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Alla ricerca della parrocchia perduta
Che avventura oggi! Provo a chiamare il centralino della chiesa di Orem per chiedere gli orari delle messe... il centralino mi risponde che l'ultima messa in inglese ci sarebbe stata alle 10:30.
Erano le nove meno dieci circa. Ma la chiesa dista nove km. Non ci sono bus di domenica. Ero ancora in pigiama.
Senza perdere tempo mi vesto alla meglio, prendo il GPS e mi metto a marciare (correre era inutile, mi sarei spompato subito). Faccio due conti: nove km, manca un'ora e mezza->devo andare ad almeno 6kmh per arrivare in tempo (il che significa un passo bello svelto).
E' veramente tosta (mi devo proprio comprare una bici) ma ne frattempo penso ad offrire questa piccola croce. Alle 10:40 (un po' in ritardo rispetto alla tabella di marcia - non avevo considerato gli attraversamenti pedonali, qui belli lunghi) arrivo finalmente alla chiesa.
All'arrivo avevo le lagrime agli occhi. Vedevo di nuovo gente con barba, quasi nessuno in camicia e cravatta (tenuta mormone della domenica), qualcuno anche molto "casual": mi sono sentito tra la mia gente. Ho scoprerto poi che questa mattina c'erano state le prime comunioni alle 9:30 per cui gli orari delle funzioni erano stati stravolti! La prossima messa, in spagnolo, si sarebbe tenuta alle 12:30, ergo se me ne fossi andato tranquillo invece di fare il maratoneta sarei arrivato comunque in tempo... ma penso alla questione della piccola croce e non ci bado più di tanto.
La comunità catolica qui è formata per la maggior parte da immigrati messicani, e sembra proprio una comunità simpatica. All'uscita della chiesa infatti era stata organizzata una specie di sagra di paese con tanto di chioschi e banda per festeggiare le prime comunioni (vedi foto). Eccolo, questa non era solo gente, ma un "popolo".
Nel frattempo gironzolo, faccio la conoscenza di un vecchio signore di nome Jim di origini italiane e poi vado a messa. Mi procuro un messale in spagnolo in modo da leggere le risposte durante la celebrazione (un sacco di volte mi scappava da ridere c'era un non so che di comico). Credo che la gente fosse un po' interdetta nel vedermi così ma non mi sono mai sentito un estraneo tra di loro.
Dopo la messa vado vicino da un prete e con una sfacciatagine che non sapevo neanche di avere mi presento e gli chiedo se conosce qualcuno che mia avrebbe potuto dare un passaggio al ritorno. Lui mi dice di si (ci saranno state più di tremila persone lì) ma mi dice che avrei dovuto aspettare un po' per il passaggio. Gli dico che non ci sono problemi ed approfitto della festa per rifocillarmi.
Assaggio due tacos (simili a piccole piadine ripiene di carne e un po' quello che ti pareva) una pannocchia bollita al formaggio e peperoncino (fenomenale) un dolce tipico (simile ad una ciambella ma a forma di doppia spirale e una granita all'uva (gusto che qui va fortissimo).
Dopo un po' ribecco il prete e riusciamo a trovare una donna il cui marito sarebbe dovuto passare per Provo. Salgo in macchina del perfetto sconoscuto (che ho scoperto essere un pentecostale sposato con una cattolica con la mania per la fratellanza delle religioni) che mi riporta sano e salvo a casa...
PS per cena mi son preparato gli spaghetti con un sugo di funghi formaggio e salsiccia... sto affinando le mie capacità culinarie...
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il 25/03/2009 alle 09:07
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