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Leadership e regole evolutive o punitive.

Post n°208 pubblicato il 22 Giugno 2022 da relavita
 
Foto di relavita

La leadership dei dirigenti in ambito organizzativo o istituzionale può attenersi a regole prevalentemente punitive anziché evolutive. Le regole punitive, secondo questa ideologia, mantengono entro i limiti previsti dalle norme vigenti il comportamento dei dipendenti. La leadership dei dirigenti dovrebbe invece privilegiare le regole che favoriscono lo sviluppo delle capacità personali e dei talenti esprimibili dai collaboratori. Le regole imposte sul lavoro spesso rappresentano un ostacolo all'espressione naturale delle qualità interiori di un lavoratore. I dirigenti solitamente credono nella necessità del controllo ed indirizzamento rigido dei propri collaboratori per evitare errori professionali od una bassa produttività. Nelle organizzazioni vengono quindi stilati numerosi documenti per informare il personale sui comportamenti da mantenere nel proprio ruolo professionale e nei rapporti interpersonali con l'utenza o la clientela. Gli obiettivi dell'organizzazione possono essere imposti dai dirigenti senza considerare le difficoltà oggettive a raggiungerli o le sofferenze generate a livello psico-spirituale. Le risorse umane possono essere paragonate dai dirigenti a "macchine" da utilizzare al massimo della capacità produttiva ma da ricompensare con una retribuzione appena sufficiente a sopravvivere. Questa tipologia di leadership dei dirigenti è di tipo punitivo perché privilegia la produttività dei dipendenti anziché la qualità del loro operato nella professione. Le regole punitive impediscono all'organizzazione la ricerca e scoperta dei problemi interpersonali, economici, professionali e socio-relazionali che riducono la qualità del lavoro e rallentano comunque il processo produttivo a seguito degli errori professionali compiuti inconsapevolmente dai dipendenti. La leadership dei dirigenti può dunque divenire rigida ed incapace di favorire il superamento dei problemi organizzativi. La leadership può invece diventare evolutiva per il personale di un'organizzazione se vengono valutate le potenzialità e capacità dei lavoratori in modo costante nel corso della loro carriera professionale. La leadership evolutiva dei dirigenti richiede una loro crescita interiore costante ed una formazione orientata a favorire l'equilibrio, l'onestà e la creatività umana dei collaboratori. La riduzione dei protocolli e delle regole che ostacolano la qualità del lavoro facilitano inoltre una produttività senza eccessi che minimizza lo stress ed il mobbing. Le risorse umane evolute sono infatti in grado di pensare ed agire in modo sintetico e di ridurre gli sprechi di tempo e gli interventi o le realizzazioni inutili ed inefficaci. Le risorse umane evolute sono capaci di di rendere il lavoro semplice e creativo ma corrispondente ad un'attività complessa e approfondita in cui i molteplici problemi affrontati e realmente superati emergono gradualmente nel corso del tempo all'attenzione dei dirigenti più intelligenti.

 

 

 
 
 

Tradimento spirituale e rapporti interpersonali.

Post n°207 pubblicato il 22 Aprile 2022 da relavita
 
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I rapporti interpersonali nella società odierna sono spesso privi di evoluzione perché vengono compiuti dei tradimenti spirituali interiori. Le persone sono abituate a considerare intollerabili i tradimenti sessuali del proprio partner ma accettano di tradire la relazione con la loro area spirituale interiore. Nei rapporti interpersonali infatti prevale la tendenza ad occuparsi del benessere materiale e psicofisico e ad ignorare gli aspetti transpersonali e spirituali dell'essere umano. La relazione con la propria area spirituale interiore può essere trascurata anche dalle persone che seguono scrupolosamente le pratiche di una religione. Le sacre scritture possono infatti diventare per le persone il surrogato di un rapporto genuino con la spiritualità interiore ed allontanare il riconoscimento della propria vocazione di vita. Il tradimento sessuale solitamente è considerato un atto di allontanamento dal rapporto di coppia abituale mentre quello spirituale è ritenuto ininfluente sulla durata di una relazione, di una convivenza o matrimonio. Il tradimento sessuale può essere conseguente al dolore, alla noia ed al desiderio di un cambiamento nella vita. Questo tipo di tradimento spesso è causato da una difficoltà della coppia ad evolvere e cambiare i progetti della vita familiare, lavorativa e sociale. Il tradimento sessuale può essere causato anche dalla necessità dei partner di modificare la propria personalità oppure esprimere alcune potenzialità latenti interiori. La necessità di cambiare interiormente può portare la persona al tradimento sessuale se vengono a mancare nella società le opportunità di evolvere ad esempio nella professione, in ambito scolastico, nei rapporti familiari, amicali e sociali. Il tradimento sessuale può anche essere causato dalle aspettative dei genitori o familiari e della comunità irrealizzabili o rinviate dai partner. Il tradimento spirituale può generare quello sessuale perché la persona commette errori di valutazione ed interrompe determinate relazioni interpersonali sulla base di sensazioni e dati manipolati, falsi o insufficienti. La relazione con il mondo transpersonale e spirituale permette invece alle persone di valutare quali siano i rapporti interpersonali che effettivamente creano dolore, noia ed infelicità senza subire il condizionamento dell'ambiente di vita. Le persone connesse al mondo transpersonale e spirituale interiore possono vedere la propria necessità di evolvere nella professione, nei rapporti sociali, amicali e di coppia senza ricorrere immediatamente a tradimenti di vario tipo come surrogati di altre scelte di vita da compiere nel presente o futuro.

 

 
 
 

Scientismo per prevalere sulla creatività.

Post n°206 pubblicato il 07 Febbraio 2022 da relavita
 
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La scienza può divenire scientismo e cercare di prevalere sulla creatività umana dei cittadini. La scienza dovrebbe invece ricercare la conoscenza necessaria ad utilizzare la natura per dare benessere e ridurre le sofferenze degli esseri viventi ed evitare di diventare nociva. La scienza quindi, per sua natura, dovrebbe procedere per tentativi ed errori nella ricerca del benessere per gli esseri viventi e correggere celermente il comportamento deviato degli operatori o scienziati verso il tornaconto personale o di qualche sistema di potere. La scienza priva di neutralità, analogamente ad uno psicoanalista oppure ad un counselor, può divenire schiava dei sistemi di potere prevalenti in un dato momento storico della società e se perde il suo equilibrio può incorrere in errori e danni alla collettività. Il potere acquisto in ambito scientifico può diventare l'equivalente dell'impotenza a fare delle scelte benefiche per la comunità. Lo scienziato interessato al potere comincia infatti a limitare le proprie capacità di ricercare e comprendere la natura e gli esseri viventi e di ridurre le sofferenze del pianeta nell'ambito delle proprie competenze. Lo scienziato interessato al denaro tende invece a negare od a disconoscere l'esistenza di aspetti della realtà in contraddizione con le proprie teorie ed i metodi di lavoro. Il potere ed il denaro possono quindi privare lo scienziato della neutralità necessaria a progredire nella ricerca del benessere e beneficio per l'umanità. Lo scienziato può altresì diventare un convinto divulgatore di teorie anche solo immaginate perché gradualmente la conoscenza della realtà viene ridotta dalle interferenze dei sistemi di potere e dalla perdita parziale della coscienza critica. Lo scienziato con una coscienza critica ridotta spesso nega la porzione di realtà in contraddizione con i dogmi della scienza sugli esseri viventi e sul pianeta. Lo scientismo solitamente è il declino della scienza perché gli esseri viventi e la natura diventano oggetti da utilizzare per confermare la propria ideologia ed i dogmi e per rimanere sudditi di qualche lobby o sistema di potere. Lo scientismo cerca di prevalere sui comportamenti inusuali e creativi delle persone e prova ad imporsi con una visione angusta della vita e delle libertà da concedere agli esseri umani. La creatività umana solitamente viene negata dagli scienziati tendenti allo scientismo ed etichettata come una mera fantasia infantile o schizofrenica e pertanto inutile per una vita razionale. La creatività costituisce infatti un ostacolo per lo scienziato materialista che ricerca soprattutto onori e prestigio nella società. Lo scientismo può portare lo scienziato ad odiare e sabotare con freddezza e razionalità le idee creative dei cittadini soprattutto se sono palesemente a beneficio della collettività anziché di qualche lobby o sistema di potere.

 
 
 

Ascoltare nei rapporti interpersonali.

Post n°205 pubblicato il 08 Dicembre 2021 da relavita
 
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Nei rapporti interpersonali in ambito lavorativo, sociale, familiare e scolastico l'uso eccessivo delle parole e dei pensieri razionali è sovente dovuto allo sviluppo unilaterale della personalità e all'incapacità di ascoltare l'essere umano. Le parole possono infatti sostituire e coprire la comprensione del vero significato, dell'obiettivo o delle motivazioni di un certo atteggiamento anche abituale delle persone. Il dialogo interpersonale diffuso nella società odierna è inoltre contraddistinto anche da preconcetti, pregiudizi, falsificazioni, manipolazioni, offese, volgarità e abuso di potere e pertanto il cittadino ha spesso difficoltà ad "ascoltare" senza introdurre le proprie interpretazioni distorte. Il vero ascolto attuato dalla persona è una forma di accoglimento delle parole e dei comportamenti altrui senza collegarle al proprio vissuto, all'istruzione od alla cultura interiorizzate. Nei rapporti interpersonali di oggi possiamo notare anche la tendenza dei cittadini ad usare le parole in modo superficiale e per sentirsi più sicuri. La banalizzazione dei dialoghi o l'uso eccessivo di parole tecniche o scientifiche o derivate dal proprio "livello intellettuale o culturale" rendono i rapporti interpersonali privi di "ascolto". L'identità individuale viene infatti mascherata a causa della sovrapposizione dei tratti di personalità posti a difesa delle verità interiori di un essere umano. L'ascolto interpersonale è pertanto deviato e falsificato dall'identità individuale mascherata. La comprensione nei rapporti interpersonali rimane quindi limitata ed è soggetta ad errori e per ciascun individuo diviene impossibile evolvere verso il proprio transpersonale. L'ascolto vero nei rapporti interpersonali avviene quando ciascuna persona riesce a disidentificarsi dal proprio vissuto e dal livello culturale o di istruzione. La disidentificazione permette alla persona di ascoltare mantenendo un certo grado di neutralità ed apertura verso il proprio mondo transpersonale e spirituale per comprendere al meglio altri esseri umani. L'ascolto è essenziale per comprendere e collaborare con benevolenza in ogni ambito sociale, lavorativo e familiare. I conflitti sociali, il mobbing, l'isolamento familiare e nella comunità, l'indifferenza ed il maltrattamento psicologico possono nascere dall'incapacità delle persone e soprattutto della dirigenza di ascoltare sé stessi e quindi altri individui nella società.

 
 
 

Counseling transpersonale ed impegno del cliente.

Post n°204 pubblicato il 07 Ottobre 2021 da relavita
 
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Negli incontri di counseling transpersonale l'impegno del cliente dovrebbe indirizzarsi a fare il possibile per evolvere. Nelle sedute di psicoterapia o psicoanalisi invece il paziente è indirizzato a ridurre le patologie psichiche attraverso le tecniche, la leadership e l'atteggiamento del terapeuta. Nell'ambito del counseling transpersonale il cliente è in una condizione di equilibrio psichico ed armonia della propria personalità e pertanto diventa il principale artefice di un cambiamento sano della vita professionale, sociale e privata. L'impegno del cliente nel counseling transpersonale è rivolto a fare il possibile per attingere alle proprie risorse interiori transpersonali imparando gradualmente a riconoscere nuovi aspetti di sé stesso. Il cliente è quindi orientato alla salita interiore verso la creatività, l'intuizione, le emozioni e la spiritualità. La discesa del paziente verso il proprio inconscio inferiore, gli istinti e le pulsioni riguarda invece l'attività psicoanalitica. Lo psicoterapeuta quindi cerca di "normalizzare" il paziente mentre il counselor transpersonale aiuta il cliente a divenire più umano e creativo andando oltre la razionalità. L'impegno del cliente nel counseling transpersonale è anche rivolto verso il superamento delle omologazioni e del conformismo suggerito od imposto dai genitori, dalla scuola, dalle istituzioni od aziende e dalla comunità. Il cliente è inoltre impegnato a superare I conflitti interpersonali per scegliere soluzioni pacifiche ed evolute ad ogni problema della vita. Il cliente si impegna anche ad allontanarsi gradualmente dagli ambiti sociali, relazionali, familiari ed aziendali o istituzionali connotati da rigidità, malevolenza, egoismo, egocentrismo, abuso di potere, incuria e negligenza. Il cliente si impegna anche a ridurre il proprio materialismo per procedere nel percorso evolutivo. L'impegno del cliente è rivolto anche ad accettare gradualmente nuovi rapporti interpersonali in sostituzione delle relazioni che limitano la propria crescita psico-spirituale. Il cliente si impegna ad accettare i comportamenti ed atteggiamenti altrui mantenendo una propria neutralità negli ambienti di lavoro, familiari e sociali o nei rapporti interpersonali. L'impegno del cliente è orientato anche a facilitare indirettamente l'evoluzione creativa ed umana della società. Il cliente si impegna inoltre a ricercare le professioni e gli ambienti di vita e lavoro nonché le relazioni compatibili con la propria evoluzione ed il temperamento innato.

 
 
 
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Data di creazione: 01/04/2012
 

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