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MARIO LANZA: tenore



Mario Lanza nasce a Filadelfia il 31 gennaio del 1921 in una famiglia di umili emigrati italiani, si dedicò, dopo i normali studi scolastici, alle più svariate attività, mostrando soprattutto una particolare attitudine per le discipline sportive. Ma fu solo verso i diciannove anni che iniziò a dedicarsi al canto e prese a seguire le lezioni di Irene William la quale, entusiasta delle sue non comuni doti vocali, volle farlo sentire al celebre direttore d'orchestra Serge Koussevitzky. Koussevitzky, che rimase sbalordito nell’ascoltare la voce del giovane tenore, lo invitò al Festival di Tanglewood nel Massachussets, ove convenivano musicisti e cantanti semiprofessionisti per studiare, perfezionarsi, vincitori di borse di studio. Mario Lanza vinse una borsa di studio di $ 120.00, era l’estate del 1942 il tenore aveva 22 anni.
Lanza si impegnò con serietà a migliorare e a raffinare le sue doti naturali e poté così ben presto esordire nelle Allegre Comari di Windsor di Otto Nicolai riscuotendo unanimi consensi. Il critico del New York Times, fra gli altri, lodò in particolar modo « la superba potenza della sua voce ».
Scritturato, poco dopo il suo esordio, dalla RCA VICTOR, Lanza dovette momentaneamente interrompere la sua carriera per assolvere gli obblighi di leva e tuttavia, anche durante il servizio militare, ebbe modo di esibirsi con successo in alcuni spettacoli organizzati dalla aviazione americana: « On the Beam » e « Winged Victory ». Finito il servizio di leva, la vita di Lanza divenne sempre più frenetica. Ingaggiato per una serie di concerti con la Columbia Concerts di New York, unitamente al bass-baritono George London e al soprano Frances Yeend, con i quali costituì il “Trio del bel canto”, dopo una sessantina di concerti, approdò alla Hollywood Bowl, immenso anfiteatro Hollywoodiano, con concerti memorabili. In uno di questi concerti Lanza dopo aver interpretato “Un dì all’azzurro spazio” dall’Andrea Chènier di Umberto Giordano, ricevette il più lungo applauso registrato in quella sede, ben 12 minuti. Questo successo non sfuggì al celebre produttore Louis B. Mayer, della MGM, che scritturò il giovane tenore come interprete in una serie di film.
Dopo l'esordio in «That Midnight Kiss», il suo successivo film fu "The Toast of New Orleans" ( Il pescatore della Louisisana ) del 1950, dove egli interpretava la celebre canzone " Be My Love". Sammy Cahn, che aveva scritto il brano in collaborazione con Nicholas Brodzsky, fu sbalordito dalla smagliante brillantezza di quella voce, capace di scatenare enormi emozioni in chi l'ascoltava.
"Ero convinto che Lanza possedesse nei suoi mezzi vocali la capacità di passare dai registi più dolci a quelli più potenti". E un recensore aggiunse sul New York Times: "Mai avremmo creduto che si potesse godere tanto ad ascoltare la straordinaria e dotatissima voce tenorile di Mario Lanza".
Lanza, che aveva fin dalla prima gioventù una vera e propria idolatria per Caruso, insistette caldamente perché il suo prossimo film fosse basato sulla vita del suo idolo. « The Great Caruso » ( Il grande Caruso ) fu realizzato nel 1951 e diede la possibilità a Lanza di cantare 15 arie solistiche del suo eroe, con tale successo non solo da venir immediatamente soprannominato "l'emulo di Caruso", ma da raggiungere un vero e proprio boom nelle vendite dei propri successi discografici.
Nel 1952 Lanza interpretò un nuovo film, « Because You 're Mine » ( Da quando sei mia ).
A dire il vero non aveva simpatia per il soggetto e durante la realizzazione del film fu preda di continui alti e bassi d'umore, dando non pochi grattacapi ai produttori, con i quali aveva frequenti dispute. Da allora in poi fu chiamato "il ragazzaccio dell'industria cinematografica" per le sue intemperanze verbali. Nel ’54 si limitò a doppiare il protagonista Edmund Purdom nel film “Il principe studente” sempre di Thorpe, remake di una famosa pellicola di Ernst Lubitsch, in quanto Lanza era divenuto troppo grasso e dovette rinunciare a impersonarlo. Eppure due rivincite se le prese: prima nel ’56 come tenore italiano di origini contadine tradito dalla ricca e sofisticata moglie americana in “Serenade” di Anthony Mann, poi nel ’58 come giocatore vessato dai debiti in “Arrivederci Roma” di Roy Rowland e Mario Russo, titolo debitore, inutile dirlo, della canzone di Renato Rascel. Morirà ad appena 38 anni per un'embolia polmonare, schiacciato dall’alcol e dalle diete.
Ancor oggi, a cinquant' anni di distanza dalla sua morte avvenuta a Roma il 7 ottobre del 1959 , Mario Lanza continua ad essere letteralmente "venerato" da una quantità innumerevole di fans entusiasti.
Sono inoltre sorti club «Mario Lanza» e siti internet , in parecchi paesi, fra i quali: Inghilterra, Germania, Stati Uniti, Ungheria, Nuova Zelanda, Australia e perfino in Russia.
A Filadelfia poi il 7 ottobre è ufficialmente considerato come il "giorno di Mario Lanza". L'ascolto della sua voce procura sempre agli appassionati un grande piacere e i suoi dischi sono tuttora fra i best sellers del suo particolarissimo e indimenticabile repertorio.
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Inviato da: peonia99
il 04/04/2012 alle 13:43
Inviato da: chiaracarboni90
il 06/06/2011 alle 12:54
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il 02/03/2010 alle 10:40