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ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE… OVVERO OCCHJBLU AL SAN RAFFAELE

Post n°394 pubblicato il 04 Luglio 2008 da occhjblu

Sono tornata ieri da un viaggio a Milano per accompagnare mia mamma all’Ospedale San Raffaele, per un intervento chirurgico.

Da tempo immemorabile e, credo come tutti, odio gli ospedali, odio l’odore di mensa ospedaliera che si respira, odio la sofferenza che trasuda dalle pareti, odio lo s-ciabattare delle infermiere che camminano in corsia… odio tutto ciò che gira intorno agli ospedali…

Così lo scorso lunedì, con un po’ di magone per vari motivi, io e mia mamma siamo partite alla volta di Milano per affrontare l’intervento.

L’appuntamento: ore 8 all’accettazione per poi fare il ricovero…

Memore dell’Ospedale della mia città (che si vanta di essere regionale e per questo “affidabile e preparato” - le virgolette sono d’obbligo…) ero già pronta a dover fare code chilometriche, a dover combattere per un posto letto e, come spesso è accaduto, a contare fino a mille per non mandare a cagare il personale sanitario… quindi armate di pazienza, io, mamma e mia sorella, come novelle Indiana Jones ci siamo addentrate nei meandri di questo ospedale…

Accettazione, sono le 7.40.. siamo un po’ in anticipo… qui inizieranno alle 8.30 minimo… prendiamo il numerino e prepariamoci ad aspettare… tempo 3 minuti e avevamo la carta di ricovero.. azz.. come sono veloci… vabbè colpo di fortuna, forse il tipo aveva avuto una notte tormentata è ha preferito venire al lavoro prima… ok andiamo al reparto… sesto piano…

Ci accolgono e ci fanno sedere in un salottino in attesa che mamma venga chiamata per fare la visita… faccio in tempo a leggere un depliant informativo che mia mamma viene chiamata… prelievo visita e sistemazione nella cameretta.. a due letti, ampia ed accogliente con bagno personale… (ma dove mi trovo?? Sto sognando???)

L’infermiera, sorridente e gentile, dà le indicazioni a mia mamma per sistemarsi… quando arriva la dottoressa per un ulteriore visita non ci dice “levatevi dalle palle voi parenti… che io c’ho da fare” ma in modo molto cortese accompagna mia mamma all’ambulatorio…

Poi arriva il pranzo, un pasto frugale, ma che, stranamente non aveva il classico odore di minestrone “rancichito” che hanno tutti i cibi ospedalieri, era addirittura buono!

Io e mia sorella ci guardavamo senza parlare, basite da tutto questo.

Il giorno dopo operazione… mamma viene ben ben “incartata” e portata sotto… in un paio d’ore se la cava.. quando torna su il barelliere addirittura le rimbocca le coperte e le dice “tanti auguri signora!” … si sarà drogato?? Mah…

Mentre siamo lì a chiacchierare in stanza (ma di solito non ti cacciano a calci nel sedere?? “no, qui non si può stare, tornate in orario di visite!”) finisce la flebo … allora suoniamo.. ogni volta che, in passato, suonavo il campanello per far cambiare flebo o per altre necessità impellenti (non è che suonavo tanto per divertimento) arrivava un’infermiera scocciatissima strascinando i piedi e con gli occhi mi diceva “cazzo suoni? Che vuoi??” e quando le dicevo.. “è finita la flebo” senza troppi convenevoli e anche un po’ stizzita staccava la flebo e se ne andava.. (ma lo spirito di Florence Nightingale dove è andato a finire??) Io che ero cresciuta a pane e Candy-Candy ci rimanevo malissimo…

Per questo ero un po’ titubante nel suonare.. sai, si potrebbero disturbare le infermiere mentre chiacchierano in astanteria.. ma per evitare che mia mamma avesse un’embolia, schiacciamo il pulsante… e rimaniamo in attesa… tempo un nano-secondo arriva un’infermiera (che non trascina i piedi, incredibile!) che con un sorriso ci chiede cosa ci serviva e quando le abbiamo detto che era finita la flebo ci ha detto “Ah è finito il vino bianco! Ora vedo subito se ne deve fare un'altra.. arrivo, scusatemi un attimo”… tempo un attimo e torna .. “no signora per oggi ha finito.. ora le tolgo tutto, così è più libera!”

Io, mamma e sorella continuiamo a guardarci convinte che da un momento all’altro possa uscire Marco Balestri a dirci che eravamo su “scherzi a parte!”..

Mentre siamo in corridoio sento un dottore che dice agli altri medici “Forza qui ci sono i pazienti che aspettano e non è bello farli aspettare!”…??????? Ma come?! se vado al Pronto Soccorso di Torrette (ospedale della mia città) per una ferita lieve devo portarmi dietro il cambio per il giorno dopo perché una delle prerogative del Pronto (??) Soccorso è l’attesa di ore (qualche volta di giorni..) e qui gli stessi dottori bacchettano gli altri dottori per darsi una mossa….

Quando poi dimettono mia mamma prescrivendole delle medicine, fermiamo un’infermiera “a caso” e le chiediamo se le medicine potevano essere comprate tranquillamente in farmacia senza prescrizione medica (non avendo il medico curante a disposizione) e lei “no signora, queste medicine hanno bisogno di prescrizione medica… ma ve le diamo noi, aspetti un attimo che gliele vado a prendere” e dopo qualche secondo arriva con tutti i medicinali richiesti…

VI PREGO SE STO SOGNANDO, NON SVEGLIATEMI…

HO DECISO.. SE DOVESSI AVER BISOGNO DEL PRONTO SOCCORSO IO VADO AL SAN RAFFAELE… faccio solo 4 ore di attesa per il viaggio… molte di meno di quelli che aspetterei al Pronto Soccorso di Torrette…

Commenti al Post:
greatkingrat0
greatkingrat0 il 14/07/08 alle 13:57 via WEB
E dire che questa dovrebbe essere la normalità. Ciao
 
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