Creato da Raf_ADMOpiemonte il 13/06/2007

Non siamo isole

Storia di un seme che morendo fa nascere un grande albero

 

« Donare, puro atto d'amoreUna casa per i malati e ... »

Io e i ragazzi

Post n°19 pubblicato il 27 Novembre 2009 da Raf_ADMOpiemonte
 

Mi mette sempre in agitazione incontrare i ragazzi delle scuole superiori. Vorrei dire loro mille cose, vorrei che sapessero ascoltarmi, vorrei saper parlare al loro cuore. Sarebbe così importante per me poter spiegare loro il valore della donazione di midollo, spiegare che è un gesto così semplice ma così ricco di speranza...

Tante volte incontro queste classi un po' distratte, ragazzi presi a chiacchierare delle loro cose, che ti sentono solo con un orecchio... e lì per lì mi prende lo sconforto.

Ma io vado lì davanti a loro, parlo senza microfono, guardandoli negli occhi. Con molta fatica cerco di attingere dal più profondo di me stessa frammenti dell'esperienza che ho vissuto. Certo sarebbe facile se mi facessero delle domande, qualsiasi domanda. Invece no, io devo parlare mettendo in fila indiana dei pensieri e delle emozioni che vengono a galla come bolle gorgoglianti: non è per niente facile trasfomare l'emozione in un discorso sensato. Scrivere è molto più facile, ma mi rendo conto che oggi, dopo venti lunghissimi anni, faccio ancora fatica a scrivere di Rossano, della leucemia, della donazione.

Quando un amico muore in un incidente stradale non puoi farci niente, quando invece muore per una leucemia, puoi non stare lì a guardare: puoi diventare donatore. Chiedo: Chi di voi ha avuto un amico malato? Nessuno. Sguardi persi come a dire "di cosa stai parlando"? Meglio così ragazzi, non ve lo auguro. Anche se so che prima o poi la vita riserva a tutti una sofferenza. Tutto sta nell'arrivarci un po' preparati, magari un po' più grandi.
Perché quando ti capita a vent'anni e stai pensando che la vita è fatta di regali di Natale, di quel ragazzo che ti piace, di voglia di divertirsi, di ridere eppure pensi che tutto il mondo ce l'ha con te e non ti capisce... poi improvvisamente diventa tutto buio perché tua madre ti dice che tuo cugino ha la leucemia. Tutti i tuoi sogni svaniscono, e ti manca il respiro.

E poi ti dicono: con un trapianto di midollo osseo ce la potrebbe fare. Allora tu vai e la fai quella tipizzazione e vorresti una bacchetta magica per poterglielo dare tu quel midollo e chiuderla subito con questo scherzo, perché state scherzando vero?!, mio cugino non può mica morire così.

E poi tutto finisce e ti resta solo disperazione. Ma in vent'anni hai tempo di capire che la morte fa parte della vita, che non importa quanto essa è lunga, ma come l'hai vissuta. In fondo non importa nemmeno se ti sei divertita tanto o poco, se hai guadagnato tanti soldi, ma importa quanto amore hai dato alle persone che il destino ti mette sulla strada. Anche i tuoi genitori, che qualche volta hai odiato, e tutti gli altri che vorresti cancellare perché ti mettono in difficoltà.

 Dopo vent'anni continui a pensare che se Rossano fosse qui, passeremmo delle domeniche pomeriggio insieme con lui e Maria e i miei bambini giocherebbero con i suoi.
E poi penso che se tutto questo non fosse successo, non sarei quella che sono oggi e nemmeno questa associazione non sarebbe com'è. Senza il testamento di Rossano molti non si sarebbero iscritti, molti non avrebbero donato. Quando un donatore dice: ho letto la lettera di Rossano e mi sono iscritto, io lo sento un po' mio fratello.

La URL per il Trackback di questo messaggio è:
https://blog.libero.it/rossanoeglialtri/trackback.php?msg=8052261

I blog che hanno inviato un Trackback a questo messaggio:
Nessun trackback

 
Commenti al Post:
katyjo
katyjo il 27/11/09 alle 14:05 via WEB
Appena ho avuto l'età per farlo, io mi sono iscritta all'ADMO. Come all'AVIS e come all'AIDO. Mio marito non capisce, mi guarda e dice: ma chi te lo fa fare? Io gli rispondo: se tuo figlio (ne abbiamo due) avesse bisogno di un trapianto, non vederesti la casa per comprarlo? Se tuo figlio fosse in ospedale e avese bisogno di asngue, non gli daresti TUTTO il tuo? E lui: ci penserà qualcun altro, perchè proprio tu? Se tutti dicessero così, non donerebbe nessuno. E guarda ch enon lo dico per vantarmi, proprio no, è solo che a volte vorrei prenderlo per le spalle e scuoterlo forte e dirgli: ma non capisci??? Non capisci che puoi fare l adifferenza per qualcuno??? Scusa la lunghezza del commento, in bocca al lupo
 
 
Raf_ADMOpiemonte
Raf_ADMOpiemonte il 24/01/11 alle 12:23 via WEB
grazie katyjo di esserci!!! no, molti non capiscono. Forse capiranno un giorno: per questo andiamo nelle scuole, a fare le serate, continuiamo a parlare... Spero davvero che i tuoi figli sappiano riconoscere la bellezza del tuo esempio, ma anche se così non fosse non rammaricartene, ti prego e non demordere!!!
 
Franceskina_83
Franceskina_83 il 27/11/09 alle 18:57 via WEB
Ciao Raffaella, non sai quanto ti capisco. E' sempre cosi difficile parlare di se stessi, della propria esperienza, soprattutto se si tratta di un esperienza tanto dura, così tanto da far paura al mondo intero. Anche io faccio fatica. Mi impongo di divulgare il messaggio della donazione ma mi scoraggio non appena trovo la barriera della superficialità di fronte a me. Dovrei insistere di più. Dovrei battermi di più, proprio come fai tu. Ti ammiro molto, Raffaella. Affrontare una classe di studenti dev'essere già difficoltoso di per se, a maggior ragione con un argomento cosi importante da trattare insieme a loro. Vorrei fare qualcosa anche io, davvero. Vorrei aiutare chi si trova oggi nella mia situazione di 11 anni fa. Perché è importante far capire a tutti che non è pericoloso donare il proprio midollo...come molti credono! Spero tanto di poter in qualche modo aiutare te e l' Admo. Un abbraccio Francesca
 
 
Raf_ADMOpiemonte
Raf_ADMOpiemonte il 24/01/11 alle 12:32 via WEB
Francesca, vedrai, arriverà il giorno in cui anche tu riuscirai a dire quello che VUOI dire. Venerdì sono andata a parlare ad altri ragazzi di un Liceo di Moncalieri, nei mesi scorsi ho fatto altri incontri, serate. Ogni volta, come credente, chiedo aiuto allo spirito Santo perché la paura di dire parole vuote resta sempre, e ogni volta riesco a dire cose che entrano nei cuori delle persone. Per farlo ho dovuto io per prima sbriciolare la corazza che mi proteggeva le ferite: adesso tutti possono vedere il mio cuore e capire che dico cose vere. La tua testimonianza può essere ancora più bella perché la gente ti vede lì e può pensare: se non avesse avuto un midollo non sarebbe qui ora, questa ragazza... quando vuoi, sai dove trovami. smack!
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Sonya il 01/12/09 alle 20:05 via WEB
Ciao, sono arrivata qui per caso. E ho spulciato un pò nei tuoi post, mi hanno molto colpito. Ho visto che hai ripreso a scrivere da poco, e oggi parli di ragazzi. Io sono la mamma di una bimba affetta da linfoma, che in questo momento sta seguendo la sua terapia in una città diversa. Capisco bene quel che vuoi dire, perciò, quando dici che non saresti quella che sei oggi, se non ci fosse quel tuo passato alle spalle. Io sono convinta che il dolore ci migliora, se riusciamo a dare un senso al futuro. Io credo che il tuo impegno per l'informazione su questi temi sia proprio questo. Un abbraccio solidale
 
 
Raf_ADMOpiemonte
Raf_ADMOpiemonte il 24/01/11 alle 12:34 via WEB
Un abbraccio anche a Te, Sonya. Nel frattempo spero di cuore che le cose per la tua bimba si siano messe nel verso giusto.
 
Gli Ospiti sono gli utenti non iscritti alla Community di Libero.