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Indiana

Post n°152 pubblicato il 13 Novembre 2014 da roman.dransky

sai
che sono a zonzo
sbronzo
in volo ronzo
come ape tra le rime
e cerco fiori di parole
il seme della poesia
che mastico e sputo
sugli altopiani della mia fantasia

in giro
la noia che mi uccide
chi non la smette di fare la zoccola
pensando sia troppo bohemien
ma non ci guadagnano niente
mica un cretino qualunque
il puro sangue dei coglioni
e aveva denti buoni
davvero denti molto buoni
le orecchie appese
come un cane bastonato

e invece io
ho molestato giganti
e poi scazzato con le ombre
coi demoni nervosi delle tombe
che più mi davano perdente
più risultavo vincitore
e fanno ancora le troie
le serve del regime
e dopo piangono fortuna
mentre tradiscono la vita

ma io non gemo
non temo non tremo
soltanto gelo
in certe notti insonni
un alito di follia
mentre sospiro solitudini
profonde come il ghiaccio
che solca gli sprofondi
dei pozzi in dove sogni
cadendo nei tuoi urli
e poi ti svegli ansando
precipitando
nella più grigia realtà

rifammi il sangue a morsi
e dopo poi
spegnimi gli occhi
la cenere rovente
e nelle orbite nere
contorciti e vincimi
amami
sfamami e
rompimi l'anima se vuoi
divora questa carne
il demone che dimora
sulla mia pelle bianca
di albe in rimonta
sul buio della sera
di luce in rivolta
su tutta questa oscurità

sai
io canto ancora la mattina
con questa voce fanciulla
indiana meraviglia
e sono libero alle volte
come una busta vuota
trascinata dal vento
in una strada desolata

 
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