Creato da italianinq8 il 07/05/2008

q8 Report

giorno dopo giorno dal q8

 

 

Taxi tour

Post n°226 pubblicato il 21 Maggio 2009 da italianinq8
 

Questo è il mezzo di trasporto prescelto...

sì è un pò malridotto ma è un taxi in via d'estinzione.. presto scompariranno definitivamente queste vecchie chevrolet sgangherate di proprietà di tassisti kuwaitiani..un pezzo di memoria del trasporto urbano che se ne va.. gli altri, quelli che sopravviveranno - sono bianchi, guidati di autisti per lo più indiani o dello Sri Lanka...Il tour virtuale proposto include fermate in luoghi soliti ed insoliti.. un giro-città ad alto tasso di personalizzazione..armata solo di questa..

Questo è il luogo di partenza, perchè è qui che di solito i taxi stazionano.. Safat square, antica piazza di scambi e commercio,

Safat Square

Budai Square è vicina, prima Ahmad al Jabeer St, poi Mubarak al Kabeer St, e ci si siamo..

Budai Square

alla vostra destra la Borsa, ossia Kuwait Stock Exchange per chi fosse interessato a quotazioni ed azioni..

Kuwait Stock Exchange

di fronte la grande Moschea, ma chi avesse necessità di raccoglimento deve provvedere per tempo, perchè ci si può entrare solo su appuntamento e con guida..

Grande Moschea

tutto dritto per Ali as Salem St fino ad arrivare ad al Matabbeh Roundabout, con un'ampia visuale su palazzi vecchi e nuovi..

Al Matabbeh Roundabout

 ci immettiamo sull'Arabian Gulf Road e ne percorriamo il tratto finale..oltrepassiamo Marina Sharq

Marina Sharq

a destra ammirare il dhow harbour con i pescherecci allineati come tanti soldatini...

Dhow Harbour

e alla vostra sinistra Al Babtain Library, la biblioteca della Poesia araba.. niente niente voleste leggere qualche verso..

Al Babtain Library

arrivati a Seif Square, dominata dal Seif Palace.. proseguiamo, sempre dritto...

Seif Palace

un rapido sguardo alla moschea Othman

 Moschea Al Othman

National Assembly

uno sguardo un pò più accurato al palazzo dell'Assemblea Nazionale..per poi svoltare su Soor St.. niente, tutto bloccato per lavori in corso.. si torna indietro.. strade alternative.. alla fine arriviamo a Jahra Gate..

Jahra Gate

dove antiche mura e porte coesistono con moderni grattacieli.. percorriamo Soor Str..

Soor Stret

tra giganti di vetro blu in costruzione  mi fermo davanti questo delizioso vecchio edificio..

è abbandonato, deturpato, ridotto ad un ammasso di spazzatura e detriti..forse una vecchia scuola che meriterebbe più rispetto..

arrivo fino al As Sabah Roundabout.. io e il mio taxi ci immettiamo sulla 30, la Faheheel Expressway, direzione casa...

spero vi sia piaciuto..a pagare la corsa ci penso io...

 
 
 

Acquatico relax

Post n°225 pubblicato il 21 Maggio 2009 da italianinq8
 

Nel giardino islamico l'acqua era elemento fondamentale.. assetava piante e animali, rinfrescava gli animi e dilettava la vista con i suoi zampilli, attraverso una vasca centrale da cui  si diramavano  simmetrici canali radiali..

Corniche a Salmiya - Kuwait city

Il benessere era associato all'acqua.. e anche se sono passati  secoli, l'abbinamento resta tuttora valido..vedi vaschette sul lungomare con panchine coperte per rinfrescarsi e riposare, vedi piscine private nelle ville e  persino nei condominii

 

Dar el Cid a Jabriya - Kuwait city

..vedi vasche e piscine nei centri commerciali dove i gabbiani  vengono ad abbeverarsi, mentre tu ti bevi un caffè..

Al Kout Mall a Fahaheel - Kuwait city

E proprio in quest'ultimi che l'acqua mette in scena il suo spettacolo.. a ritmo di musica  estese fontane si tingono di colori accesi ed esplodono in forme svariate..

Al Kout Mall  a Faheheel - Kuwait city

piramidi, sfere, onde, nastri d'acqua che si sollevano, ricadono, si rigonfiano, quasi ad eseguire un balletto acquatico che incanta magicamente tutti..

Avenues Mall  - Kuwait city

 
 
 

Appuntamento all'Avenues

Post n°224 pubblicato il 21 Maggio 2009 da italianinq8
 

 

Attualmente è in via di completamento la cosidetta fase 2.. ai 150 negozi già presenti, nonchè ristoranti, caffè vari, un ipermercato, l'Ikea, un parco-giochi e vari cineplex.. si stanno via via aggiungendo altri cento negozi e nuovi locali..The Avenues è un colosso commerciale in continuo divenire.. per la fase 3/4, prevista per il 2011, si raggiungerà la cifra di 900.000 mq totali di spazio utilizzato, spunteranno fra l'altro, due hotel, una sala conferenza, un giardino stile oasi, un souk tradizionale arabo e un'area esclusivamente dedicata all'Europa..

Di mattina è quasi desertica, ma la sera questa piazza contemporanea si anima di vita e trovare un parcheggio è un vero terno al lotto.. sin da quando nell' aprile 2007 è stato inaugurato dall'Emiro in persona, è il luogo più frequentato del paese.. la gente staziona, passa o si ferma.. viene qui per mangiare, comprare, curiosare fra le ultime novità, incontrare, vedere, corteggiare..o semplicemente per passare il tempo.. è qui che ci si dà spesso appuntamento, qui che talvolta, fra scarpe e vestiti, spunta qualche mostra d'arte, tradizione e storia..tante le famiglie.. i pargoli possono scegliere fra bowling, parchi-giochi, e cinema per scatenare tutte le loro energie seguiti pazientemente dalle onnipresenti governanti filippine...

La moda italiana è massicciamente presente..showrooms di Versace, Just Cavalli Massimo Dutti, Bertoni, Marella, Max Mara, Missoni. Sandro Ferrone, Alberto Guardiani, Geox, Braccialini, Tosca Blu, Cerruti 1881, Mariella Burani kids, Armani junior, Patrizia Pepe, L'Altramoda, Boggi, Giordano.. ma sono sicura che presto altri si aggiungeranno, d'altronde i posti non mancano e i clienti nemmeno..

Il progetto è stato affidato alla Noor Consultans International, società d'architettura che ha firmato altri prestigiosi edifici in Medio Oriente.. la sagoma ondulata che caratterizza l'intero complesso è stata ispirata alle dune del deserto, anche se a dire il vero, il deserto kuwaitiano è pressochè piatto.. All'esterno aree verdi, alberelli d'ulivo,  fontane illuminate con effetti scenografici e tante vasche di marmo e granito che proseguono anche all'interno, dove,  il fluire continuo d'acqua accompagna il fluire continuo di passanti..

 
 
 

Haute Couture Folies

Post n°223 pubblicato il 20 Maggio 2009 da italianinq8
 

Possono piacere o non piacere ma i loro vestiti non passano certo inosservati.. di pret-à-porter non se ne parla neanche.. tutte e due le stiliste  kuwaitiane dedicano il loro talento all'Alta Moda.. abiti importanti per occasioni importanti, vestiti unici, indimenticabili, irripetibili, pre-zio-si-ssi-mi..

Nili Zahar è una vera sperimentatrice.. le sue creazioni, che lei chiama Avant-guard couture, sono opere d'arte da indossare, più che semplici abiti.. di stoffa ce ne è poca.. è sovrastata, ridotta, dominata da tutt'altro materiali, placche rigide, pietre preziose, piume, nastri,

collezione Nili Zahar P/E 2009 Dubai Fashion Week

taglia, squarcia, ricuce, ci applica sopra tutto l'applicabile e possibilmente anche il non applicabile..

collezione Nili Zahar P/E 2009 Dubai Fashion Week

raggiunge l'apoteosi dell'arricciamento... chi ama l'essenzialità e Jil Sander farà un salto dalla sedia, ma la trovo dotata ed originale..

collezione Nili Zahar P/E 2009 Dubai Fashion Week

scanzonata e provocatoria.. da vedere poi il book fotografico sul sito.. luci teatrali, pose teatrali, scenografie teatrali, abiti teatrali.. modelle che sembrano sexy streghe più che fatine buone..

collezione Nili Zahar P/E 2009 Dubai Fashion Week

www.nili-zahar.com

collezione Haya al Houti New York Fashion Week 2008

Gli abiti con cui Haya Al Houti si è presentata a New York ti fanno sentire sirena anche se non lo sei, ti fanno sentire donna anche se non lo vuoi...ti strizzano e ti fasciano,

collezione Haya al Houti New York Fashion Week 2008

con i loro tessuti lucidi e luccicanti, con i metri di volant e tulle, con argento ed oro in abbondanza, con mezzelune che mettono le curve in evidenza..

collezione Haya al Houti New York Fashion Week 2008

indubbiamente abiti lunari..da indossare anche con la luna di traverso..

collezione Haya al Houti New York Fashion Week 2008

www.hayaalhouti.net

 
 
 

L'arte di esportare arte

Post n°222 pubblicato il 20 Maggio 2009 da italianinq8
 

Miky Fabrega "Black series"

Morta e sepolta ? Macchè.. L'arte Pop è vivissima e, da quando negli anni '60 è esplosa, continua ad attirare artisti e pubblico..ognuno la fà un pò a modo suo, utilizza materiali e tecniche mescolando arte urbana, design, artigianato ed oggetti comuni con un linguaggio immediato, di universale comprensione, di impatto emozionale...

Timothy Berg "Chipwich" - Phil Simmons "Mosque"

La mostra "Exporting Art : una fantasia occidentale" presenta 21 nuovi artisti provenienti, neanche a dirlo, dal continente americano, dal Canada fino al Perù, che esibiscono al pubblico mediorientale un saggio della loro bizzaria fantastica..

C'è chi intaglia a mano forme lignee e poi le colora ad olio come Rachel Beach, chi ricopre di macchie di colore fotografie di persone vere dandogli così nuova vita come Miky Fabrega, chi ripete ossessivamente un logo-nuvola spruzzato con spray fluorescenti come Dan Levenson, chi dipinge oggetti e cose quotidiane prese a caso con senso umoristico come LazerHappy ..

Dan Levenson - Lazer Happy

Chad Curtis " Red Deer"

La tematica ambientale ispira Chad Curtis che con l'uso di materiali lucidi e colori brillanti -anche se artificiali- esprime in senso ottimistico il difficile rapporto fra uomo e natura..Karlos Carcamo  indaga il mondo del rap, la cultura Hip Hop con tutti i retroscena di violenza e ricchezza esibita, mente Philip Maberry gioca a fare il bambinone, creando pupazzi divertenti che sembrano uguali uguali a palloncini per bambini ed invece hanno tutta una loro pesantezza, visto che sono in ceramica..

Jesse Small "Ghost Bubbles"

C'è chi  immortala semplici lavoratori in costume da supereroe mentre svolgono la loro attività..vale a dire eroismi quotidiani -come la fotografa Dulce Pinzòn, mentre Greg Stewart interseca e sovrappone su carta sagome di oggetti, mobili, mezzi di trasporto, masserizie.. un suo modo fantastico di risovere il problema della migrazione umana..il portoricano Milton Rosa-ortiz crea sculture aeree, strutture filamentose con oggetti disparati ma fortemente simbolici come bossoli di proiettile..

Jesse Small "Chandelier"

la "Moschea" di Philip Simmons, in resina colorata è una via di mezzo fra i Taj Mahal e il logo della Walt Disney.. con in mezzo un grosso buco della serratura..quasi un' icona voyueristica ?

Reinaldo Sanguino "Ceramics crown"

Il venezuelano Reinaldo Sanguino con le sue corone ceramiche fà il verso alle maestà europee,  ed anche alle corone di miss Universo, tanto ambita dalla donne del suo paese..  quella  maestosa colata lucida, nera, che le ricopre è un richiamo al petrolio, ricchezza primaria del Venezuela.. Sarà per il regal richiamo, sarà per quel nero prezioso..  il terzetto è piaciuto così tanto da andare a ruba.. vendute tutte e tre..

in mostra presso la Al Sabah Art and Collection - Kuwait city, fino al 3 giugno

www.alsabahcollection.com

Special Thanks to Mrs. Sheeba Madan

 
 
 

Miracoli botanici

Post n°221 pubblicato il 20 Maggio 2009 da italianinq8
 

Haplophyllum tuberculatum

Sono per lo più Cariophillaceae, Compositae, Poligonaceae, Leguminosae, Cistaceae, e anche un pò Chenopdiaceae..

Rumex vesicarius

sono le intrepide piantine, arbusti, alberelli che crescono nel deserto del Kuwait..per poterlo fare, ognuna ha elaborato una propria strategia di sopravvivenza..

Gynandris sisyrinchium

Fagonia brughierii

 chi si fa crescere delle spine lungo i rami, chi striscia sulla sabbia, chi  ha assottigliato le foglie fino a farle diventare spaghi, chi le ha trasformate in moncherini, chi le ha eliminate del tutto..

Anisosciadum lanatum

Pulicari undulata - Cardus pycnocephalus

 specie vegetali che hanno pure il coraggio, in primavera, di fiorire, colorando così per una breve stagione, queste lande desolate..

Teucrium baccatus

Aelorupus lagopoides - Tribulus terrestris

 certo.. non si può dire che siano belle ma sono un miracolo di Madre Natura.. che nella sua lungimiranza ha pensato un pò a tutti..

Anabasis setifera - Aaronsohnia factorovsky

Gagea reticulata

agli animali .. in quanto offrono ombra e riparo ai piccoli uccelli, roditori e rettili, diventano pasto per le greggi di pecore, capre e cammelli,

Ranterium epapposum - Mangrovia Avicennia germinans

Calotropis procera

e agli uomini.. i beduini le usavano come combustibile, medicine e tinture..

Prosopis farcta

 
 
 

Fiocco blu..

Post n°220 pubblicato il 19 Maggio 2009 da italianinq8
 

Nati da poco e già si fanno notare..

in procinto di nascere con ancora addosso un film protettivo,

ancora in gestazione con la struttura scheletrica a vista...

l'edilizia cittadina in questi ultimi anni, mesi, giorni è diventata sempre più prolifica.. la prole - di grattacieli s'intende - cresce a vista d'occhio.... ecco alcune creature di recente apparizione..

Vivissime congratulazioni ai genitori..ops.. agli architetti-creatori..

 
 
 

L'avventuriero ed il re

Post n°219 pubblicato il 19 Maggio 2009 da italianinq8
 

Era il 10 gennaio 1914 quando il Cap. William Henry Shakespeare ricevette l' importante risposta che stava aspettando.. viveva già da 5 anni in Kuwait, dove era stato nominato nel 1909 Agente Politico Britannico e da tempo coltivava un progetto ambizioso - di cui- scriverà.. i rischi e la spesa saranno interamente miei, mentre dei vantaggi e risultati ne godrà l'Inghilterra..": l'idea era quella di attraversare la penisola arabica partendo dal Kuwait per raggiungere Aqaba sul Mar Rosso..esperto conoscitore del deserto, che aveva avuto modo, negli anni passati di esplorare, era anche un valente fotografo, botanico, geografo.. con una passione sfrenata per l'avventura..

Il cap. W.H. Shakespeare in divisa (Bengal Lancers)

Era nato a Bombay nel 1878, aveva studiato in un collegio militare ed era entrato nell' Indian Army.. successivamente trasferito al Dipartimento Politico Indiano, venne inviato, giovanissimo -aveva appena 25 anni - come console Indiano a Bandar Abbas (stretto di Hormuz)..Nel 1907 intraprese un rocambolesco viaggio in auto via Persia e Turchia per arrivare in Inghilterra, al rientro del quale fu inviato in Kuwait. Qui nel 1910 ebbe modo di incontrare per la prima volt Abd-al Aziz, che sarebbe poi diventato il fondatore dell'Arabia Saudita. In Kuwait fece più volte giri nel deserto con la sua auto, si comprò un falco per cacciare, mappò le vie dei beduini e scattò  fotografie  con una Enginette ed una Panorama-Kodak, macchine di legno, allora all'avanguardia in fatto di portabilità..

Esercito di Abdul Aziz in marcia vicino Thaj, Arabia orientale, 1911

In Kuwait conobbe e frequentò  i medici della Missione americana che stava sorgendo, il dott. Harrison e i coniugi Calverley, che, essendo gli unici occidentali  presenti, si cambiavano inviti per cene formali in tanto di tight..I rapporti con l'allora sheikh del Kuwait Mubarak al-Sabah, non iniziarono nel migliore dei modi, ma presto Shakespeare seppe conquistarsi la sua amicizia e fiducia, tanto da  farsi presentare Abd' al Aziz .. Costui rimase sorpreso dalla sua conoscenza del deserto e dell'arabo.. era anche un eccellente cavaliere, tiratore e sapeva andare bene anche a su cammello..

Abdul Aziz con lo sheikh del Kuwait Mubarak al Sabah

i loro incontri successivi furono solo ufficiosi, poichè la Gran Bretagna aveva optato una politica di non intervento nella lotta fra Turchi ed Arabi per il predominio in Medio Oriente..  ben presto fra i due si creò  un rapporto di stima e rispetto reciproco molto profondo..

Abdul Aziz 1910

Nel frattempo Shakespeare continuava i preparativi per la sua spedizione e finalmente nel febbraio del 1914 partì dal Kuwait.. raggiunse dapprima Majma'ah, poi Riyadh, dove Abdul Aziz lo accolse benignamente, poi attraversò il deserto di Nafud per arrivare ad Al-Jafw. Da qui proseguì fino a raggiungere, dopo 111 giorni di viaggio e 1800 miglia percorse, il Cairo. I dati geografici da lui accuratamente raccolti vennero poi utilizzati dal Dipartimento Georafico Militare Inglese e la collezione di piante pressate andò al Natural History Museum..

Abdul Aziz con il fratello Saad - 1911

Con lo scoppio della 1° Guerra Mondiale gli interessi inglesi cambiarono.. l'alleanza Turchia-Germania era una minaccia per il controllo del Medio Oriente e l'imperativo era adesso quello di supportare Abdul Aziz nelle sue mire espansionistiche a danno degli Ottomani..il cap. Shakespeare venne inviato a mediare.. Nel 1915 a fianco del suo amico arabo, decise di assistere allo scontro di Jarab, contro le truppe del capotribù rivale Ibn Rashid,  e venne ferito a morte.. il suo elmetto penzolerà per giorni sulla porta principale di Medina come prova dell'alleanza fra Abdul Aziz e gli Inglesi...

lapide commemorativa

Anni dopo, nel 1928, Abdul Aziz dirà con enfasi ad un altro comandante inglese che " il capitano Shakespeare era stato il più grande inglese che avesse mai conosciuto..", ma il suo ricordo venne eclissato dalla fama e dalla storia di un altro suo connazionale, T.E. Lawrence,  e Shakespeare venne ben presto dimenticato.. In Arabia, presso le tribù e la famiglia reale rimane ancora oggi un mito, che, dice un pronipote di Abdul Aziz, "non solo deve essere ricordato, ma ricordato con affetto.."

Di lui ci rimane un interessante ed ampio archivio di fotografie di luoghi, comunità, persone che non sarebbero state più fotografate per decenni..

 
 
 

Canta che ti passa..

Post n°218 pubblicato il 18 Maggio 2009 da italianinq8
 

Ogni occasione era buona.. sia che si stesse calafatando uno scafo, scaricando delle merci, o riparando delle reti, qualunque attività lavorativa veniva scandita dal ritmo di una canzone.. ogni mestiere aveva le sue, del tutto specifiche.. L'economia del paese, nell'era pre- petrolio, si basava esclusivamente su attività legate al mare.. ed è per questo che sono queste categorie ad aver sviluppato l'arte del canto.. Al Fan al-Bahri..

quadro di Abdul al Rasheed

La musica in pieno oceano aveva numerose valenze, psicologiche, emozionali ma soprattutto pratiche.. ad un cenno del capitano, il naham (cantante-musicista professionista di bordo) intonava un particolare canto e l'equipaggio sapeva immediatamente cosa fare.. era un 'alternativa al dare ordini diretti.. per ogni lavoro da svolgere c'era una canzone .. si chiamavano  Yamaal (canzoni di lavoro).. quando si spingeva la nave in mare (Sangeen), quando si remava, quando si dovevano orientare le vele, quando si doveva trascinare la barca verso l'ancora (al-Dawwari)..tutte operazioni che richiedevano grande sforzo e lavoro sincrono.. il ritmo delle canzone dava il giusto ritmo e permetteva loro, emettendo un verso- grugnito simile a quello del cammello con un' espirazione, di regolare la respirazione e fare una piccola pausa..

Rientro dalla pesca a Fahaheel

Le canzoni celebrative ((al-Uns, che significa letteralmente felicità)  avevano luogo in particolari momenti della vita a bordo..quando si era fatta una buona pesca, di pesce o di perle (Naggazi), quando di sera ci si rilassava durante i lunghi viaggi in India o Sud Africa (Samri), quando si preparava la nave per il rientro a casa e infine quando si arrivava sani e salvi a terra..i marinai sedevano in due file ai lati, il naham intonava i primi versi ripetuti in coro, alcuni si alzavano e si muovevano al ritmo di tamburi (tabl Bahri) e delle battute di mani sincronizzate (sharbukka)..

dhows a Sharq

La prima canzone del mattino era invece un'invocazione a Dio.. "Oh benedetto mattino, che oggi possa essere un giorno fortunato, O Dio, ti chediamo di perdonare i nostri peccati, noi che ci rivolgiamo sempre a te, la tua grazie è illimitata, dacci la tua benedizione e proteggici". Dopo le preghiere della sera il naham intonava questo canto " Oh Dio, rendi le nostre vite facili, fà che le ricchezze vengano a noi, così possiamo dare buone notizie alle nostre famiglie e ai vicini"..

Dhow in secca a Manama - Bahrain

Ancora oggi in Kuwait c'è chi canta queste canzoni..l'Amari Band, la Mayouf Band e la Bin Hussein Band, quest'ultima fra le più antiche del Golfo..propongono tutto il repertorio del Al Fan al-Bahri. Nate con lo scopo di intrattenere privatamente i membri delle diwaniyas delle famiglie mercantili più in vista, adesso cantano per riallacciarsi alle tradizioni, farle conoscere ad un pubblico più ampio, cimentare lo spirito collettivo ed intrattenere le famiglie kuwaitiane..

d'altronde si sa.. cantare scaccia i pensieri ..

 
 
 

Le 4 del Parlamento

Post n°217 pubblicato il 18 Maggio 2009 da italianinq8
 

Ce l'hanno fatta..

quattro candidate hanno vinto e sono state elette durante le recenti elezioni politiche (16 maggio) in Kuwait.. naturalmente la notizia è apparsa nei titoli di testa di tutti i principali quotidiani e nei blogs..

donne al voto- elezioni 16 maggio 2009

"Quattro donne hanno scritto i loro nomi nei libri di storia, diventando le prime donne a conquistare un seggio nell'Assemblea Nazionale dopo 47 anni dalla sua creazione: Maasouma Al-Mubarak, Aseel Al-Awadi, Rula Dashti e Salwa Al-Jassar hanno ottenuto una fantastica vittoria, al di là delle più ottimistiche previsioni, la Mubarak e l'Awadh arrivando al primo e secondo posto nei rispettivi distretti elettorali, la Dashti al 7° e la Jassar al 10°.

donne al voto- elezioni 16 maggio 2009

Tutte  si sono laureate in Università americane, con dottorati in Scienze politiche, Filosofia politica, Economia ed Educazione. Tre di loro sono docenti pressi la Kuwait University, mentre la Dashti è stata la prima donna a diventare capo della Kuwait Economic Society.

Masoouma Al- Mubarak

L'Emiro Sheikh Sabah Al-Ahmad Al-Sabah  ha così commentato : "Sono davvero compiaciuto del grande risultato ottenuto dalla donne del Kuwait e del loro successo nelle elezioni". Il Principe ereditario ha inviato un messaggio analogo. "Questa è la volontà di cambiamento del popolo kuwaitiano- dice la Mubarak - Noi speriamo che tale risultato porterà stabilità politica ed aiuti la tanto desiderata cooperazione fra parlamento e governo".

Aseel Al Awadi e supporters

Le sue supporters l'hanno festeggiata con fuochi d'artificio e l'hanno condotta in trionfo in una parata di auto per le vie della città, come si usa fare solo per i matrimoni. La 62enne insegnante di Scienze Politiche, che un tempo lamentava  di non poter votare, mentre ciò era permesso ai suoi studenti maschi, ha raccolto il maggior numero di voti nel suo distretto.." (Da Kuwait Times, 17 maggio 2009) 

 
 
 

Mutazioni femminili

Post n°216 pubblicato il 17 Maggio 2009 da italianinq8
 
Tag: arte, Kuwait

Le sue eroine provengono da altre dimensioni ...

La Donna mutante si ciba di fiocchi d'avena e caffè, vive all'interno di una navicella spaziale  o diuna cella/appartamento del futuro..ha un mappamondo, cubico però... perchè viene dal pianeta Cubicon, accompagnata dal suo robot-caffettiera..

L'Avvenenti Gipsy  incorpora strade, case, auto, treni.. quasi una torre di babele stradale con tornanti cuciti addosso come fossero una gonna.. le piccole case sembrano cubi di cartone con piani sovrapposti, sfalsati, postati..e lei sembra sopportare bene tutto questo peso...

La Donne-pesce vive nel sua antro sottomarino..è una sirena moderna che ascolta la radiolina, legge il giornale e guarda il Tg subacqueo.. tiene però sadicamente un omino in ammollo nella vasca dei pesci..per non dimenticarsi da dove viene si è circondata dei suoi amici pesci, fari, oblò, barchette, salvagenti, mappe nautiche..

Un senso di decadenza pervade oggetti e figure.. squarci alle pareti e sui vestiti, vetri rotti tenuti da cerotti... anche le donne sembrano cadere a pezzi con lembi di pelle staccata.. le scene tradiscono un horror vacui, sono traboccanti di oggetti vari.. da quelli  noti ma decontestualizzati a quelli non identificati, nati dalla fantasia dell'autore..

Chi c'è dietro a tutto questo ?  si chiama Ahmed Al Refaie, ha 22 anni, è Kuwaitiano, sta studiando all'Università e presto si diplomerà in Letteratura Inglese .. Gran fanatico di oggetti ipertecnologici- più sono iper e più gli piacciono- usa per le sue opere Photoshop CS3

Non accetta la tendenza del pubblico a snobbare l'arte digitale rispetto all'arte tradizionale..ci vogliono tecnica, passione e tante ore di lavoro anche per realizzare questi piccoli capolavori, che ora sono diventati stampe, borse, tazze, t-shirts.. tutto in vendita su

www.owaikeo.com

 
 
 

Le bianche colombe del deserto

Post n°215 pubblicato il 17 Maggio 2009 da italianinq8
 

Secondo un'etimologia, la parola Beduino deriverebbe dal fenicio arcaico e significherebbe Be (bianca)-douim ( colomba)..ma se si pensa alla crudeltà e durezza della vita nel deserto, alle  leggi e ai codici d'onore delle tribù ed allo spirito guerresco che da secoli ha permesso loro di sopravvivere.. il nome suona un poco strano..

Lawrence d'Arabia ne "I Sette Pilastri della Saggezza" annota : ".. I costumi dei Beduini erano duri, anche per chi c'era cresciuto in mezzo, e terribili per gli stranieri : una morte in vita"...una vita spartana, ridotta all'essenzialità, basata su poche regole, ma rispettate da tutti.. molto forte il senso collettivo, di appartenenza ad una tribù, ad un clan, ad una famiglia..legami spesso di sangue, saldati con matrimoni fra consanguinei, per lo più cugini..lealtà alla tribù innanzitutto, ubbedienza, generosità. ospitalità, onore e vendetta..

le tribù beduine del Kuwait si chiamano Subay, Al-Duwasir, al-Awazem, Bani Rasheed, Makki, Muttair, Al-Rashydah, Bani Khalid.. e anche fra i beduini ormai urbanizzati il tribalismo è ancora molto forte.. lo si vede soprattutto durante le elezioni politiche.. si vota per il rappresentante della propria tribù, per gli interessi della tribù, per le esigenze della tribù..l'interesse per il paese in tutto ciò c'entra ben poco...tutti sono discendenti da una qualche tribù, anche la famiglia reale, ma la società kuwaitiana è fortemente settaria e fra una tribù e l'altra ci sono grandi differenze..

Ancora di più ce ne sono fra i beduini ormai naturalizzati kuwaitiani, e i cosiddetti "Bidoon", beduini senza cittadinanza.. secondo una ricerca di istituzioni umanitarie fino all'anno scorso ce ne erano ben 80.000 nel paese..un caso dolorso, una situazione insostenibile.. persone senza identità, senza nazione, senza diritti.. nessun supporto o aiuto da parte del governo.. i bidoon vivono poveramente ai margini della ricca società kuwaitiana a causa di una legge del 1959.. solo chi poteva dimostrare di aver vissuto in Kuwait prima del 1920 poteva ottenere la nazionalità.. la mancanza di confini certi, il nomadismo e l'analfabetismo hanno peggiorato una situazione già di per sè molto confusa.. in quell'anno funesto venne persino eretto un muro per separare quelli dentro la città da tutti gli altri fuori,  i senza patria..

Ironia della sorte.. la maggior parte di loro erano militari che avevano combattuto per il Kuwait, successivamente estromessi dalle forze armate..documenti, assistenza sanitaria, scolarizzazione, assunzioni lavorative.. a nulla hanno accesso e vivono come tanti fantasmi..Le autorità ogni tanto si risvegliano dal torpore e tentano una qualche soluzione al problema, anche per le numerose proteste delle generazioni più giovani stanche di tale discriminazione, supportati , fra l'altro, da organizzazioni come il KBHRO (Kuwait Bidoon Human Rights Organisation)..

Ci aveva visto giusto Wilfred Thesiger, quando, nel 1959,  a dieci anni dal suo ultimo viaggio nell'Empty Quarter già così scriveva :

"..Nel deserto avevo trovato tutto ciò che chiedevo; sapevo che non lo avrei mai trovato di nuovo. Ma non era soltanto questa pena personale che mi affliggeva. Sapevo che i bedu coi quali avevo vissuto e viaggiato, e in compagnia dei quali avevo trovato la serenità, erano condannati.Qualcuno sostiene che si troveranno meglio quando avranno scambiato le avversità e la povertà del deserto con la sicurezza di un mondo materialista. Ma io non ci credo. Sempre serberò la memoria di tutte le volte in cui mi sono sentito umiliato da quei mandriani illetterati che possedevano, in misura tanto più grande della mia, generosità e coraggio, resistenza, pazienza e spensierata cavalleria. In mezzo a nessun altro popolo ho mai avvertito lo stesso senso di inferiorità personale... Sapevo che per loro il pericolo si trovava non nelle avversità della loro esistenza, ma nella noia e nella frustrazione che avrebbero provato se ci avessero rinunciato. La tragedia era che la scelta non sarebbe stata loro; forze economiche al di là del loro controllo li avrebbero alla fine spinti nelle città ad aggirarsi agli angoli delle strade come "manodopera non qualificata"..(da W.Thesiger "Arabian Sands")

*tutte le fotografie sono di Verity Cridland.. Beduini del Kuwait negli anni '60

 
 
 

Tradizioni al muro..

Post n°214 pubblicato il 17 Maggio 2009 da italianinq8
 

La vita nella Kuwait pre-petrolio in 100 metri.. immagini che scorrono come su una pellicola  lungo il marciapiede deserto.. questo il bel mural a Hilalli Streetl con l'orlo smerlato che evoca antiche costruzioni..

Un viaggio a ritroso nel tempo che parte dal deserto.. un accampamento di beduini, con tende e capre al pascolo

mentre una cammella allatta il suo cucciolo..altri viaggiano in carovana verso la città..

varcate le mura, il souq coperto dove scambare le merci, al riparo dal sole, le diwaniyas dove chiaccherare..

chi vende cibo, chi vende fumo..

e mentre i bambini giocano..

e  i vecchi si riposano..

sull'arenile è tutto un fervore di attività.. le donne lavano i panni, i marinai assemblano le vele..

i pescatori riparono le reti e le trappole per pesci, i carpentieri costruiscono le navi..

navi che poi veleggiano in mare aperto..finchè all'orizzonte si vede la nuova città che è sorta..

con i suoi monumenti-simbolo, con i suoi grattacieli finti e quelli veri sullo sfondo..

 
 
 

Geometrie Sixties/Seventies

Post n°213 pubblicato il 17 Maggio 2009 da italianinq8
 

Appena le vedi è un tuffo al cuore.. con quei muri scrostati, quei colori sbaiditi da troppo sole, quelle decine di cavi oscillanti.. e pensi .. un'altra bruttura architettonica.. e invece dovevano essere case sperimentali per quei tempi, innovative e modernissime..

 

sono grandi scale digradanti verso il cielo, con fianchi a bande colorate dalla tonalità più scura a quella più chiara.. verde, marrone e blu.. che sorgono - non si ancora  per quanto- nel quartiere di Sawaber.. e a forza di guardarle riescono quasi a convincerti...

La sede della Gulf Bank più la guardo e più mi sembra una tela grezza, tipo iuta a trama grossa, grezza.. ed anche il colore me la ricorda un pò.. una trama però come zoomata, ingrandita a dismisura.. sia che la guardi da Otman St. con il naso all'insù, o che sbirci con la coda dell'occhio da Mubarek al Kabeer St. è comuque un divertimento oculare..

Tanti i palazzi sorti negli anni'60-'70.. riconoscibili nei volumi squadrati, alleggeriti da decori stilizzati esclusivamente geometrici ma ipercreativi..edifici nati in pieno boom del petrolio, in un clima dove dominava la volontà di modernizzare velocemente il paese..

Kuwait city nel 1964

l'architettura fu lo strumento per  esprimere l' ambizione e l' esigenza di una maggiore attualità, di un'adesione all'internazionalità.. bisognava pertanto adeguarsi agli stilemi, materiali, idee  più all'avanguardia, mettersi al passo con i tempi, al passo con il mondo..

Il Palazzo della Municipalità è un degno rappresentante di questo fenomeno..costruito alla fine degli anni'70, su imitazione di un progetto di, nientemeno che, Le Corbusier, a Brasilia..è composto da tre edifici identici che altro non sono che scatole di vetro collegate fra loro.. l'uso delle mura di vetro fu una vera innovazione per il Kuwait, tanto che i padri portavano con orgoglio i figli a vedere questa "meraviglia" futuristica..

L'uso di mattonelle colorate a scopo ornamentale è un elemento che connota il gusto architettonico Seventies.. La sede del NCCAL (National Council for Culture, Arts and Letters) è del tutto anonima e grigia se non fosse per una bella fascia decorativa che si snoda, come un nastro  in facciata ..

 Emergono colombe, navi, aeroplani, cavalli, persone, automobili, aerei da questo puzzle che più che di ceramica sembra fatto di cartoncino lucido..

Anche questo magnifico lavoro ad incastro sui toni del blu, sempre con mattonelle ceramiche, rende tale unità abitativa, ormai in procinto di essere demolita, un bel saggio di ornato anni '70 meritevole, a mio avviso, di maggiore considerazione..

ma ad un suo imminente restauro... ci credo poco...

 
 
 

Gli affari del Venerdì..

Post n°212 pubblicato il 16 Maggio 2009 da italianinq8
 

Almeno una volta bisogna pur andarci..  a dare un'occhiata, a smistare alacremente fra la roba usata..quasi a cercare un tesoro, l'Affare...il Friday Market, mercato nazional popolare del Kuwait è il regno della seconda mano - che forse è anche terza o quarta a ben guardare.. -

qualunque cosa  puoi trovare e a basso prezzo la puoi pagare...dalle borse di plastica alle teiere sbrecciate, da scarpe malridotte a vestiti da donna simil-circensi, ma anche maschere yemenite, oggetti tessili beduini, lampade di Aladino ..

e poi qualche oggetto di antiquariato vero e presunto tale, vecchi rosari plasticosi, piante-albero artificiali..

ma anche tappeti acrilici da preghiera, mobili, cuscini e copriletti made in China, ottoni a più non posso, cianfrusaglie, bijoux etnici, profumi ad alto tasso d'imitazione..

accovacciati i presunti acquirenti si accalcano su elettrodomestici usati, bottiglie di coca-cola vuote (???), strumenti per il faidate e  valutano, soppesano, contrattano...

portantini in tuta da lavoro  e carriola girano senza posa in attesa di essere chiamati..

Consogliabile andarci più volte, e sempre, armati di una buona dose di pazienza e curiosità..

 
 
 
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