Creato da silenzioviolato il 25/05/2008

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Post n°80 pubblicato il 17 Aprile 2012 da lost4mostofitallyeah

pour aimer la vie

Giorgio si sputò nella mano e poi si pulì con un pezzo di carta. Stava nell'angolino sotto la finestra raggomitolato in sè stesso e bofonchiava respirando a fatica. Elide lavorava all'uncinetto un sopratavola deliziosa e intanto non mancava di tenere d'occhio sul computer il suo sito di design preferito. Lui si sentiva di merda perchè non riusciva a sollevarsi in piedi di fronte alla pace distaccata e sublime della sua compagna. Ancora una volta aveva esagerato con le pastiglie. Gli venne da vomitare ma trattenne tutto sul limitare mentre un grande spossamento si impadroniva delle sue membra impedendogli di reagire. Strisciò al suolo e una grande imbottitura gli ovattava il cervello. Gli sembrava di essere un grande serpente anestetizzato, con le fauci ridotte a zanne di carta imbevute di sedativo. Poi, finalmente, con la bocca impastata prese a cadenzare in maniera lenta e martellante :"Sai, mi devi aiutare." Lei non rispose e manovrò il mouse aprendo nuove schermate. Restò così per parecchi minuti,poi guardandolo con un filo di voce gli replicò senza fissarlo:"Tutto questo per un colloquio di lavoro che devi avere domani. A volte mi chiedo se sei preparato a vivevere veramente." Giorgio era riuscito finalmente a mettersi in ginocchio e la testa gli ciondolava a destra e a sinistra. Vedeva l'appartamento roteargli attorno come un'astronave sbilenca. Aiutandosi con le braccia e una cassapanca si rimise in peidi tremando un poco :"Domani voglio essere lucido ma oggi la tensione era insopportabile. Così ho cominciato a calarmi, fino a quando non sono stato più in grado di distinguere il bene dal male e sono rotolato a terra." "Ti sei fatto male?". "No. Ero esattamente come mi hai trovato". "E come sei rimasto..." Elide diede ancora dei punti al suo lavoro poi si alzò per prendersi un bicchiere di limonata. Giorgio stava ancora in piedi e oscillava come sotto a un forte vento. Quando Lei tornò gli parve di essere in tribunale davanti a un giudice carico di saggezza ma anche di indifferenza. Lei si accese una sigaretta mentre gli occhi di Giorgio penzolavano dalle orbite stanche. "Hai visto Mauro?". "Può darsi ma non cambia niente rispetto a noi due". "So bene che vuole portarti via, dice che posso rovinarti con quello che faccio." "Chi non lo direbbe? Ma Io sono abbastanza indipendente per pensarla alla mia maniera." Giorgio, incapace di sostenersi oltre, si piegò su un ginocchio, poi su entrambi. Incominciò a sondare il pavimento alla ricerca di qualche frammento di pasticca dimenticato. Poi scoppiò in lacrime. "Non mi vuoi lasciare, allora?". "Non lo so, da qualche giorno a questa parte ti comporti in modo spaventoso." "é solo la tensione, il breakdown". Singhiozzò Lui asciugandosi le lacrime che cadevano copiose. Lei tornò a sedersi e al suo lavoro a uncinetto. Ogni tanto lanciava un'occhiata al PC. Giorgio era svenuto, tramortito.

 
 
 
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