Creato da profumo_di_caffe il 14/01/2007
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14 giugno 1972

Post n°2443 pubblicato il 14 Giugno 2016 da profumo_di_caffe

Di anni ne sn passati 44...

ma... anche se avevo poco più di 12 anni

il ricordo rimane sempre ... di quei mesi

in cui... il nostro amico chiamato amichevolemte "Terry"

ci venne a trovare... e nn voleva proprio mollarci...!!!

 

Il 25 gennaio 1972, alle ore 21 circa, un terremoto del 7° grado della scala Mercalli colpì la città di Ancona e molti centri limitrofi.
Ma fu la scossa verificatasi tra il 3 ed il 4 febbraio 1972 che portò alla fuga da Ancona di migliaia di cittadini.
Iniziarono una lunga serie di scosse telluriche che durarono fino al novembre successivo, anche più intense rispetto a quella iniziale: alle ore 21.00 del 14 giugno 1972, per 15 secondi un terremoto del 10° grado della scala Mercalli scosse Ancona. La lunga durata, oltre che l'intensità di questa serie sismica fu disastrosa per la città. Tutti gli edifici, abitazioni, aziende, uffici pubblici, furono lesionati in modo più o meno grave.
Così il capo cronista del Corriere Adriatico di allora, Giovanni Maria Farroni, scriveva: "Nei rioni storici di Capodimonte, San Pietro, Guasco e Porto i crolli sono stati più numerosi; numerosissimi sono gli edifici gravemente lesionati al Piano, al Pinocchio, alle Grazie... una 500 è andata distrutta a causa della caduta della palla di pietra del campanile della Chiesa del Sacramento".
Per mesi le persone dovettero vivere in improvvisate tendopoli e persino nei vagoni ferroviari, la maggior parte delle attività economiche si fermarono, costringendo l'autorità civile a provvedere con sussidi economici alle famiglie, i servizi pubblici si ridussero al minimo, i rioni storici rimasero per anni deserti.
Ricordava il sindaco Guido Monina, nel 1982, decennale del terremoto, illustrando i numeri di quell'evento catastrofico: "Ben 1.453 tende allestite in 56 punti del centro urbano e della periferia... dopo la scossa del 14 giugno circa 30.000 anconetani vivevano sotto la tenda. Altre 8.000 tende unifamiliari furono consegnate ai cittadini e 1.500 persone vennero ospitate nei vagoni ferroviari, altri 1.000 nelle palestre e molti ancora sulla nave Tiziano. Dal 15 al 30 giugno furono distribuiti 200.000 pasti caldi e 15.000 pacchi di cibi freddi".
Fortunatamente non ci furono vittime dirette del sisma, anche se si dovettero registrare decessi causati dai disagi e dallo spavento.
Gli anconetani seppero però risollevarsi dalla grave crisi determinata dal sisma: tutti lavorarono di conserva affinchè si favorisse la rinascita della città. Il principale artefice di questa sinergia fu il sindaco di allora, sen. Alfredo Trifogli. "Vorrei sottolineare - scriveva ancora Monina dieci anni dopo - il rigoroso impegno amministrativo, la grande forza d'animo nonché l'attivismo e la concretezza dimostrati dalla Giunta Comunale di allora, in particolare dal sindaco Trifogli".
Grazie anche ai fondi messi a disposizione dal Governo nazionale con una legge speciale, nel giro di alcuni anni Ancona riuscì a far ripartire l'economia cittadina, a riorganizzare la macchina amministrativa ed i servizi sociali della città ed a ricostruire o ristrutturare gli edifici lesionati.
In particolare vennero risanati gli antichi quartieri del colle Guasco e del colle Astagno, con una programmazione urbanistica che ha saputo ricostruire la città mantenendo intatti i connotati del centro storico e ricreando nuovi contenitori e che ha procurato al Comune di Ancona il premio della Comunità Europea.
La ricostruzione post terremoto è inscindibilmente legata al nome di Giancarlo Mascino, Assessore ai Lavori Pubblici sino al 1974, con il sindaco Alfredo Trifogli, e poi all'Urbanistica, sino al 1985, con il sindaco Guido Monina, per divenire infine Assessore al Porto. Proprio per l'esperienza maturata nel risanamento della città, Mascino venne nominato Vice presidente dell'INU, l'Istituto Nazionale d'Urbanistica. Sarà giustamente lui, nel 1980, a recarsi in Francia a ritirare il premio assegnato al Comune di Ancona. Fu un vulcano d'idee: fece bandire un concorso internazionale di idee progettuali per la ricostruzione di Ancona, tra i quali quello per il risanamento del quartiere San Pietro presentato dall'architetto anglo-svedese Ralph Erskine, ha avuto un ruolo importante anche nell'impostazione della ricostruzione del post frana del 1982 e nell'ideazione dei nuovi quartieri in località Brecce Bianche.
Da ricordare il progetto del porto turistico di Ancona, che Mascino ha sostenuto, difeso e condotto nell'iter amministrativo fino all'appalto. Al suo nome è intitolata la via che conduce al porto turistico.

 

(www.musan.it)

 
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Commenti al Post:
camnisi1943
camnisi1943 il 14/06/16 alle 23:49 via WEB
Ed io che ignaro di tali fatti non ne sapevo poi nulla, mentre è interessante sapere, il 23 11 1980 poi lo avemmo qui da me in Campania, certo che gira ovunque facendo danni e vittime. Ciao carissima amica mia, notte e ciao, Camillo.
(Rispondi)
 
profumo_di_caffe
profumo_di_caffe il 15/06/16 alle 11:32 via WEB
infatti il terremoto di Ancona nn è stato mai molto evidenziato...nn ci sn stati morti e disastri come in Friuli prima ed in Campania poi... il nostro è passato sempre sottobanco... felice giornata...
(Rispondi)
exietto
exietto il 15/06/16 alle 20:43 via WEB
sai che non lo sapevo! nel 72 avevo 5anni, troppo poco. Giustissimo fare questa pagina di ricordi, seppur dolorosi. un abbraccio.
(Rispondi)
 
exietto
exietto il 15/06/16 alle 20:45 via WEB
...domani ci si veste di Rosso, e' il gioco del colored-day del giovedi! ;-)
(Rispondi)
 
 
profumo_di_caffe
profumo_di_caffe il 15/06/16 alle 21:50 via WEB
sì sì... domani rosso fuoco ... ^__^ buona serata...
(Rispondi)
 
 
 
exietto
exietto il 16/06/16 alle 23:28 via WEB
e quindi oggi rosso fuoco? :-))))))))) ... mercoledi prox AZZURRA !
(Rispondi)
 
profumo_di_caffe
profumo_di_caffe il 15/06/16 alle 21:50 via WEB
ancora troppo piccolo... per ricordare...
(Rispondi)
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