Creato da monellaccio19 il 12/10/2010
scampoli, ritagli, frizzi e...lazzi

 

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A' CARLE'...FATTE 'STA PANCHINA

Post n°3844 pubblicato il 09 Marzo 2021 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

 

 

Sono in campo da oltre dieci anni ormai: tanto tempo da titolare, sempre presente, ogni giorno con lo stesso attaccamento alla mia maglia con il 19 sulle spalle. Mi chiamano Monellaccio, si usa con i giocatori appioppare nomignoli e/o diminuitivi per dimostrare affetto e simpatia; io credo che il nome sia dovuto al mio modo di giocare: mai cattivo, qualche volta scorretto, mai entrate a gamba tesa, takle scivolati alla Schnellinger in abbondanza, trattenute e spintoni di spalla in quantità, ma mai con con livore o  acredine. Uomo di centrocampo, un mediano instancabile che non disdegna scorrerie sulle fasce per fornire assist al centravanti di turno e pronto ad andare in rete io stesso, se capitasse l'occasione. Questo sono dall'ottobre 2010, sempre in campo e sempre attivo con la stessa maglia. Ieri l'allenatore mi ha chiamato in disparte prima di scendere in campo e mi ha detto: "Ti do qualche turno di riposo, ti faccio tirare il fiato, un po' di panchina ti farà bene". "Obbedisco, mister! Non discuto e mi rimetto alle tue decisioni. Se posso permettermi, direi che non avrei bisogno di riposo, posso farcela, basta rallentare i ritmi, giocare la palla senza affannarmi troppo!", ho risposto a malincuore ritendo di non meritare la panchina. Poi, pensieroso e muto, ho raccolto la mia roba e sono andato a sedere a bordo campo sul sedile che non avrei mai voluto scaldare. Mi è toccata, doveva succedere prima o poi, non si può essere sempre in prima fila, al centro e nel pieno dell'attività, coinvolti e travolti sempre. Così provo la panchina: non è un disonore, non è una sconfitta, ad una certa età e conoscendo i propri limiti, può e deve essere una soluzione. Magari temporanea, probabilmente contenuta nel tempo, ma sempre panchina è! Ancora una volta mi confronto, servendomi di un processo linguistico come la metafora, con la mia vita.

"Nella vita come in tram, quando ti siedi è il capolinea". (C.Sbarbaro)

 
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"VILLA ARZILLA" RECLAMA UN SUO SANREMO

Post n°3843 pubblicato il 08 Marzo 2021 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

 

L'unico aspetto nuovo, ma negativo e discutibile di questo Sanremo 2021, è stato il calo sensibile ed evidente degli ascolti tv. Poi ovviamente, giocando con i numeri e le percentuali,  la RAI ne parla in termini positivi, accenna a risultati eccezionali e con la complicità della TIM sponsor unico con molti soldoni sul tavolo, per la prima volta si parla di social: ovvero di una partecipazione serrata e pesante del web e quindi dei giovani. E siamo arrivati al punto che ci interessa discutere. Tutto il resto di questa edizione del festival, non si dissocia molto dagli altri anni, infatti come al solito le discussioni, le polemiche e i bisticci, sono all'ordine del giorno: si parla di abbigliamento, si discute di griffe e originalità, di capi adatti a tizio e no a caio, acconciature, presenze molto azzeccate, volgarità da evitare, colpi di teatro molto provvidenziali, scelte provocatorie e come ogni anno, non si è salvato nessuno. Come volevasi dimostrare, il festival è solo un gran carrozzone dove salgono e scendono ospiti, dove viaggiano i partecipanti e gli ospiti che hanno la loro importanza: è un assortimento vasto e ricco di personaggi che possono incontrare il favore del pubblico che segue il festival. Pertanto, se a seguire si è in tanti,  come le cifre hanno sempre dimostrato negli anni passati, allora c'è voglia di calmierare le presenze e distribuirle affinché tutti siano soddisfatti.  Ovvero, non c'è trippa per gatti, ma c'è spettacolo per tutti. Tutto ciò lo si ottiene in primis, con una partecipazione di cantanti noti, affermati nel panorama italiano e dotati di una conoscenza popolare in grado di essere votati un po' da tutti. Lo stesso dicasi per gli ospiti: spalmare una presenza ricca di personaggi famosi, molto richiesti e molto apprezzati da un pubblico vasto e vario, era prassi formale e studiata a tavolino, per tutti i telespettatori che a milioni seguivano la kermesse sanremese. A parte i giovani (otto partecipanti in gara) ben spalmati sulle serate, ventisei cantanti da trascinarsi dietro per quattro serate e portarli tutti in finale, "cui prodest?" Solo alle case discografiche e le "indie", gruppi indipendenti ma sempre presenti sul mercato. Una lungaggine "burocratica" ispirata al migliore ufficio statale ricco di dipendenti, incapaci di lavorare in tempo utile, solo per una pratica: per tale ragione si è persa una discreta fetta di telespettatori crollati senza pudore davanti allo schermo tv. Solo alcuni sofferenti e sotto ossigeno hanno resistito, ma nonostante fossero svegli, tutto il resto era assente a cominciare dall'udito. Quel "lu dito" medio, o "digitus impudicus", che hanno mostrato debolmente e ormai sfiniti per l'orario, allo schermo del televisore. Purtroppo il virus ha modificato e logorato gli ascolti, il resto lo hanno fatto loro: scelte, impostazioni, variazioni e  personaggi non molto accettati e graditi.  I monologhi non pagano, le forzature pure, Ama e Fiore hanno fatto di tutto e di più per non far naufragare il barcone sanremese. Un altro errore molto grave e forse avrà uno strascico piuttosto movimentato, è stato portare Fedez a Sanremo: tutto a posto (a parte qualche stonatura, ma pare fosse di moda in questo festival), poiché la sua partecipazione, come ampiamente dimostrato, era in pieno conflitto di interessi poiché ha subito il favoreggiamento della moglie e del figlio. C'era da aspettarselo e purtroppo ci siamo distratti in molti: l'ultima sera, quella in cui contavano molto le votazioni da casa, la Ferragni ha scatenato il suo "prezioso" bacino di 23 milioni di followers, invitandoli a votare il marito. Persino il bambino, no quello in pancia, l'altro, ha gridato dal video: "Votate papà che dobbiamo campare in quattro tra un po'...". Ancora una volta il CODACONS ci mette il naso e vedremo come andrà a finire. Il terzo posto è stato...un miracolo della rete! Infine, una preghiera: si è capito apertamente che con questa stagione si è aperto uno spazio immenso per il festival: i social. Scordiamoci il passato, finiamola di spacciarlo per il "Festival della canzone italiana" in quanto di edizioni iniziali e famose del passato, non ha conservato più nulla. Poiché c'è da badare ai giovani, alle nuove generazioni, si proceda per loro, si organizzi un festival per dare spazio ai beniamini, alla loro musica preferita, alle performance dei vari Lauro e compagni. Nulla quaestio! Per noi di "Villa Arzilla", più avanti con gli anni e non in grado di rapportarci con costoro e con le loro canzoni, se potete e se volete, ponetevi qualche anno indietro, non molti, ma passateci qualcuno che possa essere in grado di soddisfare i nostri gusti. Coraggio si può fare, un po' più indietro e via. Ci sono tanti personaggi in giro e volendo, anche perché sono cambiati i tempi, riportarli a Sanremo mettendoli in gara per...celia. Anzianotti come noi ma sempre in gamba.

 
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A QUANDO L'INTESTAZIONE DELLE STRADE AL FEMMINILE?

Post n°3842 pubblicato il 07 Marzo 2021 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Su cento vie o piazze intestate a personaggi noti in tutti i campi della società, 7 sono intestate a donne,  93 sono intestate a maschi: nomi celebri, famosi, importanti, ma...maschili! Per quanto riguarda invece le statue distribuite generalmente nelle piazze, nei parchi o nei giardini pubblici, siamo ridotti peggio: quasi zero, ovvero, di ...donne ne parliamo in un prossimo futuro. Per onestà intellettuale, dobbiamo riconoscere che sul gap di genere la situazione è piuttosto grave. Quello dei nomi delle strade o delle piazze, tutte quasi al maschile, non è questione da trascurare, non si può accettare una cecità cronica come questa: non mi si venga a dire che non si riesce a trovare o pensare a nomi di donne che meritino di essere titolari di una piazza, di una strada o di una piccola statua posta a imperitura memoria da qualche parte. Il gap è bello largo, non è una linea sottile quindi, c'è pregiudizio da parte di chi dovrebbe occuparsene? Domani sarà la festa delle donna, c'è chi la festeggerà alla grande, chi se ne occuperà in modo sobrio e chi invece non sarà interessato alla festa ormai alla deriva per la grossa strumentalizzazione e per l'ingerenza commerciale insinuata dappertutto. Ahimè, l'altra notte a Milano v'è stato un blitz al femminile piuttosto sgarbato e poco signorile, il gruppo "Non una di meno" movimento molto attivo e invasivo, ha cambiato molti nomi delle strade o delle piazze milanesi, aggredendo le lastre che indicano appunto i nomi e poste agli angoli delle strade. Uno sfregio che dimostra come siano agguerrite le donne del movimento in cerca sempre di buone occasioni, per sollecitare e portare il problema all'attenzione dell'opinione pubblica e di coloro che non possono star lì a girare la testa dall'altra parte. Alcune vie, con l'aggiunta di piccoli manifesti sono diventati: Via Margherita Hanak, Rossana Rossanda, Tina Modotti e via dicendo. Sono nomi pesanti che meriterebbero l'intestazione, sono donne che hanno dimostrato il loro impegno sociale e professionale. Intendiamoci, il problema non riguarda solo Milano, tutto il paese è coinvolto e non tutti i comuni sono disponibili per questa conversione che aiuterebbe a dare risalto alle donne del nostro paese, meritevoli di attenzione e di memoria da parte dei cittadini. Non siamo a zero, si procede a piccoli passi e il blitz dell'altra notte voleva sollecitare e suffragare appunto l'apertura degli amministratori cittadini, per muoversi in tal senso in un prossimo futuro. Auguriamoci che vi sia interessamento anche se queste azioni "militaresche", blitz improvvisi e maliziosi, spesso trascendono e i risultati sono provocatori  e poco condivisibili. A Milano l'altra notte,  Via della Spiga, agendo su alcune lettere con tagli  e cancellazioni, è diventata Via della Figa. Ecco, qua siamo oltre ogni moderazione e sobrietà. Inaccettabile gesto che mi auguro sia stato compiuto da un maschio, il che mi farebbe sentire più tranquillo. 

 
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GRAZIE DEI FIORI....

Post n°3841 pubblicato il 06 Marzo 2021 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

 

Un solo aspetto può deporre a favore di questo Sanremo 2021: il successo sui social molto rilevante e pressante. Tutto il resto è di livello appena sufficiente e se Fiorello non fosse della partita al fianco del buon e ottimista Amadeus, il festival sarebbe sceso a livelli mai visti prima. Comunque, non voglio dilungarmi su pregi (pochissimi) e difetti (moltissimi) di questa edizione che è partita con difficoltà e mancanza di serenità, ovvero, senza quella tranquillità che servirebbe per far partire una gioiosa macchina da guerra pronta a conquistare le sue solite posizioni consuete, come ampiamente dimostrato negli anni passati. Colpa del virus? Probabilmente sì, si potrebbero attribuire parte delle dèfaillance alla situazione attuale: nessuno vive al meglio delle sue condizioni psico-fisiche, non siamo disponibili allo spettacolo, alla tv e al sano divertimento, siamo depressi e poco inclini. Ecco perché il campo dei social ha movimentato moltissimo questo Sanremo e poiché sia il campo preferito dai giovani, v'è stata una risposta soddisfacente. Stabilire poi se in gara i protagonisti siano graditi ai giovani, lo vedremo dopo alla fine e al tirare delle somme. Intanto il Festival va, le persone anziane o più avanti negli anni, non sono sintonizzati con nessuno che sia presente sul palco dell'Ariston e magari dopo le prime due serate aspettano ancora che appaiano Albano e Romina Power. Non volevo esprimermi, ma sono  scivolato verso la critica e chiedo scusa a tutti i supporter sfegatati del nostro festival. Intanto che sia un programma tutto impostato sul "genderless" (senza genere), come ormai sia esigenza notoria per tutto ciò che rientri nel "politicamente corretto", è sotto gli occhi di tutti: già Fiorello ha rischiato di brutto dando  della "magruccia" a una ospite e per poco non si è scatenato l'inferno per le solite femministe pronte a partire in quarta per la "sciulata" di Rosario. Infine ed è una novità, il rospo finalmente qualcuno l'ha sputato fuori perché non poteva più trattenerlo: sono decenni e decenni che le donne godono del più fascinoso atto di galanteria proprio nella città dei fiori. Ogni donna dopo l'esibizione, viene omaggiata come da tradizione con un fascio di fiori. Anche  quest'anno hanno provveduto a farlo. La prima serata hanno scelto male il mezzo di trasporto: recare i fiori su un carrello anonimo e da portavivande, non è stato il massimo dello stile e del fashion. Meno male che dalla seconda serata, il vettore è cambiato: un giovane inserviente, ha provveduto, indossando un bel paio di guanti neri, a donare il mazzo di fiori alle donne sul palco. Ed eccoci alla domanda: "E' il caso che si insista con questo gesto mieloso e ormai superato dal tempo?". Ossia: o si donano fiori a tutti, oppure non si offrano fiori alle donne! Questa discussione è partita anche basandosi su alcuni accadimenti dove, il mazzo dalla donna è passato al maschio, dal maschio è passato ad un altro maschio, e qualcuno pare abbia commentato negativamente l'usanza ormai obsoleta e fuori posto specie nel primo festival di Sanremo dove il genderless ha trionfato nel suo massimo splendore. Uomini e donne ai ferri corti ormai, e ciò che vale per l'una vale per l'altro. Vedremo l'anno prossimo come si risolverà la questione: "Offriranno fasci di fiori a tutti o a nessuno? Che ne dite?". 

 
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MA CHE RAPPORTO AVETE CON IL...VOSTRO?

Post n°3840 pubblicato il 05 Marzo 2021 da monellaccio19
 

 

 

 

 

Non so che rapporto abbiate con il vostro, io con il mio intrattengo un rapporto molto particolare, atipico e indissolubile!!! Anni e anni di frequentazione, ogni giorno con me, la notte sempre accanto a me, posso senz'altro sostenere che non potrei farne a meno, mi sentirei monco senza! A pensarci bene non credo di essere l'unico, anzi, sono sicuro che per voi tutti la situazione sia simile alla mia: stesso rapporto indispensabile, molto vicino all'occorrenza, pronto a darvi tutto ciò che vi serve al momento, immediatamente e senza chiedervi niente in cambio. Che bello avere e contare sempre sull'utilità e sul contatto immediato di un fedele vicino. Io l'ho sempre avuto alla mia destra, non è stata una scelta, è stata casuale la posizione e a memoria ricordo che è sempre stata quella l'ubicazione. Il mio comodino è vecchio, un po' malandato ma è ancora utile: tra il cassetto,  il piano superiore e quello inferiore, vi è riposto  tutto un mondo che mi appartiene: vecchio e nuovo si mischiano e si confondono, oggetti che vanno e oggetti che restano, alcuni per anni e anni, come alcuni libri sul ripiano inferiore che attendono di essere letti, altri riletti e alcuni in vana attesa di essere aperti. Tra questi, si imboscano vergognandosi, alcuni Tex e Zagor che sono ormai parte integrante  del comodino e  provocano   grande  rammarico  da  parte  dei   più  titolati  libri con la puzza sotto al naso a causa della cattiva compagnia. Il cassetto poi, passatemi l'eufemismo, è un vero ricettacolo: tre vecchi orologi di marca: "Catorch", "Carretty" e "Che tempo che fa", tre biro, una matita e una gomma, un paio di etti di bustine "campioncini" di creme e intrugli vari per la bellezza maschile (sic!), una piccola pila elettrica, una mascherina in seta nera, modello "Zorro decaduto", per eventuale luce in eccesso, un paio di tappetti per le orecchie in caso di rumori molesti...ecc.ecc. Sul ripiano superiore parcheggiano attualmente: uno spray di "Lait parfum hydratant pour le corps", un vasetto di crema protettiva "All purpose" e un flacone di "Derma Repair"  per pelli incartapecorite e in fase di decomposizione  irreversibile!  In pianta stabile, invece, la cara vecchia sveglia che ogni tanto mi capita di destare la mattina con un discreto buffetto, un astuccio con un paio di  vecchi occhiali che non uso più...ma mi serve lo straccetto per pulire le lenti attuali e infine, la cosa più bella che posseggo da molto tempo, da tantissimo tempo, da....troppo tempo: una piccola cornice con una foto del mio adorato 51%: una istantanea  di quando era ancora...in fasce! La conservo  per ricordare come era verde la...sua valle!  Orbene,  la domanda  nasce  spontanea:  "Non  per  sapere  i  fatti vostri,  ma per regolare i miei,  voi che rapporto avete con il vostro comodino e, soprattutto, che kakkio ci tenete?".

 

 
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