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ENRICO CARUSO: villa bellosguardo
La cinquecentesca Villa di Bellosguardo, situata sulle colline di Ponte a Signa, deve il suo nome alla spettacolare posizione. Nel 1906 la villa divenne proprietà del famoso tenore Enrico Caruso. Uno dei suoi biografi racconta che l'acquisto avvenne in seguito a una passeggiata in compagnia dell'innamorata Ada Giachetti, quando entrambi rimasero colpiti dal magnifico panorama e dal monumentale e scenografico parco. Caruso si avvalse dell'opera dell'architetto Vittorio Sabatini, che rese simmetrici i corpi dei due edifici preesistenti, e impiegò nei lavori gli abitanti di Lastra, che donarono al tenore la colonna in pietra tutt'oggi visibile, in segno di ringraziamento per aver contribuito così a risollevare l'economia locale. Concepita come luogo di riposo e di recupero degli affetti familiari, la villa fu arredata fastosamente e arricchita da mobili sontuosi e pregiati, come il famoso presepe napoletano; il giardino venne scomposto e riassettato in guisa d'uno scenario teatrale. Alla sua morte, seguita nel 1921, la proprietà passò da prima al figlio Rodolfo e al fratello Giovanni, poi all'ingegner Blanchi. Acquistata dal conte de Micheli, che s'impegnò a restituire al giardino il suo aspetto rinascimentale, la villa fu ceduta alla famiglia Gucci nel 1990 e riacquistata dal comune di Lastra a Signa nel 1995.

La storica Villa Caruso oggi è ll luogo ideale per l'arte, la musica, i concerti.Villa Caruso è continuamente vivacizzata da mostre, convegni, attività culturali.
La visita al bellissimo parco, conosciuto nella guida "parchi e ville storiche", fa capire come mai il celebre tenore Enrico Caruso avesse deciso di prendere dimora sulle colline di Bellosguardo.



IL PARCO
Il visitatore che arriva per la prima volta a Bellosguardo resta colpito dall’imponenza della villa e in particolare dalle suggestioni che il parco e il giardino riescono a infondere.
Il parterre, costruito sugli schemi del "giardino all’italiana" dal Tribolo su indicazione dell’abate Alessandro Pucci, è adorno di agrumi e di essenze arboree. Insieme al parco, esso è oggetto di un itinerario botanico artistico segnalato da una recente cartellazione.
Sculture e colonnati in pietra serena fanno da cornice ai vasi di limone ed alle siepi il cui disegno fu fatto riorganizzare a suo tempo dal Conte De Micheli.
Al centro del giardino, proprio davanti al grande arco di entrata, è stata posta una fontana con tipico gioco d’acqua. Recentemente la Biblioteca Botanica Amatoriale ha arricchito questi spazi proponendo un percorso di lettura, ancora in strutturazione e dedicato in primis a cultivar pregiate di camelie provenienti dai Vivai Molendi.
Il parco rappresenta una delle parti più interessanti di questo complesso monumentale, in quanto mantiene ancora oggi gran parte della sua struttura cinquecentesca con flora lussureggiante e reperti scultorei.


LA FATTORIA
La fattoria alloggia un museo dedicato alla civiltà contadina ed al mondo che gravitava, soprattutto nel secolo passato, intorno ad ambienti con queste tipologie.Si possono ammirare macchinari, ancora funzionanti, utilizzati per l’im-bottigliamento del vino e per la spremitura delle olive, oggetti di vita quotidiana come preti, trabiccoli, veggioli che riportano, nel ricordo dei visitatori, immagini di un passato non troppo remoto vissuto anche da generazioni più recenti. Altri materiali di un certo interesse, che appartenevano alla fattoria della Villa al momento dell’acquisto da parte del Comune, come il vecchio trattore o il ponteggio per potare le piante, sono disposti all’interno del parco e costituiscono, insieme alla limonaia e alle serre, un ulteriore percorso conoscitivo.
TAVERNA CARUSO
All’interno della Villa, la Taverna offre un ambiente riservato ed accogliente con cucina tradizionale e vini tipici toscani accompagnato dalla voce di Enrico Caruso e di altri grandi tenori e la possibilità, nei mesi estivi, di cenare nel bellissimo parco di Villa Caruso.
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Inviato da: peonia99
il 04/04/2012 alle 13:43
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