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Cultura e contrazione dei diritti

Post n°214 pubblicato il 10 Gennaio 2024 da relavita
 
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La cultura di un territorio può contrarre i diritti delle persone anche se sono tutelati dalle leggi vigenti oppure dalla costituzione. La contrazione dei diritti delle persone può essere associata ad un incremento dei privilegi per determinate classi sociali o gruppi di potere che genera danni sociali. Le leggi vigenti possono essere insufficienti ed inadeguate a ripristinare i diritti cancellati alle persone. I privilegi conseguiti dai sistemi di potere o lobby crescono esponenzialmente se mancano le sanzioni previste dalle leggi di uno Stato. Lo squilibrio dei diritti determina progressivamente anche un peggioramento della qualità di vita dei cittadini ed un incremento del patrimonio e dominio per determinate lobby. La contrazione dei diritti può riguardare la vita professionale, sociale e privata dei cittadini ed in particolare la cura, l'aiuto, la collaborazione e l'organizzazione, la comunicazione, la crescita materiale, personale e spirituale. In ambito lavorativo la cultura del territorio può limitare la capacità delle persone di  comunicare e organizzare l'attività professionale. La cultura può infatti stimolare nei cittadini una comunicazione frammentata e quindi bloccare l'espressione spontanea e fluida della personalità ed in genere di ogni comportamento o atteggiamento individuale e di gruppo. La cultura che contrae la comunicazione riduce anche la libertà creativa dei cittadini e la capacità di includere nel proprio ruolo professionale l'attenzione per diversi aspetti della realtà e quindi di svolgere con benevolenza il proprio lavoro. La benevolenza sul lavoro è da associare ad una capacità individuale di prestare attenzione e favorire la salute psicofisica ed il benessere degli esseri umani con un atteggiamento di cura amorevole in ogni atto della vita professionale. Una cultura che contrae i diritti e frammenta la comunicazione riduce anche la fiducia nei rapporti interpersonali ed il grado di affettività ed indebolisce i legami ma soprattutto facilità la prevaricazione dei sistemi di potere e delle classi sociali privilegiate sui cittadini. La contrazione dei diritti tende anche a generare conflitti e litigiosità nei rapporti interpersonali e ad incrementare la quantità di cause civili e penali nei Tribunali. La contrazione dei diritti determina anche l'isolamento relazionale, sociale e professionale e danni individuali ed alla collettività con un conseguente peggioramento della qualità di vita dei cittadini. Le patologie più radicate nella società possono inoltre derivare proprio da una cultura dei territori che contrae i diritti dei cittadini. In ogni comunità sarebbe necessario predisporre progetti in ambito sociale, lavorativo, scolastico e familiare per rinnovare la cultura dei territori, incentivare la formazione e la crescita psico-spirituale dei cittadini con leggi e regolamenti e disincentivare la malevolenza.

 
 
 

Stress ambientale ed evoluzione.

Post n°213 pubblicato il 18 Ottobre 2023 da relavita
 
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L'ambiente in cui viviamo presenta delle caratteristiche socio-culturali che possono generare stress alle persone nel percorso di evoluzione interiore transpersonale. Questo stress ambientale può divenire particolarmente intenso e creare sintomi psicofisici in tali persone. La società tende infatti a normalizzare, limitare e disconoscere la naturale propensione dell'essere umano ad evolvere oltre la mediocrità per divenire creativo, spirituale, originale e gioioso. Nelle organizzazioni pubbliche e private, nella scuola e nell'ambito sociale e familiare, possiamo infatti notare che le regole o consuetudini prevalgono sulla spontaneità dell'essere umano nei rapporti interpersonali e di lavoro o nei metodi di insegnamento e studio. Lo stress ambientale ricevuto dalle persone in evoluzione è perciò anche una conseguenza dell'eccesso di regole e norme utilizzate nella società per controllare o dominare i cittadini ed adattarli ad un livello di vita meno evoluto e facilmente gestibile dai sistemi di potere. Lo stress sul lavoro può ad esempio generare stanchezza psicofisica ed una riduzione significativa dell'attività professionale nelle persone in evoluzione. Lo stress è anche incrementato dall'abuso di potere sul lavoro utilizzato dalla dirigenza per avere il controllo delle persone spontanee in grado di esprimersi con armonia, gentilezza e gioia nella propria attività professionale. La persona in evoluzione, se lasciata libera di esprimersi, solitamente è capace di includere-integrare nell'organizzazione di un'attivita i contributi dei colleghi e la comprensione ed il riconoscimento dell'ambiente di lavoro. La persona in evoluzione è inoltre capace di andare oltre il mero raggiungimento degli obbiettivi richiesti dai superiori sul lavoro e perciò privilegia il bene dell'intera organizzazione e della comunità nonché della clientela od utenza. Lo stress emotivo invece contribuisce ad allontanare la persona in evoluzione dai rapporti sociali e familiari in cui viene disconosciuta la sua umanità e la naturale capacità di riconoscere e favorire il superamento di diversi problemi nella vita dei cittadini. Nei rapporti socio-familiari infatti prevale, con una certa frequenza, un atteggiamento materialista anziché la conoscenza interpersonale approfondita, la collaborazione umana ed il reciproco sostegno ed aiuto nella vita quotidiana. La persona in evoluzione tende inoltre ad annoiarsi all'Università per l'eccesso di nozionismo e le regole di studio a causa del proprio fervore interiore per cui ogni concetto insegnato appare insufficiente a comprendere e riconoscere in modo approfondito la realtà. Gli strumenti forniti dall'Università sono ritenuti dalla persona in evoluzione inadeguati a superare molteplici problemi professionali, relazionali, sociali e di vita dei cittadini. Lo stress ricevuto all'Università può convincere la persona in evoluzione a rinunciare a questa tipologia di studi ed a divenire un ricercatore indipendente oppure a svolgere professioni non regolamentate. La persona in evoluzione ha infatti bisogno di studiare in profondità e tende ad allontanarsi dagli ambienti socio-familiari, di studio e lavoro in cui prevale la superficialità nei comportamenti ed atteggiamenti e nello stile di vita degli individui.

 

 
 
 

Mobbing per reprimere il talento

Post n°212 pubblicato il 01 Agosto 2023 da relavita
 
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Il mobbing presente nella società odierna tende a reprimere il talento delle persone per valorizzare la mediocrità, l'ottusità, la mentalità rigida ed il moralismo. I sistemi di potere diffusi nelle organizzazioni pubbliche e private ed in genere nelle istituzioni cercano di inibire l'evoluzione dei cittadini. Gli atti illegittimi, i danni, gli interessi ed i privilegi del potere rimangono così occultati ai cittadini. Il cittadino mediocre ed ottuso è utile ai sistemi di potere perché potrà essere sfruttato al meglio e sarà scongiurato ogni atto di disapprovazione del comportamento dirigenziale. Il cittadino ottuso probabilmente esegue il proprio lavoro senza chiedersi se produce un danno alla società a causa degli ordini impartiti dalla dirigenza che possono dipendere da una patologia della personalità. Il cittadino mediocre tenderà ad accettare uno stile di vita consumistico, improntato al materialismo ed ai più svariati piaceri diffusi nella società. I sistemi di potere traggono perciò vantaggio dal comportamento consumistico, materialista ed edonista del cittadino medio perché possono ricavarne guadagni ed incrementare la propria influenza sullo stile di vita adottato dalle persone. Nelle organizzazioni pubbliche e private, il lavoratore mediocre e preferibilmente ottuso esegue facilmente i compiti assegnati senza esprimere critiche quando sorgono problemi organizzativi causati dalla dirigenza. Il lavoratore mediocre sembra un bravo scolaretto soddisfatto di aver svolto le proprie mansioni senza infastidire la dirigenza. Le attività svolte in un'organizzazione sono gestibili più facilmente dalla dirigenza se i lavoratori sono mediocri ed ottusi ma ovviamente la qualità del prodotto o servizio offerto risulterà al di sotto della media necessaria per un essere umano normalmente evoluto. Le persone hanno infatti bisogni materiali, di sicurezza e relazione ma anche di autorealizzazione, nelle loro attività quotidiane dovrebbero esprimere il talento, la creatività e l'intuizione, le emozioni e l'affettività per facilitare l'evoluzione sana e la qualità di vita della società. La vera qualità di vita di un cittadino è priva del lusso e degli agi materiali che impigriscono e sclerotizzano la mentalità tipica dei sistemi di potere. Il mobbing presente nelle organizzazioni ma anche in ambito sociale, scolastico e familiare è uno dei metodi adottati dai sistemi di potere per cristalizzare i cambiamenti evolutivi e reprimere la ricerca del talento a cui hanno diritto i cittadini. Il mobbing viene orientato dai sistemi di potere verso le persone alla ricerca del proprio talento allo scopo di salvaguardare i propri privilegi e sfruttare al meglio il cittadino mediocre ed ottuso. Il mobbing tuttora viene ignorato dal legislatore anche perché sussistono forti resistenza da parte delle persone in posizione di potere prive di virtù utili a favorire l'evoluzione dei cittadini. Il mobbing è quindi utile ai sistemi di potere anche per mantenere una condizione di arretratezza socio-culturale che permette un facile controllo dello stile di vita dei cittadini.

 
 
 

Organizzazione e gioco sul lavoro.

Post n°211 pubblicato il 09 Gennaio 2023 da relavita
 
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Le organizzazioni pubbliche e private ritengono spesso inopportuno e dannoso il "gioco" operato dai dipendenti nella professione perché solitamente ignorano lo scopo di questa attività psicofisica e psico- spirituale. Le strutture organizzative utilizzano infatti norme e regole rigide che i dipendenti devono applicare nelle mansioni di lavoro. I contratti di lavoro solitamente regolano l'operatività concessa a ciascun ruolo professionale nel rispetto di una gerarchia dell'organizzazione. Il ruolo professionale è pertanto un'attività abitudinaria da svolgere senza integrare nuovi modi di operare solitamente sconosciuti alla dirigenza ed ai sindacati. L'attività professionale rigida e ripetitiva diviene una fonte di sofferenza per le persone in grado di evolvere mentre è una sicurezza per i dipendenti con una personalità disarmonica ed incline al conformismo ed alla omologazione. Le personalità meno evolute hanno la necessità di affidarsi a molteplici regole e norme per svolgere il proprio lavoro mentre le persone che riescono a rispettare il percorso naturale di evoluzione cercano di utilizzare la creatività umana interiore, il gioco e la gioia. I dipendenti disarmonici nell'espressione di sé hanno anche la necessità di ottenere l'approvazione dai propri superiori mentre operano sul lavoro. Il personale più evoluto svolge invece il lavoro con benevolenza e quindi senza avere bisogno del giudizio dei propri superiori. Questa tipologia di dipendenti è in grado di collaborare con chiunque senza attendere il beneplacito di qualche referente o dirigente. Il lavoratore evoluto agisce per innovare e favorire la crescita sana dell'organizzazione e pertanto la dirigenza capace lo informa soltanto dei macro-obiettivi previsti nell'ambito del suo reparto od ufficio. Il personale meno evoluto ha invece la necessità di riconoscere continuamente i piccoli obiettivi da raggiungere sul lavoro per soddisfare i superiori e scongiurare i comportamenti devianti nel proprio ruolo professionale. Il "gioco" operato dai dipendenti più evoluti è un atteggiamento orientato al vero incontro nei rapporti di lavoro ed alla comprensione e riconoscimento di varie attività svolte all'interno dell'organizzazione allo scopo di operare con benevolenza e gioia. Il "gioco" dei dipendenti più evoluti è libera ricerca del modo di operare creativo ed umano più utile all'evoluzione sana dell'organizzazione. Il "gioco" è anche una sequenza di comportamenti del dipendente evoluto orientati ad evitare conflitti, sprechi ed invasione di attività e compiti assegnati a colleghi e superiori che riducono le performance di un'organizzazione. Il "gioco" è anche finalizzato a favorire la gioia e l'evoluzione dei rapporti di lavoro nonché a costruire una comunicazione sana e rilassata anche per ridurre i conflitti e le tensioni tra il personale e la clientela od utenza dell'organizzazione.

 
 
 

Relazione con la vita ed il suo guscio.

Post n°210 pubblicato il 05 Novembre 2022 da relavita
 
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Negli ultimi decenni la società è stata orientata verso la promozione intensiva di principi, dogmi e regole utili al comportamento e atteggiamento dei cittadini nella vita lavorativa, sociale, relazionale e familiare. Le regole ed i dogmi, diversamente dagli obblighi di legge, dovrebbero costituire una guida ed un orientamento per le persone ed aiutare i cittadini "incauti" ad evitare di commettere gravi danni alla propria ed altrui vita socio-relazionale e professionale. Queste regole sono però quasi sempre insufficienti per mantenere un comportamento ed atteggiamento sani del cittadino nella propria vita. Le nozioni, i consigli, le regole ed i dogmi possono essere l'equivalente del guscio della vita anziché il suo tenero ed intelligente contenuto generatore di relazioni ed evoluzioni sane della persona e di una comunità. La relazione della persona con sé stessa è quindi spesso filtrata da questi gusci della vita in ambito familiare, scolastico, sociale e professionale. Il guscio della vita è rappresentato anche dalle informazioni e nozioni diffuse oggi attraverso la rete internet ed i vari canali radiofonici e televisivi. Questa nuova tipologia di informazioni spesso superficiali e tendenti a mascherare la realtà riesce anche a condizionare la relazione delle persone con sé stesse ed in particolare con gli aspetti più vitali, creativi ed umani. Le informazioni diffuse attraverso la rete internet ed i canali radio-televisivi sono ovviamente una sintesi ed una semplificazione anche talvolta estrema della realtà, accade però di frequente che vengano proposte come la realtà o delle verità complete e sufficienti a comprendere gli eventi e le dinamiche relazionali tra i cittadini. I dati e le informazioni divengono addirittura sufficienti a stabilire come affrontare un determinato problema sociale, professionale, relazionale e familiare. Le opinioni degli esperti possono inoltre sostituire una valutazione approfondita della realtà in cui vivono i cittadini ed i rapporti interpersonali che condizionano la vita e la relazione con sé stessi. Le opinioni sono però soltanto il guscio della vita vissuta dalle persone e delle cause profonde che generano i vari problemi socio-relazionali, professionali e familiari. I dati e le informazioni, le regole, i dogmi o le opinioni costituiscono spesso le etichette con cui i cittadini e gli esperti cercano di dare un nome ed una spiegazione alle situazioni di vita vissuta dalle persone. Le etichette aiutano le persone a "capire" e commentare la realtà ma sono anche insufficienti a comprendere ed a riconoscere le cause dello svuotamento di potenzialità e vitalità di un essere umano. Le regole, le opinioni ed i dogmi o le informazioni ed i dati superficiali proteggono le persone dalla propria vita interiore come un guscio inaccessibile e pertanto spesso censurano l'espressione degli aspetti più nobili e creativi dell'essere umano. La tecnica e la scienza aiutano i cittadini a sopravvivere meglio ma la relazione delle persone con la propria vita interiore permette alla comunità di divenire gradualmente più umana e creativa e di ridurre anche le ingiustizie, le violenze, gli abusi di potere e le disonestà, le discriminazioni e le diseguaglianze contenute nel "male" presente nella società odierna.

 
 
 
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