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Lentezza e velocità nella professione

Post n°193 pubblicato il 10 Luglio 2019 da relavita
 
Foto di relavita

Nelle organizzazioni pubbliche e private il personale opera spesso con eccessiva lentezza o velocità nella propria professione. Questi comportamenti contrapposti del personale possono alternarsi ed originare un metodo di lavoro che esclude determinati aspetti della realtà e quindi falsifica i dati od i risultati dell'attività professionale. Un'attività lavorativa svolta con eccessiva velocità determina una soppressione della realtà ritenuta superflua ed improduttiva ed impedisce al personale di valutare diversi problemi e superarli perché il tempo impiegato nella prestazione è ritenuto più importante della qualità. Il lavoro diventa quindi approssimativo e spesso genera una serie di errori che dovranno esserre corretti successivamente impiegando maggiori risorse rispetto a quelle risparmiate accelerando le attività del personale. La lentezza eccessiva sul lavoro spesso genera nel personale una tendenza a curare troppo i dettagli o la forma anziché la sostanza dell'attività professionale. La lentezza sul lavoro determina una perdita della visione d'insieme dei problemi ed impedisce di superarli perché la persona ha perso troppo tempo nella cura dei dettagli ed ha compromesso la qualità del proprio operato. Il lavoro svolto con lentezza è perciò gravato da inutili orpelli e dal comportamento ossessivo del personale. Nelle organizzazioni pubbliche e private il lavoro svolto dal personale può quindi oscillare tra l'approssimazione ed il dettaglio eccessivi e pertanto viene a mancare una capacità di sintesi evoluta tra questi due comportamenti contrapposti. La sintesi transpersonale tra la velocità e la lentezza è la capacità acquisita del dipendente di integrare nella professione i cambiamenti al proprio comportamento organizzativo e la rigenerazione delle conoscenze sulla professione e la realtà lavorativa. Questa tipologia di sintesi tra velocità e lentezza nasce nell'interiorità del dipendente e può esprimersi nella tendenza a stimolare il rinnovamento dell'organizzazione e dell'atteggiamento relazionale. Il lavoratore in grado di compiere ad un livello minimo questa sintesi transpersonale agisce con benevolenza senza cedere ad una cieca sottomissione alle regole dell'organizzazione ed ai superiori.

 
 
 

Indifferenza e salute transpersonale

Post n°192 pubblicato il 13 Maggio 2019 da relavita
 
Foto di relavita

La società odierna è caratterizzata anche da un certo grado di indifferenza verso i problemi umani e la salute transpersonale dei cittadini. I sistemi economici, le strutture di potere, le istituzioni o le aziende tendono ad adottare un comportamento iper-razionale che può favorire lo sviluppo di varie forme di nichilismo ed indifferenza nella società. L'indifferenza è anche il comportamento od atteggiamento delle persone isolate dal proprio transpersonale e perciò incuranti del destino o delle condizioni di vita della comunità. Le persone indifferenti utilizzano spesso degli alibi per sfuggire all'impegno richiesto per prendersi cura di un familiare, dell'amico sofferente od ostacolato sul lavoro ed in famiglia oppure dello studente deriso in ambito scolastico. I gruppo di lavoro in azienda spesso orientati all'indifferenza dai dirigenti ignorano il/la collega che subisce atti vessatori e gli errori di gestione dell'organizzazione che generano dei licenziamenti dopo alcuni anni. La famiglia indifferente lascia che i figli subiscano un orientamento scolastico dagli insegnanti o lavorativo dai dirigenti spesso inadatto alle loro inclinazioni. Questi figli rischiano di operare con incuria nella professione e produrre mediocrità nella comunità. La scuola indifferente valuta soltanto il grado di apprendimento delle materie scolastiche senza definire l'attitudine dello studente a svolgere determinate professioni o facoltà universitarie. L'istituzione indifferente dimentica anche di favorire l'evoluzione dell'educazione e della personalità di un cittadino nelle scuole, nei percorsi universitari e di formazione o negli ambienti di lavoro. L'azienda indifferente considera i dipendenti oggetti da plasmare secondo le proprie necessità senza considerarne le peculiarità. Il sindacato indifferente considera i lavoratori tutti uguali indipendentemente dalla personalità e pertanto contribuisce a comprimere la cultura e le potenzialità di un lavoratore. La salute transpersonale di un cittadino e quindi lo sviluppo creativo ed umano vengono perciò esclusi anche dall'indifferenza presente nella società. Le qualità o virtù interiori di un essere umano sono considerate spesso inutili optional negli ambienti di lavoro, in ambito sociale, familiare, scolastico ed istituzionale. La salute transpersonale viene allora compensata dalle sofferenze patologiche spesso rappresentate dalle persone che eccedono con il materialismo, la ricerca del potere ed il piacere privo di affetto. Nella società indifferente e carente di qualità o del transpersonale aumentano gli abusi di potere, i maltrattamenti psicologici e le costrizioni subite dai cittadini e diminuiscono per ogni persona le chance di essere più liberi, creativi, umani ed amanti della benevolenza. La società indifferente produce mediocrità in abbondanza e cittadini schiavi di qualche forma di potere temporaneo ma di successo. La società indifferente è carente dei valori utili e necessari ai cittadini per compiere un percorso di vita sano, creativo e ricco di senso.

 
 
 

Intelligenza creativa e persone ingannevoli

Post n°191 pubblicato il 11 Marzo 2019 da relavita
 
Foto di relavita

Nella società possiamo trovare diverse persone ingannevoli prive di intelligenza creativa che danneggiano le relazioni nell'ambiente di lavoro, in famiglia e nell'ambito sociale. Queste persone spesso sono difficili da individuare per il cittadino e gli esperti di psicologia e psichiatria. Le persone con determinati profili di comportamento ed atteggiamento ed in posizioni di potere nelle organizzazioni, in qualche istituzione o nelle comunità possono mascherare il loro agire ingannevole con la presunta efficienza, produttività ed efficacia del proprio operato. Le frasi ingannevoli pronunciate da queste persone possono contenere parole come volontà di fare o lavorare, rispettare le regole, dovere morale, buonsenso, numeri, crescita economica ecc. Il cittadino solitamente è bloccato a livello transpersonale e spirituale e pertanto gli risulta inaccessibile l'intelligenza creativa utile per smascherare gli inganni compiuti dalle strutture di potere. Il cittadino viene così allontanato progressivamente dalla propria natura più sacra attraverso frasi ingannevoli solitamente senza esserne consapevole. Le strutture di potere spesso cercano di dissuadere il cittadino che vorrebbe migliorare la qualità della propria vita anche attraverso le parole che sviluppano determinate paure. Il cittadino attento può notare proprio dalle parole e frasi diffuse da diverse persone in ambito sociale, familiare ed organizzativo che la creatività umana è ancora oggi considerata una forma di follia, di schizofrenia oppure un tentativo di uscire dal "seminato" o dalle regole. I sistemi di potere più astuti utilizzano molte frasi ed atti per cercare di ingannare il cittadino affinché rinunci alla propria intelligenza creativa e diventi più disponibile alla sottomissione. Le leggi o regole più costrittive ma visibili ai cittadini e perciò contestabili diventano superflue perché l'opera di condizionamento delle persone viene svolta con strumenti di repressione a livello mentale. Il cittadino viene stigmatizzato a livello sociale oppure organizzativo se riduce la volontà di fare, produrre e rispettare le regole per evitare il rischio che fugga verso una libertà di tipo creativo. Una parte delle regole familiari, organizzative e sociali sono inoltre intrecciate a tal punto da rappresentare una gabbia per imprigionare la creatività delle persone. Il cittadino può uscire dagli inganni e dalla gabbia mentale se riesce a prendere contatto con la propria intelligenza creativa anche con l'aiuto degli esperti. L'intelligenza creativa è una delle caratteristiche dell'adulto sano a livello transpersonale. I cittadini che inseguono gli idoli rappresentati dal consumismo, il denaro, il dominio sulle organizzazioni, i gruppi sociali e le famiglie sono purtroppo ancora imprigionati dagli istinti ed impulsi primordiali.

 
 
 

Comunicare affetto nella professione

Post n°190 pubblicato il 09 Gennaio 2019 da relavita
 
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Nelle organizzazioni pubbliche e private è spesso difficile incontrare persone che riescono a comunicare affetto nella professione. I dirigenti ed i collaboratori possono presentare un grado elevato di anaffettività e pertanto la qualità del loro operato diventa mediocre. Questi dipendenti spesso hanno una personalità con tratti di psicopatia ed anaffettività e quindi adottano un comportamento dannoso anche per l’economia dell'organizzazione. Una condotta personale priva di affetto ed una comunicazione verbale arida esclude l'empatia e l'attenzione ai veri bisogni del cliente. L’organizzazione dimostra così una carenza di contatto con la realtà e potrebbe perdere i propri clienti in pochi mesi od anni. Il comportamento anaffettivo di dirigenti e collaboratori può generare anche diversi atti di incuria sul luogo di lavoro o la soppressione delle qualità umane. Nel rapporto interpersonale questo tipo di comportamento è tipico delle persone che stigmatizzano la povertà altrui, la presunta inefficienza e mancanza di volontà del lavoratore ed il suo stile di vita anticonformista. Nelle organizzazioni in cui i ruoli professionali sono divisi simbolicamente come i compartimenti stagni di un sommergibile, i dipendenti hanno spesso paura di comunicare con i colleghi di altri reparti od integrare le reciproche esperienze per migliorare la qualità del proprio lavoro. La comunicazione tra dipendenti di settori aziendali diversi spesso avviene con il consenso dei superiori perché nelle organizzazioni aride l'affettività è considerata una debolezza ed una carenza di professionalità del lavoratore. Le organizzazioni più evolute cercano invece di facilitare lo sviluppo affettivo dei dipendenti per ridurre lo stress, migliorare la comunicazione interpersonale, incrementare la qualità del lavoro e l'aiuto reciproco tra lavoratori. L'organizzazione può riuscire ad attivare con l’aiuto di consulenti esperti un nuovo modo di comunicare affetto in ogni ruolo professionale e creare così i presupporti per costruire un prodotto o servizio orientato al futuro e quindi che cambia, migliora e mantiene un rapporto qualità-prezzo elevato.

 
 
 

Counseling transpersonale e mentalità flessibile del cliente

Post n°189 pubblicato il 27 Novembre 2018 da relavita
 
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Negli incontri di counseling transpersonale è necessario valutare il grado di flessibilità della mente di un cliente. Nella mentalità del cliente dovrebbero esserci determinati livelli di autonomia ed indipendenza dalle figure genitoriali o dai loro sostituti nella vita odierna. Un datore di lavoro, un insegnante, un familiare, un politico, un dirigente oppure un'istituzione possono infatti irrigidire la mentalità delle persone. Il cliente può essere circondato da persone con menti rigide nell'ambiente di lavoro, familiare e sociale che cercano di sopprimere la propria ed altrui natura spirituale. Nel counseling transpersonale il professionista solitamente aiuta il proprio cliente a resistere alle sollecitazioni repressive dell'ambiente di vita e lavoro e valuta il grado di flessibilità mentale allo scopo di determinare l'idoneità di una persona alla crescita spirituale interiore. Il cliente privo di flessibilità mentale cercherà infatti di sabotare il proprio percorso di evoluzione allo scopo di evitare la fatica e l'impegno necessari per superare l'incomprensione ed il disconoscimento dell'ambiente di lavoro, sociale e familiare. Il cliente con una mentalità flessibile dimostrerà invece di attingere alle proprie risorse interiori creative ed umane per superare i vari ostacoli posti dalla società alla propria crescita spirituale. La mentalità flessibile aiuta il cliente anche nei momenti della vita in cui gli amici, i familiari o le istituzioni disapprovano i cambiamenti creativi e sani della professione o dell'ambiente in cui vivere. Il cliente con una scarsa flessibilità mentale cerca invece l'approvazione delle persone che lo circondano nella vita lavorativa, sociale e relazionale. Questo tipo di cliente è inadatto al counseling transpersonale perché teme la propria originalità e creatività umana. Il cliente con una mente rigida tende inoltre ad accusare ed incolpare il mondo esterno perché è incapace di leggere la realtà ed i fatti senza interpretazioni o distorsioni e di superare i problemi della vita attraverso lo slancio creativo. Il cliente con una mente flessibile è invece riflessivo nei confronti dei problemi della vita e cerca i percorsi di evoluzione che rispettano la vita altrui ed evitano l'inibizione creativa, umana e spirituale delle persone.

 
 
 
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Data di creazione: 01/04/2012
 

 

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