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Il transpersonale ferito.

Post n°184 pubblicato il 10 Maggio 2018 da relavita
 
Foto di relavita

I sistemi di potere diffusi nella società odierna possono causare ferite profonde alla sfera transpersonale dei cittadini. Le persone solitamente ignorano gli effetti prodotti dalle ferite interiori alla propria sfera transpersonale. Questa tipologia di ferite della sovracoscienza si rendono visibili alla persona soltanto dopo aver compiuto dei progressi nel percorso evolutivo verso il livello spirituale. Le ferite transpersonali, analogamente ad una invalidità fisica, limitano la libertà e l'espressione degli esseri umani nella vita professionale, sociale e privata. Le persone ferite nell'anima e nello spirito sono dominate e sottomesse più facilmente dai sistemi di potere perché interiormente sussistono dei blocchi che impediscono l'emancipazione. Il transpersonale ferito determina nella persona un'impossibilità di formare nuove abilità e capacità utili per superare i problemi della vita e contemporaneamente mantenere la libertà creativa ed umana. Il transpersonale ferito causa ad ogni persona un comportamento inibito ed intimorito nel rapporto con le organizzazioni, istituzioni e strutture di potere. La persona ferita nel transpersonale tende a diventare un adulto che ha bisogno di referenti sul lavoro, in famiglia e nell'ambito sociale per scegliere cosa fare nella vita quotidiana. Il transpersonale dovrebbe invece aiutare la persona a divenire un adulto capace di compiere scelte di vita creativa ed umana con un grado elevato di indipendenza ed autonomia. I cittadini feriti nel proprio transpersonale spesso si accontentano di diventare degli esecutori di ordini impartiti dalle istituzioni od organizzazioni anziché dare un contributo all'evoluzione ed al miglioramento delle condizioni di vita della società. Le persone ferite nel transpersonale riproducono gli errori ed i danni compiuti dai loro referenti o superiori nella società senza prendere coscienza delle lesioni procurate alla propria vita professionale, sociale e privata. Nell'ambito della psicoanalisi si pensa che le ferite sedimentate nell'inconscio inferiore possano causare limitazioni alla vita normale e razionale della persona. Nell'ambito del counseling transpersonale si ritiene che le ferite sedimentate nella sfera del sacro possano causare limitazioni alla vita creativa, umana ed evoluta di una persona.

 
 
 

Crescita spirituale ed austerità.

Post n°183 pubblicato il 03 Aprile 2018 da relavita
 
Foto di relavita

La crescita spirituale viene spesso associata dai cittadini ad una sorta di vocazione interiore che arriva alla persona e la induce a trascorrere una vita austera nei monasteri o conventi, nella comunità spirituale o nelle strutture appartenenti alla chiesa. L'austerità della persona spirituale viene spesso suggerita o stimolata dalla mentalità pseudoreligiosa diffusa nella società odierna. La crescita spirituale di una persona è invece una naturale propensione di ogni essere umano che accetta di diventare completamente adulto dopo la maggiore età. L'austerità dovrebbe quindi rientrare tra i molteplici atteggiamenti evoluti della persona realmente adulta e spirituale che contribuiscono alla riduzione dell'avidità ed avarizia nelle comunità. L'austerità può caratterizzare temporaneamente lo stile di vita di una persona impegnata in un faticoso percorso di crescita spirituale. Le persone dedite a questo percorso evolutivo hanno meno energie psicofisiche da destinare ad una vita frenetica e consumistica e perciò a causa della mentalità pseudoreligiosa diffusa nella società possono subire una riduzione del proprio reddito. I cittadini e le classi dirigenti infatti tendono a premiare l'efficenza e la produttività delle persone e mortificano la loro evoluzione spirituale anche se può contribuire allo sviluppo ed all'umanizzazione della società. La vita delle persone impegnate in un percorso di crescita spirituale può diventare austera anche per anni a causa della carenza di altruismo della società. Le classi dirigenti con una mentalità pseudoreligiosa credono infatti che un percorso di crescita spirituale della persona debba essere vissuto al di fuori degli ambienti di lavoro, familiari e sociali perchè temono la perdita del proprio potere. Le persone spirituali sono infatti in grado di mettere in discussione la disonestà diffusa tra le classi dirigenti e di costituire un ostacolo allo sviluppo costante della loro avidità ed avarizia. Le persone spirituali possono sostenere la crescita sana, creativa ed umana delle organizzazioni, di famiglie e gruppi sociali o delle istituzioni.

 
 
 

Stress, frenesia e sviluppo delle qualità umane.

Post n°182 pubblicato il 19 Febbraio 2018 da relavita
 
Foto di relavita

Lo stress derivato dalla frenesia delle persone nella società odierna costituisce spesso l'ostacolo principale allo sviluppo di diverse qualità umane interiori. Nelle organizzazioni la produzione frenetica sul lavoro determina spesso un incremento dello stress nei dipendenti e della superficialità ed approssimazione del loro operato. Questi dipendenti tendono a ridurre il proprio livello di onestà, l'empatia e la capacità di creare molteplici rapporti di lavoro nell'organizzazione e nel mondo esterno. Nelle famiglie i figli incentivati a superare rapidamente gli esami all'università sviluppano tensioni emotive interiori che possono impedirgli di sviluppare la propria sapienza e di apprendere in modo originale attraverso l'utilizzo delle risorse interiori. Nelle relazioni sociali o di amicizia la frenesia può incrementare il livello dell'emotività ed attenuare la vitalità interiore delle persone e la volontà di esprimersi con altruismo nella società. Nei rapporti di coppia la frenesia sviluppa tensioni e stress e può ridurre la capacità di gioire insieme, la volontà di conoscersi profondamente e la fiducia generata dalla comunione di progetti, esperienze ed eventi della vita. L'atteggiamento di frenesia diffuso nella società impedisce inoltre ai cittadini di trovare gli spazi sufficienti per sviluppare le qualità umani interiori utili anche per ridurre i problemi ed i mali presenti negli ambienti di lavoro, sociali e familiari. Le organizzazioni in cui domina la frenesia nell'operato dei dipendenti falsificano maggiormente i dati e la realtà, frammentano l'attività lavorativa ed i rapporti interpersonali, riducono la qualità del lavoro ed incrementano gli sprechi ed i costi. Nelle famiglie in cui i figli studiano con frenesia l'apprendimento è spesso finalizzato soltanto ad ottenere rapidamente la laurea che ovviamente diventa un bagaglio di nozioni anzichè uno strumento per lo sviluppo di abilità innate e dell'intelligenza creativa dello studente. Nei rapporti sociali e di amicizia la frenesia impedisce alle persone di approfondire la relazione con sé stesse e di trovare successivamente un modo per essere umane ed amorevoli nel mondo e creare legami felici. Nei rapporti di coppia la frenesia porta spesso le persone a diventare infelici ed incapaci di amarsi nel rispetto del proprio temperamento innato e di costruire il legame anche con molteplici esperienze e scelte volute e vissute insieme.

 
 
 

Mobbing ed empietà.

Post n°181 pubblicato il 10 Gennaio 2018 da relavita
 
Foto di relavita

Il mobbing sul lavoro, in ambito familiare e sociale e relazionale può essere considerato anche come una serie di atti contraddistinti dall'empietà. I gruppi di persone che compiono atti di mobbing nella società diventano empi spesso a causa di una carenza cronica di luce interiore e pertanto della consapevolezza del comportamento umano e benevolo tipico dell'individuo sano nell'ambito psico-spirituale. Le persone soggette agli atti di mobbing sono solitamente i cittadini che cercano di conoscere sé stessi e la società e di mantenere un atteggiamento fiducioso nelle proprie caratteristiche e qualità interiori. Lo stile di vita di queste persone include l'espressione delle proprie risorse interiori transpersonali e spirituali che invece vengono negate dall'empietà presente negli atti di mobbing compiuti dai gruppi. L'empietà è l'atteggiamento tipico delle persone dotate di cattiveria, invidia ed avarizia sorte dopo aver rinunciato a vedere meglio in sé stesse e ad ampliare la relazione con il mondo spirituale interiore. L'empietà è anche una sorta di predilezione dei gruppi di persone per l'accumulo di potere e denaro in sostituzione di una relazione vera ed umana con sé stesse. Il mobbing così diffuso nella società odierna è quindi anche un sintomo delle innumerevoli sofferenze interiori vissute dalle persone. Le sofferenze ed i danni prodotti alla società dal mobbing sono inoltre un sintomo di trascuratezza del mondo sacro da parte dei cittadini. I cittadini spesso preferiscono tollerare la cattiveria e limitare la propria libertà e creatività anzichè compiere i sacrifici necessari ad evolvere, ampliare la consapevolezza di sé stessi ed uscire dalle zone buie della mente per ricevere luce dal mondo interiore spirituale. L'empietà è anche un pensiero patologico delle persone desiderose di eliminare dal mondo la creatività e spiritualità umane con le persecuzioni sociali, familiari e sul lavoro. L'empietà spesso è l'atteggiamento tipico delle persone impotenti nella sfera creativa ed umana e perciò incapaci di idee e progetti originali in grado di migliorare la qualità di vita dei cittadini ma astute ed abili a piegarli e sfruttarli.

 
 
 

Creativi scambiati per anormali dalle organizzazioni.

Post n°180 pubblicato il 19 Ottobre 2017 da relavita
 
Foto di relavita

Nelle organizzazioni pubbliche e private spesso i lavoratori più creativi sono scambiati per persone anormali. La cultura diffusa nelle organizzazioni odierne favorisce prevalentemente l'incremento dei profitti e della produttività dei dipendenti. Questo tipo di cultura presenta delle lacune profonde nella comprensione e nel riconoscimento dei lavoratori con una personalità normalmente equilibrata oppure con comportamenti creativi nel proprio ruolo professionale. Le organizzazioni orientate prevalentemente al profitto ed alla produttività spesso operano al limite della legalità e compiono varie lesione dei diritti ed abusi di potere sui lavoratori e quindi le persone creative ed equilibrate possono rappresentare un ostacolo ai propri obiettivi illegittimi. Le organizzazioni senza scrupoli possono disporre di dirigenti o professionisti esterni che al bisogno operano per stigmatizzare le azioni creative dei lavoratori se apportano dei benefici allo sviluppo sano dell'attività professionale perchè potrebbero limitare determinati interessi illegittimi od illeciti di una lobby oppure dei sistemi di potere presenti nella società. Il lavoratore che osa qualche atto creativo potrebbe essere accusato ingiustamente di avere un comportamento anormale nell'ambiente di lavoro allo scopo di discriminarlo e gradualmente isolarlo ed emarginarlo dai colleghi e superiori. Questo lavoratore creativo viene spesso stigmatizzato e reso anormale attraverso le dicerie ed i pettegolezzi diffusi nell'ambiente di lavoro in modo tale far apparire sani i dirigenti e professionisti che invece presentano tratti psicopatici. Nelle organizzazioni patologiche è possibile riscontrare spesso un'alterazione della vera identità del personale. Le persone normalmente sane possono essere considerate dipendenti privi di coraggio, iniziativa, determinazione e freddezza e quindi inidonei a raggiungere gli obiettivi dell'organizzazione senza le pressioni dei dirigenti patologici. Le persone sane con atteggiamenti creativi diventano invece soggetti volubili, umorali ed improduttivi e pertanto incapaci di rispettare gli impegni stabiliti dai dirigenti patologici. Le persone "resistenti" che vogliono sfuggire ad un ruolo di fantocci o fantozzi nelle mani della dirigenza patologica spesso subiscono un'alterazione dell'identità nella scheda di valutazione del proprio lavoro in modo tale da precluderne la carriera e stimolare le dimissioni oppure per renderle inidonee alla professione e favorire un demansionamento ed il licenziamento.

 
 
 
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