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TEATRI: il san carlo di napoli

Post n°65 pubblicato il 05 Novembre 2009 da peonia99
 

 
 

 

Il 4 Novembre 1737, si inaugurava a Napoli il Teatro S.Carlo.

 

Lo stemma del Regno delle Due Sicilie - quando non è in restauro - sovrasta il maestoso arcoscenico, col quale si fonde.

 

Al centro dello stemma v'è la Casa Borbone - tre gigli d'argento in campo azzurro - ed intorno i 21 simboli araldici delle Case imparentate con quella regnante a Napoli. Compongono quel che appare come il simbolo affascinante della storicità di un teatro oggi restituito, con attenti lavori di restauro, allo splendore di un tempo.

Il San Carlo è, infatti, il più antico teatro operante in Europa: costruito nel 1737 (41 anni prima della Scala, 51 prima della Fenice) non ha mai interrotto le sue stagioni altro che per due anni (1874-1875) a causa di mancati finanziamenti. Né l'incendio del 1816, né la seconda guerra mondiale riuscirono ad interromperne l'attività: nel primo caso il Teatro fu ricostruito in sei mesi da re Ferdinando, nel secondo una serie di concerti per le Forze Armate sostituì nei momenti più drammatici del conflitto, la normale attività di spettacolo. Divide altresì con il Teatro alla Scala il primato della più antica Scuola di ballo italiana, fondata contemporaneamente a Milano e a Napoli nel 1812, mentre dal 1816 data la sua Scuola di scenografia.

 

Fu eretto per volontà di Carlo di Borbone che, deciso a dare alla sua Capitale un teatro che sostituisse il vetusto San Bartolomeo, di proprietà della Casa degli Incurabili, assegnò a questa istituzione benefica una rendita di 2.500 ducati, pari all'utile che essa ne traeva dalla gestione, ordinandone l'abbattimento e il recupero del legname. Nello stesso tempo, dette mandato alle Fabbriche Reali di progettare il nuovo teatro in luogo più centrale: il 4 marzo 1737 fu firmato il contratto con l'architetto Giovanni Antonio Medrano e l'appaltatore Angelo Carasale. La spesa fu calcolata in 75.000 ducati (circa 1,5 milioni di euro di oggi), la consegna fissata per la fine dello stesso anno.

L'impegno fu mantenuto con straordinaria precisione: il 4 novembre 1737, giorno onomastico del Sovrano, il San Carlo fu inaugurato con l'opera Achille in Sciro del Metastasio, con musica di Domenico Sarro. Il Teatro s'impose immediatamente all'ammirazione dei Napoletani e degli stranieri, per i quali divenne in breve tempo un'attrattiva giudicata senza eguali. Per la grandiosità, la magnificenza dell'architettura, le decorazioni in oro, gli addobbi sontuosi in azzurro (era il colore ufficiale della Casa Borbonica Due Sicilie e perciò i velluti di questa tinta furono sostituiti, dopo l'unità d'Italia, con il rosso ed allo stemma del sottarco fu sovrapposto quello sabaudo); ma anche per l'interesse musicale degli spettacoli.

Il primo ciclo di vita del San Carlo,  si chiude con il doloroso episodio dell'incendio divampato la notte del 12 febbraio 1816, che lo distrusse completamente. Fu un evento che gettò il lutto in tutta la città e che i giornali di tutta Europa raccontarono con emozione. Così come una meraviglia ed ammirazione dettero notizia, dieci mesi dopo, alla fine dello stesso anno, che esso era già risorto. Fu re Ferdinando I di Borbone a volere, sei giorni dopo l'incendio, che il San Carlo venisse senza indugi ricostruito. L'incarico fu affidato al Niccolini, con l'impegno di rifarlo tale e quale com'era prima dell'incendio. Venne rispettata la pianta del Medrano: la sala lunga m. 28,60 e larga 22,50, 184 palchi disposti in sei ordini più quello reale. Venne però sensibilmente migliorata l'acustica (ancora oggi unanimemente considerata perfetta) e fu ampliato il palcoscenico (m. 33,10 x 34,40). Camillo Guerra e Gennaro Maldarelli rinnovarono le decorazioni fra cui il bassorilievo e l'orologio nel sottarco del proscenio. Giuseppe Cammarano dipinse il soffitto tuttora esistente (Apollo che presenta a Minerva i più grandi poeti del mondo) ed il sipario, poi sostituito nel 1854  ("Il Parnaso", ancora in uso). 

 

 

Nel 2008 è terminata la prima parte del nuovo restauro, che ha gelosamente salvaguardato l'architettura originaria: il San Carlo è divenuto accessibile ai diversamente abili. Entro il 2012, grazie a 50 milioni di Euro stanziati dal governatore Bassolino della Regione Campania, sarà dotato di sale sotterranee di registrazione, di nuove scale e di un nuovo foyer sottostante lo splendido preesistente. Tutto il teatro, patrimonio dell'umanità, sarà restituito con rinnovato splendore all'ammirazione del mondo.

A parte la creazione del "golfo mistico", suggerita da Verdi nel 1872, l'impianto dell'illuminazione elettrica con conseguente abolizione del lampadario centrale (1890) e la costruzione del nuovo foyer con annesso corpo laterale adibito a camerini degli artisti (1937) nessun mutamento sostanziale ha subito il Teatro. Ed oggi la sala appare così come la vide Stendhal la sera della sua seconda inaugurazione, il 12 gennaio 1817:

" ... Non c'è nulla in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la più pallida idea. Gli occhi sono abbagliati, l'anima rapita ...".

 

 

 

 

 
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