correre e pregare. Beh, non c'è che dire: 2015, 2016, una pausa nel 2017 per prendere fiato e nel 2018, l'altro giorno, l'ultima avventura: con un pizzico di fantasia si potrebbe mettere su una bella trama per un film tosto e movimentato, certo è che la ragazza è diventate azionista di una delle più grandi cererie venete e la statua di S. Antonio in Basilica, gode di una illuminazione indescrivibile! Ora, non voglio essere cinico e sarcastico gratuitamente, ma come tutte le medaglie, quella di Giorgia ha una "faccia" che invita ad accompagnarsi a lei quando si è in giro per l'Europa; in tal modo sarebbe garantita l'incolumità a chiunque. L'altra "faccia" invece indicherebbe un sospetto atroce: "Ma portasse sfiga?".

 
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NO! QUELLA DOMANDA PROPRIO NO!

Post n°3086 pubblicato il 13 Dicembre 2018 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

Risultati immagini per capodanno 2019

 

 

Molti di voi sanno che ogni mattina faccio un giro nel mio piccolo quartiere: prendo il caffè e poi accendo il mio mezzo sigaro toscano. Due passi che a volte faccio controvoglia, sono abitudinario e non cambio mai il giro, per cui fatalmente incontro le solite persone, qualche vecchio amico, qualcuno che mi fa capire come stia rincoglionendo perché alla domanda: "Ciao Carle', ti ricordi di me?" sono solito, se la persona non la vedo da un bel po', rivolgergli uno sguardo interrogativo...come a dire: "Ma chi caxxo sei?". Accade di tutto in quella mezz'ora che più o meno impiego per percorrere il mio solito tragitto. "Ciao Carle' come va? Prendiamo insieme un caffè?". "Ciao carissimo...no grazie appena preso..." e mostro il sigaro per confermare che non dico una bugia. L'altro dettaglio è il vocabolo carissimo: lo uso solo perché spesso non ricordo i nomi e per non fare figuracce con "carissimo" vado liscio come l'olio. Un saluto a destra, uno a manca, è un canovaccio solito e ripetuto tutti i santi giorni. Passo davanti al solito bar molto frequentato e con i tavolini all'aperto dove sosta il solito gruppo di pensionati che passano mezza mattinata a far chiacchiere, passo davanti all'ufficio postale molto frequentato e là spesso incontro gente che viene da lontano solo perché è un ufficio molto grande, ben organizzato e veloce nel servire gli utenti. Insomma, faccio chiacchiere con chi mi sollecita, saluto chi mi saluta e via verso casa per far sì che il sigaro finisca esattamente poco prima di giungere al cancello del mio stabile. Questo accade più o meno tutte le mattine e mai na' gioia, due chiacchiere nuove e mai usate, macché: "Come va Carle'? La salute...tutto a posto?". La domanda è quella, non c'è niente da fare, sempre e solo la salute, come sta mia moglie, le nipoti, la famiglia insomma, come se fregasse veramente. 'Na noia, 'na barba, 'na cantilena che a volte non sopporto e accorcio per chiudere l'incontro. Oh, non è sempre così, sporadicamente incontro anche qualcuno con piacere, specie se non lo vedo da tempo. Beh, in quei casi due chiacchiere si scambiano volentieri, ma le domande no, non cambiano! Vabbè, va così e tiriamo avanti. Ma il periodo attuale comincia a preoccuparmi, comincio a  pensare di non uscire più oppure di cambiare percorso. Già le prime avvisaglie le ho avvertite all'inizio di dicembre, se vado avanti ancora per un po', una domanda in particolare sarà sempre più serrata e insistita e ciò, credetemi, mi preoccupa molto:


Risultati immagini per che fai a capodanno

 

Mi mette in ansia 'sta domanda, la odio e cosa non darei per evitarla. Non so voi, ma tra "Cosa fai a Capodanno?" oppure "Cosa fai a Pasquetta?", sono il mio incubo personale.

 

“Che fai a Capodanno?” È ‘na domanna

che mette anzia come poche ar monno,

er tempo d’arisponne … ciài un seconno,

l’artro te scruta e la mente s’appanna.

***

Voresti fatte piccolo e giù in fonno,

sparì a quela presenza che te scanna,

ma hai da risponne e quello nun se ‘nganna

si j’aricconti frottole da tonno.

***

Ce penzi e ciaripenzi … che je dico?

Che ancora nun lo so, e che me ‘nvento,

“lo passo in compagnia de quarche amico” …

***

 – “Che bello, bravo” – a toje l’imbarazzo – 

lui t’arisponne  – “Bravo so’ contento!

Io invece nun ho organizzato un cazzo!”

***

Stefano Agostino


 
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IO MANGIO COME PARLO!

Post n°3085 pubblicato il 12 Dicembre 2018 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

Immagine

 

 

OK, ditelo che ci volete rompere le scatole, che il lavoro manca e se non si trovano alternative originali, si muore di fame! Ma aprire un museo (ve ne sono altri sparsi sul globo) di cibi "speciali e particolari", sarebbe stata anche un buona idea se fosse venuta ad un italiano amante del buon e del bello! In realtà il "Disgusting Food Museum" ha aperto i battenti con uno scopo preciso e filantropico oserei dire: mettere la gente di fronte al cibo internazionale prodotto in ogni angolo del pianeta e farlo assaggiare ai visitatori. Orbene, come se non bastassero le sciocchezze in giro e poco raccomandabili, vedi la birra spalmabile su una bella fetta di pane (poi cosa ci bevono su? Un trancio di pizza ridotto alla stato liquido?), ora per il solo piacere di conoscere il cibo prodotto da altre culture diverse dalla nostra, uno dovrebbe provare per credere? Provare cosa? Che i vermi di cui sono ghiotti i popoli orientali, sono ottimi e mangiabili? Io mi fido di loro, lo dicono e lo ripetono, perché dovrei mettere in dubbio? Vi credo e....punto! L'organizzatore Samuel West è molto chiaro e diretto nell'argomentare la sua scelta: "Spiegare ai visitatori le altre culture, capire senza pregiudizio che sul concetto di disgusto si può anche essere d'accordo". Prego? Ma se parti dal punto fermo del disgusto, v'è un'ammissione di fondo ineluttabile, per cui, perché dovrei misurarmi sul disgusto? Gli insetti fanno schifo però capire l'apporto delle fonti di proteine è importante. E lui insiste: "Buono o non buono, è questione di abitudine!". Allora dillo che dovremmo abituarci, che dovremmo magari turarci il naso, spazzare il disgusto che non è un pregiudizio e accettare anche per prova gli 8/10 assaggi che ogni volta proponi ai visitatori! Raga', io parlo per me, io sono quello che una sera è stato condotto in un ristorante cinese dagli amici in segreto e con una scusa: mi sono seduto e fermo nei miei principi e gusti, ho passato tutto il tempo non toccando nulla, nemmeno l'acqua, mentre loro si sbafavano a più non posso con le loro scelte varie e gustose. Avevano scommesso che avrei ceduto e quindi preso per fame! Si sbagliarono e non mollai! Quando tornai a casa mangiai tutto il possibile sottomano. Pertanto senza offesa, magari molti già mangiano quella roba, ma io proprio non ce la faccio. Un ultima cosa: "Chissà perché il biglietto d'ingresso al Museo, è una...borsa per il vomito". Questo il signor West lo dovrebbe spiegare.

 
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MA COSA ANDATE A PENSARE?

Post n°3084 pubblicato il 11 Dicembre 2018 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

Risultati immagini per oggi fa un freddo cane

 

 

"Innocente e innocua locuzione discriminatoria nei confronti di un animale, un modo di parlare improponibile e inaccettabile poiché assimilabile alle frasi razziste o agli insulti omofobi". La Peta (People for Ethical Treatment of Animals) scende in campo per dare battaglia a coloro che si servono di modi di dire, frasi fatte e semplici locuzioni ormai nel linguaggio corrente. Fa un freddo cane, per esempio, è una battuta che molti amici degli animali non accettano e se vi ascoltassero proferirla, vi guarderebbero male. Raga', non si cava un ragno...ops pardon...dal buco con questi. Loro come tanti altri ormai si sono allargati tanto, troppo e appena possono puntano tutto ciò che potrebbe risultare politicamente scorretto. La nota onorevole Brambilla, l'unica deputata con una percentuale di presenze pari allo zero virgola, è una sostenitrice dei diritti degli animali. E finché parliamo di diritti basilari, siamo tutti d'accordo, ma arrivare a contestare innocue frasi fatte e tipiche asserzioni correnti nel linguaggio comune, porco cane...ops due in uno,  non si può!  Ora per sostenere e meglio divulgare il messaggio, si aggrappano alla lingua madre per eliminare tutte (sono tante) queste frasi dove ci scappa un animale: non solo trasmettono un messaggio errato, ma sottolineano un rapporto basato su abusi e violenze verso il mondo bestiale. Io usando il detto "Mogli e buoi dei paesi tuoi" vi giuro che non ho pensato mai a male, oppure maturato odio e/o voglia di usare violenza verso un bue. Vale anche per "Prendi il toro per le corna e affronta il problema" e chi si permetterebbe mai?  Insomma parlare bene, correttamente indurrebbe alla dialettica sana, consona per ottenere relazioni positive con il nostro prossimo. Credo si esageri, ma non ho titoli per contestare tutta 'sta messa in scena, decidete voi, valutate che tipo di danno potreste procurare usando frasi fatte con animali inclusi. Comunque la PETA è come un "can che abbaia non morde", e per noi la faccenda rappresenta "una brutta gatta da pelare". Meno male che qui la Brambilla non c'entra, ma temo che sotto sotto, gatta ci cova...ops ari...pardon, ma è difficile prestare attenzione in questi casi! Mi sento un "Pesce fuor d'acqua, un'aringa in un barile", vabbè mi fermo altrimenti non la finisco più. A proposito, questa la devo ricordare perché credo sia la peggiore imputata nel lungo elenco: "A caxxo di cane", ecco appunto mi raccomando! Beh....in bocca al lupo! Acc.....

 
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