Creato da monellaccio19 il 12/10/2010
scampoli, ritagli, frizzi e...lazzi

 

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ARDEA: E' NECESSARIO CAMBIARE SISTEMA

Post n°3952 pubblicato il 16 Giugno 2021 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Il caso di Ardea ha scosso come non mai, l'opinione pubblica: per la sua efferatezza, per le tre vittime di cui due ragazzini, per il contesto e per i precedenti. Orbene, volendo andare oltre per soffermarsi sulle cause, sugli effetti e soprattutto sulla possibile prevenzione utile per tentare di fermare questi gesti inconsulti e sempre più frequenti, mi permetto osservare alcuni presupposti che potrebbero aiutarci a capire come tentare di fermare questi assalti proditori e improvvisi da parte di persone fuori di testa. Nel 1978 entrò in vigore la legge Basaglia: nel nostro paese chiusero tutti i manicomi e fu predisposto che gli internati fossero ritenuti cittadini come tutti gli altri e quindi  da "sottrarre" alle intemperanze, agli arbitri e ai trattamenti anche violenti per tutti coloro che fossero ritenuti pazzi o presunti tali. Una vittoria della civiltà, della medicina e della società moderna che non poteva più permettersi di gestire quel genere di malati con leggi vecchie e fuori da ogni diritto umano.  A maggior ragione se i precedenti del folle erano noti,  i segnali erano pericolosi, di persone gravemente malate in Italia ne abbiamo tante e tutte a casa, sorvegliati da familiari che magari la notte si chiudono a chiave per non essere follemente aggrediti dal parente.  Insomma, siamo ostaggi delle casualità, dei contesti affrontati con sufficienza e distacco, un ritenere tutto scontato e normale. La legge Basaglia va cambiata, la collettività non può essere bersaglio di questi signori che ammazzano e si ammazzano come pare e piace a loro. Lo stato non può scaricare sulle famiglie un carico così gravoso, lo ammettono anche i medici, c'è da rivedere il sistema, non ci si può nascondere dietro la frase "inviolabili libertà individuali". E' vero, oltre 40 anni fa i diritti e i trattamenti degli internati erano calpestati da chi fosse responsabile della gestione di questi luoghi oscuri e impenetrabili, ma oggi si può aprire un nuovo capitolo: il disagio sociale cresce, la libertà di essere coinvolti da scorrerie di folli capaci di uccidere non può tenerci chiusi in casa. La libertà è un diritto di tutti: di quelli che ammazzano no, ma di quelli che vogliono vivere certamente sì! Nel vecchio manicomio di Madrid, ormai abbattuto e non più in uso, v'era una targa all'ingresso: "Non lo siamo tutti, non ci siamo tutti". Vera e comprensiva realtà, ma oggi non si può vivere con questa patema. 

 
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MA COME? ANCHE LA TORTA DI MELE?

Post n°3951 pubblicato il 15 Giugno 2021 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

 

Tempo fa, correva sempre l'anno 2021, ebbi a segnalarvi e discutemmo di una curiosa quanto disprezzabile disponibilità da parte dell'Università di Oxford: cancellare definitivamente autori come Omero e Virgilio dal programma di studi per laurearsi in Lettere Classiche. Cestinare dopo novecento anni, due perni fondamentali che formano l'archetipo delle materie classiche. Sarebbe come eliminare dallo studio della matematica, chessò...il teorema di Pitagora? Oggi l'Università di Princeton vuole abolire latino e greco, per combattere il "razzismo sistemico". Ekkevordì? Vuol dire che le prestigiose università (Oxford in GB e Princeton in USA) vogliono mascherare il politicamente corretto che ormai impera e dilaga dappertutto, con l'apertura a nuovi iscritti provenienti non come sempre dalla crema della società, dall'élite, ma dai licei popolari con etnie diverse laddove magari la maggior parte degli studenti non ha studiato latino e greco, i grandi maestri del tempo e quindi sarebbero in difficoltà trovandosi di fronte a lingue mai incrociate e autori mai letti. Vabbè e quindi? Volete aprirvi a tutti e chiudete a molti? Per ragioni di razzismo scorretto? E non fareste prima ad organizzare corsi specializzati per insegnare ai nuovi ingressi, materie fondamentali nel caso volessero studiare storia antica e Lettere Classiche? Le polemiche incalzano proprio nel contesto di queste università: c'è chi si batte per non buttare a mare secoli e secoli di storia universale e altri che se ne fottono, basta essere nel contesto attuale del politicamente corretto. Facciano pure e staremo a vedere come se la caveranno. Intanto vi richiamo alla bellissima e appetitosa torta di mele su in alto: ma keciazzecca con l'argomento? Bella domanda: la torta di mele è stata indicata dal "Guardian" quotidiano britannico (ecco spiegato), razzista e da cancellare assolutamente! Allora ditelo che volte rompere gli zebedei! Il giornalista ha definito il prelibato dolce, indice di colonialismo e schiavismo, a causa dello zucchero e delle mele. Sostanze importate nei secoli passati dalle terre ricche di zucchero e di schiavi da estirpare dalle loro radici e esportarli in America e altre nazioni.  Sta cambiando la storia del mondo, stanno manipolando cultura e usi che fanno parte del nostro passato e che hanno contribuito alla formazione delle nostre vite. Ma a chi interessa più, ormai andiamo incontro ai blocchi, i continenti contano e dovremo omologarci a quello che vorranno lor signori. Quelli che verranno dopo avranno da raccontare molto sul nuovo che avanza. Poveracci non sapranno mai cosa si sono persi! 


 
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PATRIMONIALE DA DESTINARE AI GIOVANI?

Post n°3950 pubblicato il 14 Giugno 2021 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

 

Avrete sentito parlare di patrimoniale in questi ultimi giorni: Letta (PD) è stato il primo a ventilare la possibile introduzione di questa tassa odiosa per molti cittadini italiani. A mio parere, presumo che odiosa sia a giudizio di coloro che posseggono redditi e introiti molto corposi, ovvero: chi guadagna molto sistematicamente, può effettivamente pagare una percentuale più alta rispetto a chi dichiari abitualmente (dipendenti, operai, impiegati) introiti fino a un limite da stabilire.  Vi propongo il tema no per conoscere il vostro parere sulla patrimoniale "odiosa", ma perché Alessandro Gassman, uno che le rogne se le va a cercare, ha scritto un tweet scatenando un polemica interessante. Alessandro sostiene, con il beneplacito di molti lettori che la patrimoniale aiuterebbe molti giovani senza lavoro, specie in questo frangente dove il covid abbia segato tanti posti di lavoro. Contro questa proposta, si è scatenata una pletora di commenti in cui si ritiene che ai giovani occorrerebbe lavoro e dignità, ovvero, il governo dovrebbe offrire occasioni reali e concrete per sistemare i giovani. A loro non servirebbero né soldi, né pantofole e nemmeno una poltrona dove perdere il tempo aspettando la Befana. Secondo voi, delle due, quale dovrebbe essere la soluzione e l'eventuale orientamento del governo Draghi?

 
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RAI FICTION? NO...RAI REALTA'

Post n°3949 pubblicato il 13 Giugno 2021 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

Magari fosse una fiction, potremmo appassionarci e gustare un thriller intrigante. In realtà trattasi di un colpo gobbo ma non troppo, visto che la magistratura cercherà di far luce sulle modalità e sulle circostanze che abbiano coinvolto la televisione di stato. La RAI possedeva (sic) in alcune sue sedi sparse sul territorio, 1.500 opere d'arte piuttosto importanti e quotate, di artisti italiani appartenenti al tempo moderno. Ebbene, oggi alla conta, mancano all'appello 120 quadri e/o oggetti di quel patrimonio piuttosto consistente. Tanto per citarne qualcuno: Guttuso, De Chirico, Rosai e molti altri ancora: opere ghiotte per il loro valore sempre più crescente e ambite dal...mercato nero. Al momento l'unica certezza in possesso del magistrato inquirente di Roma, è che le opere citate manchino all'appello e non si sa che fine abbiano fatto. Saranno avviate indagini in altre città e speriamo di sapere cosa sia accaduto realmente. Il sospetto è che siano state trafugate dagli stessi impiegati, o personale dipendente dalla RAI e se alcune magari sono state sostituite con copie fasulle, delle altre non vi sono tracce. E' proprio il caso di parlare di saccheggio, di sottrazione finalizzata al mercato nero, visto che sono opere catalogate molto note e difficili da reperire in giro. Quindi coloro che hanno provveduto al colpaccio, si saranno disfatti immediatamente della "merce" piazzandola a faccendieri con altolocate conoscenze sul mercato delle opere d'arte. La politica è reale "proprietaria" di quel bene pubblico che è la RAI: gestisce, manipola e comanda a suo piacimento. Controlli? Rispetto? Ma quando mai?  Perché mai dovrebbero renderla privata e campare di solo pubblicità? Sono anni e anni che se ne parla e come l'Alitalia, sono grossi business dove per decenni e decenni  non solo hanno creato bacini per pescare elettorato, ma posto ideale dove spendere e spandere senza problemi visto che lo stato provvede a tappare falde e buchi. Concludo dicendo che questa storia di opere sparite, è partita nel 1996 e si è protratta ai giorni nostri. Chi se ne doveva accorgere? C'è un responsabile, un addetto alla conta dei pezzi? Questa è l'Italia che piace: ognuno si fa quelli suoi e i fessi (come me) guardano e masticano amaro. A proposito, tanto per...farci mancare qualcosa ancora: a Londra è stata battuta all'asta una preziosa scrivania donata alla RAI dal famoso disegnatore Giò Ponti: 70 mila euro! Come si trovava nella capitale inglese? A chi porre le domande giuste?

 
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"SUPERCAZZOLA STORE"

Post n°3948 pubblicato il 12 Giugno 2021 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

 

Oppure se preferite "Bar Necchi", un piacevole ritorno al passato alla metà degli anni settanta: "Amici Miei" il celeberrimo film di Monicelli un must, una pietra miliare del cinema italiano. Tognazzi, Celi, Noiret, Montagnani ecc. interpreti di una trilogia che non è possibile dimenticare. Ebbene, a Firenze apre uno store dedicato a quel momento storico e ricordato da tutti, con la vendita di gadget, accessori, poster, libri, abbigliamento, vini, dvd e tutto ciò che faccia riferimento ai film cult dell'epoca. Il negozio guarda caso, è sito nei pressi di Via dei Renai, esattamente dove fu girata la famosa scena esilarante di Tognazzi con il vigile. Per arricchire l'assortimento del negozio, vi sono altri richiami degli anni in cui altri attori come Villaggio e Pozzetto, sono rappresentati con materiali che ricordano i loro film celebri. Insomma una rimpatriata storica e piacevole per immergersi in quel clima che coinvolse tutti con le zingarate e le battute degli impareggiabili protagonisti. Se capitate  a Firenze non mancate se siete appassionati del cinema di quegli anni, di fare un salto al "Supercazzola Store" o Bar Necchi, il conte Mascetti vi aspetta con tante soprese. 

 
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