Cosa ci fa un'ancora grande buttata in mezzo al campo, tra rovi e spine, lontana dal suo mare?
L'ho vista, stamani, mentre passavo, patetica, solitaria, adagiata su un fianco, con gli arpioni rivolti verso il cielo.
Ho pensato tutto il giorno a quella grande ancora, l'ho immaginata piena di nostalgia per le sue acque, lontana dalla sua nave, strappata al suo mondo, trapiantata in luogo estraneo e avulso dalla sua natura. Sempre pesante e ferma, stabile, coperta di ruggine, là in mezzo al campo, ad un crocevia, ove passano turisti a frotte, in cerca di sole, di mare, di svago, di vacanze.
Ho pensato a tante vite umane, trapiantate, buttate in mezzo alle strade o ai campi del nostro mondo, ammantate di nostalgia e di ricordi, all'incrocio dei semafori, sulle spiagge cariche di mercanzia, tra i pomodori e dentro le serre, per le scale, con le ginocchia piagate, con il cuore e la mente lontani, con gli occhi colmi di lacrime, di stupore, al passaggio di tanti turisti della vita, incuranti della loro fermezza e delle necessità, turisti del nostro tempo quando il ricco ha sempre nuovi bisogni e, quindi, deve diventare sempre più ricco, e i poveri sempre più poveri.
Anch'io mi sento, talvolta, un'ancora trapiantata in un mondo di turisti sempre festanti, incuranti della pioggia e delle nuvole, sempre con l'ombrello pronto, anche se bucato, alla ricerca solo di sole, mare e amore.
Ho incontrato molti turisti nel mio viaggio, alcuni però si sono trasformati in amici e hanno arricchito la mia vita, contribuendo a dar senso e significato ad ogni avvenimento, bello o brutto, mi hanno tenuta per mano nei momenti bui e, come cieca, mi hanno portato verso la salvezza, hanno fasciato le mie ferite e mi hanno aiutato a guarirle; molto di ciò che sono oggi, lo devo a loro, questi miei dolci e teneri compagni di viaggio che si sono presi cura della salute della mia anima. Purtroppo ne ho incontrato anche di amabili all'aspetto, subito hanno catturato il mio cuore ma, qualche volta, scavando, ho trovato il vuoto, fame di quell'Amore ch'è difficile cogliere sulle strade dissestate, perché l'Amore bisogna coltivarlo, seminarlo, apprezzarlo!
Quanta sofferenza per questa operazione ma anche quanta gioia nel raccoglierne anche un solo chicco, piccolo, piccolo, da passare a testimone di vita, perché solo questo piccolo seme può far esplodere la vera vita!
Mani avare, avide raccolgono, si nutrono, vomitano ma scoramento non deve cogliere; anche se vomitato, il piccolo seme una qualche traccia avrà lasciato.
Povera, grande,possente, stanca ancora, non disperare; verranno giorni in cui nuovi passanti ti accarezzeranno, ti puliranno, limeranno la tua ruggine e... finalmente nel tuo amato mare ti riporteranno.
Inviato da: annucciamia
il 30/09/2012 alle 12:15
Inviato da: davide.lee
il 28/09/2012 alle 13:14
Inviato da: pacha210
il 25/05/2012 alle 18:54
Inviato da: pacha210
il 14/02/2012 alle 19:49
Inviato da: davide.lee
il 21/11/2011 alle 15:29