Creato da paoloalbert il 20/12/2009

CHIMICA sperimentale

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Omeopatiche diluizioni

Post n°335 pubblicato il 02 Dicembre 2015 da paoloalbert
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"Similia similibus solvuntur!"
Questa bellissima frase, anzi questo bellissimo concetto, me lo fece imparare fin da giovane l'esimio professor Zampieri, mio insegnante di chimica inorganica.
La frase sulla similia similibus mi serve tutt'ora perchè vuol dire che i simili sciolgono i simili ed in chimica (ed anche in casa!) il principio è utilissimo quando devi preparare una soluzione... e soprattutto quando devi lavare le provette o capire perchè metti il detersivo per i panni sporchi.

Ma lasciamo perdere la frasetta latina di cui sopra e prendiamone un'altra, probabilmente ancora più celebre, quella inventata dal dottor Samuel Hahnemann a fine '700.
Hahnemann è il padre dell'omeopatia  e del basilare principio secondo cui "Similia similibus curantur!".
Il significato lo si capisce bene perchè cambia solo il verbo, non serve tradurre.

Essendo un ferreo galileiano convinto, naturalmente non posso credere all'omeopatia fin che essa non sarà dimostrata scientificamente; sarebbe facilissimo applicare i consueti metodi di test per i farmaci, ma è chiaro che mai saranno applicati per i fin troppo ovvi motivi che cominciano con il simbolo del $ (da noi ) e per i risulltati, che sarebbero scontati.
Attenzione però che io non sono un denigratore gratuito dell'omeopatia: sono altrettanto convinto che per qualcuno essa serva a migliorarne il tenore di vita, dal momento che l'effetto placebo esiste (eccome se esiste!) ed è in tanti casi molto efficace.
Ben venga quindi tutto ciò che piace e di cui si è convinti che "faccia bene".
Se si è veramente convinti che qualcosa "faccia bene", lo farà, un po' come la legge di Murphy letta al contrario.

Ma voglio dire perchè IO non credo all'omeopatia.
Per un motivo molto semplice e banalmente tecnico: la faccenda delle diluizioni CH.
La diluizione è fondamentale in omeopatia e si basa appunto su diluire il principio attivo in un opportuno agente disperdente (per esempio acqua o zucchero) in funzione delle potenze del 100.
Diluire per esempio 5 volte 1:100 (diluizione CH 5, una diluizione leggera!) vuol dire elevare alla quinta potenza il numero cento e che quindi UNA PARTE di principio attivo sarà disperso in DIECI MILIARDI di parti di solvente.
Un attimo fa ho fatto una velocissima ricerca casuale sul Web, per trovare un qualsiasi esempio da mettere qui.
E' saltata fuori l'Ignatia amara, ottima per l'insonnia e lo stress, cinque granuletti prima di dormire.
La nostra Ignatia amara che ho trovato ha diluizione CH 9.
Ho la presunzione di dire che chi piglia questi granuletti non ha la più pallida idea di cosa vuol dire CENTO ELEVATO ALLA NONA POTENZA e riferire il risultato concretamente in peso, cioè in moli di sostanza.
E sono altrettanto sicuro che NON VUOLE SAPERLO, non gliene frega niente.
Ma io lo dico lo stesso.

Significa semplicemente che in un granuletto c'è... c'è... stammi bene a sentire... ciò che resta dopo aver disperso mettiamo UN GRAMMO di Ignatia amara in MILLE MILIARDI di TONNELLATE di zucchero.
Inghiottire 50 milligrammi di questo zucchero è esattamente come inghiottire il nulla cosmico, nè più, nè meno.
A parte lo zucchero, naturalmente... di quello ce ne sono esattamente 50 milligrammi!
Per ogni principio attivo si potrebbe calcolare anche il numero di molecole, ma lascio perdere, non ne vale la pena.
Ultimo esempio: vedete il Ledum palustre dell'immaginetta sopra?
Lì dentro, di Ledum, ce n'è una parte su CENTO ELEVATO ALLA QUINDICESIMA POTENZA di sostanza inerte, ovvero 1 seguito da trenta zeri.
Come diluire 1 Kg di principio attivo non in una montagna ma  NELLA INTERA MASSA DEL SOLE!, mescolare bene ed estrarne un granuletto.
Quanta roba ci sarà in quel granuletto? Basta, sono esausto...

Naturalmente l'omeopatia è pubblicizzata come "priva di quasiasi tossicità" e su questo punto penso che siamo tutti ampiamente d'accordo.
E perchè allora la signora che piglia i granuletti a CH 9 dorme meglio di quando non li prendeva?
Beh, mi sembra di averlo detto all'inizio.

 -Che stai a dire, zotico ignorante- dice la gentile signora che mi legge [almeno una ci sarà, sono sicuro :-)] -che fa effetto non è la concentrazione ma la "dinamizzazione", la "memoria dell'acqua", quelle cose lì... qui non siamo in chimica!

Già, gentile signora, è vero, qui non siamo in chimica, siamo proprio su un altro pianeta.
Un pianeta che assomiglia molto a quello di Peter Pan dove è bello volar di fantasia, la quale, se uno ci crede, fa bene davvero.

 
 
 
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