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Visitando Fano

Post n°521 pubblicato il 25 Settembre 2009 da profumo_di_caffe
 

LE MURA

Volute dall'imperatore Augusto nel grandioso progetto

di monumentalizzazione della città e completate nel

9 d.C., le mura si conservano ancora oggi per circa

i due terzi del circuito originario. La cinta si dirige a

nord-ovest dalla porta di Augusto fino a raggiungere

la quattrocentesca Rocca Malatestiana. Circa a metà

delle mura romane si apre una porta minore di accesso

alla città detta porta della Mandria dato che nel

passato vi pascolavano le greggi. Aveva la

funzione di consentire alla Flaminia di uscire dalla

città per dirigersi a nord e raggiungere Pisaurum.



Fano Le mura

ARCO D'AUGUSTO


L'arco d'Augusto, da sempre simbolo della città di Fano,

fu in epoca romana la principale porta d'accesso alla città.

È presumibile che nella Fanum Fortunae esistessero

almeno altre due porte: una posta a sud e l'altra, prossima

al mare, all'estremità est del decumano massimo.

Costruito sul punto in cui la via Flaminia s'innesta

nel decumano massimo della città, il monumento

si data, tramite l'iscrizione del fregio, al 9 d.C.

L'Arco si articola in due fornici laterali minori e

un fornice centrale maggiore: la chiave di volta

di quest'ultimo e decorata con una rappresentazione

d'animale oggi non più riconoscibile. Il corpo base,

ancora ben conservato, sosteneva una seconda

struttura, ormai andata perduta, che ne costituiva

l'attico formato da un porticato in cui si aprivano

sette finestre arcuate separate da otto semicolonne.

Da notare che, nonostante il nome con cui è conosciuto,

tecnicamente non si tratta di un "Arco", ma di una " Porta".


Arco D'Augusto

CARDO E DECUMANO - FLAMINIA


Nella pianta attuale della città di Fano e ancora

evidente: il decumanus maximus (attuale via

Arco d'Augusto), prosecuzione urbana della

Strada Consolare Flaminia, ed il cardus

maximus ad esso perpendicolare, rintracciabile

in parte tra l'attuale Corso Matteotti e la

parallela via Nolfi. All'incontro di questi assi

stradali si troverebbe il foro. Ai due assi

stradali principali si affiancano, a distanze

regolari, decumani e cardini minori.


LA ROCCA MALATESTIANA

Ai Malatesti Fano deve anche l'ampliamento della cinta

muraria, il ripristino di porte e bastioni e la

costruzione dell'imponente Rocca Malatestiana che

pur subendo adattamenti e modificazioni, mantenne

nel suo complesso la fisionomia originaria di ampio

rettangolo fortificato, delimitato da cortine scarpate

con robusti torrioni angolari e con il Mastio

costruito con la collaborazione dell'architetto Matteo

Nuti che ricostruì, dopo la fine della dominazione

malatestiana, anche Porta Maggiore con l'adiacente

Bastione (che porta il suo nome). Lo spazio di questa

opera difensiva fu dal 1933 usato come giardino pubblico

(i giardini Roma).



Rocca Malatestiana

LE TOMBE DEI MALATESTA


Le tombe furono trasferite dall'interno della ex Chiesa di S. Francesco,

ora rudere monumentale privo di copertura, nel sottoportico e

li ricomposte nel 1659. Così come appare oggi, il portico è però

il risultato di una ricostruzione neogotica, portata a termine

nel 1850 dall'ingegner Filippo Bandini. La Tomba di Paola Bianca

Malatesti che fu la prima moglie di Pandolfo III è ornata da

statuette, mensole, archetti pensili e colonnette tortili a

coronamento della immagine della defunta, giacente sul

coperchio dell'elaboratissimo sarcofago. Si tratta di un

autentico capolavoro della scultura tardogotica d'importazione

veneziana, del Maestro Filippo di Domenico. Più modesta

la Tomba di Bonetto da Castelfranco, voluta da Sigismondo

Malatesti per ospitare le spoglie del suo fedelissimo medico.

Sul lato opposto del portale domina la rinascimentale

Tomba di Pandolfo III Malatesti voluta dal figlio Sigismondo

che affidò con ogni probabilità il disegno a Leon Battista Alberti.

Nel corso dei recenti restauri a cui è stato sottoposto l'intero

complesso monumentale inaspettatamente ritrovato il corpo

mummificato di Pandolfo III.


Le Tombe dei Malatesti

CORTE MALATESTIANA


Cornice ideale per spettacoli musicali e teatrali, è dal 1954

che la Corte Malatestiana è sede durante l'estate di

rappresentazioni liriche e di prosa, di concerti e balletti,

opere classiche e moderne sulla base di cartelloni ricchi e variati.

Dal punto di vista architettonico, malatestiana è solo

la parte di sinistra, con l'ampio portico dalle snelle

colonne in pietra (i capitelli hanno la caratteristica

rosa malatestiana a quattro petali) e le quattro

bellissime bifore archiacute in cotto.


Corte Malatestiana

 
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