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Castelbellino

Post n°612 pubblicato il 28 Dicembre 2009 da profumo_di_caffe
 


(di Rossano Basili)

http://www.comune.jesi.an.it/informagiovani/castelbellino/immagini/veduta.jpg

Il borgo antico di Castelbellino è un paese piccolo ed accogliente, dove ogni pietra ha un ricordo, ogni strada ha una storia ed ogni angolo una magica sorpresa. Qui è possibile girovagare per cercare ricchezze culturali poco note, affogando il senso del tempo nella suggestione antica di mura potenti, portali severi, colori epaesaggi incantevoli, squisitezze profane come l'odore dei vincisgrassi (tipico piatto marchigiano)che scappa dalle piccole finestrelle scavate nelle mura o il profumo irresistibile del vino Verdicchio che proviene dalle grotte castellane adibite a cantine.
Giunti all'inizio del Paese occorre lasciare la macchina per proseguire a piedi e scoprire alla fine delle molteplici viuzze corte e contorte gli scorci panoramici sulla valle dell'Esino. parallela alla strada d'accesso principale, c'è una tortuosa via in salita che conduce a Piazza San Marco: il centro storico, fatto di vicoli stretti, ripide scalinate suggestive piazzette.
Qui si può ammirare le mura castellane del XV secolo e percorrere un emozionante giro per le vie del borgo antico, che conservano tutto il fascino dei tempi passati.
Alla sommità del castello, una volta attraversato l'antico arco di via Proferno, è possibile sedersi in una delle panchine del giardino, per un posto in prima fila ad ammirare la vallata dell'Esino che vi si spalanca davanti agli occhi. In Piazza San Marco sorge la Loggetta Belvedere, di epoca rinascimentale, un tempo adibita a mercato coperto ed oggi uno degli angoli più suggestivi di Castelbellino: da qui è possibile godere di una vista a perdita d'occhio sulle morbide colline che si accavallano l'un l'altra fino al mare.

 

castelbellino.jpg image by Aislinn_OShea

 

Garibalda

I Garibaldi > Teresa Canzio Garibaldi > I figli di Teresa

www.ereditadigaribaldi.net

Garibalda Canzio, sedicesima ed ultima figlia di Stefano Canzio e Teresa Garibaldi, è nata a Genova il 19 giugno 1886. Fece parte di quel gruppo di figli che visse a lungo, nell'infanzia e nella giovinezza, a Caprera, dove Teresa soggiornò sempre più a lungo dopo la morte del padre, nel 1882, per ritirarvisi completamente negli ultimi anni della sua vita. Francesca Armosino, vedova del Generale, vi soggiornava sempre meno, e Teresa lì si spense il 5 gennaio 1903.
Più di vent'anni separavano Garibalda dal fratello primogenito Mameli. I primi figli di Teresa si allontanarono a 18 anni dalla famiglia, secondo il desiderio del padre, per cercare fortuna all'estero.
I giovani Canzio si legarono d'amicizia con gli ambienti più affini di La Maddalena, le antiche famiglie garibaldine, i visitatori fedeli dell'isola, gli ufficiali della Marina Militare e dell'Artiglieria. Garibalda tuttavia non si sposò. Eppure tutti la ricordano come un'autentica bellezza, la più bella dei figli di Teresa che godevano tutti di prestanza e bei lineamenti. Era alta, snella, e con gli anni acquistò una straordinaria distinzione e finezza dei tratti.
La sorella più vicina a Garibalda era Annita, nata a Genova nel 1879. Essa sposò Riccardo Camerini, che era medico, qualcuno dice dentista, oculista, ad Angius, ma originario di Castelbellino. La madre apparteneva all'antica famiglia Chiodi e ne possedeva il palazzo.
Alcune fotografie ritraggono il dott. Camerini con la moglie e la cognata : amavano anch'esse le partite di caccia, la selvaggia natura gallurese, i cani ed i cavalli.
Quando i Camerini lasciarono la Sardegna e tornano a Castelbellino, Garibalda li accompagnò, ma quando si spostarono di nuovo, lei rimase nella sua città d'adozione.
Viveva con la modesta pensione che lo Stato aveva consentito ad alcuni nipoti di Garibaldi. Si trovò in situazione critica quando, dopo l'8 settembre 1943, furono azzerate tutte le pensioni, ma subito dopo la guerra, poté ritrovare la sua serenità.
Viveva in armonia con la popolazione di Castelbellino, che la ricambiava in affetto, apprezzando la presenza della nipote del Generale Garibaldi. Ebbe particolare affetto per un giovane segretario comunale, Giovanni Caruso, giunto dalla Sicilia, che fondò la sua famiglia a Castelbellino, e ne è sindaco ormai da 28 anni. Egli ha voluto dedicare a " zia Garibalda" una strada della sua città, anche in nome di quella generosità che la portava a distribuire ai bambini o a chi si rivolgeva a lei tutto quello che non le era strettamente necessario, come era costume anche dell'illustre nonno. E' sepolta a Castelbellino, accanto alle famiglie Camerini e Chiodi.
Garibalda Canzio è stata ricordata dalla sua città anche da un bel opuscolo, e da un convegno che si è tenuto il 5 aprile. Al Museo di Castelbellino è stato offerto dal Centro di documentazione sulla famiglia Garibaldi di Riofreddo (Museo delle Culture) una serie d'immagini sulla famiglia di Garibalda Canzio, oltre all'albero genealogico dei suoi, che ne potranno illustrare ed accompagnare la memoria.

 

 
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