Royal Affairs
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A chi il trono del Portogallo???
Post n°143 pubblicato il 25 Maggio 2015 da TheLady2088
Iniziamo con ordine, andando indietro nel tempo quel tanto che basta a capire l'attuale situazione. Come non iniziare dunque da Manuel Maria Filipe Carlos Amélio Luís Miguel Rafael Gabriel Gonzaga Francisco de Assis Eugénio de Bragança, più semplicemente Manuele II di Portogallo (1889-1932), trentaquattresimo nonché ultimo Re del Portogallo e dell'Algarve.
Divenne Re il 1° febbraio del 1908, quando suo padre e suo fratello maggiore furono assassinati in un attentato. Il suo regno durò però solamente due anni e nel 1910 venne deposto in quanto in Portogallo fu proclamata la repubblica. Nel 1913 sposò la Principessa tedesca Augusta Vittoria di Hoenzollern-Singmaringen, ma dal matrimonio non nacquero figli, infatti sebbene il clima tra i due coniugi fose sereno, non vi fu mai vero amore, e l'unione fu infelice ed insoddisfacente.
Nel 1909, durante una visita a Parigi, il Re incontrò Gaby Deslys, una famosa attrice dell'epoca, con cui strinse immediatamente un importante rapporto che durò ben oltre il suo regno, con picchi di indiscrezione notevoli. Nonostante continuarono a vedersi fino al 1911, l'attrice negò sempre questo legame rifiutandosi di fare commenti a riguardo. Al momento della sua morte, non essendo risolta la questione della successione, sembravano non esserci eredi diretti per l'ormai "defunto" trono. Dal canto suo, Manuele II aveva sempre affermato che la dinastia dei Braganza si sarebbe potuta dire estinta solo alla morte dell'ultimo erede maschio diretto di tutti i rami della famiglia, quindi anche della famiglia reale del Brasile, i Braganza-Orleans e non solo. A quel punto, il movimento di integralismo lusitano acclamò quale Re del Portogallo Duarte Nuno Fernando Maria Miguel Gabriel Rafael Francisco Xavier Raimundo Antonio di Braganza (1907-1976), pretendente al trono portoghese dal 1920 alla sua morte.
Figlio di Michele II e nipote di Michele di Portogallo, 30° del Portogallo che venne fatto abdicare e mandato in esilio, venne escluso insieme alla sua discendenza dalla linea di successione. Grazie a Francesco Giuseppe I d'Austria però, che dichiarò l'extraterritorialità di Schloss Seebenstein, Duarte Nuno e i suoi fratelli nacquero ufficialmente in territorio portoghese, venendo così compresi nella linea di successione portoghese. Così quando nel 1919 suo fratello maggiore morì e l'anno seguente suo padre abdicò, appena dieci giorni dopo che l'altro suo fratello aveva rinunciato ai diritti di successione per sposare un'ereditiera americana, Duarte Nuno, appena tredicenne, venne riconosciuto Re del Portogallo dai michelisti, sebbene dal 1910 il Portogallo fosse una repubblica e la famiglia era fosse stata mandata in esilio. Considerata la sua giovanissima età, fu sua zia, l'Infanta Adelgonda ad assumere le funzioni di reggente fino alla sua maggiore età, rendendo pubblico tra l'altro, un manifesto che descriveva gli obiettivi di ripristino della monarchia da parte della famiglia. Certo è che l'abdicazione del padre di Duarte Nuno fu considerata un modo per migliorare i rapporti tra i due gruppi monarchici del Portogallo, i sostenitori della linea di Manuele II e quelli della linea michelista. Nel 1912 Dom Michele aveva incontrato Manuele II per cercare di giungere ad un accordo, in modo che non ci fossero due pretendenti al trono, entrambi in esilio; i loro rappresentanti firmarono il patto di Dover, in cui Dom Michele riconosceva Manuele II come Re, mentre Manuele II riconosceva i diritti di successione di Duarte Nuno nel caso in cui sia lui che suo zio Alfonso fossero morti senza discendenti. Il patto fu alquanto impopolare tra i sostenitori di entrambi i fronti, fino a spingere molti a sostenere che non fosse mai stato realmente firmato. Nel 1922 fu firmato un secondo accordo, il Patto di Parigi, in cui Manuele II acconsentiva a che le Cortes scegliessero il proprio erede nel caso in cui lui fosse morto senza eredi, mentre Duarte Nuno chiedeva ai suoi sostenitori di accettare Manuele II come Re. Sebbene in sostanza i due patti fossero solamente degli accordi riservati privi di valore legale, costitutivano dei punti impotanti della riconciliazione tra le due linee dei Braganza. Dom Michele Duca di Braganza morì nel 1927 e Manuele II nel 1932, da allora la maggioranza dei monarchici di entrambi i fronti sostennero Duarte Nuno come pretendente al trono portoghese, ma ciò nonostante, molti sostenitori della monarchia costituzionale ne contestarono la legittimità. Duarte Nuno infatti era indubbiamente erede legale di suo nonno Michele I, ma c'erano dubbi sul fatto che fosse anche legalmente erede dell'ultimo Re del Portogallo Manuele II. Inoltre, gli articoli 87 ed 88 della Costituzione che fu in vigore dal 1826 al 1910, anno di caduta della monarchia, affermava che il trono dovesse passare in primo luogo ai discendenti della Regina Maria II, da cui Duarte non discendeva, e che se soltanto questi si fossero estinti allora il trono sarebbe potuto passare agli eredi collaterali. Effettivamente esistevano ancora discendenti vivi di Maria II, tutti però privi della nazionalità portoghese, il che li poneva fuori dalla linea di successione. Anche per Duarte Nuno e suo padre però, nati in zona dichiarata extraterritoriale, c'erano dei dubbi in quanto la loro famiglia era stata bandita ed esiliata non vedendo dunque protetta la propria cittadinanza. Una piccola minoranza di monarchici cercò un altro candidato per il trono e lo trovò nell'erede genealogico di Manuele II, il Principe ereditario Giorgio di Sassonia, pronipote di Maria II; egli però, prete cattolico, non era portoghese, così come non lo era Pietro d'Orleans-Braganza, figlio di Pietro II del Brasile, fratello minore di Maria II.
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