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vita, morte e miracoli.... sfiga permettendo

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RIFLESSIONI (ad aperta-mente)

Post n°228 pubblicato il 20 Luglio 2005 da MrPixel
Foto di MrPixel

Non sempre il fine giustifica i mezzi. Non sempre la distanza più breve fra due punti è rappresentata da una retta che li congiunge.

Almeno non fra i meandri della mente, e i sentieri del destino.

Geometrie euclidee e falsi proverbi a parte, questa è l'area che scelgo di dedicare a tutti quelli che come me raggiungono i loro obiettivi attraverso percorsi non canonici. Tutto quello che ci è dato di sapere sul futuro è che per definizione non è ancora stato. Non possiamo quindi ricordarlo, ma possiamo soltanto immaginarlo.

Alla base delle nostre ansie c'è la differenza che intercorre fra come ce lo aspettiamo e quello che in realtà sarà. Porsi obiettivi impossibili ci omologa in partenza come perdenti. Porsi obiettivi fin troppo semplici ci pone fra le file degli "accontentabili". Porsi degli obiettivi ambiziosi invece, fa di noi dei leaders. Siccome personalmente non credo affatto al godimento che si dovrebbe trarre dall'accontentarsi, io mi siedo in prima fila, quella degli ambiziosi.

Scelgo così di pagare il prezzo di una possibile delusione, ma fiero d'averci per lo meno provato.

La mia attività di grafico ha conosciuto fasi alterne di gloria e di stasi, entrambe da assimilare a cause indipendenti dalla mia volontà. Non per questo ho mai anche soltanto immaginato di "mollare", magari in favore di un ruolo meno artistico in questa società. Le mie scelte si sono sempre rivelate giuste o quasi, e anche solo per kabala mi piace pensare di poter continuare così.

Qualcuno dice che l'artisticità di una mente è la proiezione delle angosce da essa stessa generate. Che sia. Diciamo che a me può anche andar bene così. Ho molta stima di chi accetta di buon grado i compromessi della vita, perché è mediante questi che ci si costruisce il proprio futuro. Non riesco ad immaginare per me un futuro rivestito di mediocrità, perché non sarebbe in sintonia con i contenuti che mi contraddistinguono. Posso invece figurarmi un futuro d'insoddisfazioni, perché esse sono relative alle mie aspettative. La più elegante delle possibilità è invece rappresentata da una costante alternanza di sensazioni forti e fra loro contrastanti. Per altro sullo stile di quanto è stato fin'ora. Se penso al passato ne ritraggo un'immagine indistinta. Punteggiata dai forti dolori ed esaltata dagli immensi piaceri. Di volta in volta distorta dallo stato d'animo attuale. Esigo un futuro ricco di piacere e mitigato dal dispiacere. O anche l'esatto contrario. Ma mai a se stesso uguale. Questo davvero non lo sopporterei. Mi prefiggo obiettivi di volta in volta sempre più ambiziosi, nutrendomi della speranza di inanellare successi. Spazio ad angosce, ansie e depressioni, se queste sono il prezzo da pagare contro la noia di una vita a metà. Apprezzarmi e accettarmi sono l'uno l'esito dell'altro.

W la vita!

 
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