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Creato da monellaccio19 il 12/10/2010
scampoli, ritagli, frizzi e...lazzi

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ADDIO ALLA PATINATA D'ECCELLENZA

Post n°3521 pubblicato il 30 Marzo 2020 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Ho impiegato mezza giornata per cercarla: sapevo di avere una copia della mitica rivista Playboy, ricordavo di aver conservato un reperto storico che avesse segnato la nostra civiltà moderna. Infine l'ho beccata, tra le mie tante cianfrusaglie ho trovato la rivista patinata per antonomasia, quella che se un uomo mi dicesse, giurando solennemente sulle persone più care, di non averla mai sfogliata nella sua vita, non gli crederei nemmeno se si inginocchiasse implorando i suoi santi protettori. Un must come "Playboy" non può passare inosservato nel tempo e una sbirciatina, almeno una volta nella vita, gliela si doveva. Rivista fondata in America da Hugh Hefner nel 1953, "Playboy" presentava sulla sua prima copertina, la dea Marilyn Monroe. La più amata dai cinofili dell'epoca e la più deputata a star lì in posa ammiccante, per il pubblico incuriosito dalla nuova rivista appena esposta in edicola. In Italia il primo numero è datato novembre 1972, giunse da noi in forte ritardo, ma era comunque presente in varie edizioni, in tutti gli angoli del pianeta. Non solo belle donne discinte ma mai volgari, ma articoli di grandi giornalisti e racconti di prestigiosi scrittori che ben si coniugavano tra loro e con le modelle. Insomma una rivista rivoluzionare che andava a rompere schemi tradizionali della politica e il bigottismo imperante negli settanta. Posseggo la copia che vedete su in alto, l'ho voluta conservare come ho conservato tanti oggetti che testimoniassero il mio tempo e le vicissitudini del mio paese. 1.200 lire e il piacere di sfogliare. Dopo, immediatamente dopo, in Italia molte riviste nacquero per battersi in aperta concorrenza con "Playboy", ma se posso e senza offendere i rivali, nessuno mai ha conservato la grazia, il garbo e la finezza della nota rivista di Hefner. Del resto, durare 67 anni in tutto il mondo, non è alla portata di chi improvvisi e non badi alla qualità. Perché vi sto scrivendo di "Playboy"? Perché per le ragioni esposte nel mio post del 28/3 u.s. la nota rivista americana, chiude i battenti. Già, un addio prevedibile, un chiudere necessario perché il mercato della produzione cartacea, come vi dicevo, è destinato a morire nel tempo. La rivista tuttavia, non sarà più prodotta in molte nazioni, resterà ancora per poco in altre e l'edizione digitale, continuerà la sua vita solo in rete. Come si evince da altri dati ineluttabili, questa è la fine prevista per tutti colori che di...carta stampata hanno finora campato. Tra le ragioni di queste sconfitte subite sul mercato, c'è anche la rivalità presentata dalla rete e dai siti che offrono di più e sono più pruriginosi. Ecco il senso del mio post odierno: in questo periodo dannato e tragico, con noi tutti (o quasi) obbligati alla pena detentiva in casa, cosa si rileva di tanto eclatante? Che i siti porno in rete registrano un incremento del 24%. Già sono alti con le percentuali nei tempi normali, ma questo dato attuale, stupisce molto. Se poi aggiungiamo che il 36% di quel 24% sono donne, allora la famosa sora Lella direbbe: "Annamo bene". E' vero che i dati sono in aumento su tutto il globo, ma si rileva maggiormente esponenziale, laddove il coronavirus, abbia e stia lavorando alla grande. Inoltre, c'è stata un offerta proprio per i reclusi in casa: per dar loro un motivo in più affinché non si annoiassero, Pornhub ha offerto il servizio Premuim che solitamente è a pagamento, a titolo gratuito per un mese. Rispetto tutti, ognuno è libero di fare le sue scelte e di regolarsi come meglio crede. La domanda, tuttavia, mi preme: "Ma in momenti drammatici come questo, come si fa a seguire siti porno?". Ci sono risposte scientifiche per tutto ciò? Lo si fa per scaricare tensioni? Si sceglie il porno per accendere desideri e rendere più elettrico l'ambiente, l'atmosfera e avvertire meno il peso del grave momento?  Insomma, a chi e come giova il porno in momenti drammatici come questo? 

 
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SARA' CARTA STRACCIA?

Post n°3520 pubblicato il 28 Marzo 2020 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Se ne parla da tempo ormai, i segnali colti da alcuni anni, sono ormai chiari e nitidi. Un "de profundis" annunciato più volte e sempre rigettato, vuoi per scaramanzia vuoi per non perdere la speranza di un miracolo molto improbabile. I giornali, i quotidiani specialmente, quelli che un tempo ci offrivano la grande opportunità di leggere, approfondire e conoscere notizie e fatti, avvenimenti e analisi, commenti autorevoli su tutti gli argomenti che vanno dalla politica alla scienza, dallo spettacolo alla cronaca, proprio quelli stando a molti autorevoli esperti della comunicazione, hanno le ore contate, sono moribondi e destinati una volta per sempre a lasciare questo settore, questo tradizionale segmento dell'informazione e della nostra società. Possibile? Se ne parla è vero, ma potrà mai accadere veramente?  Stando ad una analisi molto profonda e capillarmente estesa anche in altre nazioni, chi non ha compreso tra il 2009/2010 quello che stava accadendo all'informazione della carta stampata, oggi versa più lacrime di chi abbia saputo aprire nuovi fronti come il digitale. Oggi è proprio il coranovirus che potrebbe fare un solo boccone dei giornali nelle edicole che erano 36.000 dieci anni fa, oggi sono 10.000. Da 5,5 milioni di giornali che si vendevano nel 2007 oggi siamo a 2 milioni di copie. Oggi la carta stampata è la "zona rossa" del giornalismo: avere notizie il giorno dopo, in un mondo totalmente globalizzato, a chi serve? L'era digitale divora tutto con tempestività e con immediatezza, siamo ormai nel post industriale e l'attenzione maggiore (nel bene e nel male) è rivolta in quella direzione. Il cambio epocale, specie in questo momento drammatico, ci induce a volgere lo sguardo al digitale, alla tv e alla rete. Sono i mezzi che preferiamo e anche se tutti i quotidiani propongono una versione sintetizzata delle loro edizioni proprio nel digitale, a noi basta: non ci va bene "pagare" le notizie. Mentana è più o meno vicino alla condivisione della profonda analisi realizzata da Marco Bardazzi, anche lui ritiene che oggi questa informazione "di comodo", non sia  "up to the date" capace di giungere a tempo debito al fruitore. Ma non ha torto Mughini, quando contesta le risultanze di Bardazzi e Mentana, poiché sulla carta stampata, quella dell'informazione da cercare in edicola, c'è da interessarsi alle inchieste, agli editoriali, ai corsivi, materiale prodotto da signori giornalisti e per lettori affezionati e interessati alle analisi dei professionisti dell'informazione. Quindi v'è una prima differenziazione: fornire immediatamente la notizia, oppure analisi e opinione della stessa notizia? L'informazione in rete, Mughini la definisce "artiglieria digitale" e non ha tutti i torti: spara a mitraglia di tutto e di più, ognuno avrebbe il compito di comprendere, di capire e accertare cosa stia leggendo o ascoltando. Questi i limiti e forse, proprio questa proposta "take away" nella tecnologia, interessa tutti coloro che sono sotto i trentanni.  I problemi sono più vasti, più grandi e più dettagliati. Non si condanna così la carta stampata anche se il fiato corto lo avvertiamo tutti. Fa tendenza, fa modernità assoluta, leggere notizie e messaggi, vedere immagini su twitter, barcamenarsi su tutto ciò che sia digitale, ma leggere chi approfondisce, analizza e propone una notizia con cognizione professionale, è arricchimento culturale e no conoscenza superficiale quindi, pagherà ancora o no?  

 
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CARO AMICO TI SCRIVO...

Post n°3519 pubblicato il 27 Marzo 2020 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

...così mi distraggo un po'...no, non voglio distrarmi, sarei un bugiardo se ammettessi il bisogno di distrazione. In verità ti scrivo perché ora la paura si fa sempre più viva:  la sento dentro, avverto il soffio sulla nuca, comincia ad alienarmi tutto ciò che faccio normalmente ogni giorno da quando sono chiuso in casa. Troppo tempo al PC? Tra lo scorrere i giornali e spulciare le notizie, a volte sento un leggero peso sulla spalla come se qualcuno con l'avambraccio, si appoggiasse per scorgere ciò che stia sfogliando, pagina dopo pagina. Sai perché ora ho paura? Mi ha spaventato la notizia di come sia aumentato il lavoro dei notai! Richieste in aumento esponenziale, è come se la gente sia entrata in un nuovo ordine di idee: la morte s'avanza e si affrettano (specie gli anziani) per fare testamento. E' una necessità che avvertono con urgenza. Mi sto chiedendo se devo procedere anch'io, e se toccasse a me? Chi può dirlo? Chi può prevederlo. Ho tentato di distrarmi con qualche libro, con le parole incrociate on line, dopo due/tre ore sono andato in paranoia, ho provato a giocare a carte, macché, ho cominciato a incazzarmi con lo schermo del PC e me la prendevo con il mio compagno virtuale per alcune giocate sbagliate. Mia moglie mi sentiva urlare e correva nel mio studio pensando chissà cosa fosse accaduto! Mi ha chiesto di smettere e l'ho fatto. Ho preso un vecchio album fotografico l'ho sfogliato e mi sono scocciato: un "deja vu" inutile. Paura, solo paura e un pensiero fisso che non mi molla! Sai? comincio a pensare al dopo, se superassi la crisi e il virus, sarò pronto ad affrontare il dopo? E se la vita riprendesse pari pari come era prima, come faccio a riprenderla? E se non fossi in grado di...aspetta un attimo, hanno bussato alla porta, fammi vedere chi è. Avanti..."Che fai? Cosa scrivi?". Il mio 51% entra spedita e si avvicina alla scrivania cercando di sbirciare ciò che stavo scrivendo. Chiudo immediatamente il coperchio del mio portatile: "No...niente...appunti, così tanto per buttare giù qualcosa...". "E perché non vuoi che legga?" mi dice mentre tenta di allungare la mano per riaprire il PC. "Ma no cara, nulla d'importante..." replico arrivando prima io sul PC con la mia mano. "Senti Carle' so come ti senti, so che la stai prendendo male ma se non ti scuoti, non reagisci, diventerà sempre più difficile vivere giornate come queste. Dai, so che puoi farcela, devi solo metterci tanta buona volontà. Coraggio e poiché immagino ciò a cui stavi lavorando, non era poi così importante e utile, cancella tutto e cambia registro!". Mi ha fatto una carezza ed è uscita richiudendosi la porta alle spalle! Sono stato fermo una mezz'ora circa a pensare, a riflettere e a considerare tutto quello che mi stava passando per la testa. Dopo tanto rimuginare, mi sono ripreso, ho spazzato via tutti i cattivi pensieri e....eccomi ancora da te, caro amico. Scusami l'interruzione, era mia moglie, quindi riprendendo il filo delle mie paturnie,  ci ho ripensato e sai che ti dico? Affan'cucolo tu, il coronavirus, i notai, le carte da gioco, i cruciverba, i giornali, i libri e tutte le stronzate che leggo in rete. Sto bene, rispetto le regole, mi "diverto" con il blog e quindi cosa mi manca? Sono a casa, sono in contatto con la mia famiglia e cosa più importante, sono "vicino" agli amici reali e a quelli virtuali. Pertanto la lettera, mio caro amico, non la riceverai mai! 

 
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MA L'OZIO E' SOLO IL PADRE DEI VIZI?

Post n°3518 pubblicato il 26 Marzo 2020 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

 

"In genere, astensione dall’attività, dalle occupazioni utili, per un periodo più o meno lungo o anche abitualmente, per indole pigra o indolente". Vi ho appena riportato la definizione del vocabolo "OZIO" dalla Enciclopedia Treccani. Vi chiederete, perché? Semplice: desidero dimostrarvi come la trasgressione sia tipica di noi italiani. Se avessimo da oziare per nostri motivi, per ragioni personali e/o per nostra scelta ineluttabilmente discrezionale, troveremmo il modo di farlo, saremmo a inventarci di tutto, pur di oziare amabilmente in casa o fuori, per tutto il tempo che ci parrebbe opportuno o necessario. Lo faremmo liberamente, senza alcuna perplessità anche causando eventuale danno a qualcuno. Adesso, vi dimostro come la trasgressione sia capace di cambiare il nostro punto di vista e indurci a fare esattamente il contrario. Non è mai successo nella vita di nessuno, di ricevere un ordine diretto come sia accaduto nel caso del covid-19: "State a casa, non muovetevi assolutamente e cercatevi qualcosa da fare". L'ozio in questo caso, sarebbe autorizzato, legittimo e giustificato, ma è un ordine, una condizione obbligata e forzata quindi, lo si deve fare per necessità assoluta. "No, non se ne parla nemmeno, adesso stai a vedere che mi metto a oziare quando ho un mare di cose da fare!". Ecco la trasgressione, subdola e controcorrente che ci spinge a non eseguire l'ordine e star fuori di casa senza magari far nulla di importante. L'importante, invece, è aver trasgredito. A tale proposito, alcuni giorni fa è accaduto che un noto personaggio della TV, tale Barbara Palombelli che presumo conosciate molto bene visto che sia personaggio esposto ogni giorno abbondantemente, su rete Mediaset. La signora durante un programma serale, discettando su un argomento d'attualità come il coronavirus, ha detto: "Il 90% dei morti è al nord perché sono tutti ligi e vanno a lavorare". La frase è stata ovviamente estrapolata da un contesto più vasto e la Palombelli, attaccata da molta gente che non ha gradito l'apprezzamento, ha cercato di difendersi vantando la libertà di opinione, si è barcamenata per sviare sospetti sulla gratuità del pensiero. Resta il fatto che questo pensiero vagante e fuori luogo, segua altri apprezzamenti poco lusinghieri espressi da personaggi che si "esibiscono" su Mediaset. Certo è che il Movimento 24 Agosto che si batte per l'equità territoriale, non ha mandato giù la prima frase e men che mai, le giustificazioni della Barbara. Ormai, come sospettano i dirigenti del movimento siciliano fondato da Pino Aprile, pare che vi sia in atto una aperta e chiara politica antimeridionale manifestata da Mediaset. Troppe frasi in libertà come da copioni già collaudati: si sparano caxxate e poi ci si arrampica sugli specchi o addirittura, dopo alcuni giorni con i nervi meno tesi, si passa alle scuse formali. Resta comunque l'ozio, il dolce far niente che è insito nei meridionali: ormai si fa sempre più largo questa convinzione e pian piano siamo ancora e sempre a passare per fancazzisti e oziosi, scansafatiche e poco propensi al lavoro. Comunque, l'invito lanciato da coloro che non intendono far finta di niente e quindi punire Mediaset per la sua indisponibilità verso il sud, è quello di osteggiare la tv di Berlusconi e di non comprare quei prodotti pubblicizzati durante i programmi di coloro che evidentemente non amano il sud e strumentalizzano il virus per dare addosso a noi "sudici" e a favore dei "nordici". A tale proposito mi piace riportare un commento lasciato da un lettore sotto la notizia di alcuni giorni fa: "Desidero chiedere alla signora Palombelli, visto che la Corea del Sud abbia riscontrato meno vittime dell'Italia, significa che sono meno ligi nel dovere?".

 

 

 


 
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MAGARI DOVREMO ANCHE RINGRAZIARLO?

Post n°3517 pubblicato il 25 Marzo 2020 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Di 'sto kakkio di virus, c'è una sola cosa che mi piace: la sua rappresentazione grafica! Giocano sui colori, sulla varietà dei disegni e sembrano opere d'arte contemporanea. Ma oltre il piacere della vista, credetemi, non c'è altro che possa piacermi o convincermi. Invece, leggo in giro che sono tanti coloro disposti a prefigurare l'immediato futuro, dopo la devastazione prodotta dal maledetto microbo, migliore del presente che abbiamo abbandonato a causa delle ristrettezze, dei vincoli e delle rinunce imposte dalla malattia esuberante e tracimante. Insistono a dire che vivremo meglio, che la nostra vita futura tornerebbe indietro di qualche decennio, quando non presi ancora da tante compulsioni dettate dal benessere e assorti nella vita moderna generata da tempi veloci e scattanti, vedevamo il mondo, la società e il nostro vivere quotidiano  in un ottica pluralistica, una vita e un piacere aperto a tutti senza egoismi, eccessi e barriere di ogni genere. Insomma, modificare il recente passato...di ieri, all'insegna del kissenefrega del pianeta, dei veleni, del buco dell'ozono, degli sprechi, del prossimo, del benessere degli altri e via via, tutto ciò che abbiamo recepito e assimilato in tutti questi ultimi anni, sarà possibile? Un chiudersi sempre più in una cerchia personale, ricca di comodità e di benessere a poco prezzo, perché anche se i costi sembravano eccessivi, noi avevamo le finanziarie: avanti quindi con i televisori sempre più grandi, i telefonini, gli Ipad e tutto l'elettronica digitale possibile e immaginabile nelle nostre case. Piccole rate mensili dappertutto fino ai materassi e agli attrezzi ginnici, senza parlare di poltrone da sogno.  Dopo questa batosta, veramente metteremo a frutto ciò che la malattia, la sua drammaticità, i morti, le rinunce e gli spaventi presi, ci hanno insegnato? Saremo veramente pronti a rivedere il nostro modus vivendi e a fare qualche piccolo passo indietro? Contenere le nostre pretese esondanti, accontentarci di poco quando potremmo, come in un recente passato, avere molto e tanto? Voi ci credete? Sareste pronti a tutto ciò? Propensi al cambio epocale dopo aver visto per la prima volta l'acqua di Venezia che scorre nei canali limpidi con i pesci che nuotano? Dopo aver visto le lepri che si sono impadroniti dei parchi chiusi a Milano? Sareste disponibili a mantenere la pianura padana sgombra e libera dallo smog? Vedere i cigni navigare in acque dove non ci si poteva nemmeno specchiare? E rimanere a casa rinunciando alla partita a calcetto o a tennis, per giocare con i vostri figli, lo fareste? Rinunciare a qualche apericena con gli amici, potreste farlo senza bestemmiare? E il famoso rispetto delle regole? Una macchina parcheggiata  al posto di un disabile? Vivere la città a piedi e senza fretta godendo del bel tempo e di meno traffico? Potrei continuare ma credo di aver reso i concetti. La vita da cambiare non è una scelta da fare con una monetina e un "testa o croce". La vita si cambia per mera scelta, con convinzione e consapevolezza totale. Non so se saremo pronti, certo l'esperienza che stiamo vivendo è dura, rigorosa, ma passata la buriana, visti i miglioramenti del clima, del benessere generato da ritmi più lenti ma no meno piacevoli, saremmo disposti a dire: "Sì, cambio vita cerco di immergermi in una nuova realtà che mi renda più disponibile verso gli altri, verso quel prossimo tanto bisognoso del mio modesto aiuto". Non ditemi che vi stia mettendo in forte imbarazzo, pensateci su per rispondermi, tanto il covid-19 è ancora in giro! Abbiamo ancora tempo per decidere cosa fare...da grandi!

 
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