Creato da silenzioviolato il 25/05/2008

Rew

You only have to read the lines of scribbly black and everything Shines

 

« °° »

*

Post n°81 pubblicato il 04 Maggio 2012 da lost4mostofitallyeah

Calura

La cerimonia non aveva preso troppo tempo in quell'angolo quieto del tempio vicino alla spiaggia. Era stata, come si dice, una funzione laica perchè così Lei aveva preferito. Aveva anche voluto che le ossa del suo cane adorato fossero mescolate alle sue ma le autorità avevano nicchiato per poi lasciarsi andare con un secco No. L'amministratore chiuso nel suo vestito con giacca e gilet e cravatta nera sudava stoicamente ma nessuno pareva accorgersene, persi com'erano tutti nella visione della darsena a 250 metri dal luogo sacro. La brezza era quasi impercettibile malgrado la Città marittima fosse nota proprio per la sua ventosità. Gabbiani stridevano molto vicino e si appollaiavano sui pali corrosi dall'acqua salina osservando impigriti la decina di persone che si sparpagliava intorno al feretro. Poi, alle tre e quarantacinque un piccolo corteo si era messo in moto per spostarsi al crematorio comunale dove avevano dovuto attendere un altro pò prima di vedere il fumo bianco e nero emergere da una piccola ciminiera sopra tutta la struttura. Con una certa solennità l'urna, slanciata alla base più compatta verso l'estremità, venne consegnata a Giovanni che se la strinse al corpo. La madre di Sara si accostò carezzandola mentre il padre si teneva discosto, asciugandosi alcune lacrime.
"é un peccato che le ceneri di Silver non le siano state mescolate. Lei ci teneva così tanto."
La madre annuì. "Sono sempre stati inseparabili."
Giovanni aveva un cipiglio pensieroso. Lui le sue lacrime le aveva ormai piante tutte. Si girò un pò bruscamente e si diresse verso la macchina dopo avere salutato i parenti di Sara. Si era deciso, senza contrasti, che le ceneri le avrebbe tenute Lui. Il giusto tributo a un grande amore. Salì sulla ford fiesta e posò delicatamente l'urna al posto del passeggero indugiando lento sulle curvature panciute e sulla piccola Vittoria alata che stava alla sommità. Si chiese se rappresentasse il trionfo sulla Morte: vista così era un poco di cattivo gusto. Allacciò la cintura intorno al suo corpo e al contenitore delle ceneri di Sara, dopo essersi assicurato che il tappo fosse ben chiuso, poi avviò il motore. Fece ancora un gesto con la mano sinistra alla piccolissima folla che aveva assistito alle esequie ma non voleva querule condoglianze così sgommò in fretta. Fuori la temperatura era di 31°. Attaccò l'aria condizionata nell'illusione che avrebbe confortato anche Sara dopo le vampate terribili a cui era stato sottoposto il suo cadavere per essere ridotto in cenere. Percorse via Tertulliano con la mano facile mentre s'aggrovigliavano i pensieri attorno alla sua testa. Arrivato a Piazzale Claudio imboccò una delle stradelle che risalivano la collina. Ci mise altri 10 minuti ed era a casa. Scese con l'urna avvinghiata al petto e si rifugiò in casa dopo avere spalancato la porta. Si gettò sul divano e si slacciò la cravatta scalciando via le scarpe; aveva lasciato sul tavolo le ceneri di Sara e ora le stava osservando mentre il sudore gli colava lungo le guance e i ricordi diventavano insopportabili. Si passava continuamente una mano sulle labbra e gli occhi gli si chiudevano per la grande arsura. Nel frattempo metteva in moto le cellule grigie e pensava come colmare quel senso di insoddisfazione che s'era impadronito di Lui. Si spogliò e andò a farsi una doccia mettendo al massimo la corrente gelida. Quando uscì fuori il gatto, Rod, prese a strusciargli intorno alle gambe nude e a miagolare con discrezione. Doveva avere fame e Giovanni gli aprì due scatolette, una con il tonno e una con il pollo. Poi tornò in poltrona, nudo, e riflettè sul da farsi. Non gli ci volle tanto tempo: prese qualche straccio casual e se lo drappeggiò sul corpo, versò del latte per Rod, poi tornò a uscire sul vialetto, prese dal garage un martello e una pala, saltò sulla ford fiesta e si diresse verso una remota zona di campagna. Era una una terra infestata dalle erbacce, un lotto di terreno incolto con ortiche e roveti. girò un pò sotto la calura fitta poi trovò quello che cercava, marcato da una rozza croce con due legni sovrapposti. Prese a scavare con il badile ignorando il frinire dei grilli che pareva fargli esplodere il cervello. La buca era poco profonda e trovò rapidamente quello che cercava: le ossa di Silver, il suo scheletro. Con la morte nel cuore lo raccolse e lo posò su una vasta pietra lì a fianco. Poi con il martello frantumò in un'ora i resti del cagnolino e si avvicinò a un vecchio barbecue inutilizzato probabilmente da trent'anni. Radunò paglia e legna e accese un fuoco potente: mise le ossa, o quel che ne rimaneva, sopra le fiamme e attese, continuando ad alimentare il rogo. Gli ci volle diverso tempo e nel frattempo continuava a martellare, ma quando era ormai la mattina del giorno successivo potè mettere le ceneri ancora lievemente incrostate d'osso, in un sacchetto di plastica e risalire sulla ford fiesta. Aveva gli occhi gonfi per la tristezza e il sonno perduto ma il suo umore era molto migliorato. Schivò dei passanti mattinieri e saltò due incroci, poi verso le sette era nuovamente a Casa. Aprì la porta con il sacchetto di plastica in mano e gli parve che l'abitazione lo salutasse più felice, quasi conscia della missione che stava compiendo. Avvicinò la triste urna e la scoperchiò. la cenere era talmente compatta da non lasciare spazio per ulteriori aggiunte. Allora, mormorando "capirà" svuotò parte dei resti di Sara in giardino e quando fu convinto vi colmò le rimanenze di Silver e tappò di nuovo ermeticamente l'urna. Poi, seduto, e con un sorriso che vagava solitario sulle labbra, si versò un whiskey.

 
 
 
Vai alla Home Page del blog

AREA PERSONALE

 

 

ULTIME VISITE AL BLOG

vita.perezcassetta2santinovelost4mostofitallyeahjared.fitchlacey_munrogioviudittaturadelpensieroelektraforliving1963Phoenix_from_MarsDIAMANTE.ARCOBALENOhyerogliphicaEasyTouchpsicologiaforense
 
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963