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Lorenzo Ria 2
Post n°21 pubblicato il 13 Luglio 2007 da picilongo
Dopo un anno travagliato e vissuto intensamente, Lei entra a Palazzo Madama e con Lei la Puglia e il Salento. Un commento. Il mio personale commento è uguale a quello dei moltissimi altri che sono intervenuti sul tema del mio ingresso in Senato. Si è trattato di un atto di risarcimento democratico dovuto ai cittadini pugliesi e salentini, penalizzati da un sistema elettorale che non elegge i parlamentari, ma li nomina sulla base di una scelta dei partiti. Questo sistema elettorale, che ci fa tornare indietro di oltre cento anni, ha tolto agli elettori ogni possibilità di scegliere concretamente i propri rappresentanti.
Ha ottenuto 169 voti favorevoli e 128 contrari. Questi ultimi contestano che rappresenta una anomalia il fatto che Luigi Bobba sia stato nominato senatore per due volte prima di optare per il Piemonte e liberare il seggio. Che cosa risponde? Non è affatto vero che i 128 voti contrari rappresentino una contestazione al mio subentro in Senato, al posto di Luigi Bobba. Quei 128 voti sono solo quelli dei senatori che hanno valuto respingere le dimissioni del sottosegretario Vernetti. Contro i 128 però, 169 senatori hanno votato per prendere atto delle dimissioni di Vernetti. Mai, in questa legislatura, in Senato, c’è stato uno scarto tanto alto a favore della presa d’atto delle dimissioni. Proprio questo grande scarto indica che anche molti senatori della CdL hanno votato per la presa d’atto delle dimissioni di Vernetti, intese come presupposto per il mio ingresso in Senato. A seguito delle dimissioni di Vernetti, il senatore Luigi Bobba, che era già in Senato come senatore della Margherita eletto in Puglia e che era il secondo suffragato per la Margherita in Piemonte, dopo Vernetti, doveva optare tra il Piemonte e la Puglia. Poiché Bobba è piemontese e poiché, sin dal momento della formazione delle liste elettorali, si era impegnato ad essere il rappresentante della sua regione, ha coerentemente optato per il Piemonte. Questa opzione ha liberato, per me, il posto di senatore, in Puglia, per la Margherita. Mi preme sottolineare che questo procedimento è assolutamente coerente con i precedenti parlamentari ed è in linea con il sistema di elezione del Senato, fondato su base regionale. La vera opposizione alla mia elezione, perciò, è venuta da alcuni senatori dello stesso Ulivo, in sede di Giunta delle elezioni, i quali avrebbero voluto che Luigi Bobba non esercitasse il diritto di opzione così da liberare un altro posto, in Senato, per un piemontese. Se così fosse stato, ai danni provocati dal sistema elettorale si sarebbe aggiunto lo scippo di rappresentanza democratica ai danni dei cittadini pugliesi.
Lei è rimasto fuori dal Senato per più di un anno per colpa di una legge elettorale che toglie il potere di preferenza all’elettorato e che ha scippato, soprattutto il Salento, di una adeguata rappresentanza in Parlamento. Quale legge elettorale spera possa essere approvata? Sarebbe assai presuntuoso se dovessi dire io quale legge elettorale approvare, soprattutto in considerazione della complessità del tema oltre che della incredibile frammentazione degli interessi politici che a questo tema sono legati. Per questa ragione preferisco indicare solo le caratteristiche fondamentali del sistema elettorale che vorrei fosse approvato dal parlamento. Un sistema elettorale chiaramente maggioritario, che restituisca ai cittadini il diritto di scegliere la maggioranza di governo e gli eletti, che aiuti l’accorpamento tra forze politiche omogenee e garantisca alle forze politiche che non intendono coalizzarsi il “diritto di tribuna”. Un’altra cosa ritengo sia essenziale: non ha senso che il parlamento italiano continui ad inventare nuovi modelli elettorali, continuando una sperimentazione, su un terreno delicatissimo, che sta dando frutti negativi. È assai più opportuno, invece, applicare anche in Italia un sistema elettorale già positivamente sperimentato in altre nazioni. In attesa che il parlamento trovi l’accordo sul nuovo sistema elettorale, ritengo che i cittadini debbano mettere le mani avanti, avviando una forma di pressione indiretta sul parlamento, firmando, cioè, la richiesta di referendum elettorale.
È emozionato? Quali sono i sentimenti e i pensieri dopo pochi giorni dall'elezione? Oggi, l’assurdità di tutto l’antefatto che ha preceduto il mio ingresso a palazzo Madama, ha bruciato ogni emozione e mi ha reso più forte. Penso solo di dovermi impegnare di più, per recuperare un anno di ritardo, a vantaggio del Salento e della Puglia. |
Inviato da: Anonimo
il 08/04/2008 alle 22:44
Inviato da: picilongo
il 08/04/2008 alle 14:57
Inviato da: Anonimo
il 01/04/2008 alle 00:19
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il 23/03/2008 alle 13:03
Inviato da: picilongo
il 19/03/2008 alle 09:31