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Nella vertigine - 3° parte

Post n°45 pubblicato il 02 Agosto 2013 da Mattertwo

Lo prese a pugni sul braccio, lo insultò e lo schiaffeggiò.
Era furibonda, non per quello che le aveva fatto quel tizio, ma per quella strana sensazione che aveva vissuto.

Le prese i polsi e la guardò negli occhi, con il suo fare imperativo la fece calmare passandole una braccio attorno alle spalle.
E lentamente si sciolse come neve al sole.
Cercò di parlare ma non ottenne risposte, ne sul dove stessero andando, ne sul perchè si trovasseto a Parigi.

L'auto fece un lungo tragitto, ne era sicura, perchè le sembrava di girare in tondo, finchè non si fermarono e quando scese per poco non cadeva a terra.
Era davanti ad una grande piramide di vetro.

Non le uscivano le parole di bocca, conosceva il nome di quel posto, ma non poteva pronunciarlo.
La prese sotto braccio e la condusse come un automa, tutto era ovattato, si sentiva drogata, eccitata ed impaurita.
Percorsero i corridoi e si sentiva osservata, sentiva bisbigliare e le voci provenivano dai quadri.
Ancora qualche passo, ancora un ultimo sforzo e si fermarono.
Non capiva il perchè.
Lui le indicò un quadro.
Percepiva la sostanza di quel quadro, ne sentiva l'odore e sapeva che se si fosse voltata per guardarlo non avrebbe retto.

Tutto avvenne come se la terra volesse rallentare la rotazione, un lungo slow motion la condusse verso il baratro.
Era quello che aveva visto al bar dell'hotel, per un attimo le era passato davanti agli occhi, vorse una copia appesa alla parete o forse la sua semplice immaginazione.
Era lì davanti ai suoi occhi, sbarrati dalla paura, in tutta la sua bellezza.

E fu notte fonda.

Fine

Sindrome di Stendhal

La sindrome di Stendhal, detta anche sindrome di Firenze (città in cui si è spesso manifestata), è il nome di una affezione psicosomatica che provoca tachicardia, capogiro, vertigini, confusione e allucinazioni  in soggetti messi al cospetto di opere d'arte di straordinaria bellezza, specialmente se esse sono compresse in spazi limitati. La malattia, piuttosto rara, colpisce principalmente persone molto sensibili e fa parte dei cosiddetti "malanni del viaggiatore".

Il nome della sindrome si deve allo scrittore francese Stendhal, pseudonimo di Marie-Henri Beyle. Egli, essendone stato personalmente colpito durante il proprio Grand Tour effettuato nel 1817, ne diede una prima descrizione che riportò nel libro Roma, Napoli e Firenze.

 
 
 
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