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GIOIELLI NATURA

Post n°118 pubblicato il 12 Ottobre 2012 da valedolphin10
 

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COLPO DI FUCILE IN BOCCA A UN PASRORE TEDESCO

Post n°116 pubblicato il 15 Settembre 2011 da valedolphin10
 

Palermo: pastore tedesco ucciso con un colpo di fucile in bocca (foto)

di redazione | 09 settembre 2011

GEAPRESS – Nei pressi del corpo inerme c’è ancora il bossolo. Un colpo di fucile da caccia, direttamente in bocca del grosso pastore tedesco detenuto in via Lanza di Scalea, periferia nord della città. Tra le ville milionarie e le case alveare dello ZEN si è consumato l’ennesimo misfatto di una città ormai pericolosamente abituata ai cani lasciati marcire per strada (vedi articolo GeaPress) ed ai cavalli che si vanno a schiantare durante una corsa clandestina.

Ad intervenire sul posto, intorno ad ora di pranzo, il Nucleo Cinofili della Polizia Municipale. Erano stati allertati da volontari (nei pressi sono accuditi alcuni randagi) che si erano messi in contatto con la sezione della LIDA (Lega Italiana Diritti Animali) cittadina. Il cane, a quanto pare, potrebbe avere il microchip padronale.  Si trovava, infatti, in una zona recintata nei pressi di abitazioni. Sul corpo del pastore tedesco un delicato fiorellino di pietà.

Pochi dubbi sulla dinamica. Qualcuno, infatti, potrebbe aver puntato la canna del fucile in bocca al povero cane ed esploso il colpo. La rosa dei pallini ha creato un foro di uscita nella parte posteriore destra del collo. Il cane, probabilmente, è stato fatto avvicinare al cancello con un sacchetto contenente della pasta, sul quale poi, si è accasciato con il muso devastato dall’esplosione.
Nessuno, però, ha sentito niente, anche se il posto è inserito in un contesto urbano. Spetterà alla Polizia Municipale, cercare di capire il perchè di tale uccisione. Una intimidazione, oppure una maniera molto diffusa, ma non in ambito urbano, di eliminare i cani.

Siamo in una città oltre la frontiera – ha dichiarato a GeaPress Alessandra Musso, responsabile cittadina della LIDA – Purtroppo non ci meravigliamo più di niente. Da Tao, il cane inbustato (vedi articolo GeaPress) alle corse clandestine di cavalli, oppure il mercato degli uccellini rubati alla natura e venduti nelle strade di Ballarò. Chi ha fatto una cosa così tremenda – ha concluso la Responsabile LIDA – deve sapere però che non vi è rassegnazione. La sua violenza non ci appartiene e speriamo che paghi per quello che ha fatto“. 

 
 
 

CAGNOLINA LANCIATA DAL FINESTRINO: MUORE INCINTA

Post n°115 pubblicato il 15 Settembre 2011 da valedolphin10
 

Lanciata dal finestrino sulla A26: muore cagnolina gravida (foto)E' caccia ad una Golf nera.

di Roberto Gallocchio | 05 settembre 2011

GEAPRESS – Il fatto è avvenuto giovedì sera sul tratto dell’autostrada A26 che va da Ovada ad Alessandria, esattamente al km 34 all’altezza di San Carlo di Rocca Grimalda. Un camionista vede che dal finestrino destro di una Golf nera che lo precede, con due persone a bordo, sporgono due braccia che lanciano un cane di piccola taglia sull’asfalto.

L’uomo ha la prontezza e il senso civico di fermarsi. Raccoglie cosi una cagnolina bianca meticcia e chiama la Polizia Stradale che giunge in poco tempo, purtroppo però non riesce a leggere la targa dell’auto. L’animale muore poco dopo per le gravi lesioni e successivamente un veterinario accerta che era gravida di tre cuccioli.

Del caso si sta occupando l’ENPA di Ovada (AL), presso il cui canile è stato portato il corpo della cagnolina. La Presidente dell’associazione, Patrizia Ferraro, ci ha fornito la foto della meticcia per la divulgazione al pubblico con il fine di ottenere l’eventuale riconoscimento della stessa, poiché ovviamente priva di microchip o tatuaggio. 

L’indagine della Polizia Stradale di Ovada, coordinata dal Commissario Nicola Disette, cerca di risalire agli autori dell’ignobile gesto vagliando le riprese delle telecamere presenti in quel tratto di autostrada e cercando anche altri testimoni. Caccia aperta, quindi, alla Golf nera.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati

 
 
 

ZOOMAFIA: CAVALLA UCCISA

Post n°114 pubblicato il 31 Agosto 2011 da valedolphin10
 

Far West Palermo: altro cavallo ucciso (foto – ATTENZIONE IMMAGINI FORTI)Mistero sul proprietario.

GEAPRESS – Alle 1.30 di stamani la chiamata ai Vigili Urbani. Proveniva dai Carabinieri e chiedevano una loro pattuglia per transennare il luogo. C’è un cavallo agonizzante in via Ernesto Basile e, stante le indiscrezioni pervenute, sarebbe stato presente il proprietario; questo almeno nelle prime fasi dell’incidente.

Corsa all’inglese, commenta amaramente un Vigile Urbano, ovvero senza calesse. Ancora più Far West, insomma, con i fantini direttamente in sella.

Alle 3.00 di stamani, quando sono arrivati i Veterinari dell’ASL, del proprietario non vi era alcuna traccia. Poco prima, nel tentativo di soccorrere il povero animale, si era fermata una dottoressa, Medico Veterinaro. Il cavallo, però, aveva fratture multiple scomposte ed è stato soppresso dai Veterinari ASL. Questa volta, però, vi è il microchip sebbene, se il legittimo proprietario non è stato identificato sul posto, è probabile che si assisterà al rito del furto nella stalla. E’ già successo, durante un intervento della Polizia di Stato, proprio in via Ernesto Basile.

Da indiscrezioni pervenute a GeaPress, domenica scorsa, a mezzanotte, si è svolta un’altra corsa clandestina poco distante dal castello della Zisa, nei pressi di via Libero Grassi. Una scia di motorini prima e dopo, in mezzo un solo cavallo lanciato a tutta velocità, con il fantino in sella. Probabile corsa a cronometro.

Alle 6.00 di stamane, intanto, l’Assessorato Igiene e Sanità ha avuto comunicata la presenza della carcassa ed il Comune di Palermo si appresterà così ancora una volta ad indire la gara d’appalto per lo smaltimento. Forse, però, con il microchip, le cose dovrebbero andare diversamente; salvo furti …

Il luogo del ritrovamento è pertanto di nuovo via Ernesto Basile, storico percorso di corsa clandestina. Appena poche decine di metri oltre il precente luogo di ritrovamento dello scorso marzo (vedi articolo GeaPress) quando altro cavallo da corsa si andò a schiantare, in prossimità del pensionato universitario, sopra il tetto di una fiat panda ferma al semaforo pedonale.

Anche questa rimarrà una delle tante storie dei cavalli a perdere di Palermo. Anzi a perdersi è pure il conto. Tra quelli trovati in strada e finache, a pezzi, nei contenutori dell’immondizia (vedi articolo GeaPress).

E’ il fallimento del controllo del territorio, in primis del Regolamento (farsa) d’Igiene del Comune di Palermo, che vieterebbe la presenza di stalle in città. Ed invece ve ne sono a centinaia. Appena 44 cavalli utilizzati per le carrozze di turisti, questo secondo il Ministero della Salute (vedi articolo GeaPress) e tutto il resto da utilizzare nei calessi anche da corsa. Questo avviene perchè il Codice della Strada italiano, sebbene riformato la scorsa estate, è rimasto ancorato ad un’Italia agro silvo pastorale. E’ il Codice della Strada, infatti, che consente l’uso nella pubblica via ai calessi. Non possono competere, ma (quasi) tutto il resto va bene. Non si potrebbe, ad esempio, cavalcare il cavallo, ma quando la legalità se va a farsi friggere, tutto è possibile.

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VEDI FOTO – ATTENZIONE IMMAGINI FORTI:

 
 
 

DELFINA SPIAGGIATA A PESCARA

Post n°113 pubblicato il 31 Agosto 2011 da valedolphin10
 

Pescara – delfina spiaggiata: stava allattando

di redazione | 11 agosto 2011

GEAPRESS – Stava quasi sicuramente allattando la femmina di delfino che nei giorni scorsi è stata rinvenuta lungo la battigia della riviera nord di Pescara. Così riferisce a GeaPress la Capitaneria di Porto in merito al ritrovamento del povero animale, per il quale, oltre ad essere rimasto bloccato in una rete da pesca, non si è escluso neppure il suo successivo investimento da parte di imbarcazioni da diporto. Ovviamente nessuna possibilità di salvezza per il piccolo in mare, specie se ancora non del tutto svezzato, ed ennesimo ritrovamento di un cetaceo morto a causa delle reti da pesca.

In questo caso, i resti delle maglie presenti sul corpo della delfina, hanno consentito di potere risalire alla possibile causa dell’incidente, ma in genere i pescatori si sbarazzano velocemente di tali animali, specie se rimangono bloccati nelle famigerate reti a volante. Si tratta di un’ampia rete trainata a mezz’acqua da due pescherecci. Anche volendo evitare l’impatto con i delfini, non è possibile accorgersi dalla superficie  di quello che succede sott’acqua.

Gli animali, seguendo i banchi di pesce, rimangono bloccati contro corrente nella rete che inizia a trainarli. Nel turbinio di pesci che cercano di fuggire e delle reti che iniziano a stringere sempre più, il delfino dovrebbe avere la forza di girarsi, trovando lo spazio necessario per dare alcuni possenti colpi di coda in grado di vincere la corrente avversa. Praticamente impossibile in quel manicomio di pesce pigiato. La morte sopraggiunge per annegamento.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati

 
 
 
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