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Nella vertigine - 3° parte
Post n°45 pubblicato il 02 Agosto 2013 da Mattertwo
Lo prese a pugni sul braccio, lo insultò e lo schiaffeggiò. Le prese i polsi e la guardò negli occhi, con il suo fare imperativo la fece calmare passandole una braccio attorno alle spalle. L'auto fece un lungo tragitto, ne era sicura, perchè le sembrava di girare in tondo, finchè non si fermarono e quando scese per poco non cadeva a terra. Non le uscivano le parole di bocca, conosceva il nome di quel posto, ma non poteva pronunciarlo. Tutto avvenne come se la terra volesse rallentare la rotazione, un lungo slow motion la condusse verso il baratro. E fu notte fonda. Fine Sindrome di Stendhal La sindrome di Stendhal, detta anche sindrome di Firenze (città in cui si è spesso manifestata), è il nome di una affezione psicosomatica che provoca tachicardia, capogiro, vertigini, confusione e allucinazioni in soggetti messi al cospetto di opere d'arte di straordinaria bellezza, specialmente se esse sono compresse in spazi limitati. La malattia, piuttosto rara, colpisce principalmente persone molto sensibili e fa parte dei cosiddetti "malanni del viaggiatore". Il nome della sindrome si deve allo scrittore francese Stendhal, pseudonimo di Marie-Henri Beyle. Egli, essendone stato personalmente colpito durante il proprio Grand Tour effettuato nel 1817, ne diede una prima descrizione che riportò nel libro Roma, Napoli e Firenze. |