Creato da Raf_ADMOpiemonte il 13/06/2007

Non siamo isole

Storia di un seme che morendo fa nascere un grande albero

 

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Le parole di un papÓ

Post n°31 pubblicato il 24 Gennaio 2011 da Raf_ADMOpiemonte
 

Cara Raffaella, questo ultimo anno è stato per noi genitori veramente difficile. Ho conosciuto alcuni papà e mamme, il cui percorso è stato decisamente meno fortunato, che non hanno più CORAGGIO DI PENSARE e VOGLIA DI PARLARE. Il mio desiderio è che ciò che le parole che seguono vengano lette per far conoscere anche i loro pensieri. Credo sia l'unico mezzo a mia disposizione per essere d'aiuto. Da parte mia cercherò attraverso alcuni amici di far conoscere ancora di più l'argomento a tanti ancora sconosciuto. Ho chiesto ad amici del Gruppo Abele se possono far girare la mia lettera anche tra i loro contatti. Più persone sanno e maggiori sono le SPERANZE per tutti. Se mio figlio ha trovato il donatore è perchè anni fà Persone come il Sig. Mario Bella si sono impegnati per questa causa coinvolgendo migliaia di persone.

10 gennaio 2011

L’ unico e solo motivo di questa testimonianza è che la nostra famiglia, fortunata, ha un enorme debito di riconoscenza verso un anonimo donatore di midollo osseo che ha ridato forza, fiducia e vita a nostro figlio.

Non è piacevole essere qui a raccontare i problemi e le difficoltà personali, ma ci auguriamo che conoscere la nostra esperienza possa essere di aiuto ad altre persone.

Le nostre parole non cercano compassione o vicinanza. Vorremmo solo far capire l’importanza della donazione di midollo.

Tante, tante, tante persone, genitori, figli, fratelli sono stati o sono tuttora, in questo istante, nella nostra condizione.

Noi siamo solo la loro voce.

La voce di chi vuol dire che senza essere medici oppure eroi, è possibile dare speranza di vita e di guarigione a tanti sfortunati malati il cui futuro è legato al trapianto di midollo.

Il dolore non risparmia nessuno ma questo non è l’oggetto della lettera.

Vorremmo farvi sapere che esiste la possibilità concreta di fare qualcosa di reale, di vero.

Tanti tristi epiloghi forse si sarebbero potuti evitare se ci fossero stati più donatori di midollo. Più grande è il loro numero, maggiori sono le possibilità di trovare donatori compatibili ed uguali a coloro che ne sono alla ricerca.

L’obiettivo unico del nostro intervento è di far conoscere questo messaggio.

E’ un messaggio forte, concreto, ma mai abbastanza se si pensa al significato vero di quello che tutti noi desidereremmo. Riuscire ad avere il giusto donatore per ciascun malato.

Due aspetti ci hanno particolarmente colpito in questi mesi:

Il primo, drammatico, è stato il vero e completo senso di impotenza di noi genitori.
Non poter far nulla per aiutare nostro figlio, se non piangere silenziosamente accanto a lui.

E’ da qui che nasce il bisogno di far conoscere la nostra esperienza. Donare il midollo significa ridare una possibilità di cura ai figli di altri genitori. Questo è il nostro unico mezzo per aiutare i tanti che ne hanno bisogno e non essere così totalmente impotenti.

L’altro aspetto che ci ha stupito è stata l’enorme dignità e forza di ciascun malato nell’affrontare le difficoltà. La malattia non è mai ritenuta disgrazia o sventura ma solo un caso sopraggiunto da affrontare e combattere con tutte le proprie forze, con i mezzi a disposizione e con l’aiuto dei medici, spesso di sensibilità ed umanità sorprendente.

Dai bambini ammalati che stiamo incontrando e conoscendo nel nostro percorso abbiamo una continua lezione di vita.

Le difficoltà che ogni giorno dobbiamo affrontare, da persone sane, nulla sono in confronto a quelle che questi ragazzi stanno vivendo.

Non serve compassione o desolazione. Meritano sicuramente di più.
Meritano il massimo della nostra stima e tutto l’aiuto che, secondo le nostre possibilità, siamo in grado di offrirgli.

Il nostro non è un caso unico. Stiamo parlando a nome dei tanti che stanno attraversando momenti simili. NON sono episodi così rari o isolati come si pensa o, per paura, si vorrebbe credere.

E’ stato un anno di dolore, di speranza ma, fortunati noi, di grande riconoscenza.

Riconoscenza verso coloro cha hanno avuto il buon cuore di essere sensibili e a noi vicini in questo periodo, iniziando dai medici per arrivare ai donatori di sangue e infine all’anonimo donatore di midollo che si è offerto per nostro figlio e a cui donatore auguriamo che possa almeno immaginare l’immenso valore del suo gesto.

Sono parole molto semplici, dirette, forse poco curate nella forma, ma spero di essere riuscito a trasmettere un po’ di queste nostre riflessioni.

La scienza e la medicina ci spiegano come potremmo fare se volessimo diventare donatori di midollo osseo, ma è il nostro cuore che deve renderci disponibili ad offrirci di aiutare coloro che, a fatica, potrebbero riprendere a sperare GRAZIE AD UN NOSTRO GESTO.

Un forte abbraccio a chi non ha avuto la nostra fortuna.

Siamo profondamente e sinceramente vicini a coloro, conosciuti e non conosciuti, che ancora stanno combattendo la malattia.

Davanti ai bambini malati si ride anche quando si vorrebbe piangere, ma io ringrazio che almeno ad oggi abbiamo una storia positiva da raccontarVi.

 
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