Creato da Raf_ADMOpiemonte il 13/06/2007

Non siamo isole

Storia di un seme che morendo fa nascere un grande albero

 

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Chemio e trapianto: esperienza di vita e non di morte

Post n°35 pubblicato il 16 Settembre 2011 da Raf_ADMOpiemonte
 

"Grazie.

La sola parola che mi viene in mente per iniziare questa lettera.

Grazie perché il 31 agosto 2007 la tua generosità mi ha permesso si sperare e credere ancora nel futuro.

Sono Sabrina, la ricevente del tuo midollo.

Di te non so niente, come ti chiami, come sei fatto, ma per me sei una persona meravigliosa. Sei stato quella piccola luce di speranza che speri di vedere in fondo a un tunnel buio.

Penso spesso a te e alla tua famiglia e vi ricordo nelle mie preghiere.

Sono la mamma di due bambini piccoli e ogni giorno guardandoli so di essere stata molto fortunata.

Purtroppo il 9 maggio 2007 ho scoperto, in modo casuale e improvviso, di avere una brutta forma di leucemia acuta. Il mattino ho salutato mio figlio che andava all'asilo e poche ore dopo ero in ospedale senza sapere se avrei ancora potuto dare un ultimo bacio a lui e alla piccolina.

Penso sia impossibile far capire quello che si prova in certi momenti, sono emozioni così forti, così devastanti che poi, quando passa, quasi le dimentichi.

Si sa che certe cose capitano, ma mai si pensa che possano succedere a te.

E invece quando arrivano certe mazzate, ti rendi conto di quale può essere veramente la tua forza e il tuo coraggio. A casa, appena ho saputo la notizia, ho pianto lacrime di rabbia, ma da subito ho voluto farcela: ho pensato alla malattia come a una prova, ho deciso di non subirla ma di viverla fino in fondo come un'esperienza di vita e non di morte.

E così è cominciata la chemioterapia, un lungo ricovero in camera sterile e la consapevolezza di dover affrontare un trapianto per poter avere delle speranze.

In quel periodo ho avuto la fortuna di conoscere e avere accanto delle persone meravigliose, medici e infermiere che hanno creduto in me e mi hanno dato una forza che non sapevo di avere. Poi ancora chemioterapia da casa, fino ad arrivare al ricovero per il trapianto, a fine agosto.

Il 31 agosto 2007 sono nata un'altra volta; a differenza di molti altri ho avuto la fortuna di avere un'altra possibilità! E tutto questo grazie anche a te: mia mamma ripete spesso che ora è come se avesse an altro figlio! E io un fratello!

Durante il trapianto, guardando la sacca con quella piccola goccia che scendeva lentamente, sentivo le lacrime salirmi agli occhi, ma erano finalmente lacrime di gioia. Ora sono passati alcuni anni e faccio controlli regolari. La malattia no c'è più, ma so di essere ancora a rischio rigetto e che la malattia si può ripresentare. Ho imparato a vivere giorno per giorno, anche in modo un po' egoistico. Sono cambiate le mie priorità: faccio progetti per il futuro ma al primo posto c'è la voglia di poter stare accanto ai miei bambini il più a lungo possibile.

Ogni volta che vedrai il sorriso di un bambino con la sua mamma, pensa ai miei figli, che grazie a te hanno ancora una mamma a cui poter sorridere.

Chissà, forse un giorno potremo conoscerci; per ora ti abbraccio forte e sappi che ti penso tanto."

 

 
 
 
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