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"NUCLEARE"L'altra faccia della Medaglia

Post n°232 pubblicato il 09 Marzo 2009 da serglasser

"LA VERITA":
Berlusconi ha dichiarato che il ritorno italiano al nucleare è stato “frenato
negli anni ‘70 dal fanatismo ecologico di una parte politica”. Dissento
fortemente.

Non c’entrano col fanatismo gli spunti di riflessione che vorrei proporvi.
Tanto per cominciare, uno sguardo ai reattori Epr che ora verranno
costruiti sul patrio suolo.

I reattori Epr che ci troveremo in casa in seguito all’accordo con la Francia
producono scorie sette volte più pericolose rispetto alle altre centrali nucleari.
 Lo dice Posiva, un’impresa finlandese che si occupa della gestione di scorie radioattive.

Areva, multinazionale francese che opera nel campo dell’energia,
soprattutto nucleare, dice che le scorie Epr sono più radioattive al
massimo “solo” del 15%.

L’Italia non ha un posto dove stoccare scorie nucleari. Stiamo ancora
cercando
 di sbolognare allo Utah - che non le vuole - quelle delle vecchie centrali
 nucleari. L’operazione costa un pacco di quattrini.

E un pacco inquantificabile di quattrini costano i reattori Epr.
Inquantificabile,
perchè i cantieri in corso in Francia e in Finlandia sono in forte
ritardo
(figuriamoci in Italia, il Paese dei cantieri infiniti!) e presentano
 massicci costi aggiuntivi imprevisti.


In Finlandia il conto è salito da 3,3 a 5,5 miliardi di euro, più una
richiesta di
danni di 2,4 miliardi legata ai ritardi. In Francia, Il budget è cresciuto
del 20%
 dal dicembre 2007, data dell’avvio del progetto; anche lì i ritardi
provocano un ulteriore maggiore costo di un milione di euro al giorno.
Risultato, l’energia
nucleare è più cara delle rinnovabili.

Il conto per la costruzione delle centrali si ripercuoterà direttamente
sulle
nostre tasche di contribuenti, va da sè. Almeno l’Italia nucleare
 raggiungerà l’autosufficienza energetica? Mito da sfatare: la
nuclearissima Francia non è autosufficiente dal punto di vista
dell’approvvigionamento dell’energia. Non è autosufficiente
 esattamente quanto lo è stata finora l’Italia senza centrali
nucleari.

E poi è vero, in Francia l’energia elettrica costa meno, ma proprio
per questo
se ne usa tantissima (come giustificare altrimenti tutto quel popò
di centrali?),
 e alla fine dei conti le bollette dell’energia elettrica degli italiani e
dei francesi
sono assolutamente simili.

C’è anche un’altra faccenduola. L’uranio indispensabile per far
 funzionare le
centrali nucleari non cresce nell’orto, bisogna importarlo dall’estero
e non è infinito, esattamente come il petrolio e il carbone. Anzi, già si
comincia a dire che l’uranio scarseggia.

Non credo che siano argomenti da “fanatismo ecologico” quelli che
vi ho esposto. Cionondimeno, già prima dell’accordo con la Francia,
il Governo italiano si è attrezzato: le centrali nucleari potranno essere
imposte con la forza se la gente del posto non le gradisce. Cieco
 fanatismo nucleare, direi. Non ho altre parole.



 
 
 
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