Pensieri ed emozioni

Pensieri ed Emozioni in musica

 

 

Grazie a chi mi ha accompagnato in quest'avventura del blog!

Post n°101 pubblicato il 06 Giugno 2013 da Diadhuit

Ed è così che termino quest'esperienza del blog, non trovandola più stimolante né avendo molto tempo alla fine per postare qui la musica, forse complice anche facebook che già di suo mi fa perdere tanto tempo.

Beh, non c'è molto da dire, d'altra parte non mi pare ci siano persone che mi abbiano seguito nonostante le mie intermittenze e non deve essere certo una colpa per loro, siamo esseri umani, gli impegni ci dominano e l'affetto si coltiva, perciò raccolgo i frutti di quanto scarsamente ho coltivato, ad ogni modo, mi va di ringraziare chi mi ha seguito finché ha voluto e potuto e chi passa anche solo per leggere e ascoltare un'ultima canzone.

A te che passi di qui, ti auguro una vita stupenda e la consapevolezza delle tue possibilità, per cercare di rendere la tua vita all'altezza della tua immaginazione, certo non sarà possibile trasformare la realtà in quella del sogno, ma ti puoi avvicinare molto ed è quello che succede quando lasci che i sogni ti guidino e semplicemente accetti di fare tentativi.

Felice vita! ;)

 

 

 
 
 

AUGURIIIIIIIII!

Post n°100 pubblicato il 24 Dicembre 2012 da Diadhuit

Approfitto di questo spazio per fare gli auguri di buon Natale a tutti i miei amici bloggers e anche a chi si trova di passaggio qui

AUGURIIIIII FELICISSIMI !!!!!!

 

 
 
 

Hamza Namirah

Post n°99 pubblicato il 23 Settembre 2012 da Diadhuit

Allora gioventù, non c'è molto da dire, purtroppo tra una settimana riprenderò i corsi all'università e quest'anno mi vedrà particolarmente impegnato ragion per cui immagino che i miei interventi saranno veramente sporadici, per quanto riguarda invece il racconto non ho abbandonato l'idea di scrivere il seguito che sicuramente ci sarà ma probabilmente non troverà qui spazio bensì diventerà un ebook, scaricabile gratuitamente (anche perché chi volete che lo compri mai?  ).

Detto tutto, vi lascio un po' di buona musica e spero di ritrovarvi presto!

ياما نفسي أعيش انسان قلبه على كفه
Oh how I wish to live like a human being who carries his heart in his hand
كل اللي بردانين ف كفوفه يتدفوا
All those feeling cold would find warmth in the palms of his hands

يضحك يضحّك خلق الله
When he laughs all of God’s creation laughs
يفرح يفرّح كله معاه
When he’s happy he makes everyone else happy
إنسان جواك وجوايا


A human being inside you and me
إنسان له حلم له غاية
A human being who has a dream and an aim

اللي معاه على طول مش ليه
He’s always giving away everything he has
ولا حتى روحه ملك إيديه
And he doesn’t even own his own spirit
جواه في قلبه ونن عينيه
Inside his heart and in the depths of his eyes
شايل أمل وشروق وحياة
He carries hope, sunrise and life

إنسان بيحب ولا يكره
A human being who loves and never hates
إنسان شايل أمل بكره
A human being who has hope for a better tomorrow
بيبان في الشدة ويطمّن
He appears in the midst of hardship and reassures others
ولا خان ولا عمره هيخوّن
Never has he betrayed nor will he ever accuse anyone of treason

 

 
 
 

Ancora Capitolo I

Post n°98 pubblicato il 07 Settembre 2012 da Diadhuit

Eccolo qui fra le mie braccia, resto estasiato, rapito da questa creaturina che si guarda intorno, come se l'avessero catapultata di punto in bianco in un luogo estraneo, forse freddo e un po'troppo colorato, chissà - Non temere piccolo mio, ci sono io qua, forse il mondo ti fa un pò paura, perché non lo conosci e se posso confidarti un segreto, io ci vivo da un po' e ancora non riesco a capirlo veramente, certe cose sono intuitive, per altre devi faticare non tanto per provare a comprendere il senso, ma è sfuggevole, non resta che sperare in una illuminazione, ad ogni modo sappi che nonostante ciò, sarà per te l'abitudine, perciò non preoccuparti, saprai cavartela e sarai felice - Questa giornata fa a pugni con il mio umore, ospito un sole caldissimo nel cuore mentre il cielo sembra incupirsi, le nuvole si ammassano e una pioggia leggera sembra decisa a pulire la città.
E' un attimo, un flash nella mente, quella pioggia ha aperto una porta e sono finito lontano, perso nei ricordi.
Era il 7 giugno del '67, si era in campagna dai miei cugini ad Amman, pioveva come oggi, la malinconia iniziava a diffondersi nell'aria e nemmeno il calore delle nostre famiglie riunite riusciva ad attenuarla; era giunta notizia della guerra, cosa che ormai non ci sorprendeva più, la mia terra l'ha praticamente vissuta fin dai tempi antichi e ancora non riesce a liberarsene.
Ricordo che tutto sembrava morto oltre quelle vetrate, non si poteva andare fuori a giocare, far volare gli aquiloni, nemmeno nei cimiteri, posti più tranquilli per accogliere noi, con la nostra voglia di svago, di gioco e di sogno. Gli aquiloni ci facevano sentire liberi, il vento c'era e ci avrebbe senza dubbio favorito, solleticava le foglie dei mandorli, splendidi con il loro candore, stonavano piacevolmente con l'atmosfera lugubre.
Ricordo la faccia impensierita di papà per suo fratello in Hebron, in attesa di una telefonata rassicurante che tardava ad arrivare, furono momenti terribili finché giunsero le notizie attese, Nasser, suo fratello, aveva lasciato la città ed era con la sua famiglia, moglie e tre figli, al sicuro.
Vidi il volto di mio padre accendersi, risollevato, ora quello scenario dalle tinte cupe lì fuori, sembrava avere attenuato la sua tremenda suggestione, un allegro vociare si diffondeva per la casa, erano Ibrahim e Mahmoud che giocavano a rincorrersi, guardie e ladri, non consapevoli di un mondo che cambiava, l'ingenuità li salva, mentre Farah se ne stava in disparte, a pensare con lo sguardo dolce perso all'orizzonte, probabilmente immaginando il ritorno del fidanzato, stringeva tra le mani una lettera, non sembrava recente ma doveva essere importante.
Io accesi la radio, almeno ci provai, ma niente, nessuna stazione era raggiungibile, talvolta qualche notizia emergeva dall'interferenza, mentre mamma e zia preparavano il Maqlube, per darci da mangiare e non pensare a come sarebbero cambiate le cose, mentre il nonno sul divano metteva mano al suo "tesoro", una scatola rettangolare di ricordi, con l'ammaccatura su di un lato e un po' di ruggine sui bordi inferiori, era bella e antica, al suo interno tantissime foto, alcune ingiallite e malandate, altre straordinariamente ben conservate.
Ho visto il nonno immobile, sospeso nel tempo, appeso al ricordo di una foto, mentre una lacrima si faceva strada tra le sue rughe. A liberare il nonno fu un rumore, Mahmoud veloce come una gazzella ma un po'impacciato, inciampò nel piede del tavolino, l'argenteria che stava sopra subì una lieve oscillazione, ci mancò poco, il pericolo fu sfiorato, ma l'aria colpevole e dispiaciuta di Mahmoud sembrò restituire il sorriso al nonno e fece ridere me.

 
 
 

In pausa dalla musica

Post n°97 pubblicato il 26 Luglio 2012 da Diadhuit

Vi lascio al racconto, spero uscirà qualcosa di bello, dovrebbe impegnare non molti post comunque vedremo cosa ne uscirà.

Scrivere è un modo per conversare con la parte più creativa e sensibile di me, perciò abbiate bontà se quanto segue non vi emozionerà.

Buona lettura ^_^

Versai lacrime come non mai.
Ricordo di quella pioggia, non mi era mai stata familiare, vedevo gli altri lasciarsi irrigare il volto da quelle emozioni forti, purtroppo buie, come al funerale di Abdel Fattah, un uomo che aveva lavorato sodo e che un bel giorno Allah ha chiamato a sé; pensare ai suoi figli anche se grandi, già, penso non ci si abitui mai all'idea di perdere un padre.
Lasciando pensieri tristi, trovo stupendo piangere per un'emozione positiva, dà quasi l'idea della forza e del significato che ha; in quel momento mi giunse una notizia che squarciò le tenebre e restituì la luce al mio mondo.
Portai mia moglie all'ospedale The Royal Marsden Hospital, dopo attese che sembravano interminabili, ebbi finalmente la possibilità di vederla. entrai nella stanza, era tutto in ordine, il blu dava un buon colore alle pareti, la calma si diffondeva nell'aria come l'odore di antisettici.
Lei stremata, fioriva incantevole dal letto, eccezionale come sempre, annodava nella mente nuovi splendidi ricordi, come il sorriso di quel tenero neonato che mi offrì e fu subito una nuova alba per i miei sofferti giorni. 
Mi lasciai sfuggire tante lacrime di gioia e goccia a goccia mi abbandonai all'emozione. Serviva un nome, a questo miracolo, così piccolo e indifeso, tra le braccia di sua madre, sembrava sentirsi sicuro di sé, nonostante fosse da poco entrato in questo mondo.
Dissi: "Piccolo mio, ne ho viste tante e non so cosa ti riserverà la vita, ma lotterò per la tua felicità e benedico la tua strada, possa Allah illuminare i tuoi passi e custodirti nella pace.
Ti chiameremo Anuar perché hai portato la luce nella nostra vita.
Io e tua madre abbiamo sofferto molto, ma tu sei la preziosa ricompensa, figlio mio.
Queste lacrime siano acqua viva che disseta e dona nuova vita.
Benvenuto nel mondo e nelle nostre vite!

 

 
 
 
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Un blog di: Diadhuit
Data di creazione: 20/08/2010
 

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