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Creato da profumo_di_caffe il 14/01/2007
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Visitando Fano
| LE MURA | |||||||||||||
Volute dall'imperatore Augusto nel grandioso progetto di monumentalizzazione della città e completate nel 9 d.C., le mura si conservano ancora oggi per circa i due terzi del circuito originario. La cinta si dirige a nord-ovest dalla porta di Augusto fino a raggiungere la quattrocentesca Rocca Malatestiana. Circa a metà delle mura romane si apre una porta minore di accesso alla città detta porta della Mandria dato che nel passato vi pascolavano le greggi. Aveva la funzione di consentire alla Flaminia di uscire dalla città per dirigersi a nord e raggiungere Pisaurum. | |||||||||||||
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| ARCO D'AUGUSTO | |||||||||||||
fu in epoca romana la principale porta d'accesso alla città. È presumibile che nella Fanum Fortunae esistessero almeno altre due porte: una posta a sud e l'altra, prossima al mare, all'estremità est del decumano massimo. Costruito sul punto in cui la via Flaminia s'innesta nel decumano massimo della città, il monumento si data, tramite l'iscrizione del fregio, al 9 d.C. L'Arco si articola in due fornici laterali minori e un fornice centrale maggiore: la chiave di volta di quest'ultimo e decorata con una rappresentazione d'animale oggi non più riconoscibile. Il corpo base, ancora ben conservato, sosteneva una seconda struttura, ormai andata perduta, che ne costituiva l'attico formato da un porticato in cui si aprivano sette finestre arcuate separate da otto semicolonne. Da notare che, nonostante il nome con cui è conosciuto, tecnicamente non si tratta di un "Arco", ma di una " Porta". | |||||||||||||
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| CARDO E DECUMANO - FLAMINIA | |||||||||||||
evidente: il decumanus maximus (attuale via Arco d'Augusto), prosecuzione urbana della Strada Consolare Flaminia, ed il cardus maximus ad esso perpendicolare, rintracciabile in parte tra l'attuale Corso Matteotti e la parallela via Nolfi. All'incontro di questi assi stradali si troverebbe il foro. Ai due assi stradali principali si affiancano, a distanze regolari, decumani e cardini minori. Ai Malatesti Fano deve anche l'ampliamento della cinta muraria, il ripristino di porte e bastioni e la costruzione dell'imponente Rocca Malatestiana che pur subendo adattamenti e modificazioni, mantenne nel suo complesso la fisionomia originaria di ampio rettangolo fortificato, delimitato da cortine scarpate con robusti torrioni angolari e con il Mastio costruito con la collaborazione dell'architetto Matteo Nuti che ricostruì, dopo la fine della dominazione malatestiana, anche Porta Maggiore con l'adiacente Bastione (che porta il suo nome). Lo spazio di questa opera difensiva fu dal 1933 usato come giardino pubblico (i giardini Roma). ora rudere monumentale privo di copertura, nel sottoportico e li ricomposte nel 1659. Così come appare oggi, il portico è però il risultato di una ricostruzione neogotica, portata a termine nel 1850 dall'ingegner Filippo Bandini. La Tomba di Paola Bianca Malatesti che fu la prima moglie di Pandolfo III è ornata da statuette, mensole, archetti pensili e colonnette tortili a coronamento della immagine della defunta, giacente sul coperchio dell'elaboratissimo sarcofago. Si tratta di un autentico capolavoro della scultura tardogotica d'importazione veneziana, del Maestro Filippo di Domenico. Più modesta la Tomba di Bonetto da Castelfranco, voluta da Sigismondo Malatesti per ospitare le spoglie del suo fedelissimo medico. Sul lato opposto del portale domina la rinascimentale Tomba di Pandolfo III Malatesti voluta dal figlio Sigismondo che affidò con ogni probabilità il disegno a Leon Battista Alberti. Nel corso dei recenti restauri a cui è stato sottoposto l'intero complesso monumentale inaspettatamente ritrovato il corpo mummificato di Pandolfo III. che la Corte Malatestiana è sede durante l'estate di rappresentazioni liriche e di prosa, di concerti e balletti, opere classiche e moderne sulla base di cartelloni ricchi e variati. Dal punto di vista architettonico, malatestiana è solo la parte di sinistra, con l'ampio portico dalle snelle colonne in pietra (i capitelli hanno la caratteristica rosa malatestiana a quattro petali) e le quattro bellissime bifore archiacute in cotto. |
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