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Sovrani e Principi inglesi: fra realtà e fiction

Post n°107 pubblicato il 16 Aprile 2015 da TheLady2088

I reali inglesi non hanno mai avuto bisogno del cinema, loro stessi sembrano essere i

protagonisti di un "film".

Sentimenti, avventura, tradimenti, tragedie, il sangue blu, il regno e la storia, con tutto ciò

che rappresentano; in poche parole, Windsor uguale grande fiction. 

Nell'era recente il primo capitolo della fiction è nel 1917, quando Giorgio V  decise di

cambiare il nome del casato da Sachsen-Coburg und Gotha, chiaramente tedesco, in uno

dei tanti, della regina Vittoria, scegliendo Windsor.

Ma la confusione dei nomi, delle successioni maschili e

femminili era tale che dovette intervenire,

perentoriamente, alla sua maniera, Elisabetta II nel

1952, che, Regina da appena due mesi, dichiarò la

"volontà e il gradimento che la regina stessa e i suoi

figli assumessero il nome Windsor".

Altra parte della fiction riguarda l'amore e Kate,

studentessa modello da 110 e lode, con quell'attitudine

alla cultura e alla ricerca, ha voluto studiare e

approfondire, andando indietro nel tempo per stabilire

una sorta di coefficiente di felicità o infelicità delle

donne che sono entrate a far parte della casa reale inglese.

Non possiamo certo diemnticare le numerose mogli di Enrico VIII, il Re dello scisma, il Re le

cui vicende matrimoniali non hanno eguali nella storia.

 

Ciò che ne è emerso suona per la bella Kate alquanto

 inquietante, infatti  Enrico sposò ben tre Kate;

 la prima, D'Aragona, morì di cancro, la seconda, Howard,

 fu decapitata per i troppi amanti (a detta del re) e la

 terza, Parr, sopravvisse a Enrico ma dovette vedersela

 con Elisabetta, la futura Regina, che dicerto non le rese

 vita facile.

 Dunque, coefficiente di felicità... basso, molto basso.

 

 

Poi c'è Elisabetta I, il mastino, il guerriero che tutelò l'Inghilterra politicamente

e militarmente; con qualche amante che finì male, non fu una donna felice, al di là del

potere.

Dopo un salto di circa tre secoli arriviamo a Vittoria, la

Grande regina che sposò Alberto di Sassonia-Coburgo-

Gotha, il quale a quanto si dice, non era propriamente

pazzo di lei; nonistante ciò lei amò il marito con tutto il

cuore, tanto che alla sua morte si chiuse in se stessa e fu

una vedova perenne, sempre vestita di nero, apparendo

raramente in pubblico.

 

 

 

 

 

 Arriviamo così al Novecento, emerge la figura di

 Elisabetta, Duchessa di York, moglie di Bertie, il futuro re

 Giorgio VI e madre di Elisabetta futura regina, dedita

 completamente al marito, è lei che gli trova il terapeuta

 Logue, la famosa Regina madre, morta a 102 anni.

 

 

 

Poi la fiction delle fiction, Wallis Simpson, l'americana

divorziata che fece perdere testa e il trono al Re Edoardo

VIII, fratello maggiore di Bertie, che abdicò per sposarla;

ciò accadeva nel 1936 e la coppia divenne una leggenda,

dando infiniti argomenti ai media fino al 1972, quando

Edoardo morì a Parigi.

Wallis gli sopravvisse quattordici anni, anni passati a

quanto pare nella tristezza.

 

 

 

 Loro due probabilmente e nonostante tutto, nonostante

 l'abdicazione e la presa di distanza dai Windor, furono

 molto felici. 

 Arriviamo a "The Queen", Elisabetta II, la Regina per

 eccellenza, che da quasi sessant'anni controlla tutto, se

 stessa, il marito, i figli, i nipoti e soprattutto il paese e le

 tradizioni.

 

 

Ne ha viste di tutti i colori, colori che le sono sempre scivolati addosso, tranne che per

un'unica volta, alla morte di Diana, l'ex nuora tanto discussa quanto amata da tutti, dal

mondo, dal popolo, e dal governo, così che con quel funerale pubblico, per la prima volta le

regole reali venivano forzatamente aggiornate.

Diana, la principessa del popolo, tanto fragile e indifesa,

che è e rimarrà per sempre nei cuori della gente.

Infine Kate, la bella commoner che ha visto a posteriori

tutte le puntate di questa fiction dolce-amara, fiction che

però non le ha di certo dato le indicazioni più adatte su

come svolgere il suo ruolo.

 

 

 

 

 

 Nonostante l'apparente e superficiale patinatura, la

 giovane Middleton, a differenza della fragile suocera mai

 conosciuta, viene rappresentata coma ragazza di grande

 carattere, capace di dire di no al futuro re e di tenerlo in

 ansia,capace di soppesare i pro del privato e i contro

 davvero opprimenti del pubblico.

 

 

William dal canto suo sembrerebbe non essere

complicato come suo padre, senza contare il fatti, non

trascurabile, che non incombe la presenza di nessuna

Camilla.

Ci auguriamo dunque che per questa splendida coppia

che rappresenta la modernità ed il futuro della monarchia

inglese, il futuro splendente e la vita migliore di quella

dei loro predecessori!

 

 

 

 


 
 
 
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