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Matematica Insieme

blog didattico corso CAT (ex geometra) II A CAT - III A CAT - V A CAT ITCG "G.Bruno" .

 

PER GLI ALUNNI DELLA CLASSE IA  DEL CORSO C.A.T.    G .BRUNO

Per utilizzare il software gratuito Geogebra devi scaricarlo sul tuo computer seguendo le istruzioni:

Ora osserva la costruzione del circocentro di un triangolo (scarica il file) con geogebra

Adesso prova tu e invia il tuo lavoro al mio indirizzo e-mail

Video per la costruzione

dell' ortocentro di un triangolo(scarica il file)

Video per la costruzione

del baricentro di un triangolo(scarica il file)

 

Per gli alunni della classe I A corso C.A.T.

Visionate e scaricate il seguente file:

Grandezze proporzionali

 

GALILEO GALILEI ...IL LINGUAGGIO DELL'UNIVERSO

« ... questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l'universo), non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto. » (Galileo Galilei)

 

 

 

 

 

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Si nasce con il pallino della Matematica?

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« Storia della matematicaLe geometrie non euclidee »

Chi ha paura della Matematica?

Post n°286 pubblicato il 16 Gennaio 2011 da digi33
 
Foto di digi33

Forse non sapete che esiste un termine per indicare la " paura della matematica":   Matofobia

"Il termine matofobia deriva dalla fusione delle parole matematica e fobia e, quindi, il suo significato è proprio paura della matematica, ovvero antipatia per la disciplina. In realtà, data la radice greca della parola matematica (máthema, ovvero apprendimento), il termine può essere inteso in senso più ampio come paura per l'apprendimento.

Il matematico sudafricano Seymour Papert afferma che tale fobia ha una natura sociale e nasce durante l'istruzione scolastica. Infatti, i bambini nascono con una grande voglia e capacità di imparare e le difficoltà di apprendimento, in relazione a qualsiasi disciplina, non nascono spontaneamente, ma vengono anch'esse indotte nell'allievo. Si assiste quindi allo slittamento dalla matofilia alla matofobia, ovvero l'allievo che amava l'apprendimento e la matematica, successivamente riesce a temerle entrambe. Il carattere sociale della matofobia è giustificato, secondo Papert, dalla convinzione, radicata nella maggior parte degli esseri umani, della dicotomia tra "persone intelligenti" e "persone stupide" e, di conseguenza, ritenendo che la matematica sia una disciplina per pochi eletti, si pensa che esistano "persone portate per la matematica" e "persone negate per la matematica", come se le abilità matematiche fossero congenite. Infatti, di frequente si sentono affermazioni di disprezzo, di avversione, di odio nei confronti della matematica, da parte di tutte quelle persone che non conservano un buon ricordo del loro percorso scolastico in relazione alla disciplina. Spesso sono vivi i ricordi di insuccessi scolastici durante le ore di matematica: gli allievi, di fronte alla risoluzione di un problema, maturano spesso un senso di limitazione e di impotenza che generano uno scoramento e l'avversione per la matematica."(Da Wikipedia)

... i sintomi

I sintomi degli studenti che annunciano la matofobia possono essere i seguenti:

  • affanno;
  • eccessiva sudorazione;
  • nausea;
  • bocca asciutta;
  • sensazione di malessere generale;
  • tremore;
  • ansia;
  • spaesamento;
  • palpitazioni;
  • mancanza di chiarezza espositiva.

...e i rimedi

Alcuni semplici consigli da dare agli studenti per iniziare ad affrontare il blocco psicologico derivante dalla matofobia.

  1. La matematica non è una disciplina arida, né sono necessarie delle particolari attitudini congenite. Le abilità matematiche possono essere acquisite.
  2. Effettuare i calcoli di base senza l’uso del calcolatore, soprattutto nelle situazioni di vita quotidiana: quando si va a fare la spesa, quando si va in pizzeria con amici.
  3. Provare a risolvere problemi giornalmente, curandosi di scartare i problemi più difficili o di spezzarli in sotto-problemi più semplici.
  4. Non bisogna disperarsi quando non si riesce a risolvere un problema, ma è più utile chiedere aiuto ai compagni, agli amici, ai genitori, all’insegnante.
  5. Quando il contesto classe è ritenuto troppo dispersivo e avvilente, trovare le giuste persone con le quali studiare.
  6. Internet offre tantissimi software e corsi di base per la matematica. Il loro uso può aiutare la comprensione della matematica.

Voi cosa ne pensate?

 

 
 
 
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