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Emozioni e cultura

Post n°199 pubblicato il 23 Luglio 2020 da relavita
 
Foto di relavita

Nella società odierna le persone hanno molteplici difficoltà a riconoscere ed esprimere le emozioni oppure a prendersi cura della propria anima ed a considerare cultura la conoscenza del mondo interiore. La cultura di una persona è invece formata anche dai movimenti compiuti per scoprire interiormente le emozioni ed indirizzarle con benevolenza nella vita di relazione. Le emozioni riconosciute dalla persona favoriscono infatti sia lo sviluppo culturale che la capacità di provare empatia ed affetto nelle relazioni. La società odierna ha un bisogno negato di riconoscere le emozioni ed utilizzarle per la collaborazione o cooperazione interpersonale orientata all'evoluzione dell'essere umano. Le emozioni considerate negative nella società come ad esempio tristezza, rabbia, paura e malessere possono essere riconosciute e superate se ciascuna persona inizia a coltivare la propria area transpersonale interiore e ad esprimere l'umanità ritrovata in sé stessa. Nelle organizzazioni pubbliche e private ed in famiglia le emozioni sono spesso razionalizzate od addirittura cancellate e quindi possono trasformarsi in una tendenza delle persone a prevalere sulle ragioni altrui anziché rispettarle e cercare i punti di contatto e diversità nella relazione. Le emozioni negate possono diventare un ostacolo alle relazioni sane, equilibrate e di reciproca soddisfazione o gioia nei rapporti familiari, di amicizia, sociali ed anche di lavoro. Le emozioni coltivate in noi incrementano invece la capacità relazionale e di attenuare le sofferenze derivate dalla rigidità mentale così diffuse nei rapporti interpersonali. La scuola e le università dovrebbero favorire lo sviluppo dell'intelligenza emotiva attraverso la formazione dei docenti idonei per migliorare la qualità dell'insegnamento e favorire un ampliamento culturale degli studenti. L'intelligenza emotiva è un aspetto della cultura di ogni persona utile al mantenimento ed allo sviluppo di relazioni evolute che attiva inoltre il benessere del cuore, la sapienza e l'emancipazione. La cultura delle organizzazioni può essere incrementata dall'intelligenza emotiva per ridurre le sofferenze relazionali anche patologiche presenti negli ambienti di lavoro, nelle scuole ed università o nei rapporti familiari. Le sofferenze relazionali possono creare errori ed atteggiamenti superficiali od approssimativi delle persone e generare danni di vario tipo in ogni organizzazione, scuola, famiglia e rapporto interpersonale.

 
 
 

Risorse spirituali per lenire lo stress

Post n°198 pubblicato il 18 Maggio 2020 da relavita
 
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Nella vita quotidiana le persone spesso incontrano diversi eventi che incrementano il livello dello stress. Il cittadino solitamente cerca di lenire lo stress con le attività fisiche piacevoli e rilassanti o terapeutiche ed ignora le proprie risorse interiori spirituali. Gli esercizi di tipo fisico o mentale possono contribuire ad attenuare lo stress ma anche a sopprimere i sintomi generati dai problemi di vita delle persone. Le terapie fisiche e mentali utili per lo stress tendono spesso a calmare ma anche a facilitare i movimenti e le posture indicate dagli esperti od istruttori. Queste terapie fisiche e/o mentali rendono le persone parzialmente inattive interiormente e quindi incapaci di incontrare le cause del proprio stress attraverso l'aiuto delle energie transpersonali e spirituali. Lo stress può essere attenuato in modo permanente proprio riconoscendo i problemi della vita con l'ausilio delle risorse spirituali interiori all'essere umano. Il problema di vita viene riconosciuto attraverso un lavoro di evoluzione interiore dell'essere umano che trascende la personalità in modo tale da evitare di sentirsi imprigionati dalle energie più istintive, impulsive e razionali. La persona in relazione con la propria sfera transpersonale e spirituale può riconoscere lo stress nel proprio corpo attraverso l'osservazione. In questa pratica la persona può osservare simbolicamente un territorio o corpo dalla cima di una collina o montagna e quindi iniziare a distanziarsi dagli ambiti o relazioni che causano un livello elevato di stress e logorio psicofisico. Lo stress viene così attenuato progressivamente e per la persona è più facile individuare i percorsi evolutivi utili a migliorare la qualità della vita. Lo stress permanente ad un livello elevato può essere la concausa di diverse patologie psicofisiche e precludere ad ogni persona le chance di cambiamento della propria vita sociale, professionale, relazionale o familiare. Lo stress può essere l'indizio di una situazione professionale o relazionale vissuta da ogni cittadino in cui mancano le possibilità di mantenere una personalità equilibrata ed onesta e di crescere verso la propria creatività umana.

 
 
 

Mobbing silente nelle organizzazioni

Post n°197 pubblicato il 18 Marzo 2020 da relavita
 
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Nelle organizzazioni il mobbing è stato progressivamente mascherato con diverse forme di "comunicazione silente". Nell'ambito istituzionale, politico-sociale e familiare possiamo notare una banalizzazione e sottovalutazione del mobbing ed una tendenza a considerarlo un tratto caratteristico ed ineluttabile del mondo del lavoro. La comunicazione silente nel mobbing ha l'obiettivo di tutelare i gruppi di potere attraverso una riduzione del diritto costituzionale di ogni lavoratore ad esprimere la propria personalità, creatività ed umanità con atteggiamenti benevoli. Il silenzio selettivo operato sulla comunicazione è uno degli strumenti utilizzati dalla dirigenza per dominare e controllare l'attività lavorativa spesso per un tornaconto personale o del sistema di potere di appartenenza. Il controllo operato sulla comunicazione è anche una forma di mobbing utile per limitare la capacità di comprensione delle vittime, degli esperti in psicologia e di diritto del lavoro. La comunicazione verbale e scritta silente solitamente contiene gli atti di mobbing orientati ad impedire determinati comportamenti dei lavoratori ed a mascherare anche eventuali illeciti compiuti dai gruppi di potere. Questo tipo di comunicazione diventa uno strumento che impedisce lo sviluppo armonico della personalità di un lavoratore e nel contempo lo trasforma in un capro espiatorio utile alla dirigenza. La comunicazione silente può diventare anche il mezzo con cui viene ridotta la professionalità del lavoratore dopo avergli addebitato ingiustamente una serie di errori nel proprio operato. La dirigenza può anche trasferire ad altre mansioni i lavoratori a cui addebita degli errori perché queste forme di ingiustizia da mobbing silente sono difficili da tutelare attraverso le norme vigenti sui diritti dei lavoratori. Il mobbing silente operato con la comunicazione sfugge alle consuete analisi socio-psicologiche o giuridiche effettuate sull'organizzazione. Il mobbing silente tende a soffocare la personalità dei lavoratori, danneggia l'organizzazione, deprime i lavoratori e sfugge ai tentativi di classificarlo, etichettarlo e contenerlo con metodiche razionali e scientifiche.

 
 
 

Abuso di potere e depressione sul lavoro

Post n°196 pubblicato il 20 Gennaio 2020 da relavita
 
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L'abuso di potere presente nelle organizzazioni pubbliche e private genera spesso depressione nei dipendenti con tratti di personalità creativa ed umana. Il personale con atteggiamenti creativi ed umani solitamente opera senza la necessità di consultare le regole o normative aziendali. Questi dipendenti sviluppano naturalmente la capacità di rispettare le regole ed apportare contemporaneamente piccole innovazioni alle consuetudini diffuse nell'organizzazione. L'abuso di potere di dirigenti e preposti può impedire al personale creativo ed umano di esprimersi in modo originale sul lavoro. L'abuso di potere può essere una conseguenza dei tratti di personalità deviata del manager o preposto che impediscono di tollerare ed accettare l'immaginazione e l'intuizione dei collaboratori. Il personale creativo ed umano può essere inibito dai superiori e reagire con un ritiro in sé o depressione spirituale. Gli esperti in psicologia, psicoterapia e psicoanalisi spesso commettono l'errore di diagnosticare una depressione spirituale e ritenerla un disturbo dell'umore, un'apatia oppure una mancanza di volontà della persona creativa. Il ritiro in sé della persona creativa è invece una difesa evoluta che tutela la naturale inclinazione ad immaginare ed intuire. Il supporto psicologico o psicoterapeutico e le eventuali terapie farmacologiche sono quindi inefficaci e talvolta dannose se vengono applicate nell'illusione di "curare" una patologia inesistente come il ritiro in sé della persona creativa ed umana. L'organizzazione pubblica e privata può superare questi problemi se riesce ad allontanare i responsabili dell'abuso di potere. Nelle organizzazioni odierne solitamente mancano le figure professionali adatte ad individuare l'abuso di potere e la conseguente depressione spirituale del personale creativo. L'ambiente di lavoro può quindi diventare una sorta di mondo scientifico e tecnologico in cui le risorse creative ed umane rimangono sepolte nell'animo di ciascun dipendente. L'organizzazione perde così molteplici opportunità di innovare e migliorare realmente la qualità del lavoro ed i prodotti o servizi i cui pregi e difetti sono spesso riconosciuti dai lavoratori creativi ed umani anziché da società esterne di consulenza.

 
 
 

Tradimento e relazione con il transpersonale

Post n°195 pubblicato il 18 Novembre 2019 da relavita
 
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Il tradimento riconosciuto nella società odierna è spesso di tipo sessuale e quindi privo di una relazione diretta con la sfera transpersonale dell'essere umano. Il transpersonale dell'individuo è asessuale e pertanto al di fuori dell'area personale in cui vengono individuate dalla società le violazioni delle regole morali o dei dogmi religiosi. La società odierna tende ad equiparare il tradimento o le infedeltà nelle relazioni od in ambito professionale con i cambiamenti evolutivi generati dal transpersonale. Questi cambiamenti interiori della persona possono essere vissuti come tradimenti o violazioni delle regole dalle menti e personalità impreparate o limitate. L'essere umano in relazione genuina con il proprio transpersonale solitamente preferisce cambiare le relazioni professionali, sociali e familiari in cui è considerato un traditore delle regole. Questo cambiamento relazionale avviene spesso a causa dell'intolleranza, delle vessazioni o persecuzioni compiute da vari soggetti delle istituzioni, organizzazioni o comunità con una mentalità gretta, patologica od incapace di accettare la creatività umana. La persona in relazione con il proprio transpersonale può essere utile negli ambienti in cui vi sia una reale volontà di gruppo ad evolvere. Le istituzioni o le organizzazioni odierne spesso preferiscono mantenere un comportamento consolidato e collaudato nel tempo anche se parzialmente patologico e dannoso per i dipendenti o cittadini. Il tradimento di determinate regole di vita, lavoro o relazionali è invece necessario per l'evoluzione dell'essere umano e per evitare di rinchiuderlo nel tecnicismo e dogmatismo o nello scientismo. Il tradimento operato dal transpersonale dell'individuo è da considerarsi una forma pacifica di rinnovamento o rigenerazione della mentalità individuale, sociale, organizzativa, istituzionale e familiare. La relazione con il transpersonale determina una forma di arricchimento creativo ed umano dei rapporti interpersonali sul lavoro, in ambito sociale e familiare. La persona in relazione con il proprio transpersonale mantiene il distacco o la giusta distanza dai rapporti interpersonali refrattari al tradimento delle regole.

 
 
 
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Data di creazione: 01/04/2012
 

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