**TEST**
Creato da: rosadelvento il 12/02/2005
Si dice che ognuno di noi emana un profumo e viene percepito solo da un’altra persona...una soltanto.Cosa sei? Forse sei vento o solo un pensiero. Qualunque cosa tu sia, sei la parte migliore di me....

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Chi è Babbo Natale?

Post n°798 pubblicato il 08 Gennaio 2020 da rosadelvento
 





Chi è Babbo Natale?
(dal web)


San Nicola inspirò il personaggio di Babbo Natale.
La tradizione di San Nicola fu importata negli Stati Uniti da emigrati Tedeschi e Olandesi, lì l'uomo che portava i regali ai bambini durante la notte di Natale prese il nome di Santa Claus. 
Si ritrova nella figura di Babbo Natale  quello che  simbolicamente rappresentava San Nicola. La lunga barba bianca, il capello di pelliccia, il grande mantello rosso.
San Nicola viaggiava su un' asino, Babbo Natale su una slitta trainata da otto renne: Comet, Dancer, Dasher, Prancer, Vixen, Donder, Blitzen, Cupid, tradotte in italiano Cometa, Ballerina, Fulmine, Donnola, Freccia, Saltarello, Donato, Cupido.
Poi in seguito venne Rodolfo,ovvero Rudfolf, la famosa renna con il naso rosso.
Durante gli anni il suo aspetto cambiò.         
Nel 1809, lo scrittore Washington Irvin parlò per la prima volta degli spostamenti di Babbo Natale nel cielo per la distribuzione dei regali.
Nel 1821: Il pastore Americano, Clément Clarke Moore scrisse una favole sul Natale, per i bambini, nella quale il personaggio di Babbo Natale appariva con una slitta tirata da otto renne.
Nel 1860, Thomas Nast, illustratore e caricaturista del giornale New Yorkais Illustrateur Weekly, rivestì Babbo Natale d'una lunga mantella rossa guarnita di pelliccia e con un grosso cinturone di cuoio nero. Durante quasi 30 anni, Nast illustrò con centinaia di disegni tutti gli aspetti della leggenda di Babbo Natale. Nel 1885, Nast stabilì ufficialmente la residenza di Babbo Natale al Polo Nord e illustrò con un disegno due bambini che su una carta del mondo tracciavano il tragitto dal Polo Nord agli Stati Uniti.
L'anno seguente, lo scrittore Americano George P. Webster riprese quest'idea e precisò che la fabbrica dei giocattoli e la dimora di Babbo Natale durante i lunghi mesi estivi erano nascosti tra i ghiacciali e la neve del Polo Nord.
Nel 1931, Babbo Natale ebbe il suo nuovo look per una campagna pubblicitaria della Coca Cola. Cambiarono la mantella rossa con un completo rosso, lo ingrassarono un pò e gli diedero un aria più simpatica. Così la Coca Cola diffuse e diffonde ancora oggi in tutto il mondo l'immagine del simpatico vecchietto .
Come rintracciare Babbo Natale ?
La dimora tradizionale di Babbo Natale cambia a seconda delle tradizioni: negli Stati Uniti si sostiene che abiti al Polo Nord (situato per l'occasione in Alaska) mentre in Canada il suo laboratorio è indicato nel nord del paese; in Europa è più diffusa la versione finlandese che lo fa abitare nel villaggio di Rovaniemi, in Lapponia.
Altre tradizioni parlano di Dalecarlia, in Svezia, e della Groenlandia. Nei paesi dove viene identificato con San Basilio, viene talvolta fatto abitare a Cesarea.
Con l'avvento di Internet, sono stati pubblicati alcuni siti Web affinché i bambini e gli adulti interessati potessero simbolicamente seguire via radar il percorso di Babbo Natale. In realtà si tratta di un jet della US Air Force che parte da una base canadese per arrivare a Città del Messico.
Ma gli intenti di seguire le gesta di Babbo Natale sono di molto precedenti. Ad esempio, nel 1955 Sears Roebuck, un grande magazzino di Colorado Springs, negli Stati Uniti, distribuì ai bambini il fantomatico numero di telefono di Babbo Natale, da chiamare il giorno della vigilia.
Per un errore di stampa il numero corrispondeva però al comando della difesa aerea, che allora si chiamava CONAD (Continental Air Defense Command), un precursore del NORAD (North American Aerospace Defense Command). Harry Shoup, il comandante di turno quella sera, quando cominciò a ricevere le prime telefonate dei bambini si rese conto dell'errore e disse loro che sui radar c'erano davvero dei segnali che mostravano Babbo Natale in arrivo dal Polo Nord.
Dal 1958, anno di creazione del NORAD, statunitensi e canadesi hanno approntato un programma congiunto di monitoraggio di Babbo Natale, che ora è disponibile per tutti i bambini sul sito Web del nuovo comando della difesa aerea. Allo stesso modo, molte stazioni televisive locali sparse per il Canada e gli Stati Uniti danno conto ai propri telespettatori della posizione di Babbo Natale, facendolo seguire dai propri meteorologi.

 
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La befana felice e il segreto di Babbo Natale

Post n°797 pubblicato il 05 Gennaio 2020 da rosadelvento
 

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La befana felice e il segreto di Babbo Natale
(Fiaba di Patrizia Pagnutti
https://www.tiraccontounafiaba.it/tag/befana)



“Oh Oh Oh!”
Questa volta a pronunciare la celebre esclamazione non era il nostro "barba bianca" preferito bensì la sua signora, si sa, con il tempo si finisce per assomigliarsi.
La moglie di Babbo Natale stava leggendo una lettera. Una mano teneva il foglio e l’altra stava sul petto per contenere il fragore delle risate che le provenivano dal cuore “oh oh oh!” e ancora “OH OH OH!”.
A scrivere era la Befana che, grata per l’aiuto ricevuto in occasione della sua ultima consegna, aveva voluto mandare un interminabile ringraziamento scritto al Babbo e al suo staff in cui si profondeva in elogi per la loro organizzazione, precisione, puntualità "Siete un esempio da ammirare". "In tanti anni non ho mai sentito una lamentela" -  "come un ingranaggio perfetto"
Più leggeva queste frasi, più la signora Natale rideva e scuoteva la testa.
"Ah, ragazza mia, se tu sapessi" diceva tra sé e sé mentre le scorrevano davanti agli occhi le immagini dei febbrili preparativi nel laboratorio del Babbo all’avvicinarsi della fatidica notte del 24 Dicembre.
Infatti, nonostante la certosina programmazione dei lavori di cui si occupava lei e solo lei a inizio anno, immancabilmente con l’avvicinarsi della scadenza iniziavano ad accumularsi i ritardi, le assenze ...insomma si arrivava a Dicembre con un Babbo Natale agitato e con gli elfi stressati. Il clima era teso, nessuno canticchiava i Christmas Carols, nessuno fischiettava allegramente, nessuno scherzava, anzi, era tutto un battibeccarsi…
"Altro che ingranaggio perfetto!" esclamò la moglie del Babbo alzando gli occhi al cielo, ogni anno era la stessa storia, ogni anno si arrivava a ridosso della vigilia con regali e regali da impacchettare così anche Babbo Natale doveva chiedere aiuto, proprio come l’amica Befana.
Ma a chi?
E a chi se non a loro?!
Loro che hanno così a cuore i bimbi che, anche se prese da mille cose da fare, il tempo per farli contenti lo trovano sempre. Loro che, a pensarci bene, i giorni prima di Natale hanno un fare un po’ misterioso. Loro che vanno sempre a letto per ultime e si alzano per prime (anche a Natale).
Proprio loro!…le M …Mm…
..Mma non diciamolo!
Perché questo è il segreto di Babbo Natale…
ssssh!

 
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La scarpa rotta della befana

Post n°796 pubblicato il 05 Gennaio 2020 da rosadelvento
 

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La scarpa rotta della befana
(Fiaba di Patrizia Pagnutti
https://www.tiraccontounafiaba.it/tag/befana)



Nella casa di Babbo Natale c’era un gran trambusto. Elfi, renne e tanti piccoli gnomi stavano discutendo su una cosa alquanto strana. Natale era trascorso da pochi di giorni, tutti i bambini avevano ricevuto i loro regali, le decorazioni e gli alberi di natale erano stati tolti, la slitta era stata rimessa nel garage ma non sembravano contenti, anzi, erano molto preoccupati. Da una sfera di cristallo, stavano guardano dei bambini che si divertivano a giocare con una vecchia scarpa. Babbo Natale, entrando in casa con la sua grande risata, vide i suoi lavoratori attorno alla sfera.
"Oh oh, ragazzi. Ma che ci fate ancora in piedi? Andate a dormire. Io sono molto stanco, la sera di natale non ho fatto altro che volare con la mia slitta a consegnare doni e carboni"
"Vieni a vedere qui" gli disse un elfo.
Babbo Natale si avvicinò alla sfera e vide anche lui dei bambini prendere a calci una bruttissima scarpa nera, ed era anche rotta. Quei bambini la stavano lanciando come un pallone da calcio e cosa ancora più disgustosa se la portavano sotto al naso e la annusavano gridando: "Puzza come un gorgonzola stagionato ah ah ah"
"Per tutte le renne!" gridò Babbo natale "ma quella è la scarpa della befana, ma come è finita li?"
"Sai che la befana è sbadata" rispose l’elfo "L’ha persa l’anno scorso mentre volava sulla scopa, è da un anno che impazzisce per ritrovarla. Le avrò detto un’ infinità di volte di comprarsi un paio di scarpe nuove ma lei vuole sempre quelle scarpe vecchie e rotte. Una volta si è persino congelata il pollicione del piede e ho dovuto usare un martello per togliere il ghiaccio dal suo ditone puzzolente!"
Babbo Natale si grattò un orecchio, doveva assolutamente avvisare la befana, altrimenti il giorno dell’Epifania sarebbe stato un disastro e molte persone non potevano dire di aver concluso le feste nel migliore dei modi. Ritornò a guardare la sfera e dietro i bambini che continuavano giocare con la scarpa, notò una vecchietta. Aveva un piede scalzo e in mano brandiva una scopa. Sembrava molto arrabbiata. "Oh no, ora succederà un macello!" gridò Babbo Natale non appena la riconobbe.
E Babbo natale ci aveva visto giusto.
La befana corse verso i ragazzini e agitò la scopa facendo finta di volerli colpire
"Brutti ladri" gridò con la sua voce rauca e nasale "ridatemi subito la mia bruttiss ehm ehm la mia bellissima scarpa!"
Spaventati, i bambini le restituirono la scarpa malridotta e la befana, nonostante ciò che avevano combinato, lasciò loro delle calze. Anche se sapeva benissimo che la notte tra il 5 e il 6 gennaio non era ancora arrivata non importava, in fondo aveva un buon cuore. Quando la befana se ne andò a cavallo della sua scopa, i bambini aprirono le calze ma non trovarono cioccolate e caramelle .... trovarono del carbone a forma di piede al gusto di .... formaggio!
Babbo natale e i suoi lavoratori scoppiarono a ridere, la befana aveva dato loro ciò che si meritavano per essere stati monelli. Quei birbantelli avevano capito che non si gioca con gli oggetti degli altri ma bisogna averne cura e rispetto.
E adesso mi rivolgo a voi, piccoli furfantelli.
Se trovate anche voi la scarpa rotta e puzzolente della befana non giocateci, anzi, conservatela. La befana vedrà che siete stati bravi e vi premierà con calze colorate piene di dolci.

 
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L'albero di Natale

Post n°795 pubblicato il 04 Dicembre 2019 da rosadelvento
 

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L'albero di Natale

(dal web)



Tanto tempo fa in Germania, un taglia legna tornado a casa in una notte ghiacciata ma chiara. L'uomo fu meravigliato dello spettacolo delle stelle che brillavano attraverso i rami di uno pino ricoperto di neve e di ghiaccio. Per spiegare a sua moglie la bellezza di quello che aveva visto.
Il taglia legna taglio un piccolo pino, arrivato a casa lo ricopri di nastri bianchi e di piccole candele. Le candele rappresentavano le stelle e i nastri bianchi la neve e il ghiaccio che pendevano dei rami dell'albero.
La moglie, la gente e i bambini del vicinato furono cosi meravigliati di vedere l'albero e sentire il racconto del taglia legna che da allora ogni case ebbe il suo albero di Natale.

 
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benvenuto dicembre ....

Post n°794 pubblicato il 01 Dicembre 2019 da rosadelvento
 
Tag: varie

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25 novembre

Post n°793 pubblicato il 25 Novembre 2019 da rosadelvento
 
Tag: varie

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......

Post n°792 pubblicato il 22 Novembre 2019 da rosadelvento
 

 

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in questa notte di pioggia i miei pensieri e la mia anima si perdono tra l'infinito firmamento e le sue meravigliose costellazioni mentre il passato è al mio fianco e mi domanda perche pensi a lui che non sara'mai tuo, perche fai del male alla tua anima e ad ai perche del mio passato io rispondo beh vuoi sapere perche faccio questo, perche sono innamorata cosi il mio passato resta in silenzio osservandomi mentre la pioggia continua a cadere su di me. 

 

(dal web)

 
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Il mio autunno

Post n°791 pubblicato il 22 Novembre 2019 da rosadelvento
 
Tag: autunno

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Il mio autunno




Sono entrato nell’autunno della mia vita
in punta di piedi quasi per caso
convincendomi, giorno per giorno,
che non ci sarei mai arrivato.
Ma quel che vedo non sono cieli grig
autunnali ma colori, tanti colori.
Rosso, giallo, anche verde.
e un azzurro intenso
come non avevo mai visto.
E sento gli odori, odore di bosco,
la fragranza delle foglie che cadendo
si mescola alla terra e all’acqua piovana,
un profumo così intenso che quasi inebria.
E odo i suoni, suoni ovattati dalla nebbia,
la leggera pioggia che ticchetta sui tetti,
suoni delicati.
Come è diversa questa stagione della mia vita.
Come sono lontani i sogni prepotenti
della mia primavera, i suoni e gli
odori forti e impetuosi della mia estate.
Ora è calma, serenità, consapevolezza.
Non corro più.
L’autunno mi ha portato regali inaspettati,
piacevolmente graditi.
Il gusto di assaporare il tempo che lento
scorre senza affanno, il piacere di guardarsi
indietro e pensare al passato con più benevolenza
e vedere i propri errori come qualcosa di
inevitabile ma necessario.
Il potere scegliere ed essere scelti
senza paura di giudizi, il sentirsi liberi 
di più, liberi di essere se stessi
di potere accettarsi per quello che si è
e vedere negli altri sprazzi di luce dove
prima vi era solamente buio.
Sì, sono nel mio autunno
ma non ho paura che arrivi l’inverno, anzi
lo attendo senza fretta ma soprattutto
senza timori reverenziali.
Perché già so che mi porterà altri colori,
umori, suoni che fino ad ora non ho potuto
o voluto vedere, sentire, toccare.
Le mie prime due stagioni sono passate oramai
e non le rimpiango anzi le guardo con
occhio diverso.
E le amo per ciò che sono state, per ciò che
mi hanno fatto diventare.
E se questo autunno è così splendido sarà
sicuramente anche merito loro
e di ciò che è stato.

 
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Ascoltavo la pioggia ......

Post n°790 pubblicato il 11 Novembre 2019 da rosadelvento
 




Ascoltavo la pioggia
domandare al silenzio
quale fragile ardore
sillabava e moriva.
L’infinito tendeva
ori e stralci di rosso
profumando le pietre
di strade lontane.
Mi abitavano i sogni
odorosi di muschio
quando il fiume impetuoso
scompigliava l’oceano.
Ascoltavo la pioggia
domandare al silenzio
quanti nastri di strade
annodavano il cuore.
E la pioggia piangeva
sciugandosi al vento
sopra tetti spioventi
di desolati paesi.

(Alda Merini)

 
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Catturiamo l'autunno

Post n°789 pubblicato il 07 Novembre 2019 da rosadelvento
 
Tag: autunno






Catturiamo l'autunno

(di S. Kozlov - https://www.poesie.reportonline.it/racconti-d-autunno/racconto-di-s-kozlov-catturiamo-lautunno.html)
- immagine creata da me -



Gli alberi sono ancora tutti verdi, con solo qualche foglia gialla. Ma ormai il Riccio si è accorto che l'autunno è arrivato e si nasconde dietro qualche tronco. Perché non catturiamo l'autunno? Lo chiudiamo nel ripostiglio, così sarà di nuovo estate! - chiede il Riccio all'Orsetto.
Buona idea. Lo avvolgiamo in una rete! - risponde l'Orsetto.
Subito chiamano a gran voce:
Lepre! Scoiattolo! Venite! Andiamo a caccia dell'autunno così nel bosco continuerà a essere estate!
Magnifico. Mettiamo la rete qui. lo comincio a picchiare sul tamburo, lo Scoiattolo fischia forte e l'autunno finirà nella rete. - risponde la Lepre.
Detto fatto: l'Orsetto stende la rete sull' erba, mentre il Riccio la fissa agli angoli con dei bei sassi pesanti.
Improvvisamente, nel fitto dei cespugli, il fischietto si mette a fischiare, il tamburo a rullare.
Qualcosa si nasconde dietro gli alberi, qualcosa che non si vede, qualcosa che si muove, qualcosa che... cade nella rete!
Grida l'Orsetto:
Lo preso.
E si butta su qualcosa che non si vede e in un attimo la rete è tutta avvolta.
Chiudiamolo nel ripostiglio! - ordina il Riccio.
Ma prima fatemi uscire! - piange l'Orsetto che è finito nella rete assieme con l'autunno.
Spiacente, - dice la Lepre - ma se ti lasciamo uscire scappa anche l'autunno.
Un po' di pazienza, Orsetto, - sospira il Riccio - dobbiamo solo aspettare che torni l'estate.
Chiudono l'autunno nel ripostiglio insieme con l'Orsetto.
Al mattino si guardano in giro e vedono tutto bianco.
Durante la notte è arrivato il freddo: il bosco è tutto coperto di brina.
Che bestie che siamo, - esclama lo Scoiattolo - abbiamo catturato l'autunno, ma dopo arriva l'inverno!
Allora il Riccio, la Lepre e lo Scoiattolo allargano la rete per far uscire l'autunno e farlo tornare nella foresta, il bell'autunno dorato!

 
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Trova il tempo per ....

Post n°788 pubblicato il 07 Novembre 2019 da rosadelvento
 
Tag: poesie

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Trova il tempo per essere affettuoso: quella è la strada per la felicità.

Trova il tempo per sognare: è quello il modo per attaccare il tuo carro ad una stella.

Trova il tempo per amare ed essere amato: è il privilegio degli dei.

Trova il tempo per guardarti intorno: la vita è troppo breve per essere egoisti.

Trova il tempo per ridere: è la musica dell'anima...............

-

.....Romano Battaglia.....

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Nevina e Solleone

Post n°787 pubblicato il 04 Novembre 2019 da rosadelvento
 

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Nevina e Solleone

(https://www.fabulinis.com/favole/nevina-e-solleone/)
- immagine creata da me -



La Principessa Nevina viveva da sola con suo padre Gennaio, il fabbrica neve.
Re Gennaio preparava la neve che Nevina raccoglieva nelle sue tasche e poi spargeva sulle terre fredde del ghiaccio.
Nevina era una bambina bravissima, ma tanto triste. Quando padre Gennaio dormiva e non produceva più la neve, Nevina fissava la fredda notte stellata sognando le terre calde del mare che non aveva mai potuto vedere.
Ma un giorno prese coraggio e, senza farsi vedere, partì, lasciando le terre dei ghiacci.
Giunse a valle. Lì l’aria era più calda e Nevina iniziava a sentirsi affannata, ma continuò a camminare per i prati pieni di fiori e alberi. Non si accorgeva che dalle sue tasche usciva ancora la neve, e alle sue spalle si formavano nuvoloni grigi e un vento di aria gelida.
Cammina cammina, arrivò sul ciglio di una collina dove fu abbagliata dai riflessi di una sterminata distesa azzurra: era il mare!
All’improvviso le corse incontro un bimbo, il suo nome era Solleone. Le disse che doveva fermarsi, perché quello non era il suo regno e non poteva andare oltre perché stava portando neve e gelo per tutte le sue terre.
Ma a Nevina si formarono delle grosse lacrime agli angoli degli occhi, voleva toccare solo per una volta le cose che non aveva mai potuto vedere. Solleone si commosse e, invece di bloccarle la strada, si offrì di farle vedere tutto il suo regno. Tenendosi per mano, i due bambini cominciarono a scendere verso la spiaggia.
Fu così che Nevina riuscì finalmente a toccare il mare!
Ma le tasche di Nevina erano ormai senza più un fiocco di neve e lei si sentiva così stanca che cadde sulla sabbia sfinita.
Solleone capì che doveva riportarla al più presto nelle sue terre del ghiaccio e della neve. Se la caricò sulle spalle e iniziò a correre.
Mano a mano che si avvicinavano alle terre fredde Nevina si sentiva meglio, ma Solleone cominciava a fare sempre più fatica, finché, pieno di brividi, non si fermò e la posò a terra.
Nevina gli prese le mani e lo ringraziò per quella giornata così bella che le aveva regalato, però capì che Solleone non poteva resistere ancora molto con tutto quel freddo e lo pregò di ritornare di corsa verso il mare.
Ma, prima di lasciarsi, si promisero che ogni anno, per un intero giorno, si sarebbero incontrati di nuovo per tornare a tenersi per mano.

 
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In attesa ......

Post n°786 pubblicato il 04 Novembre 2019 da rosadelvento
 

 

pattyf56_linear_art3.gif picture by patrymm_2007_2

-

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I  N       A  T  T  E  S  A ......

-

Aspetto un carezza che non arriva , aspetto un bacio che non mi sfiora, aspetto una parola che non ascolto , aspetto un sguardo che non ricevo.
Sono in attesa da tempo lunghissimo , interminabile.
Ricordi di antichi dolori , cocciuta speranza che mi penetri l'anima
sciocca ,ingenua, assurda .
Vai via , non tenermi a galla voglio affondare ,affogare e
provare dolore , scendere negli abissi marini dove
il cuore non batte , la mente non pensa , dove l'anima vola e
l'amore vive per sempre.

-
(by nemesi)

 
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Lo scherzetto della strega Greta

Post n°785 pubblicato il 31 Ottobre 2019 da rosadelvento
 

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Lo scherzetto della strega Greta

(https://www.fabulinis.com/favole/lo-scherzetto-della-strega-greta/)
- immagine creata da me -



Nella notte di Halloween, una strega pazzerella volava sulla sua scopa sopra i tetti del paese.
Greta, questo era il suo nome, stava andando dalle sue amiche e siccome era in gran ritardo, volava via talmente veloce che perfino i gatti neri avevano paura di lei.
Lei e le altre sue compari avrebbero fatto grande festa, perché quella era la notte di Halloween, la notte delle streghe!
Vola sopra un tetto, vola attorno ad un campanile, vola dentro un vicolo, ecco che per la strada vide una compagnia di bambini tutti mascherati.
Erano tutti bimbi che andavano di casa in casa a chiedere “dolcetto o scherzetto” per riempirsi le tasche di caramelle.
Incuriosita, Greta si fermò dietro ad un albero a guardare la scena. Dovete sapere che anche lei aveva una nipotina grande come loro. Si chiamava Adele ed era tanto simpatica.
I bimbi stavano bussando ad una grande porta di legno e dopo poco uscì un uomo grande e grosso, con la barba lunga così.
Quando l’uomo si sentì chiedere “dolcetto o scherzetto”, fece una grossa risata. I bambini porsero comunque i loro sacchettini per raccogliere le caramelle, ma quel cattivone grande e grosso ci mise dentro solo dei piccoli pezzi di pane raffermo. Dopodiché chiuse loro la porta in faccia, ridendo sonoramente.
I bambini ci rimasero molto male, i più piccoli di loro avevano le lacrimone agli occhi. Non si aspettavano una cattiveria simile.
La strega Greta, dopo aver visto tutta quella brutta scena, decise che quell’omone si meritava una bella lezione.
Con due parole magiche si trasformò in una bambina travestita da piccola strega e si avvicinò alla compagnia di bimbi.
"Ciao bambini, io mi chiamo Greta!"
I bimbi, ancora un po’ tristi per l’accaduto, la guardarono chiedendosi da dove saltasse fuori.
"Ho visto tutta la scena" continuò Greta "e penso che quel cattivone grande e grosso si meriti una bella lezione!"
Gli occhi dei bimbi più grandi si ravvivarono subito "Quella bimba ha ragione!" disse uno di loro e corsero tutti incontro a Greta.
"Guardate qui" disse Greta.
Dalla sua borsa tirò fuori una boccetta color giallo fosforescente, versò un paio di gocce su una zucca intagliata che stava lì vicino, e .... magia! La zucca iniziò a fare delle facce bruttissime!
Alcuni bimbi furono molto impressionati da quella magia e stavano per mettersi a piangere dalla paura.
"Non temete, questa zucca adesso andrà a far morire di paura quel cattivone!"
"Siiiii!" gridarono insieme tutti i bambini.
Mentre la zucca piano piano si avviava verso la porta della casa, Greta versò un altro paio di gocce su un grande lenzuolo, su un secchio di latte ed infine su un rastrello.
Ed ecco che una piccola squadra di oggetti fluttuanti nell’aria stava per bussare alla porta della casa.
Greta e tutti i bambini, intanto, si erano nascosti dietro ad un muretto, per gustarsi la scena.
Quando finalmente il rastrello bussò alla porta, da dentro la casa si sentì una grossa risata e poco dopo l’omone grande e grosso aprì la porta.
Immaginate che spavento quando di fronte a sé trovò una zucca intagliata che fluttuava a mezz’aria, un lenzuolo che sembrava un fantasma, un rastrello ed un secchio che sbattevano tra di loro, facendo un gran fracasso!
L’uomo, per quanto fosse grande e grosso, non riuscì nemmeno a gridare per la paura e corse via dentro casa.
Ma la zucca, il lenzuolo, il rastrello e il secchio lo inseguirono ululando per tutte le stanze.
Il pover’uomo correva da una stanza all’altra terrorizzato, gridando:
"Scusate! Scusate! Ho capito, sono stato cattivo! Scusate!"
Finché non andò in cucina, aprì la dispensa, prese tutti i dolci che aveva e li portò fuori ai bambini.
"Scusatemi bambini, scusatemi! Sono stato cattivo! Eccovi tutti i miei dolci!"
I bambini, vedendo l’omone portare fuori tutti quei dolci, scattarono da dietro il muretto e corsero a prenderli. Ma non li presero tutti, ne lasciarono un poco anche all’uomo grande e grosso, perché così anche lui poteva festeggiare la notte delle streghe!
L’omone promise che l’anno successivo li avrebbe aspettati con ancora più dolci e caramelle e i bambini tutti contenti poterono finalmente andare a bussare alla porta della casa vicina.
“Dolcetto o scherzetto?”
Nella confusione e felicità generale, i bambini non si erano accorti che Greta era sparita in groppa alla sua scopa, riprendendo il suo normale aspetto.
Meglio così. Per la strega Greta quello che davvero era importante era il sorriso di quei bambini in festa.

 
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la storia del Fantasma Formaggino

Post n°784 pubblicato il 31 Ottobre 2019 da rosadelvento
 

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la storia del Fantasma Formaggino

(https://www.pianetamamma.it/il-bambino/giocare-e-crescere/storie-halloween-bambini.html)
- immagine creata da me -



"C’erano una volta tre bambini che si chiamavano Luigi, Marco e Luca. Un giorno Luigi, il più spavaldo dei tre propose agli amici di andare a passare la notte nella casa diroccata in fondo alla strada, nella quale si raccontava abitassero dei fantasmi. Era una grande casa scura, con vetri rotti, porte cigolanti, edera a coprire quasi tutti i muri esterni; la casa si trovava in fondo ad uno scuro viale dietro un cancello arrugginito ed i bambini della zona che erano costretti a passare lì davanti per andare a scuola, per la paura, cambiavano marciapiede.
Marco e Luca avevano paura ma non volevano farlo vedere e così accettarono la proposta dell’amico e la sera di Halloween si ritrovarono davanti al vecchio cancello arrugginito.
Entrarono nel giardino abbandonato passando per un buco della recinzione e cominciarono a camminare lungo il vialetto di ghiaia. Ad ogni passo avevano la sensazione di essere seguiti, era come se sentissero dei passi, ma appena provavano a sbirciare con la coda dell’occhio non vedevano proprio nessuno. Senza dirsi nulla i tre si fecero sempre più vicini.
Il primo a mettere piede oltre la porta d’ingresso fu Luigi, subito il vecchio pavimento di legno scricchiolò. I tre rabbrividirono, e alla luce di una torcia salirono su per le scale e si infilarono nella prima stanza che trovarono aperta. La porta si chiuse dietro le loro spalle sbattendo forte ed i tre sussultarono atterriti. Nessuno però voleva cedere per primo, così estrassero i loro sacchi a pelo dagli zaini, ci si infilarono e si sistemarono a terra per dormire.
Ogni rumore, ogni scricchiolio, ogni alito di vento li spaventava a morte. Poi, inoltrandosi nella notte, il sonno prese piano il sopravvento e si addormentarono.
Furono svegliati di soprassalto a mezzanotte in punto dalla pendola che suonava le ore. Un battito, poi un altro, un altro ancora, ma lo scricchiolio che sentirono questa volta era diverso, più ritmato, non sembrava prodotto dal vento che soffiava tra le imposte, era proprio un rumore di passi. Seguito da cigolio di catene e ferri che sbattevano e un ululato che fece venire i brividi. Si strinsero tutti e tre l’uno con l’altro mentre i rumori si facevano sempre più forti. Chiunque stesse facendo quel baccano si stava avvicinando.
La porta si spalancò. Un vento gelido li avvolse. Una luce bianca e un ululato.
“Chi sei?!” Chiese Luigi atterrito.
“UHUHUHUH! Soooonoooo il faaaaantaaaaasmaaaa foooormaggiiiinoooo!”
A quel punto Luca si alzò in piedi ed urlò: “Ueh! Fantasma Formaggino! Se non te ne vai subito ti spalmo sul panino!”

 
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Dedicata a......

Post n°783 pubblicato il 31 Ottobre 2019 da rosadelvento
 

 

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Dedicata a......

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Se potessi fermare il tempo
lo farei per Te Amico mio
perché i Tuoi momenti più belli
regalassero ai Tuoi giorni
una gioia sempre viva.
Se potessi prendere un arcobaleno
Lo farei proprio per Te.
E condividerei con Te la sua bellezza,
nei giorni in cui Tu fossi malinconico.
Se potessi costruire una montagna,
potresti considerarla
di Tua piena proprietà;
un posto dove trovare serenità,
un posto dove stare da soli
e condividere i sorrisi
e le lacrime della vita.
Se potessi prendere i Tuoi problemi,
li lancerei nel mare
e farei in modo che si sciogliessero
come il sale.
Ma sto trovando che tutte queste cose
sono impossibili per me.
Non posso fermare il tempo,
costruire una montagna,
o prendere un arcobaleno luminoso.
Ma lasciami essere ciò che so essere di più:
semplicemente un Amica con tanto amore.

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(anonimo)

 
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citazioni - frasi - poesie

 

Il fantasma della sposa

Post n°781 pubblicato il 26 Ottobre 2019 da rosadelvento
 





Il fantasma della sposa

(https://www.pianetamamma.it/il-bambino/giocare-e-crescere/storie-halloween-bambini.html)
- immagine creata da me - 



Sulla Suscon Road, in Pennsylvania, sotto quello che è chiamato il Susquehanna Railroad Bridge, è nata una leggenda che riguarda una sposa fantasma.
La leggenda narra che una donna, dopo essere stata abbandonata sull’altare, si impiccò su quel ponte, lanciando un urlo straziante. È, ancora oggi, possibile vedere il suo fantasma ma bisogna seguire un certo rituale: attraversare il ponte, spegnere la macchina, appoggiare le chiavi sul tetto di essa, e aspettare. A quel punto, una donna con i piedi palmati, lunghi artigli e un’enorme testa apparirà riflessa nello specchietto retrovisore, urlando all'infinito.

 
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Post n°780 pubblicato il 26 Ottobre 2019 da rosadelvento
 



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Nella profondità dei tuoi occhi
è celato un tesoro
racchiuso, con una chiave speciale,
da uno scrigno di dimensioni infinite
perchè infiniti sono gli elementi nodali
che compongono preziosamente
il tuo modo di essere.
Mitezza, dolcezza, indulgenza
connubio di soavi parole
per esprimere l'immensità della tua anima.
Quindi amica mia non essere triste
cerca di capire quanto vali
e chi teneramente in silenzio vuol dirti "ti voglio bene"!!!!

 (Anonimo)

 
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