Creato da pioneerp200 il 07/05/2013

Chi è in prima base

della meta ce ne fottiamo

 

 

Ciao Meraviglia...

Post n°17 pubblicato il 17 Ottobre 2015 da pioneerp200

CIT

Nei luoghi abbandonati della mia fantasia,
c'è l'idea che ciò che è perso galleggi nelle acque dell'eterna
emozione dello stare per essere.

Che quello che non è stato, per la sua grazia e purezza, merita questa magia.

A marcire nell'agonia del quotidiano oblio, già ci sono le nostre coscienze.

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Fine

 
 
 

Ma ke kazzo...

Post n°16 pubblicato il 01 Luglio 2015 da pioneerp200

Io ci provo, mi impegno, non sono avventato, cerco davvero di fare il mio...

Ok è carina. Ok è vicina. Ok è over 30. Ok non ci sono maledetti aforismi DimmerdA. Ok, lo strabismo indotto dalle sue bombe ne certifica la qualità.

Qualcosa mi dice ce l'abbia cosi' umida e accogliente da far impallidire la grotta della Natività, e allora mi butto:

- Ehi ho visto che anche tu suoni la chitarra, che generi prediligi? -

- Ciao beh sai ke non saprei kome rispondere xchè ogni xsona a gusti diversi e qndi i generi sn kome i gusti e... ma lo sai sai ke oggi sono stata al mare??? ma cerano le alghe, Ke sKifo !!! -
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Da quando sono iscritto a Libero l'alcolismo non mi fa più paura.

 
 
 

Tecnologia

Post n°15 pubblicato il 01 Luglio 2015 da pioneerp200

Ero felicemente fidanzato da anni con un Nokia a gettoni coi pulsanti grossi e morbidi come i capezzoli di tua madre (proprio la tua, eh già) per Natale mi hanno regalato sto cazzo di lumia che ha uno schermo così liscio da farti venire i pensieri impuri, e ok, ci puoi vedere gli Ultra Porno in Hd, e va bene, ha una fotocamera così potente che non sai mai se è un selfie o una colonscopia MA, porca di una troia impestata, se devo scrivere qualcosa ci metto una settimana e un po'. E la cosa mi disturba. Soluzioni? E non ditemi - Usa i comandi vocali - Io non parlo con i telefoni, cazzo.

 
 
 

Resa pt.1

Post n°14 pubblicato il 19 Giugno 2015 da pioneerp200

Esattamente tre secondi dopo l'orgasmo vedi quell'essere sudaticcio, sconosciuto, con cui non hai un cazzo da dire, e ti chiedi che senso abbia.
Ti chiedi se per una scopata valga la pena sopportare quelle interminabili mezz'ore in cui fumi, guardi il soffitto, guardi la sconosciuta addormentata con cui non condividi un cazzo, di cui non ti ricordi il nome, anzi il nome manco glielo hai chiesto.
Il silenzio dopo la scopata non lo freghi mai. ti aspetta implacabile, e punta il dito sulle tue miserie.
Dopo l'orgasmo la donna assume i contorni di un alieno invasore che staziona nel letto di casa tua, ma il fastidio non viene dalle sgomitate durante il sonno, l'angoscia nasce dall'osservarla, e dal riflettersi in lei.
Speculari.
Ugualmente soli. Ugualmente disperati. ugualmente poveri di spirito, egoisti, disillusi, apatici, stanchi.

Come animali.
Quando tutto il resto è perso ci si attacca agli istinti primordiali per sentirsi utili, per darsi un senso. Ed allora anche una scopata con una sconosciuta raccattata in chat potrebbe servire a redimerti dalla diversità.

Ecco vedi? sto scopando, come gli altri. Il mondo scopa, io scopo. Io faccio parte del mondo. Io sono come gli altri.

Questo fino all'orgasmo.

Poi l'inferno prende l'ascensore e viene a soggiornare proprio nella tua parte del letto.

Satana ha deciso di fare la cuccia da te stasera, fortunello..
Mentre lei continua a dormire.

 
 
 

Nella rete

Post n°13 pubblicato il 19 Giugno 2015 da pioneerp200

Insonne ti scrivo. Sei molto delicata sai? Effettivamente i tuoi complimenti mi hanno spiazzato. Tu hai espresso un apprezzamento disinteressato (di cui ti ringrazio) ed io sono caduto vittima dell'ansia da prestazione, quell'ansia che mi fa soppesare ogni parola, che mi fa curare la forma e la grammatica, tutto per mantenere alto il livello che mi ha reso interessante ai tuoi occhi.
Francamente, non ne ho voglia.
Tu non mi hai chiesto niente, lo so, ma tremo all'idea di essere in qualche modo sotto esame.

I post che hai letto sul blog (altri li celo altrimenti quelli di chatta chiamerebbero pronti pronti la postale) risalgono ad un annetto fa, scrivevo spinto da una smania viva, in sfregio di orrori concreti.
Ora sono un'altra persona, decisamente.

Ma non è questo il motivo a monte della mia ritrosia.

La vedi la data della mia iscrizione a chatta? sono iscritto da una decina di giorni, e mi sono già rotto le palle, sicuro che la mia permanenza mi inchioderebbe all'indigesto teatrino del "conoscersi a pezzi".

Hai presente no? prima ci si scrive, poi si chatta, poi ci si scambiano le foto. Poi ci si parla al telefono e se l'assortimento di tranci di carne raccolto con tanta meticolosità soddisfa il palato ci si trova, ormai esausti e rincoglioniti, seduti a un tavolino di un bar sperando che quella persona tanto seducente a parole non si riveli un patetico stronzo.
O un patetico stronzo noioso, la morte..

Ed io sono qui che salto da una scarpa all'altra perchè la mia umanità reclama altra umanità, di quelle da toccare, da annusare, ma non voglio prestarmi di nuovo a questa carneficina.

Parlare con te è piacevole, rimango un po' interdetto dalla tua misura, incuriosito da questa tua compostezza sfacciata. Forse le mie speculazioni sono viziate dalla mia tara mentale per la quale anche la più sboccata delle galeotte mi appare come una scolaretta spaventata.
In chat non cerco più di quanto non cerchi anche fuori. Però è vero, cerco.

Le emozioni mi sovrastano, sono un fanatico delle emozioni, e la consapevolezza di stare provando qualcosa che è al di fuori della mia comprensione mi porta, per ripicca, a sezionare nevroticamente ogni singolo passaggio, vorrei avere chiara la sequenza logica, vorrei decifrare la concatenazione di pensieri che portano a quel tale risultato.

Compito arduo, lo so da me, lo faccio più che altro per esorcizzare l'insondabile, col risultato che mi rompo le palle, mi fotto il cervello e rimango con le mie paure.

Paradossalmente spesso trovo la mia pace invitando al mio volere mezzi meccanici, li' ho il controllo, e la sensazione di controllo e la ricerca di esso acquieta anche gli spasmi più dolorosi.
Governare, per esempio, un aeroplano, è una piccola panacea, soggiacere alle leggi di Newton, cosi' imperturbabili e accoglienti, e interagire con esse è il mio personale viatico per una temporanea pace dei sensi.
Ma non dura. Mai.

 
 
 

Lode al pompino

Post n°12 pubblicato il 05 Agosto 2014 da pioneerp200

Mi capita di tanto in tanto di cercare donne su internet per scopare.

E quando la voglia è tanta e il tempo è poco, ripiego mio malgrado su esseri che identificheresti come donne solo consultando l'anagrafe.

Come quella di ieri sera, brutta da non potersi nominare, che però, inaspettatamente, mi ha regalato attimi di paradiso.

Ella sapeva fare i pompini. E non è mica scontato, sapete? Perchè le brutte, tra le altre croci, si portano appresso anche quella di essere delle totali incapaci sotto le lenzuola. E prese dalla foga a volte te lo succhiano come se volessero strappare via una carota dal sottosuolo. Si mettono di puntiglio con le labbra serrate proprio dove c'è l'incavo tra il glande e il pene, per avere più presa, e mentre tentano l'amputazione coatta ti guardano anche con quegli occhioni da cerbiatta come a dire - Visto che brava che sono? Te lo mastico fino all'emorragia interna, cosi' godi di più -

Pensano di fare un'opera di bene e in realtà ti fanno più male di una biopsia ai coglioni.

E fa proprio male, e dal male scaturisce la rabbia, e dalla rabbia un calcione in culo e bestemmie multicolor cosi' da eiettare la detestabile fuori dalle palle e dall'uscio di casa mia con massima sollecitudine e pregiudizio.

Ma ieri no. La lorda sapeva fare i pompini. E' stata delicata, premurosa, materna, ma soprattutto mi ha lasciato un ricordo che non si palesa in cicatrici.

Perchè le cicatrici dell'anima, è vero, sono dolorose, ma le cicatrici sul cazzo, beh...

 
 
 

Maiali

Post n°8 pubblicato il 30 Aprile 2014 da pioneerp200

I miei morti non mi lasciano in pace. 

Piuttosto, invece, sono io che non li lascio andare.

Ma come potrei, sarebbe come arrendersi al mistero.

- Eh, Luca, sai che novità, il mistero della morte, del dolore, il senso della vita. è un problema universale -

- Eh, se solo potessi torturarti per una notte, se solo potessi anestetizzarti cosicchè tu possa vedermi mentre scavo nelle tue interiora e ti strappo via il fegato di dosso, sentire l'esatto rumore della carne che non vuole staccarsi dall'osso, e tutti i tendini e i nervi e i vasi che si oppongono, e tu lo sai quello che sto facendo perchè lo vedi e lo senti , un rumore sordo che viene fuori da dentro, ma io piano piano, piano piano, e poi l'intestino e lo stomaco e se potessi appoggiarteli in seno, e tu li' a guardare il tuo stomaco a un palmo dal tuo naso, attonito e atterrito per uno uno stomaco che non sta dove dovrebbe stare e per una morte che non tarderà, ti assicuro, e tu lo sai che non tarderà, e ti duoli di questo, e inizi a piangere e a singhiozzare perchè non vuoi morire e singhiozzi talmente che lo stomaco e il fegato e l'intestino ti cadono di dosso ma io te li riappoggerei in seno, e tu dunque piangeresti più forte,

allora forse, 

mentre sei già morto e i maiali finiscono di smembrarti pezzo a pezzo e le ossa anche, 

potrei addirittura provare pena per te e perdonarti, finalmente, una 
risposta cosi' da stronzo. -

 
 
 

Aviatori

Post n°6 pubblicato il 07 Maggio 2013 da pioneerp200

Gli aviatori che furono incidevano la fusoliera del loro aeroplano. 

In memoria di vite. Numerando la morte.

Io lo stesso, in divenire.

L'aviazione ha reso il mondo più piccolo. Ciò nonostante è difficile mancarlo quando cadi.

 
 
 

Dei derelitti e delle pene

Post n°5 pubblicato il 07 Maggio 2013 da pioneerp200

Lo scrupolo è soggettivo. come quasi tutto in questo porco mondo.

Lo scrupolo che manca a un vaccaro che pungola la sensibilità di donne che hanno subito violenza sessuale, narrando sui forum di sontuosi e sovradimensionati vibratori.

Lo scrupolo che manca all'amico del vaccaro che ogni sabato sera si diverte a prendere a pugni, e sovente riduce in fin di vita, il malcapitato borghese di turno in qualche squallido bar di periferia.

Lo scrupolo che è mancato al padre dell'amico del vaccaro che ha sfondato il cranio alla moglie con un martello davanti al figlio dodicenne perchè sospettava di un amante.

Lo scrupolo che manca al giudice di turno, grasso, sudato, megalomane, col rolex al polso e la merda nel cervello che decide della vita di un padre squilibrato mentre con una mano si tiene l'uccello e con l'altra beve il cappuccino.

Lo scrupolo che manca all'uomo vile e morboso che compiace se stesso perchè c'è chi pecca più di lui. 

In fondo lui non è poi cosi' male, che vuoi che sia fare un po' lo stronzo.                                               

Mica va in giro a spaccare la testa alla gente col martello, lui...

 
 
 

Ciao fratello

Post n°4 pubblicato il 07 Maggio 2013 da pioneerp200

Forse un mattino andando in un'aria di vetro

Forse un mattino andando in un'aria di vetro,arida,
rivolgendomi, vedrò compiersi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro di me, 
con un terrore di ubriaco.

Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto
alberi case colli per l'inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

Eugenio Montale, Ossi di seppia.

CIT. Siamo di fronte a un testo poetico che ha un contenuto indubbiamente filosofico, quantunque espresso attraverso immagini anziché mediante concetti.

Esso descrive infatti una rivelazione, una manifestazione improvvisa del "nulla", del "vuoto", e dunque dell'assurdità dell'esistenza. Il futuro ipotetico ("Forse... vedrò") presenta il "miracolo" (cioè l'epifania del "nulla") come un possibile eppur straordinario evento, che infrange le leggi naturali.

L'"aria di vetro" (cioè così tersa, limpida e secca da sembrare artificiale) indica infatti il carattere irreale di una simile esperienza. La scoperta o l'intuizione del "nulla", del "vuoto", è salutata dal poeta con favore (come "miracolo" appunto) perché corrisponde all'acquisizione della verità contrapposta all' "inganno consueto" (cioè all'apparente realtà delle cose); ma tale scoperta è anche sofferta come spaventosa vertigine:

il "terrore di ubriaco" è infatti l'incertezza terrificante di chi ha perso ogni stabile punto di riferimento. Dopo la folgorazione tornano nuovamente a profilarsi le cose consuete della realtà, "alberi case colli". Ma appunto, se la vera realtà è il "nulla", gli oggetti dell'esperienza non sono che parvenze ingannevoli. Perciò, dopo la miracolosa esperienza, il poeta non può più tornare alla condizione abituale ma illusoria degli "uomini che non si voltano", cioè sono incapaci di porsi i grandi problemi metafisici e non possono, quindi, attingere alla consapevolezza del "nulla".

Tale consapevolezza è per il poeta un privilegio, ma anche una condanna, perché lo obbliga alla solitudine e al silenzio ("me n'andrò zitto"), impossibilitato a svelare il suo "segreto" a chi non potrebbe intenderlo.

 
 
 
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