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C'è una speranza per i nemici di Dio?

Post n°295 pubblicato il 06 Aprile 2019 da ruggero1949

Nello “Srimad Bhagavatam” (7:1):

Commento al v. 12:

Sono numerosi gli episodi storici nel corso dei quali il Signore uccise un

demone, ma per la misericordia del Signore, il demone raggiunse una

posizione piú elevata. Putana ne è un esempio. L'intenzione di Putana era

quella di uccidere Krishna. Essa si avvicinò

alla casa di Nanda Maharaja con l'intento di uccidere Krishna e a questo

scopo aveva cosparso il suo petto di veleno; eppure, quando fu uccisa

raggiunse la posizione piú elevata, quella della madre di Krishna. Krishna è

cosí buono e imparziale che l'accolse immediatamente come madre, non

appena Egli ebbe succhiato il suo seno. Questa attività apparentemente

gratuita dell'uccisione di Putana non sminuisce l'imparzialità del Signore.

Egli è l'amico di tutti. Perciò la parzialità non si

applica alla natura di Dio, la Persona Suprema, il Quale mantiene sempre la

Sua posizione di supremo controllore. Il Signore uccise Putana come si

uccide un nemico, ma poiché Egli è il supremo controllore, lei raggiunse

l'elevata posizione della madre di Krishna. Srila Madhva Muni osserva quindi:

"Generalmente un assassino è impiccato e nella Manu-samhita è detto che il

remanifesta la sua misericordia verso l'assassino uccidendolo e cosí lo salva

dalle sofferenze che lo aspettano (nell'incarnazione successiva). A causa delle attività peccaminose, tale assassino è ucciso per la misericordia del re. Krishna, il giudice supremo, Si

comporta in modo simile, data la Sua posizione di controllore supremo. Si

può concludere quindi affermando che il Signore è sempre imparziale ed è

sempre molto buono verso gli esseri viventi."


Io credo che le parole di Gesù sull'amare i nemici debbano essere interpretate alla luce di quanto sopra.


25 A causa dell'erronea concezione dell'esistenza, l'anima condizionata

pensa che quando il corpo muore anche l'essere vivente sia

distrutto. Visnu, Dio, la Persona Suprema, è il supremo controllore,

l'Anima Suprema di tutti gli esseri. Poiché non ha un corpo

materiale, Egli è libero dal falso concetto di “io e mio”. E’ errato

quindi pensare che Egli provi piacere o dolore quando è bestemmiato

o quando Gli vengono offerte preghiere. Riferito a Lui ciò è

impossibile, perché Egli non ha né amici né nemici. Quando castiga i

demoni, lo fa per il loro bene, e quando accetta le preghiere dei

devoti, è anche per il loro bene. Egli non è toccato né dalle preghiere

né dalle bestemmie.

26 Perciò, nell'ostilità o nel servizio devozionale, per paura, affetto o

per desideri impuri — per uno o per tutti questi motivi —, se un'anima

condizionata in un modo o nell'altro si concentra sul Signore, il

risultato è il medesimo perché, grazie alla Sua posizione di felicità, il

Signore non è mai colpito dall'inimicizia o dall'amicizia.

27 [Narada Muni continuò:]

Col servizio devozionale non si può raggiungere una così intensa

concentrazione nel pensiero del Signore Supremo come quando si è

situati in un sentimento di ostilità verso di Lui. Questa è la mia

opinione.

Qui viene detto che i nemici di Dio possono addirittura ottenere posizioni superiori a quelle dei devoti. C'è da considerare, però, che i nemici prima vengono puniti da Dio... quindi è bene essere devoti per raggiungere Dio e non fare ragionamenti strani.

Il concetto pare che sia questo: che se ne parli bene o male, l'importante è che se ne parli. L'indifferenza viene invece ignorata, come risulta dalla citazione sottostante del medesimo capitolo:


30 Moltissime persone hanno ottenuto la liberazione soltanto pensando

a Krishna con molta attenzione e abbandonando le attività colpevoli.

Questa grande attenzione può essere dovuta ai desideri sensuali, a

sentiment iostili, alla paura, all'affetto o al servizio devozionale. Ti

spiegherò ora come per ricevere la misericordia di Krishna basti

concentrarsi con la mente su di Lui.

31 Caro re Yudhisthira, le gopi (pastorelle) hanno ottenuto la misericordia di

Krishna per i loro desideri lussuriosi, Kamsa per la paura, Sisupala e

altri re per l'invidia, gli Yadu per le loro relazioni di parentela con

Krishna, voi Pandava per il grande affetto verso Krishna, e noi,

semplici devoti, per il nostro servizio devozionale.

32 In un modo o nell'altro, si deve considerare con molta serietà la

forma di Krishna. Poi, secondo uno dei cinque procedimenti

menzionati prima, si può tornare a Dio, nella nostra dimora

originale. Gli atei come il re Vena, invece, essendo incapaci di

pensare a Krishna in uno dei cinque modi precedentemente riferiti,

non possono ottenere la salvezza. Perciò si deve in qualche modo

pensare a Krishna, o favorevolmente o come nemico.

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