Creato da Dafne89msl il 10/10/2006

Capire le donne...

La situazione delle donne nel mondo

 

 

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Torture

Post n°9 pubblicato il 18 Ottobre 2006 da Dafne89msl

  • Clitoridectomia (Mutilazioni genitali femminili): viene tolta tutta, o parte della clitoride.
  • Escissione (Mutilazioni genitali femminili): consiste nella asportazione della clitoride e delle piccole labbra.
  • Infibulazione (Mutilazioni genitali femminili): è la forma estrema, che prevede oltre alla clitoridectomia e all’escissione, anche il raschiamento delle grandi labbra che sono poi fatte aderire e tenute assieme, così che, una volta cicatrizzate, ricoprano completamente l’apertura della vagina, a parte un piccolo orifizio che servirà a far defluire l’urina e il sangue mestruale.
  • Violenza domestica: Almeno il 20% delle donne in tutto il mondo hanno subito abusi fisici e sessuali. Recenti rapporti affermano che negli Stati Uniti ogni 15 secondi è picchiata una donna, 700 mila sono violentate ogni anno. In India si stima che più del 40% delle donne sposate siano prese a calci, schiaffeggiate o siano vittime di abusi sessuali da parte dei loro mariti per il loro modo di cucinare, di vestire o per gelosia. Almeno 60 donne sono state uccise con atti di vilenza domestica in Kenya negli ultimi due anni. Il 35% delle donne egiziane afferma di aver subito maltrattamenti fisici da parte dei rispettivi mariti. Per milioni di donne la propria casa non è un paradiso ma un luogo di terrore.
  • Matrimoni forzati: In molti paesi donne e ragazze subiscono torture e maltrattamenti a seguito di matrimoni forzatamente imposti dai loro genitori. I matrimoni forzati sono una violazione dei diritti umani, comportano rapporti sessuali senza consenso e violenze fisiche.
  • Lavoratrici domestiche: spesso di nazionalità straniera, sono frequentemente maltrattate dai loro datori di lavoro. Donne immigrate clandestinamente o vittime del traffico a scopo sessuale, derubate dei loro documenti, sono maggiormente a rischio di ogni tipo di abuso e senza possibilità di tutela legale.
  • Delitti d'onore: Ragazze e donne di ogni età sono aggredite per motivi d'onore in tutti i paesi del mondo. Esse sono accusate di disonorare le loro famiglie e la loro comunità per i loro comportamenti, quali ad esempio, aver parlato con vicini di casa di sesso maschile e avere avuto rapporti sessuali al di fuori dal matrimonio. Questi includono anche quei rapporti avuti senza il loro consenso. I cosiddetti "crimini d' onore", torture ed omicidi, avvengono in molti paesi, tra cui Turchia, Iraq e Giordania.
  • Commercio di donne: Il traffico di esseri umani rappresenta la terza fonte di guadagno per le organizzazioni criminali internazionali, dopo la droga e le armi. Le Nazioni Unite stimano che almeno quattro milioni di persone sono vittime di questi traffici ogni anno. Sempre più donne in particolare vengono "commerciate" allo scopo di prostituirsi o essere sessualmente schiavizzate. Molte di queste subiscono una vasta gamma di violazioni di diritti umani che vanno dai maltrattamenti alla tortura o alla violenza sessuale. Questo allo scopo di indebolirle dal punto di vista mentale e psicologico per costringerle a prostituirsi. Molte donne sono picchiate o violentate per aver tentato di fuggire o per esseresi rifiutate di avere rapporti sessuali con i "clienti". Nonostante gli alti rischi di contrarre malattie infettive (come l'Aids - Hiv) sono punite se si rifiutano di aver rapporti sessuali non protetti.
  • Abusi da forze dell'ordine: Agenti di polizia, soldati ed altri membri delle autorità di tutto il mondo si sono resi responsabili di atti di tortura nei confronti delle donne. Donne di tutte le età, gruppi etnici, classi e credo sono state oggetto di violenza fisica e sessuale mentre si trovavano in custodia o nelle mani di gruppi politici armati.
  • In carcere: Molte donne in detenzione hanno subito terribili forme di tortura appositamente pensate per infliggere dolore: pestaggi, elettroshock, simulazioni di esecuzione, privazione del sonno, soffocamento. Anche gli abusi sessuali, incluso lo stupro, costituiscono un comune metodo di tortura inflitto alle donne detenute. Molte denunce di abusi non sono state neanche indagate. La mancanza della volontà politica di perseguire i menbri delle forze dell'ordine crea un clima di impunità,contribuendo ad ulteriori abusi sui diritti umani delle donne.
  • Nei conflitti armati: Negli ultimi anni Amnesty International ha evidenziato come la tortura sulle donne, inclusa la violenza sessuale e lo stupro, costituisca una costante all'interno dei conflitti armati. La violenza sulle donne non è un evento accidentale della guerra: è un'arma della guerra che può essere usata per determinati propositi come spargere terrore, destabilizzare la società e annientare la sua resistenza, premiare i soldati, estorcere informazioni. La violenza sulle donne, inclusa la tortura, è stata anche usata come mezzo di pulizia etnica e come elemento di genocidio. Le donne sono frequentemente scelte come oggetto di tortura nei conflitti armati a causa del loro ruolo di educatrici e di simbolo della comunità. Le donne che fuggono o si rifugiano nei campi di accoglienza sono spesso oggetto di abusi da parte di contrabbandieri, guardie dei campi e altri rifugiati umani. Nonostante questa situazione molti paesi negano loro lo status di rifugiate.

Dati forniti da Amnesty International

 
 
 
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Moody afferrò Mahtab per un braccio e le tirò un calcio. Poi la strattonò e la schiaffeggiò con violenza. [..] Repentinamente l'ira di Moody trovò un altro bersaglio. Il suo pugno si abbattè contro la mia tempia e io barcollai all'indietro annaspando.

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Nella vita di mia madre ci fu una svolta a quel punto decisiva. Fino ad allora era stata la classica donna sottomessa, che permetteva a nostro padre di metterle i piedi in testa. Aveva avuto sette figli da lui, che l'aveva sempre trattata come spazzatura. A causa delle sofferenze che lui le aveva inflitto aveva avuto due esaurimenti nervosi. L'idea di perdere sia me che Nadia, com'era già successo con Laila e Ahmed, le era stato però insopportabile e l'aveva costretta a cambiare direzioe e a reagire. era anche determinata a salvare daòòp stesso destino Tina, Ashia e Mo. Così si separò da mio padre e cominciò la sua lunga crociata.

 

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