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Post N° 24

Post n°24 pubblicato il 03 Novembre 2006 da rossypaky

“Il sangue che scorre da anni sulle strade di Napoli, è prima di tutto una sconfitta politica. Una sconfitta che non può essere attribuita solo all’incompetenza degli amministratori o alla complicità dei cittadini. Il vero problema è di gestione del potere in una situazione di guerra.

 Il problema, è che la criminalità è più potente dello stato. Altro che Weber. E questo succede perché il potere della criminalità è più efficacie e tempestivo di quello politico. La criminalità ha il potere di decidere della vita e della morte, mentre lo stato fatica a mettere dentro i criminali. E perfino a tenerli in carcere. La criminalità non ha poi bisogno di rispettare procedure burocratiche per decidere, per fare. Mentre gli amministratori rimangono imbrigliati nella burocrazia, i camorristi muovono soldi e uomini a colpi di telefono.

In guerra, per vincere, servono mezzi e risorse, ma anche organizzazione, efficienza, unità di comando. Servono decisioni rapide, determinazione, forza. E’ troppo facile incolpare i cittadini di debolezza, di complicità. Chi è disposto a rischiare la vita per pochi euro? I cimiteri sono pieni di eroi. E poi cosa cambierebbe? I politici parlano di grandi mobilitazioni collettive, di principi. Belle parole, ma poi ci si ritrova sempre soli. Meglio farsi i fatti propri. Giustizia e legalità, in un contesto di povertà e violenza, sono utopie frustrate dalla necessità di proteggere se stessi e la propria famiglia.

Sono valori che la forza di adattamento riesce ad accantonare nel desiderio disperato di una vita normale. Solo quando lo stato avrà vinto la guerra in corso, i cittadini torneranno a fare la loro parte. Quando lo stato riuscirà ad imporre le sue regole sul territorio, e garantirà sicurezza e sviluppo economico. Fatti, non parole. Una situazione di emergenza, richiede soluzioni d’emergenza. Il binomio politica e burocrazia, deve essere sostituito da una gestione politico-militare. Questo non vuol dire interrompere i programmi di sensibilizzazione, di educazione, e di sviluppo economico. Anzi, essi possono essere rafforzati.
Ma la guerra deve essere innanzitutto affrontata, e vinta. In gioco non c’è l’immagine di una città, o di un paese. In gioco c’è la libertà di milioni di cittadini. E la credibilità della democrazia.”

La cosa  che mi fa più male in questo periodo è che in televisione fanno vedere solo la “Napoli brutta e sanguinosa”, e noi?

L’altra parte di Napoli che suda tanto e fa sacrifici enormi per avere quel po’ di soldi onesti.

Sapete io sono orgogliosa di essere napoletana ma… in questa situazione me ne vergogno.

Vorrei che tutte queste persone (ipocrite), che ci fanno vivere in questa condizione, FACESSERO TUTTI LA STESSA FINE. Fate bene ad ammazzarvi l’uno con l’altro (cosi vi togliete di mezzo) basta che non toccate le persone che non c’entrano!

 

 
 
 
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