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alfio38
   
 

IoSòCarmela

Chi controlla i controllori?

Creato da alfio38 il 23/01/2008

Giovani fiori .....spezzati!!!!

STAIRWAY TO HEAVEN

Scala per il Paradiso


C'è una signora sicura che tutto ciò che luccica sia oro
Ha intenzione di comprare una scala per raggiungere il Paradiso
E quando vi arriva sa,
Se i magazzini sono chiusi,
Che con una parola può avere ciò per cui è venuta.

C'è una scritta sul muro
Ma lei vuole essere sicura
Perché come sai a volte le parole hanno due significati.
Su un albero vicino al ruscello c'è un uccello che canta di quando in quando.
Tutti i nostri pensieri sono sospetti.

C'è un sentimento che provo quando guardo verso Ovest
E la mia anima chiede di partire
Nei miei pensieri non ho mai visto spirali di fumo
Attraverso gli alberi.
E le voci di quelli che stanno a guardare.

E' presto, così si mormora, se tutti intoniamo la musica giusta
Il pifferaio ci guiderà alla ragione
E un nuovo giorno spunterà per quelli
Che stavano aspettando da tanto.
E le foreste echeggeranno di risate.

Questo mi stupisce.

Se c'è una via vai sul tuo sentiero
Non ti allarmare
Sono solo i preparativi per la festa di maggio
Si, ci sono due strade che puoi percorrere
Ma a lungo andare
Hai ancora tempo per cambiare strada.

La tua testa ronza ed il ronzio non se ne andrà - nel caso non lo sapessi
Il pifferaio ti sta chiamando, vuole che tu vada da lui.
Cara signora, senti il vento soffiare
E lo sapevi
Che la tua scala è fatta di vento che sussurra.

E scendiamo per strada
Con l'anima più piccola dell'ombra
Là cammina una signora che tutti conosciamo
Che fa splendere la luce e vuol dimostrare
Che tutto continua a tramutarsi in oro.
E se ascolti molto attentamente
Prima o poi la melodia giungerà a te
Quando tutti sono uno e una cosa sola è tutto
Essere saldi come una roccia e non un sasso che rotola.

Ha intenzione di comprare una scala per raggiungere il Paradiso

There's a lady who's sure all that glitters is gold
And she's buying a stairway to heaven
When she gets there she knows, if the stores are all closed
With a word she can get what she came for
Ooh, ooh, and she's buying a stairway to heaven

There's a sign on the wall but she wants to be sure
'cause you know sometimes words have two meanings
In a tree by the brook, there's a songbird who sings
Sometimes all of our thoughts are misgiven
Ooh, it makes me wonder

There's a feeling I get when I look to the west
And my spirit is crying for leaving
In my thoughts I have seen rings of smoke through the trees
And the voices of those who stand looking
Ooh, it makes me wonder
Ooh, it really makes me wonder

And it's whispered that soon if we all call the tune
Then the piper will lead us to reason
And a new day will dawn for those who stand long
And the forests will echo with laughter

If there's a bustle in your hedgerow, don't be alarmed now
It's just a spring-clean for the May queen
Yes, there are two paths you can go by, but in the long run
There's still time to change the road you're on
And it makes me wonder

Your head is humming and it won't go, in case you don't know
The piper's calling you to join him
Dear lady, can you hear the wind blow, and did you know
Your stairway lies on the whispering wind?

And as we wind on down the road
Our shadows taller than our soul
There walks a lady we all know
Who shines white light and wants to show
How everything still turns to gold
And if you listen very hard
The tune will come to you at last
When all are one and one is all
To be a rock and not to roll

And she's buying a stairway to heaven

 

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RICORDANDOTI

Post n°254 pubblicato il 02 Novembre 2009 da una_luce_blu

 

 
 
 

DEDICATO A CARMELA

Post n°253 pubblicato il 12 Agosto 2009 da una_luce_blu


Un pensiero per te Carmela..
con affetto
Luce

 
 
 

CARO MINISTRO ALFANO ... A PARTE LE STRONZATE CHE PROPINATE IN TV ....DOVE SEI???????

Post n°252 pubblicato il 03 Luglio 2009 da alfio38

STATO, ISTITUZIONI, GIUSTIZIA, MINISTRO ALFANO ....DOVE SIETE?

ANCORA UNO SCHIAFFO DALLA GIUSTIZIA A CARMELA, ENNESIMO RINVIO PER RIDICOLE MANCATE NOTIFICHE, QUANTI SECOLI VI OCCORRONO PER CELEBRARE FINALMENTE QUESTI MALEDETTI PROCESSI?????????

VI FORNISCO UN BEL PO' DI DATI COSI' FORSE PERDERETE LA FACCIA E LA VOGLIA DI FAR CREDERE AGLI ITALIANI DI POTER VIVERE FINALMENTE IN SICUREZZA CON LE VOSTRE RIDICOLE PROPAGANDE:

- 810 SONO I GIORNI PASSATI DALLA MORTE DI CARMELA PIU' ALTRI 160 GIORNI DALLE NOSTRE PRIME DENUNCE... SENZA CONTARE ALTRI CIRCA 500 GIORNI DAI FATTI CHE HANNO DATO POI DI FATTO IL LA A TUTTO IL NOSTRO ORRIBILE CALVARIO.

QUESTO E' QUANTO AVETE FATTO IN QUESTO INTERMINABILE TEMPO:

NIENTE DI NIENTE!

ED IN PARTICOLARE:

- 2 STUPRATORI MINORENNI REI CONFESSI A CUI E' STATA CONCESSA LA MESSA ALLA PROVA DI 15 MESI!

- 3 "PRESUNTI" STUPRATORI MAGGIORENNI A CUI NON SIETE STATI ANCORA IN GRADO DI FAR COMINCIARE UN REGOLARE PROCESSO!

- NESSUN PROVVEDIMENTO NEI CONFRONTI DI NESSUNO!

- INDAGINI ANCORA IN CORSO SU NOSTRI ESPOSTI NEI CONFRONTI DELL'OPERATO DEI SERVIZI SOCIALI  E DEL TRIBUNALE DEI MINORI IN CUI E' TUTTO SCRITTO, QUINDI NON VEDO COSA CI SIA DA INDAGARE TANTO!

- DENUNCIA DETTAGLIATA DA CONFESSIONI E TESTIMONIANZE STRANAMENTE ARCHIVIATA!

- INSISTENZA NEL NON VOLER RIAPRIRE DENUNCIA NONOSTANTE NUOVE PROVE E TESTIMONIANZE!

- STRANE "COINCIDENZE" (TUTTE ITALIANE), IN CUI LO STESSO MAGISTRATO CHE ARCHIVIA SI VEDE INVESTITO DELL'INCARICO SUL NOSTRO ESPOSTO NEI CONFRONTI DI CHI NON HA CONFERMATO LA CONFESSIONE DELL'ACCUSATO NEL PROCEDIMENTO ARCHIVIATO, CON ULTERIORE "COINCIDENZA" DI PRESUNTO SMARRIMENTO DELLA DENUNCIA STESSA!

- NESSUN PROVVEDIMENTO QUANTOMENO DI TIPO CAUTELARE NEI CONFRONTI DI OPERATORI DEI SERVIZI SOCIALI!

- NESSUNA SPIEGAZIONE SU CHI SI E' ARROGATO IL DIRITTO DI IMBOTTIRE DI FARMACI NOSTRA FIGLIA A NOSTRA INSAPUTA!

- NESSUN PROVVEDIMENTO NEI CONFRONTI DEL CENTRO LAGER IN CUI CIO' E' AVVENUTO!

- NESSUNA SPIEGAZIONE DEL COMPORTAMENTO DEL TRIBUNNALE DEI MINORI CHE HA PERMESSO CHE TUTTO CIO' ACCADA!

POTREI CONTINUARE PER ORE AD ELENCARE IL VOSTRO NIENTE DI NIENTE!

MA SINCERAMENTE NE HO GIA' ABBASTANZA!!!!!

SIETE ANCORA COSI' ORGOGLIOSI NELL'ANDARE IN TV A SBANDIERARE AI QUATTRO VENTI I VOSTRI DECRETI SULLA GIUSTIZIA?

 AVETE LA FACCIA DI DIRE A NOI E A CARMELA CHE IL NOSTRO E' UN PAESE CHE RISPETTA I DIRITTI, LA DIGNITA', E LA GIUSTIZIA?

LA NOSTRA RISPOSTA E' CHE QUANDO AFFERMATE CIO' L'UNICO SENTIMENTO CHE PROVOCATE IN NOI E' .....

DISGUSTO!!!!!!!

 

 
 
 

FATTI ... NON PAROLE! IoSòCarmela dona un sorriso ad una vittima 12 enne!

Post n°250 pubblicato il 01 Luglio 2009 da alfio38

 

E' stato arrestato nella provincia di Napoli un'altro pedofilo di 55 anni che abusava di una ragazzina di 12, purtroppo pare anche con il consenso della madre della ragazzina che a sua volta si prostituiva.

Tutto è partito da una segnalazione anonima che la nostra amica Roberta Lerici ha raccolto su facebook, e che mi ha immediatamente girato considerando la nostra residenza sul territorio napoletano.

Abbiamo immediatamente e ufficialmente denunciato il fatto al commissariato più vicino fornendo dettagliatamente tutti i dati e i fatti necessari all'identificazione di tutti i protagonisti di questa orribile vicenda e di conseguenza dando l'opportunità agli investigatori di agire a colpo sicuro e di cogliere in flagranza di reato questi sporchi individui, che hanno risposto prendendo veramente a cuore la sorte di questa ragazzina e intervenendo in tempi ridottissimi per mettere fine a questa vera e propria tortura a cui la piccola veniva costretta.

Nel giro di circa una settimana siamo riusciti a mettere fine ad una turpe vicenda che durava da molto tempo, sicuramente troppo.

Devo fare delle considerazioni che voglio condividere con tutti voi, innanzitutto voglio puntualizzare che questo è il modo di agire di una società sana, morale, civile e democratica, rispettosa di tutti i diritti sia delle vittime sia dei carnefici. Voglio prima di tutto elogiare l'anonimo che ha trovato il coraggio pur restando nell'anonimato di chiedere aiuto per questa bambina rispondendo alla sua coscienza che gli imponeva di non far finta di nulla, come forse invece molti altri hanno fatto permettendo che questa ragazzina subisse queste orribibili violenze.

Ringrazio l'amica Roberta Lerici per avermi passato le informazioni che mi hanno permesso di poter denunciare dettagliatamente e quindi ottenere dei risultati concreti. Le forze dell'ordine per aver agito in modo perfetto incastrando i responsabili di questa triste storia. Questa è la rete di cui tanto noi invochiamo il funzionmento, questo è ciò che in concreto vogliamo che si faccia per debellare questa piaga dell'umanità quale è la pedofilia.

Ora però viene la parte più importante, la sorte di questa ragazzina e la severità e la certezza della pena da infliggere a questi lerci individui. E quì il mio appello ovviamente si rivolge alle istituzioni che saranno chiamate ad aiutare questa bambina a superare questo trauma, sperando che non vengano usati anche questa volta i farmaci, la ragazzina con il suo trauma e la sua famiglia con enormi problemi e di cui fino ad ora i servizi sociali pur essendo a conoscenza se ne sono lavati le mani, hanno solo bisogno di sentire affetto intorno  a loro (ovviamente mi riferisco al padre a quanto pare all'oscuro di tutto ed ai suoi fratellini di 2 e 5 anni), quindi non sarà compito facile ridare serenità a queste persone ma se non vi sentite in grado di farlo o se doveste farlo in modo freddo e superficiale chiedo a voi di chiedere aiuto a chi è disposto ad aiutarli con amore, professionalità e coscienza, e di continuare a disinteressarvene.

Alla giustizia chiedo di applicare la legge, condannare severamente applicando tutte le aggravanti di cui la vicenda si correda e vi assicuro sono tante, e infine far scontare la pena fino in fondo, questo genere di reati devono essere puniti infliggendo pene che non prevedano alcun tipo di beneficio. Qui si stà parlando di depravati senza alcuno scrupolo e soprattutto senza alcun trauma infantile a cui troppo spesso questi esseri si appellano per evitare pene spacciandosi per malati!

CONCLUDO CON UN PENSIERO PER LA PICCOLA CARMELA (NOME DI FANTASIA, MA PER ME NON TROPPO), QUANDO NELLA TUA MENTE E NEL TUO CUORE SI FARANNO VIVE LE IMMAGINI ORRENDE DI CIO' CHE TI HANNO FATTO, CHIUDI GLI OCCHI E CHIEDI AIUTO .....DA LASSU' LA NOSTRA CARMELA CONTINUERA' A PROTEGGERTI!!!!

UN GROSSO ABBRACCIO A TE DA PARTE DI TUTTI NOI! SPERIAMO DI AVERTI DONATO LA SPERANZA DI UNA VITA MIGLIORE!

QUESTA E' LA RICOMPENSA PER TUTTI I NOSTRI SACRIFICI!

 
 
 

SERENA HA BISOGNO DI NOI!!!!!!!

Post n°249 pubblicato il 29 Giugno 2009 da alfio38

SERENA HA BISOGNO DI NOI

NON LASCIAMOLA SOLA ..... CI RICOMPENSERA' ...

CON I SUOI DOLCI SORRISI!!!!

PER CONOSCERE LA SUA STORIA

 
 
 

RESOCONTO DELLA GIORNATA MONDIALE DI CONDANNA TOTALE DELL'ORGOGLIO PEDOFILO!!!

Post n°248 pubblicato il 28 Giugno 2009 da alfio38
Foto di alfio38

Cari amici, finalmente il 27 giugno è passato, ieri secondo me è stata la giornata più vergognosa dell'anno .....quella che in molti cercavano di farla passare per una giornata di riconoscimento di diritti assurdi quale quello di poter abusare e di esserne orgoglioso dei bambini!
Ho voluto raccogliere dei dati rispetto all'evento direttamente da noi organizzato, e in generale su tutto il web, e come sospettavo i risultati sono a mio modesto avviso molto poco soddisfacenti e di cui essere orgogliosi.
La mia intenzione non è certo quella di fare il moralista dell'umanità, non ne avrei nè le virtù nè il potere di farlo, voglio solo condividere con voi le mie sensazioni e cercare di far riflettere ognuno di noi, su quanto realmente c'è che non quadra nella nostra società.
Parto dal nostro evento organizzato su facebook, iniziando dai numeri:

PERSONE INVITATE 4442
DONNE 2627 (59.14%)
UOMINI 1815 (40.86%)

ADERENTI 1205 (27.12%) di cui donne 58.42%
uomini 41.58%
NON ADERENTI 1212 (27.28%) di cui donne 57.84%
uomini 42.16%
FORSE 716 (16.13%) di cui donne 57.96%
uomini 42.04%
IGNORATO TOTALMENTE 1309 (29.47%) di cui donne 61.65%
uomini 38.35%

Ora, tenendo nella dovuta considerazione il mezzo facebook utilizzato per diffondere questo evento, con tutte le sue caratteristiche sia come network dove la gente per lo più si collega per divertimento o semplicemente per conoscere nuova gente, o per altro, sia tecniche con tutte le inesattezze dovute a dati di ritorno errati, nel senso che diverse persone risultano magari non aderenti mentre in realtà vi hanno aderito e viceversa o ancora mancate notifiche degli inviti e quant'altro, e sottolinenado che c'è stato anche chi ha reiteratamente rifiutato l'invito, credo che comunque questi risultati offrono degli spunti di riflessione abbastanza seri e inquietanti.
Innanzitutto a mio avviso emerge ciò che io personalmente mi prodigo in modo particolare per cercare di sconfiggere cioè la grave e complice indifferenza, indulgenza, superficialità e perchè no anche ipocrisia di chi si scandalizza solo a parole ma poi nei fatti resta immobile e quindi continua a permettere che queste cose accadano. La percentuale più alta in questa sorta di sondaggio è stata di coloro che hanno completamente ignorato l'invito (29.47%) che se sommata a chi lo ha rifiutato (27.12%) raggiunge già più del 50% del campione. Abbastanza preoccupante secondo me anche la percentuale degli indecisi e molto ...troppo bassa quella di coloro che hanno deciso di aderire.
A tutto ciò aggiungiamo pure che risulta talmente irrisoria e ridicola la percentuale di coloro che hanno deciso di rinunciare (per un solo giorno) alla propria immagine del profilo per sostituirla con una che inneggi alle vittime vere di questa oltraggiosa giornata per l'animo di un uomo. La ciliegina sulla torta è rappresentata dall'altissima percentuale di donne (che in teoria dovrebbero essere molto più sensibili degli uomini verso queste problematiche) che confermano e rafforzano il quadro generale già di per se desolante.
Allargando il discorso su tutto il web in generale, ho notato alcuni "dettagli" di non poco conto, primo fra tutti l'assoluta mancanza di coesione tra le varie iniziative proposte come se la pedofilia fosse prerogativa di pochi e non un orrenda piaga che colpisce l'inera umanità, si è fatto la corsa sui vari simboli da esporre, sui vari slogan, su chi raccoglieva più adesioni ma pochissimi se non addirittura ha cercato di far unire tutte le iniziative personali o dei vari gruppi appoggiando e sostenendole tutte in modo da creare davvero quel soffio comune che necessitava per spegnere questa assurda candela che inneggia all'amore libero (questo il termine che adottano questi bastardi ...ma quello reale è SESSO) tra adulti e bambini. Risultato nessuna testata nazionale ha avuto in questo modo l'input per essere costretta a sottolineare il disgusto e la disapprovazione della gente comune verso questo aberrante reato contro l'umanità! In buona sostanza abbiamo fatto il loro gioco, tutto è rimasto chiuso nel silenzio complice che altro non è che il loro campo di battaglia!
Altra situazione secondo me deplorevole, è stata la coincidenza (o disegno divino?) della morte di Michael Jackson, l'intero web come del resto l'intero nostro pianeta è stato impegnato a lodare questo essere che dal punto di vista strettamente musicale (sottolineo musicale e non artistico in quanto posso riconoscergli di essere stato una potentissima macchina commerciale ed uno stratosferico fenomeno mediatico ...ma da qui a definire arte ciò che ha fatto ce ne corre ... e soprattutto non mi sovviene alla mente alcuna sua "opera") avrà avuto anche una motivazione, ma arrivare ad eleggerlo a mito dei nostri tempi a paragonarlo ad una leggenda sinceramente mi fa provare solo disgusto. Rendersi conto che nessuno si sia soffermato a ricordare che questo essere non ha pagato i suoi conti con la giustizia per aver abusato sessualmente e non di tanti bambini solo ed esclusivamente perchè ha sempre pagato sia la sua libertà che il silenzio delle sue vittime e delle loro famiglie (che ancor peggio di lui hanno accettato mi riferisco ovviamente ai genitori) ....abbiamo insomma perso ancora una volta una buona occasione per tacere ...almeno!
Lo scopo di questo mio messaggio, ripeto, non è quello di colpevolizzare nessuno, ma solo un invito a riflettere seriamente ognuno con la propria coscienza, valutate anche voi queste informazioni e questi dati e mettendovi una mano sul cuore e guardandovi dentro chiediamoci sinceramente quanto davvero facciamo per proteggere i nostri figli ... un consiglio da uno che come voi lo ha capito troppo tardi ....non aspettiamo che lo sia di nuovo ...un giorno potrebbe toccare a noi e vi garantisco è una cosa impossibile da superare e troppo dolorosa da vivere!
Un abbraccio a tutti voi con la speranza di esservi stato utile.
Alfonso Frassanito

 
 
 

GIORNATA MONDIALE PER LA CONDANNA TOTALE DELL'ORGOGLIO PEDOFILO!!!!!!!!

Post n°247 pubblicato il 26 Giugno 2009 da alfio38
 
Foto di alfio38

SOFFIAMO TUTTI INSIEME DA SUBITO E PER TUTTA LA GIORNATA DI DOMANI PER SPEGNERE L'INFAME ORGOGLIO CHE QUESTI MOSTRI CREDONO DI AVERE!!!!!!!

DIMOSTRIAMO LORO TUTTO IL NOSTRO DISGUSTO E DISPREZZO NEI LORO CONFRONTI ....E SOPRATTUTTO FACCIAMO SENTIRE AI NOSTRI BAMBINI CHE QUALCUNO CHE LI AMA DAVVERO C'E' ..... E LI AMA SUL SERIO NON COME VORREBBERO FAR CREDERE QUESTI ESSERI RIPUGNANTI!!!!!!!!!

TRASFORMIAMO LA VERGOGNA DI QUESTA GIORNATA ..... IN VERO ORGOGLIO E AMORE SANO VERSO TUTTI I BAMBINI DEL MONDO!!!!!!!

URLIAMO A QUESTI PORCI MELEDETTI:

DOLCE CREATURA IO TI AMO DAVVERO .....E NON HO BISOGNO DEL TUO CORPO E DELLA TUA ANIMA PER AMARTI!!!!!!! .... MI BASTA IL TUO SORRISO!!!!!

PUBBLICATE QUESTA IMMAGINE E QUESTO POST OVUNQUE, SUI VOSTRI SITI, SUI VOSTRI BLOG, NELLE VOSTRE COMMUNITY...... SPEGNAMOLI!!!!!!!!

 
 
 

NEWS MINORI

Post n°246 pubblicato il 26 Giugno 2009 da alfio38

OGNI ANNO 8 MILA NON ACCOMPAGNATI: 1.000 VITTIME TRATTA.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 25 giu. - Il fenomeno della tratta e' il secondo business illecito globale dopo il narcotraffico: il volume di affari e' pari a circa 32 miliardi di dollari l'anno e coinvolge 2,7 milioni di persone come vittime, di cui l'80% e' costituito da donne e bambini. Questo e' quanto emerge dal convegno "La tratta dei minori: il mercato dei bambini", organizzato dall'associazione "Legale nel sociale" e in corso a Roma. Secondo i dati forniti dall'associazione di avvocati, in Italia sono circa 8 mila i minori stranieri non accompagnati che ogni anno entrano in contatto con il sistema di protezione previsto dalla legge. Tra il marzo 2000 e il maggio 2007, quasi 55 mila persone hanno ricevuto assistenza come vittime di tratta. Nello stesso periodo di riferimento sono stati realizzati circa 15 mila programmi di sostegno, di cui circa 1000 dedicati ai minori di 18 anni.

"In Italia, luogo di transito e destinazione- spiega Marco Carlizzi, presidente dell'associazione Legale nel sociale- la tratta e' strettamente legata allo sfruttamento sessuale anche se negli ultimi 10 anni si sono aggiunte altre forme di sfruttamento e abuso come l'accattonaggio, il lavoro forzato, le attivita' illegali e l'espianto di organi. I minori vittime di tratta che hanno un'eta' media tra i 16 e i 18 anni provengono principalmente dai paesi dell'ex Unione Sovietica, dalla regione Balcanica (per l'Italia principalmente Bosnia-Erzegovina, Albania, Kosovo), dall'Africa, da alcuni paesi dell'Asia come Cina e Filippine e dal Sud America, principalmente dal Brasile e dalla Repubblica dominicana.

LA EX BAMBINA SOLDATO: 'IO SALVA DOPO STUPRI E VIOLENZE'

IL RACCONTO DI GRACE AL CAMPIDOGLIO DAVANTI A FRATTINI E ALEMANNO.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 25 giu. - Grace pensava di essere una bambina fortunata: dopo la scuola elementare i suoi genitori l'avevano mandata al college, nel nord dell'Uganda, il suo paese. Un privilegio, visto che la maggior parte delle ragazzine ugandesi resta a casa e non ha accesso all'istruzione superiore. Ma quella che doveva essere la relizzazione di un sogno per Grace Akallo si e' presto trasformato in un incubo. Il 9 ottobre 1996 e' stata catturata dalla Lord's Resistance Army che ne ha fatto una bambina soldato. Il racconto di Grace, insieme a quello di Kon Kelei (sudanese, ex bambino soldato) e' riecheggiato lo scorso 23 giugno in Campidoglio in occasione dell'incontro internazionale 'Bambini e giovani colpiti dai conflitti armati' promosso dal ministero degli Esteri in collaborazione con Onu, Unicef e Save the Children. Presenti il ministro degli Esteri Franco Frattini e il sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Delle 138 ragazzine rapite insieme a Grace nel 1996 109 si sono salvate quasi subito: sono state riconsegnate alla suora che le seguiva al college. Per lei non c'e' stato scampo: per mesi ha subito violenze e stupri. "Prima d'allora, dice, non avevo mai conosciuto un uomo". Poi, nell'aprile del 1997, a Grace si e' aperta la via di fuga. È riuscita a scappare, a tornare alla sua famiglia e, successivamente, al college. "Ma- dice- non riuscivo a dimenticare le altre ragazze rimaste con la milizia". Di qui la fondazione, lo scorso novembre, di un network di ex bimbi soldato per "aiutare" chi cade nella rete di adulti senza pieta'.

UNIONE PEDIATRI ADERISCE A 'GIÙ LE MANI DAI BAMBINI'

L'INGRESSO DELL'UNP PORTA A 230 I MEMBRI DEL COMITATO.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 25 giu. - L'Unione nazionale pediatri (Unp), sindacato per medici pediatrici con sede a Roma, ha aderito alla campagna "Giu' le Mani dai Bambini"(www.giulemanidaibambini.org), promossa dall'omonimo comitato, iniziativa di farmacovigilanza in eta' pediatrica che punta alla prevenzione degli abusi nella somministrazione di psicofarmaci ai bambini. L'ingresso dell'Unp porta cosi' a 230 il numero di membri della compagine associativa del Comitato, e si aggiunge ad altri sindacati, universita', Asl, ordini provinciali dei Medici, associazioni genitoriali e di promozione sociale.

"L'adesione dell'Unp a Giu' le mani dai bambini e' il risultato dell'incontro di due realta' che si prefiggono lo stesso obiettivo, ovvero la tutela del benessere psicofisico del bambino- sottolinea la presidente Unp, Teresa Mazzone- l'Unp, in quanto sindacato di pediatri, e' sicuramente un osservatorio privilegiato del mondo dell'infanzia, ed ha il dovere morale e deontologico di tutelarlo in tutte le sue sfaccettature".

In merito alla cosiddetta Adhd, la "controversa" Sindrome da iperattivita', per curare la quale- sottolinea Giu' le mani dai bambini- si ricorre sempre piu' spesso all'uso di sostanze psicostimolanti dagli effetti collaterali potenzialmente pericolosi, l'opinione della Mazzone e' che "l'iperattivita' va intesa come 'sintomo e spia di un disagio piu' profondo, che non si risolve certo medicalizzando con psicofarmaci il bambino, ma offrendo ascolto, aiuto e sostegno alla famiglia tutta, coinvolgendola in un percorso piu' lungo, complesso e difficile, ma sicuramente piu' efficace per tutti".

INFANZIA, STUDI INCOMPLETI: "COSÌ SOLO EQUIVOCI"

L'ANALISI DEL CENTRO NAZIONALE DI DOCUMENTAZIONE.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 25 giu. - Le ricerche 'Made in Italy' sull'infanzia fatte fino ad oggi non sono in grado di dare un quadro esaustivo e completo della condizione di benessere dei bambini del nostro Paese, ma sono una rappresentazione a macchia di leopardo della realta' con aspetti studiati approfonditamente e altri tralasciati e avvolti dall'ombra. È quanto emerge dal report "Bambini in Italia", curato da Valerio Belotti, coordinatore scientifico del Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza e presentato a Roma in occasione delle Giornate della ricerca sociale. Un'iniziativa promossa dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. Una visione frammentata e a volte eccessivamente concentrata su singoli aspetti, spiega il documento, puo' portare a 'equivoci eclatanti' come nel caso dei bambini scomparsi, "erroneamente riconducibili alle statistiche amministrative desunte dalle denunce alle forze dell'ordine, ma che ben poco sono in relazione con il fenomeno", oppure come nel caso dei bambini in difficolta' con la propria famiglia presi in carico dai servizi sociali "desunti dai provvedimenti censiti dalle statistiche giudiziarie che, in alcuni casi, presentano alcuni problemi di attendibilita'".

La scarsita' di informazioni e dati complessivi e' un ostacolo, spiega il report, per l'individuazione di politiche di welfare adeguate. "Si sa poco - si legge nel documento - della vita quotidiana dei bambini: dei loro desideri, delle loro aspettative, delle loro esperienze di partecipazione sociale, associativa, ludica e formativa. Anche se alcune indagini nazionali ora svolte dall'Istat tendono a recuperare il ritardo prodotto".

 

Al contrario degli adulti, dove le ricerche riescono ad inquadrare meglio la situazione riguardo al benessere, l'attenzione frammentata verso l'infanzia si spiega in primo luogo con la mancanza di modalita' di ricerca universalmente condivise, ma anche a causa dello scarso interesse verso certi ambiti della societa'. "Le scelte attuate nel campo delle ricerche- spiega il documentorispecchiano i rapporti di forza all'interno delle varie componenti della societa' per i quali sono poco rilevanti o invisibili le questioni attinenti ai gruppi di soggetti sociali marginali, siano essi i bambini, gli immigrati, i disabili o i giovani. A meno che non diventino delle emergenze".

Nonostante tutto esistono in Italia alcune regioni dotate, dal punto di vista di sistemi di informazione statistica "sviluppati in relazione alle nuove competenze nel campo sociale e sociosanitario riconosciute alle amministrazioni regionali con la riforma del titolo V della Costituzione". È il caso della regione Toscana che, seppur ancora in divenire, dispone di un sistema informativo statistico sull'infanzia, e della regione del Veneto che grazie all'Osservatorio regionale per la famiglia e le nuove generazioni, riesce a raccogliere dati su diversi aspetti della vita dei bambini nel Veneto, come i servizi socioeducativi, le scuole dell'infanzia, i consultori familiari, le adozioni, gli affidamenti familiari e gli inserimenti in comunita'. A livello territoriale, pero', sono piu' le zone d'ombra che le buone pratiche. Per tale motivo e' ancora difficile oggi produrre un quadro completo sulla condizione dei bambini in Italia.

ANFAA: AIUTI AI GENITORI CHE ADOTTANO BIMBI DISABILI.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 25 giu. - Piu' risorse economiche per i genitori che adottano bambini disabili o ragazzini sopra i 12 anni, nonche' un impegno del governo a renderle "effettive" e non legate ai bilanci degli enti locali. A lanciare questo sos e' stata l'Anfaa. La presidente dell'Associazione famiglie adottive e affidatarie Donata Nova Micucci, infatti, ha scritto direttamente a Carlo Giovanardi, sottosegretario di Stato con delega alle Politiche per la famiglia. L'oggetto della lettera? Sollevare "un problema delicato come quello dei mancati contributi alle famiglie che hanno adottato o adottano quei bambini che, a causa delle loro condizioni personali, a fatica riescono a trovare dei genitori che li accolgano" nella propria casa. In Italia "l'anagrafe dei minori dichiarati adottabili ma che non hanno ancora trovato una famiglia - che sono circa il 20% - non e' ancora attiva", ha spiegato il presidente dell'Anfaa.Se il decreto di ripartizione del Fondo per le politiche della famiglia del 3 febbraio 2009 ha stanziato 25 milioni di euro per il sostegno istituzionale alle adozioni internazionali, "non ha previsto nulla per l'aiuto economico alle famiglie che hanno adottato e adotteranno minori con piu' di 12 anni o bambini disabili", si legge nella lettera.

E questo nonostante la legge 149/01 lo preveda, riservando allo Stato, alle regioni e agli enti locali di intervenire in base alle disponibilita' finanziarie dei rispettivi bilanci. Ma proprio il qui sta il problema. Questo inciso, purtroppo, non impegna le istituzioni a fornire i sostegni e gli aiuti previsti, in quanto subordinati per l'appunto alle risorse economiche a disposizione", ha scritto la presidente dell'Anfaa. "Solo la Regione Piemonte e' l'unica che abbia assunto dei provvedimenti per rendere queste disposizioni un diritto realmente esigibile erogando, alle famiglie che hanno adottato minori sopra i 12 anni o con handicap accertato, sia interventi assistenziali sia un contributo spese equiparato alla pensione minima Inps". Secondo Nova Micucci, infatti, "non e' giusto far ricadere il peso di queste adozioni 'difficili' solo sulle singole coppie". L'Anfaa chiede dunque al governo non solo uno stanziamento immediato, ma anche l'emanazione di disposizioni che rendano questo sostegno effettivo. "Queste norme infatti, che riguardano i Livelli essenziali di assistenza (e purtroppo non ancora emanati) ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione, sono tuttora di competenza statale- ha precisato Donata Nova Micucci nella lettera-. La mancanza di un sostegno attivo da parte delle istituzioni e' il motivo per cui molti bambini disabili, malati o grandicelli e dichiarati adottabili- erano 191 a marzo 2008- non trovano una famiglia che li accolga".

 
 
 

NEWS MINORI

Post n°245 pubblicato il 23 Giugno 2009 da alfio38

NUORO, VERTICE MONDIALE GARANTI INFANZIA: PROPOSTE PER G8.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 23 giu. - In preparazione del vertice dei G8 organizzato dall'Italia in luglio, i Garanti dell'Infanzia provenienti dai paesi del G8 si incontreranno a Nuoro il 25 e 26 giugno per il Vertice G8. L'iniziativa, si legge in una nota dell'Unicef, "vuole porre l'interesse superiore del minore, nonche' gli investimenti per l'infanzia tra le priorita' in discussione al vertice dei G8. Il Vertice O8 e' organizzato dalla Provincia di Nuoro, che e' incaricata di promuovere la figura del Garante dell'Infanzia all'interno dell'Associazione delle province mediterranee Arco Latino e che ha recentemente costituito un proprio Garante dell'Infanzia. Il Centro di Ricerca Innocenti dell'Unicef, in quanto ospita il Segretariato Globale della Rete dei Garanti dell'Infanzia, serve da risorsa e partner dell'evento".

L'evento, "patrocinato dal Ministero delle Pari Opportunita', riunisce i Garanti dell'infanzia o i rappresentanti di istituzioni per i diritti umani di Canada, Francia, Federazione Russa, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti". Al Vertice O8 "i Garanti discuteranno le conseguenze di due difficili crisi che l'infanzia si trova di fronte in questo momento - la crisi finanziaria e i cambiamenti climatici - esaminando il ruolo che essi possono svolgere per promuovere politiche positive che mitighino questo impatto. La ricerca ha evidenziato che i cambiamenti climatici hanno effetti sulla salute, sulla nutrizione e sui mezzi di sostentamento dei bambini. La crisi economica si traduce in un aumento degli abbandoni scolastici, della violenza domestica, delle diseguaglianze. Mentre il ciclo economico si esaurira', le conseguenze dureranno molto piu' a lungo".

Durante il Vertice O8 si discutera' di questo sottolineando l'importanza della partecipazione dei ragazzi ai processi decisionali e si valuteranno le necessita' della cooperazione allo sviluppo, mentre verrano preparate le raccomandazioni per i leader del G8. Si tratta, continua la nota dell'Unicef, "di un evento innovativo con l'obiettivo di influenzare le politiche globali a partire dal punto di vista dei diritti dell'infanzia, monitorare l'applicazione degli impegni nei suoi confronti e ricordare ai leader che i ragazzi sono il futuro, oltreche' il presente delle nazioni".

L'evento "sosterra' gli sforzi del Junior 8 Summit, promosso dall'Unicef dal 4 al 12 luglio a Roma e L'Aquila (J8), la riunione dei ragazzi rappresentanti dei paesi del G8 e di 6 paesi non G8 che presenteranno le loro idee e raccomandazioni ai leader del G8. Insieme al J8, il vertice degli O8 puo' rappresentare una sinergia costruttiva per attirare l'attenzione dei leader politici sulle questioni dei diritti dell'infanzia e per affrontare temi critici la cui soluzione richiede vaste alleanze, oltreche' con i capi di governo, con il settore privato, i media e la societa' civile".

Il 26 giugno alle 12,45, i garanti presenteranno ufficialmente le loro raccomandazioni finali, che verranno portate ai leader del G8. Seguira' una conferenza stampa.

MINORI. NAPOLI, IN AUMENTO NUMERO DI QUELLI DETENUTI.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 23 giu. - A Napoli aumentano i minori che finiscono in carcere, mentre si abbassa ad ogni nuova generazione l'eta' del primo reato. Solo nel primo semestre del 2009 sono stati 117 i ragazzi che hanno fatto ingresso all"istituto di pena minorile di Nisida, contro i 176 dell'intero anno precedente. A lanciare l'allarme sono proprio i responsabili del penitenziario minorile che, nel corso della festa della Polizia penitenziaria settore minori che si e' svolta lo scorso 19 giugno nell'isola napoletana, hanno parlato di "vera e propria emergenza". Dal rapporto diffuso nei giorni scorsi a Napoli, emerge con chiarezza come stiano cambiando sempre piu' la tipologia e il grado di responsabilita' dei reati in cui vengono coinvolti i minori. Lo scippo, il borseggio, l'oltraggio al patrimonio sembrano essere ormai ricordi del passato. Cresce il numero di giovani che commette reati penali gravi, il piu' diffuso e' lo spaccio di droga. Con il compito di 'vedette' o di piccoli tutori della lunga fila di tossicodipendenti, i giovanissimi, arruolati dalla camorra, possono arrivare a guadagnare cifre da capogiro. La direzione di Nisida si e' anche detta "particolarmente preoccupata per la situazione di grave sovraffollamento dell'istituto".

La struttura, infatti, ha gia' ampiamente superato il numero massimo di ospiti, alloggiando il doppio dei ragazzi per i quali e' prevista e garantita l'accoglienza, facendo registrare una percentuale di popolazione per chilometro quadrato di poco inferiore a quella del carcere di Poggioreale. "Oggi la struttura assicura una recettivita' che e' molto al di sotto del parametro di idoneita' previsto dal ministero della Sanita' - denunciano dall'istituto - e non e' in grado di garantire opportunita' formative ed educative qualificate a tutti i reclusi. I ragazzi in uscita per il sovraffollamento sono stati 30 e 35 quelli trasferiti in comunita'. Ogni progetto prosegue nella mancanza di fondi e solo grazie alle associazioni o ai singoli cittadini".

Intanto, nel primo semestre dell'anno, due ragazzi hanno cominciato un tirocinio in alcune aziende del territorio, dieci hanno conseguito la licenza media e quattro quella elementare, mentre sono state 99 le uscite per attivita' culturali fuori dall'istituto. Gli ospiti di Nisida hanno partecipato a diverse attivita' rieducative, tra cui un progetto di educazione ad una genitorialita' responsabile, coordinato dalla cooperativa sociale L'Orsa Maggiore, e uno di recupero dell'asparago selvatico sostenuto dal Rotary Club Napoli sud ovest, mentre e' in partenza "Nisida come parco letterario", un progetto per la valorizzazione del patrimonio storico-culturale dell'isola.

NAPOLI, SILENZIO DI PROTESTA: "NO ALLA PEDOFILIA".

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 23 giu. - Contrastare la pedopornografia on line utilizzando la sua stessa arma: internet. Questo l'ambizioso obiettivo dell'associazione napoletana "Un Patto per la Vita", che oggi si unira' ad altre in un silenzioso ma non meno assordante appello per dire no alla pedofilia. La campagna, che si accompagnera' ad informazioni e dati che saranno trasmessi via mail simultaneamente a livello nazionale a reti di associazioni e giornali, viene lanciata oggi, in occasione della "giornata mondiale dell'orgoglio pedofilo". Una "festa" assurda riconosciuta ormai da diversi anni, con cui si cerca di giustificare la relazione tra adulti e ragazzini, in nome della liberta' di orientamento sessuale. Mentre in rete gia' molti blogger si stanno mobilitando contro l'istituzione di questa giornata, si organizzano contromanifestazioni in tutta Italia.

"Ogni anno- spiega Vincenza Calvi, presidente di Un Patto per la Vita- dopo il primo sabato d'estate tutti i pedofili on line si riuniscono per 'festeggiare' con foto e video di bambini. Noi, in contemporanea, ci ritroveremo a Napoli, piazza Medaglie d'Oro a partire dalle 14.00, per la 'giornata bianca', incontreremo gli 'angeli in ombra', cioe' i volontari e tutti quelli che supportano le famiglie e cercano di prevenire adescamenti on line, per programmare la nostra navigazione nell'ombra e le nostre iniziative".

Nei giorni scorsi l'ex assessore provinciale alla Protezione civile Francesco Emilio Borrelli aveva denunciato che oggi ci sarebbe anche stato in un'abitazione della Napoli bene un party a base di filmati pedopornografici. "Abbiamo avuto notizia - aveva dichiarato Borrelli - di un festino in programma il 23 giugno in una casa napoletana. Abbiamo deciso di chiedere un intervento alle autorita' preposte, segnalando tutti gli elementi in nostro possesso, perche' tale vergognoso 'party' sia impedito". Borrelli ha anche sollecitato, insieme a Vincenza Calvi, la creazione di una "anagrafe dei pedofili" che impedisca a chi e' stato condannato per questi reati di lavorare di nuovo a stretto contatto con i bambini. "E' assurdo- sottolinea la Calvi- che un pedofilo venga scarcerato e torni a fare di nuovo il bidello, ad esempio. Coloro che vengono condannati con assoluta certezza per questo reato, devono essere controllati. Molti casi di pedofili recidivi non vengono riportati, spesso perche' non vengono neanche identificati. Ovviamente per la legge sulla privacy, questa banca dati non puo' essere pubblica, ma chiediamo che almeno sia visibile alla polizia perche' possa sorvegliare queste persone". Un'altra proposta dell'associazione campana riguarda l'istituzione di un'agenzia in ogni regione che fara' da punto di riferimento per la formazione e il supporto a famiglie, associazioni, Asl e forze dell'ordine.

FICT, CRESCE RISCHIO DI 'DROGA ON LINE' PER RAGAZZI.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 23 giu. - Da diverse fonti si evince che l'utilizzo tra gli adolescenti di Internet e' cresciuto, dal 2000 al 2009, in modo "costante e netto. Ad entrare ogni giorno in rete e', oggi, il 42,4% degli adolescenti". I genitori "sono sempre piu' impegnati e i figli si sentono soli: il 63,7% (68,9% delle femmine) degli adolescenti italiani dichiara di soffrire la solitudine. Negli ultimi sei mesi dell'anno 2008, si e' passati dal 40% al 60% di accessi ai siti dedicati alla vendita di droga". Questi alcuni dati forniti oggi dalla Fict (Federazione Italiana Comunita' Terapeutiche) presentando la Tavola Rotonda "Solo ragazzi o ragazzi soli?

Internet e droga online", promossa dalla Fict in collaborazione con l'Istituto Interregionale delle Nazioni Unite per la ricerca sul crimine e la giustizia, che si svolgera' a Roma il 25 giugno prossimo, in occasione della Giornata mondiale contro l'abuso e il traffico illecito di sostanze stupefacenti. A riportare la notizia e' il Sir (Servizio di informazione religiosa(, agenzia di stampa promossa dai vescovi italiani. "La fuga nelle sostanze - si legge in un comunicato - e' sempre piu' favorita da un mercato globale rappresentato dal web, trasformato ora in un discount delle sostanze: offerte facilmente fruibili, pacchetti promozionali, strategie ingegnose di marketing. I consumatori non sono piu' solo i giovani, ma fasce sempre piu' ampie di popolazione: per classe d'eta', per ceto sociale, per stile e necessita' di consumo. Per ognuno - spiega la nota - c'e' il prodotto giusto in una perfetta strategia di mercato totale".

 

 
 
 

news minori : ADHD SEMPRE PIU' UNA SINDROME FANTASMA!!!!

Post n°244 pubblicato il 22 Giugno 2009 da alfio38

PSICOFARMACI, RICERCA USA: 'RISCHIO MORTE IMPROVVISA'

STUDIO SU PILLOLE ANTI-ADHD, "SEMPRE PIÙ UNA SINDROME FANTASMA".

(DIRE - notiziario Minori) Torino, 22 giu. - La Food and Drug Administration (FDA) ed il National Institute of Mental Health hanno finanziato un nuovo studio sugli effetti avversi derivanti dalla somministrazione ai bambini degli psicofarmaci utilizzati per sedare l'iperattivita'. I risultati sono stati resi noti in questi giorni in America: la ricerca, coordinata da Madelyn Gould, Professore di epidemiologia e Psichiatria pediatrica alla Columbia University, ha analizzato 564 casi di decessi di minori trattati per l'ADHD nel decennio tra il 1985 e il 1996, e l'esito e' quello di un possibile legame esistente tra l'assunzione di medicinali contro la Sindrome da Deficit dell'Attenzione e Iperattivita' (ADHD, ovvero bambini troppo agitati e distratti) ed il rischio di "morte improvvisa".

"Gli eventi rilevati sono ancora da approfondire e comunque rari", ha dichiarato il coordinatore della ricerca, come si legge in una nota di 'Giu' le mani dai bambini', la principale campagna di farmacovigilanza pediatrica in Italia, "meno di un bambino ogni 10.000", e peraltro attualmente la Food and Drug Administration (l'FDA, il massimo organismo di controllo sanitario in USA) non prevede di modificare le linee guida sull'impiego di questi prodotti, autorizzati all'uso anche in Italia. "Questo studio rileva una significativa associazione, o un segnale di correlazione, tra decessi improvvisi ed inspiegabili e l'assunzione di farmaci per l'ADHD - sottolineano gli autori della ricerca - in particolare per quanto riguarda la terapia a base di metilfenidato" (Ritalin e prodotti simili). Ed aggiungono: "I risultati di questa ricerca invitano a puntare l'attenzione sui possibili rischi per bambini e adolescenti derivanti dall'assunzione di medicinali stimolanti".

L'invito degli specialisti ai genitori preoccupati e' di discutere delle eventuali perplessita' con il medico, evitando di sospendere di propria iniziativa la terapia ai loro figli, anche per evitare gli effetti avversi tipici della repentina interruzione dell'assunzione di queste droghe. Luca Poma, giornalista e portavoce di Giu' le Mani dai Bambini, spiega: "È l'ennesimo campanello d'allarme sui pericoli derivanti dall'assunzione di questi psicofarmaci in tenera eta'. È sconcertante poi l'ipocrisia: qui di 'inspiegabile' non c'e' proprio nulla, questi bambini muoiono in diretta relazione con l'assunzione di queste metanfetamine, ma i poteri forti influenzano l'FDA in USA, che trae sostentamento finanziario dalle multinazionali farmaceutiche che dovrebbe controllare, ed anche l'Agenzia del Farmaco e l'Istituto Superiore di Sanita', che seguono le 'mode' prescrittive americane: questi enti che dovrebbero vegliare sulla sicurezza dei nostri figli fanno come gli struzzi e nascondono la testa sotto la sabbia. D'altra parte, se ci sono gravi complicazioni solo per 1 bambino ogni 10.000 non c'e' mica da preoccuparsi, dicono loro, perche' mai applicare restrizioni piu' prudenti?".

Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell'eta' evolutiva, sottolinea come "il problema e' che gli psicofarmaci hanno pregi e difetti, ma perche' esporre a pericolo di morte dei bambini che non avrebbero alcun bisogno di esporsi a questo rischio? Questi farmaci sono proprio necessari, dato che molti mettono addirittura in dubbio l'esistenza stessa della sindrome 'ADHD', che e' considerata sempre piu' una 'sindrome fantasma', una moda prescrittiva  del ventesimo secolo com'era all'epoca l'isteria femminile?".

PEDO-PORNOGRAFIA, 4.088 SITI DENUCIATI IN SEI MESI

DON DI NOTO: "IMMAGINI CON BAMBINI, INDIVIDUARE I COLPEVOLI".

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 22 giu. - "Le violenze sessuali sui bambini si fanno sempre piu' cruente e l'eta' si abbassa fino ad arrivare anche a pochi giorni di vita. Questo abominio deve essere sempre piu' contrastato. Urge, per quanto e' possibile l'individuazione delle piccole vittime". Cosi' Don Fortunato Di Noto, presidente e fondatore dell'Associazione Meter onlus (www.associazionemeter.org), in merito all'operazione della polizia postale di Catania, coordinata da Marcello La Bella che oggi con la max-operazione 'Smasher' ha portato a quattordici persone arrestate, 253 indagate e oltre 300 perquisizioni, per contrastare l'acquisto su internet e la detenzione di materiale pedo-pornografico.

Le segnalazioni, solo questo mese, sono state 159, pari a 755 indirizzi indicati alla Polpost. Il materiale e' stato prontamente segnalato alla polizia postale e delle comunicazioni di Catania, che ha provveduto a raccogliere tutti i dati del sito su un server molto contattato anche da utenti italiani. "Le immagini dei piccoli abusati- sottolinea Don Di Noto- fanno parte di una vera e propria raccolta di foto pedopornografiche".

Dall'inizio dell'anno sono 775, per un totale di circa 4.088, i siti segnalati tra l'Italia e i vari paesi nel mondo: "Vorrei sottolineare- conclude don Di Noto- che non parliamo di cose astratte, ma di materiale completamente documentato in possesso della Polpost, compartimento Sicilia orientale/Catania e quindi presso la procura distrettuale locale".

ACCUSE DI PEDOFILIA, PADRE KIZITO: COMPLOTTO CONTRO DI ME.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 22 giu. - "Vogliono appropriarsi delle proprieta' della comunita' Koinonia, che valgono 3 milioni di euro": padre Renato Kizito Sesana, missionario comboniano originario di Lecco, risponde cosi' alle accuse di pedofilia lanciate dalla tv kenyota KTN. Il missionario, assente dal paese africano da gennaio, e' rientrato a Nairobi proprio per affrontare le accuse. Per ora nessuno ha sporto denuncia alla polizia contro padre Kizito ne' risultano in corso inchieste delle autorita' giudiziarie. Solo la tv kenyota ha mandato in onda un servizio in cui due ragazzi col volto coperto lo accusano. Il missionario si e' recato dalla polizia e ha rilasciato una dichiarazione giurata in cui ricostruisce la vicenda, che oggi l'associazione italiana Amani, che sostiene i progetti del missionario in Africa, ha reso note con un comunicato stampa. "Tutto ha inizio lo scorso ottobre - sostiene padre Kizito nel documento rilasciato alla polizia di Nairobi -, quando un messaggio e-mail, senza firma, fu messo in rete, recante foto di un adulto nudo con un giovane, dando ad intendere che l'adulto fossi io. È impossibile dire se si trattava di un uomo o di una donna. Erano immagini chiaramente elaborate con un programma di photo editing, e per questo non diedi ad esse molta importanza".

Padre Kizito non ha dato importanza a quella mail. "Sfortunatamente la situazione si e' deteriorata quando ho lasciato il Kenya per un periodo di riposo. A poco a poco, mi sono reso conto che non si trattava di un semplice caso di tentata diffamazione, ma era un piano ben piu' ampio per appropriarsi delle proprieta' che la Comunita' Koinonia, una realta' costruita lungo gli anni con l'aiuto dell'organismo non governativo "Amani". Non avevo mai preso in considerazione il valore monetario delle strutture che avevamo costruito per il bene dei bambini e dei ragazzi sotto la nostra cura. Va, tuttavia, detto che oggi il loro valore commerciale stimato si aggira attorno ai 3 milioni di euro (cioe' oltre tre miliardi di scellini kenIani)".

Il missionario comboniano immagina chi ci sia dietro le accuse di pedofilia. "Temo che questi beni immobili siano il vero scopo cui mirano le persone che sono dietro le accuse mossemi. Sono persone che hanno goduto della mia fiducia e avuto accesso ai documenti della Comunita' Koinonia, e sono certamente a conoscenza del loro valore commerciale. Sono giunte molto vicine al punto di trasferire tutte le proprieta' di Koinonia ai propri nomi. In verita', i rogiti notarili delle nostre strutture sono stati rimossi dal mio ufficio. Ma abbiamo prontamente reagito per vie legali e oggi queste persone non sono piu' tra gli amministratori fiduciari della Koinonia Community Trust".

Chi trama contro padre Kizito ha cercato di corrompere altri ragazzi e a costringerli a testimoniare il falso. "Noi abbiamo altre persone che sono pronte a giurare di essere state "comprate" con bustarelle, minacciate e anche torturate perche' testimoniassero il falso contro di me. Al presente, hanno ancora paura; ma, al momento giusto, presenteranno dichiarazione giurate scritte. Una di esse si era detta pronta ad essere qui con me oggi (nella sede della polizia di Nairobi, ndr). Ma io non voglio usare i metodi di chi mi accusa e non intendo sottoporla (o sottoporle) a traumi per il resto della loro vita. Esse comunque saranno sottoposte ai dovuti interrogatori da parte della polizia, e sono pronte a testimoniare in un eventuale processo".

Renato Kizito Sesana e' dal 1977 che vive e lavora in Africa, dapprima in Zambia, dove da' vita a Koinonia, (che poi crescera' anche in Kenya e in Sudan), una comunita' che opera per accogliere i bambini di strada. Grazie all'opera di padre Kizito sono sorti a Nairobi 4 centri di accoglienza per ex bambini di strada e due centri di prima accoglienza.

 

 
 
 

NEWS MINORI

Post n°243 pubblicato il 18 Giugno 2009 da alfio38

A FIRENZE IL PRIMO TRAUMA CENTER PEDIATRICO ITALIANO.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 18 giu. - Dopo un lungo e complesso processo di formazione del personale medico e infermieristico e' partita a pieno ritmo l'attivita' del "Trauma center pediatrico" dell'Ospedale Meyer, prima struttura di questo genere in Italia. La nuova struttura organizzativa e professionale offre un servizio globale a tutti i piccoli pazienti, da 0 a 14 anni, colpiti da trauma minore e maggiore (cioe' con lesioni ossee di alto grado). Il sistema prevede che tutti i casi di trauma maggiore che si verificano nella regione vengano trattati presso il Trauma Center, trasferendo a Firenze i pazienti, una volta stabilizzati, grazie a un sistema di coordinamento con i vari ospedali periferici e a un sistema di trasporto via terra e via aria sicuro. Dal 1° marzo 2009 al 15 giugno 2009 si sono presentati al Pronto soccorso del Meyer 786 piccoli pazienti con trauma a un arto superiore, 477 con trauma arto inferiore, 563 con trauma cranico e 77 con politrauma.

Tecnicamente il sistema organizzativo scelto e' quello dello "spoke and hub", caratterizzato dalla concentrazione dell'assistenza a elevata complessita' in centri di eccellenza (centri hub), ai quali i servizi della rete (centri spoke) inviano i pazienti quando una determinata soglia di gravita' clinico-assistenziale viene superata. Il servizio e' in grado di affrontare una casistica particolarmente complessa: fratture scomposte ed esposte di arti superiori e inferiori, fratture di anca e pelvi, sequele post-traumatiche e post intervento, con la possibilita' di accedere anche a una consulenza internazionale di "second opinion". Il Trauma center e' una struttura in cui operano medici specializzati nella traumatologia, ortopedia, anestesia, riabilitazione e rianimazione pediatrica, affiancati da consulenti psicologici e sociali. L'attrezzatura ortopedica pediatrica e' dedicata e il supporto telefonico garantito 24 ore su 24.

Particolarmente innovativa e' stata anche l'attivita' di formazione degli operatori, iniziata nel 2007 con l'intervento di docenti americani provenienti dal Children's Hospital di Boston (Massachusetts), dall''Harvard Medical Faculty Physicians e da HealtOne Leading Hospitals di Denver (Colorado). Si e' fatto ricorso in particolare alla simulazione, moderno strumento di formazione per medici e personale ospedaliero. Sono stati utilizzati particolari "manichini" che, collegati ad un computer, consentono la simulazione relativa alla presenza di patologie o di particolari casi clinici complessi, con l'obiettivo di migliorare la qualita' delle prestazioni di soccorso e garantire un livello piu' alto di sicurezza per i piccoli pazienti.

BABY-MUSICISTI DI STRADA, DENUNCIATO PADRE-PADRONE

RAGAZZINI CHIEDEVANO ELEMOSINA IN CENTRO, SEGNALATI DA CITTADINI.

(DIRE - notiziario Minori) Ravenna, 18 giu. - Suonavano fisarmoniche e trombe chiedendo monetine in cambio a passanti e negozianti: tre bambini di 10, 12 e 15 anni che ieri pomeriggio, in pieno centro a Ravenna, si guadagnavano cosi' la giornata, hanno pero' insospettito diversi cittadini. Gli agenti della municipale, richiamati dalle segnalazioni, li hanno tenuti d'occhio da via Mentana a via Costa e hanno notato che i tre minori consegnavano il ricavato a un adulto, poi risultato padre di due di loro e zio dell'altro. Per l'uomo, poi rilasciato, un cittadino rumeno di 34 anni, e' scattata la denuncia a piede libero per impiego di minori nell'accattonaggio.

DROGHE, SAN MARINO CACCIA GLI SMART SHOP

IL MINISTRO PER LE POLITICHE GIOVANILI: "ORA TOCCA ALL'ITALIA".

(DIRE - notiziario Minori) San Marino, 18 giu.- Sul Titano e' guerra aperta agli Smart Shop. Il governo sammarinese nei giorni scorsi ha fatto traslocare Iba, societa' a capo del gruppo Alkemico, revocandole la licenza. Una rete di sei negozi in cui poter trovare "droghe furbe", piu' tre di prossima apertura lungo lo Stivale: tutti riforniti dal magazzino presente sul monte Titano dal marzo 2007. Non solo: Iba, attraverso il canale dell'e-.commerce, smerciava in tutt'Italia. Un'attivita' intollerabile per l'attuale governo in carica, che ha tra i suoi obiettivi il "restyling" dell'immagine del proprio Paese. Ma soprattutto, vendere prodotti che promettono "lo sballo" e' un'attivita' inconciliabile con la battaglia intrapresa dal Segretario di Stato per Pubblica Istruzione, la Cultura e le Politiche Giovanili, Romeo Morri. "Mi sono impegnato, in questi cinque anni di incarico, a lavorare per ridurre il piu' possibile il disagio giovanile", spiega intervistato da Dire. Il segretario Morri e', insieme al collega dell'Industria, Marco Arzilli, il promotore della delibera che ha cacciato la societa' Iba da San Marino. Diverse le motivazioni, tra cui quella di "menomare il prestigio e gli interessi della Repubblica". Ma anche perche' "di questo tipo di aziende- taglia corto Morri- non abbiamo bisogno".

Di fatto, lo stop alla casa madre di Alkemico vuole essere un segnale forte del "no" incondizionato alla droga da parte delle principali istituzioni sammarinesi. "La politica- chiarisce il segretario di Stato- in questi anni non ha avuto il coraggio di dare messaggi chiari, ma sui problemi come droga, bullismo e alcool ci vogliono posizioni ferme". Percio', compito di chi governa e' inviare ai giovani il messaggio che "non c'e' droga che fa piu' o meno male, o quella di Alkemico, gli va detto di no e basta".

Droga, bullismo e abuso di alcolici, ma anche problemi alimentari, sono le forme del disagio giovanile presente nella piccola Repubblica: le percentuali di ragazzi in difficolta' "sono quelle del nostro circondario,- spiega Morri- ma a San Marino questi fenomeni appaiono in modo piu' evidente perche' viviamo in una realta' piu' piccola". Il ministro dei giovani e' convinto che, per fronteggiare il disagio e ridurlo al minimo, il polso fermo delle istituzioni deve essere affiancato dalla prevenzione, in cui "la scuola deve giocare un forte ruolo". Le sue direttive al personale scolastico sono quindi non solo quelle legate alla formazione: "La mia Segreteria chiede alla scuola di attivarsi anche sul fronte della prevenzione delle forme di disagio, stimolando il dialogo con i ragazzi e le famiglie". Ma per questo servira' l'ausilio di nuovi strumenti: "Nessuna improvvisazione-assicura Morri- daremo alla scuola esperti del settore che seguiranno il percorso piu' giusto".

Di certo, non aiuta i giovani sammarinesi la vicinanza con il "Divertimentificio" romagnolo, distante appena 10 chilometri da San Marino. E nemmeno il fatto che la normativa italiana contro l'uso degli stupefacenti sia piu' permissiva . Fu lo stesso Morri a promuovere a San Marino, alle fine degli anni '80, una legge che mette sullo stesso piano droghe leggere e quelle pesanti, il consumo allo spaccio. "E' una legge di cui vado fiero- ricorda allora il Consiglio Grande e Generale ha fatto una scelta oculata, votando trasversalmente". Ma Morri non bacchetta i vicini di casa: "Rispetto le leggi degli altri Paesi, io devo pensare a San Marino che non ha le barricate e deve imparare a convivere con questo problema per ridurlo al minimo". Intanto pero', con la chiusura di Iba, il ministro incassa da oltre confine i complimenti di Andrea Muccioli, responsabile della comunita' di San Patrignano, del consigliere regionale dell'Emilia Romagna Silvia Noe' (Udc) e di Marco Lombardi, candidato alla provincia di Rimini del Pdl. "Non mi permetto di dare un giudizio sugli altri Paesi- conclude il Ministro- noi abbiamo chiuso Alkemico, ora tocca a loro".

ITALIA AGLI ULTIMI POSTI PER CURA E TUTELA INFANZIA

GLI STATI GENERALI DEGLI OPERATORI DEI SERVIZI.

Taormina per gli operatori italiani dei servizi contro l'abuso all'infanzia. Spazio infatti agli "Stati Generali del Mal-trattamento all'infanzia in Italia", organizzati dal Cismai, il principale Coordinamento italiano dei servizi contro il mal-trattamento e l'abuso all'infanzia. L'argomento di questo secondo appuntamento sara' "La tutela degli operatori come fattore di protezione del bambino maltrattato". A 20 anni dalla Convenzione dell'Onu e trascorsi i 15 anni di vita del Cismai, gli Stati generali intendono aprire una nuova fase, che, dopo una verifica sugli impatti delle politiche, delle conoscenze e delle prassi in materia di prevenzione e protezione dei bambini maltrattati, rilanci nel Paese e nelle regioni la massima attenzione verso la costruzione di norme, politiche, programmi, servizi, interventi, metodi di prevenzione e di cura piu' avanzati, in grado di ridurre efficacemente il mal-trattamento ed il malessere dei bambini.

"Le prospettive nuove di lavoro con l'infanzia e l'adolescenzaafferma il Cimai- possono essere definite e disegnate a partire dalla valorizzazione e dalla tutela degli operatori che in questi anni, all'interno dei servizi pubblici e privati, in ogni parte d'Italia, hanno realizzato azioni di qualita' e di valenza, spesso straordinarie, nonostante i limiti delle risorse finanziarie e le difficolta' di coordinamento della rete interistituzionale, salvando, senza retorica ed eroismi, migliaia di bambini e restituendoli ad una crescita sicura. Ed e' dagli operatori professionisti quale risorsa imprescindibile del sistema di prevenzione e protezione che l'incontro di Taormina nasce".

L'Italia, secondo i dati che verranno presentati dal Cismai, e' agli ultimi posti in Europa per quanto riguarda le professioni sociali di cura e di tutela dell'infanzia: gli assistenti sociali italiani, che lavorano nei servizi pubblici e privati, sono 37.000, vale a dire che l'Italia ha 6 assistenti sociali ogni 100 mila abitanti contro una media europea di 75 assistenti sociali ogni 100 mila. Gli psicologi italiani in servizio sono, invece, 3 ogni 100 mila abitanti contro una media europea di 23.

"Sono dati veramente allarmanti- afferma il Cimai- che testimoniano come anche il sistema di prevenzione e protezione dei bambini, che costituisce una fascia importante in questo settore, sia gestito da un numero del tutto insufficiente di operatori. Anche questo rende i pochi operatori piu' vulnerabili nella gestione, spesso solitaria, di tantissimi casi". Il primo nodo critico della tutela fisica e psicologica degli operatori che si occupano di maltrattamento e' quello della prima rilevazione di tutte quelle situazioni che, per le loro caratteristiche di rischio, possono rappresentare condizioni di esposizione al maltrattamento di minori, mai rilevate in precedenza. "Troviamo qui, in prima linea - afferma il Cimai -, una gamma di professionalita' dell'area sanitaria, sociale, educativa, scolastica (pediatri, assistenti sociali, operatori della scuola, ecc...) che per il loro ruolo sono a contatto quotidiano sia con i bambini che con i loro genitori e che hanno con questi rapporti spesso improntati alla fiducia. Essi sono chiamati a rispondere, nella maggior parte dei casi, a richieste spontanee di aiuto. Si tratta di operatori che, in molti casi, manifestano difficolta' e resistenze nel riconoscere e segnalare il maltrattamento per il timore che la loro immagine professionale o istituzionale venga danneggiata e venga meno il rapporto fiduciario che intrattengono con le famiglie e con il contesto di appartenenza. Inoltre, per chi opera in piccole comunita', si aggiunge anche la preoccupazione di poter diventare oggetto di ritorsioni o di atti intimidatori da parte di famiglie che, soprattutto in territori dove esiste una microcriminalita' diffusa o una criminalita' organizzata, si trovano a vivere in condizioni di marginalita' o coinvolte in attivita' illegali, nelle quali non e' raro che si utilizzino anche i bambini, esponendoli a varie forme di violenza diretta e assistita".

Il Cimai ricorda poi che nei piccoli centri, "dove sono assenti i servizi socio-sanitari sia a livello comunale che di Aziende Asl, le funzioni di tutela vengono persino svolte da funzionari amministrativi privi di competenza specifica nell'ambito della protezione dei minori con conseguenti danni nell'assunzione delle decisioni e nelle modalita' di esercizio della tutela". "E' comune esperienza alla maggior parte degli operatori socio-sanitari del settore del maltrattamento l'essere stati oggetto di minacce o l'aver subito intimidazioni - conclude il Cimai -. In alcuni casi tali atteggiamenti sfociano nella violenza vera e propria tanto che alcuni operatori sono stati anche assassinati nell'esercizio del loro lavoro. Di questo e di altri argomenti si parlera' nel corso del seminario di Taormina, che si svolgera' presso l'Hotel Villa Diodoro ed al quale parteciperanno centinaia di operatori sociali provenienti da tutta Italia".

STATO AIUTI DONNE A POTERSI PERMETTERE FIGLI

CRESCONO ABORTI PER POVERTÀ, PAROLE GIOVANARDI DIVENTINO FATTI.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 18 giu. - Il Moige chiede "che le parole dette a favore della maternita' diventino fatti e che siano predisposte azioni concrete per il suo sostegno", poiche' "questo rappresenta il primo passo necessario ad arginare il crescente fenomeno degli aborti per motivi economici". "E' sempre piu' urgente- sostiene il Movimento genitori- la necessita' di offrire un adeguato sostegno a tutte quelle donne che sono obbligate da motivi economici ad abortire". Un "terribile problema" che dev'essere affrontato dalla "istituzioni competenti", attraverso la predisposizione di "concreti strumenti di sostegno tenendo conto anche del momento particolare di incertezza economica che rischia di esasperare ancora di piu' il fenomeno".

"Necessitano di diventare il prima possibile azioni concrete a sostegno delle madri che rischiano di dover rinunciare al proprio figlio a causa delle ristrettezze economiche in cui vivono", afferma Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige, in primis "le dichiarazioni fatte questa mattina dal sottosegretario Giovanardi". L'aborto per motivi economici- continua Munizzi- "e' un fenomeno ingiusto che e' purtroppo da sempre presente nella realta' italiana, in quanto priva di reali forme di sostegno ai futuri genitori, sia di tipo economico sia di servizi realmente accessibili e gratuiti. E' necessario che si affronti veramente il fenomeno aiutando tutte quelle donne che non possono per motivi economici fare la scelta di portare a termine la gravidanza e tenere il proprio bambino".

Per Munizzi "la questione delle difficolta' economiche, causa molto diffusa nella scelta di abortire per la donna, deve essere affrontata con decisione, perche' uno Stato civile deve mettere la futura mamma nella condizione di operare una scelta libera, garantendole sostegno economico nel caso decida di portare a termine la gravidanza". Nello specifico "dove ogni interruzione di gravidanza ha un costo per il sistema sanitario di circa 10mila euro, si dovrebbe offrire almeno la stessa cifra a chi decide di portare a termine la gravidanza garantendo cosi' una parita' di trattamento economico per ambedue le scelte".

 

 
 
 

COMUNICATO STAMPA GIU' LE MANI DAI BAMBINI

Post n°242 pubblicato il 18 Giugno 2009 da alfio38

COMUNICATO STAMPA DEL 18/06/09

MORTI IMPROVVISE DI BAMBINI IN USA PER PSICOFARMACI: C'E' CORRELAZIONE

 

Pubblicati i risultati di un nuovo studio in USA finanziato dalla FDA: c’è correlazione tra l’uso di psicofarmaci per i bambini iperattivi (usati anche in Italia) e morti “improvvise ed inspiegabili”.
Poma (Giù le Mani dai Bambini): “Nulla di inspiegabile, questi psicofarmaci sono metanfetamine, ovvero droghe: quindi in caso di assunzione prolungata uccidono”.
Bianchi di Castelbianco (psicoterapeuta dell’età evolutiva): “Questi bambini sono esposti a rischi di morte per curare una sindrome fantasma che probabilmente neppure esiste. Effetti avversi rari, solo 1 bimbo su 10.000? Non sono loro figli, perché allora ragionerebbero diversamente”

 

TORINO - La Food and Drug Administration (FDA) ed il National Institute of Mental Health hanno finanziato un nuovo studio sugli effetti avversi derivanti dalla somministrazione ai bambini degli psicofarmaci utilizzati per sedare l'iperattività. I risultati sono stati resi noti in questi giorni in America: la ricerca, coordinata da Madelyn Gould, Professore di epidemiologia e Psichiatria pediatrica alla Columbia University, ha analizzato 564 casi di decessi di minori trattati per l'ADHD nel decennio tra il 1985 e il 1996, e l'esito è quello di un possibile legame esistente tra l'assunzione di medicinali contro la Sindrome da Deficit dell'Attenzione e Iperattività (ADHD, ovvero bambini troppo agitati e distratti) ed il rischio di "morte improvvisa". “Gli eventi rilevati sono ancora da approfondire e comunque rari”, ha dichiarato il coordinatore della ricerca, “meno di un bambino ogni 10.000”, e peraltro attualmente la Food and Drug Administration (l’FDA, il massimo organismo di controllo sanitario in USA) non prevede di modificare le linee guida sull'impiego di questi prodotti, autorizzati all’uso anche in Italia. Questo studio rileva una significativa associazione, o un segnale di correlazione, tra decessi improvvisi ed inspiegabili e l’assunzione di farmaci per l’ADHD - sottolineano gli autori della ricerca - in particolare per quanto riguarda la terapia a base di metilfenidato” (Ritalin® e prodotti simili). Ed aggiungono: “I risultati di questa ricerca invitano a puntare l'attenzione sui possibili rischi per bambini e adolescenti derivanti dall’assunzione di medicinali stimolanti”. L'invito degli specialisti ai genitori preoccupati è di discutere delle eventuali perplessità con il medico, evitando di sospendere di propria iniziativa la terapia ai loro figli, anche per evitare gli effetti avversi tipici della repentina interruzione dell'assunzione di queste droghe. Luca Poma - giornalista e portavoce di Giù le Mani dai Bambini®, il più rappresentativo comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica - ha dichiarato: “è l'ennesimo campanello d'allarme sui pericoli derivanti dall'assunzione di questi psicofarmaci in tenera età. È  sconcertante poi l'ipocrisia: qui di ‘inspiegabile’ non c'è proprio nulla, questi bambini muoiono in diretta relazione con l'assunzione di queste metanfetamine, ma i poteri forti influenzano l'FDA in USA, che trae sostentamento finanziario dalle multinazionali farmaceutiche che dovrebbe controllare, ed anche l'Agenzia del Farmaco e l'Istituto Superiore di Sanità, che seguono le ‘mode’ prescrittive americane: questi enti che dovrebbero vegliare sulla sicurezza dei nostri figli fanno come gli struzzi e nascondono la testa sotto la sabbia. D'altra parte, se ci sono gravi complicazioni solo per 1 bambino ogni 10.000 non c'è mica da preoccuparsi, dicono loro, perchè mai applicare restrizioni più prudenti?" Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva, ha dichiarato al riguardo: “Il problema è che gli psicofarmaci hanno pregi e difetti, ma perché esporre a pericolo di morte dei bambini che non avrebbero alcun bisogno di esporsi a questo rischio? Questi farmaci sono proprio necessari, dato che molti mettono addirittura in dubbio l’esistenza stessa della sindrome ‘ADHD’, che è considerata sempre più una ‘sindrome fantasma’, una moda prescrittiva del XX° secolo com’era all’epoca l’isteria femminile?”

 

 
 
 

CONTINUA LA VERGOGNA DEL CASO "CAVANA'"

Post n°241 pubblicato il 16 Giugno 2009 da alfio38

PROCESSO E AMICHEVOLE INTRATTENIMENTO AL CAVANA'

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Incidente probatorio con tre ragazzi senza avvocato, intimoriti, in sudditanza psicologica che hanno subito pare violenze. Tre su 16 e altri sembra si aggiungeranno per il passato.Qui a fianco abbiamo riportato due immagini del braccio della Presidente del Comitato difesa malati psichici "intrattenuta amichevolmente" da Ron Shmueli durante una mostra tenuta al Cavanà. (Parma, 15/06/2009).

Era presente in aula, dietro una tenda, Shmueli la cui sola presenza non metteva quei ragazzi nella condizione migliore. La "Sindrome di Stoccolma" ricorda niente?

 

Luigi Boschi

NB: La sindrome di Stoccolma è una condizione psicologica nella quale una persona vittima di un sequestro può manifestare sentimenti positivi (in alcuni casi anche fino all'innamoramento) nei confronti del proprio rapitore.
Viene talvolta citata anche in riferimento ad altre situazioni simili, quali le violenze sulle donne o gli abusi sui minori e tra i sopravvissuti dei campi di concentramento.
Nella terminologia dei meccanismi di difesa secondo Anna Freud, coincide con l'identificazione con l'aggressore.

 


Caso Cavanà, tre ospiti in aula: "Niente fialature per punizione"

 

Silvio Marvisi

(parma.repubblica.it) Si è svolto oggi l'incidente probatorio per il caso dei maltrattamenti alla casa di cura Cavanà di Pellegrino parmense. Sono stati ascoltati tre giovani, ospiti del centro di residenza psichiatrica, che avrebbero smentito l'uso delle "fiale" come strumento punitivo. Due dei ragazzi sentiti che già in precedenza soffrivano di problemi psichiatrici, uno dei quali minorenne, sarebbero stati spostati dal Veneto al comune del parmense per tornare in armonia con sé stessi e non avere la possibilità di fuga, soprattutto dalla terapia. L'incidente probatorio è stato richiesto da alcuni difensori degli otto imputati. Per quanto emerso finora il castello accusatorio sarebbe stato messo parzialmente in crisi.

Secondo una prima ricostruzione su quanto emerso l'iniezione di psicofarmaci non sarebbe stata usata come ritorsione per atti, magari violenti, commessi all'interno del centro. Alcuni educatori sono infatti accusati di avere maltrattato alcuni ospiti del Cavanà, perlopiù minorenni, a cui sarebbero state praticate delle iniezioni di psicofarmaci a scopo punitivo. Le indagini sono partite dopo che un educatore, nell'estate del 2008, ha riferito alla Procura che nel centro psichiatrico venivano somministrate "fialature" per punire i giovani ospiti. Nell'aprile 2009 il direttore Ron Shmueli è stato posto agli arresti domiciliari e altri 7 operatori del Cavanà infagati. Il sindaco di Pellegrino di lì a poco ha revocato l'autorizzazione al funzionamento della struttura e ne ha quindi imposto la chiusura a scopo cautelativo. Gli ospiti in breve tempo sono stati trasferiti in altre strutture sanitarie.

Il caso è finito anche all'attenzione nazionale con lo scontro in diretta televisiva durante il programma Mi Manda Rai Tre in cui l'avvocato difensore di Ron Shmueli ha criticato le dichiarazioni dei giovani che, a suo dire, soffrirebbero di forti problemi di personalità fino a renderli non obiettivi. Era previsto che fossero sentiti cinque ospiti ma due di questi non si sono presentati per alcuni problemi. Uno di questi verrà sentito nella prossima udienza del 2 luglio nella cui data erano già previsti altri quattro ospiti del Cavanà. Per l'altro assente invece sarà disposta una successiva e ulteriore occasione per rilasciare la propria deposizione.

L'incidente probatorio ha avuto inizio con un'ora di ritardo circa per un'eccezione sollevata da alcuni avvocati a cui non sarebbe stata notificata per via ufficiale l'udienza di oggi e avrebbero così richiesto l'annullamento dell'incidente probatorio stesso. Il giudice ha però deciso di non accogliere l'obiezione e di proseguire con il procedimento.

FONTE LUIGIBOSCHI.IT

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QUESTO INVECE ACCADE SOLO AI BAMBINI DI ......."CASA NOSTRA"!

Post n°240 pubblicato il 16 Giugno 2009 da alfio38

SAVE THE CHILDREN: IN ITALIA LAVORANO TRA 200 E 400 MILA

A ROMA SFRUTTAMENTO LAVORO MINORILE NELLE AREE PERIFERICHE.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 16 giu. - Anche a Roma esiste lo sfruttamento del lavoro minorile. E riguarda soprattutto i ragazzini dei quartieri periferici, o che comunque hanno una famiglia problematica alle spalle, e i minori stranieri non accompagnati, cioe' quelli che si trovano da soli in Italia. Un fenomeno che in Italia "si stima si aggiri intorno ai 200-400 mila ragazzini- ha detto Valerio Neri, direttore generale di Save the children-, che e' in crescita a causa dell'impoverimento delle famiglie" e che si diversifica in base al fatto che i minorenni vadano o meno a scuola: nel primo caso lavorano soprattutto nelle attivita' dei genitori (69% dei casi) o di amici e conoscenti (22%), mentre nel secondo caso non mancano le attivita' illegali, il lavoro nero nel settore della ristorazione, dell'artigianato o dell'edilizia, l'elemosina e la prostituzione. A rilevarlo e' la terza inchiesta sul mercato del lavoro nella Capitale, questa volta dedicata ai "Lavori minorili nell'area metropolitana di Roma". Lo studio, presentato oggi in Campidoglio dall'Osservatorio sull'occupazione e le condizioni di lavoro nel Comune di Roma, si compone di due ricerche: quella realizzata dall'Ires (Istituto ricerche economico sociali) nelle scuole di tre Municipi periferici (Ottavo, Dodicesimo e Diciannovesimo) e quella realizzata da Save the children Italia, attraverso lo sportello "Civico zero" a San Lorenzo, che ha permesso di raggiungere molti ragazzini stranieri o non inseriti nel contesto scolastico. L'inchiesta, durata quattro mesi, da marzo a luglio del 2008, ha raccolto 61 storie lavorative e contattato quasi 700 minori sotto i 15 anni d'eta'.

"Questo studio vuole essere utile a contrastare il degrado e la dispersione scolastica- ha commentato il sindaco di Roma Gianni Alemanno-, e soprattutto a spezzare la spirale dello sfruttamento in attivita' marginali cui sono costretti, per sopravvivere, i ragazzini nomadi, i minori stranieri e molti degli adolescenti che vivono in periferia". La "connessione tra sviluppo urbanistico e tessuto sociale e' forte", ha commentato l'assessore comunale alle Attivita' produttive e al lavoro Davide Bordoni. La ricerca "dimostra infatti come il lavoro precoce sia frutto di particolari condizioni di degrado economico-sociale, culturale e ambientale in alcune zone critiche della citta' dove spesso mancano occasioni per i giovani. "L'intento dell'amministrazione - ha aggiunto Bordoni - e' quello di adottare politiche che diano una via d'uscita ai minori sfruttati, ma senza criminalizzarli".

TERRE DES HOMMES: IN ITALIA BIMBI INVISIBILI PER LEGGE

"NON APPROVARE IL PACCHETTO SICUREZZA".

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 16 giu. - Prima della sua approvazione definitiva al senato, Terre des Hommes lancia un appello al mondo politico e alla societa' civile per la modifica del cosiddetto "Pacchetto Sicurezza". "Quel testo presenta alcune palesi violazioni dei diritti dell'infanzia- dichiara Raffaele Salinari, presidente della Federazione Internazionale Terre des Hommes- prima fra tutte l"impossibilita' della registrazione all'anagrafe dei figli dei migranti che non avranno nome ne' cittadinanza". Per bloccare questa norma l'organizzazione lancia una petizione on line che si puo' sottoscrivere alla pagina www.terredeshommes.it.

Sotto accusa la norma del Pacchetto Sicurezza che "rendera' impossibile per i genitori migranti irregolari l'iscrizione all'anagrafe dei propri figli dopo la nascita" perche' "dovranno presentare insieme ai loro documenti il permesso di soggiorno". "Questi bambini- prosegue Tdh- diventeranno invisibili per le istituzioni italiane, non potranno accedere all'istruzione primaria e, in mancanza di una minima tutela, potranno diventare oggetto di abuso, sfruttamento, tratta, pedo-business e vittime della criminalita' organizzata". C'e' il rischio che per i bimbi nati in ospedale si potranno aprire procedimenti per lo stato di abbandono del neonato poiche' i genitori non potranno riconoscerli.

Per questo "e' prevedibile che aumenteranno i casi di parti al di fuori degli ospedali, in ambienti non sicuri dal punto di vista sanitario, con gravi rischi per la salute delle mamme e dei loro bambini". Terre des hommes, preoccupata per i rischi che il decreto presenta, lancia un appello e chiede con forza al Parlamento di modificare il testo in discussione in modo tale da offrire ad ogni bambino sul territorio italiano pari opportunita' in ogni contesto sociale in cui viva o dal quale provenga, nel pieno rispetto dei principi nazionali e internazionali per la protezione e la tutela dell'infanzia.

ROMA, IN STRUTTURE COMUNALI PENALIZZATI FIGLI DEI PRECARI.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 16 giu. - "Mio figlio non e' rientrato nelle graduatorie dell'asilo nido comunale. Il problema e' che lavoro sempre con contratti a termine di due/tre mesi e a causa della mia situazione professionale, non mi e' stato riconosciuto alcun punteggio. Per rientrare nelle liste bisogna, infatti, dimostrare di lavorare nel preciso momento in cui si presenta la domanda al comune e io a marzo non ero sotto contratto. E cosi', non solo si hanno tutti gli svantaggi economici di un lavoro precario, ma ci vengono negati anche i servizi primari". La storia di questa mamma di due bambini, restauratrice di professione, e' simile a quella di tanti lavoratori flessibili, che per la propria situazione contrattuale, si vedono negare l"accesso all'asilo comunale. "Il comune di Roma chiede di allegare alla domanda di iscrizione al nido anche un certificato in cui il datore di lavoro dichiari che il genitore del bambino ha un impiego a tempo pieno, questo permette di avere piu' punti per la graduatoria finale. Cosi' pero' si penalizzano i genitori precari, perche' non possono dimostrare di lavorare full time" spiega Caterina Fida di Rdb Pubblico impiego.

Il principio di base e' privilegiare chi lavora a tempo pieno, nella convinzione che se un lavoratore e' autonomo o flessibile ha piu' tempo per occuparsi del proprio figlio. In realta' dietro contratti di collaborazione o a progetto richiedono un impegno giornaliero, che non lascia tempo alla cura dei figli. E cosi' molti genitori devono ricorrere a soluzioni di emergenza, per poter conciliare casa e lavoro.

"Per il primo anno mio figlio e' stato escluso dal nido comunale, quindi ci siamo dovuti arrangiare con suoceri, amici e parenti. Abbiamo provato anche a fare un nido autogestito di quartiere, ma la cosa non ha funzionato per problemi di distanza- racconta Riccardo Mancini, papa' lavoratore-. Non poter usufruire del nido comunale, inoltre, ci toglieva il tempo necessario per trovare un altro lavoro. E questo non e' una problema da poco, in una situazione grave di precariato, come quella in cui siamo sia io che mia moglie. Non solo, ma questo ha significato dovere chiedere piu' aiuti familiari ai nostri genitori. Non credo che usufruire di questi servizi primari possa essere un diritto solo di chi lavora a tempo pieno ma deve essere tutelato anche chi e' disoccupato o non ha un posto fisso. Poter stare con i coetanei e socializzare e', infatti, un diritto che riguarda in primo luogo i bambini".

Per chi non puo' contare su una rete amicale o parentale, infatti, essere esclusi dalle graduatorie degli asili pubblici pesa in maniera pesante sul bilancio familiare. "Mia figlia e' al decimo posto nella lista d'attesa, non abbiamo quindi speranze fino a marzo 2010- aggiunge Stefania Menegatti- cio' significa che dovremo sborsare per un altro anno contributi privati, che sono un grave problema per noi che lavoriamo con contratti precari".

MURATORI, MENDICANTI: ECCO COSA FANNO QUELLI 'A RISCHIO.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 16 giu. - Pizzaiolo, barista, cameriera, muratore e artigiano, ma anche borseggiatori, mendicanti, coinvolti nei combattimenti clandestini, nel giro della prostituzione o in altre attivita' illegali. Sono gli ambiti di lavoro, spesso in nero, e di sfruttamento in cui risultano impiegati i ragazzi "a rischio" intervistati da Save the children nell'ambito della ricerca "I lavori minorili nell'area metropolitana di Roma" presentata oggi in Campidoglio dall'Osservatorio sull'occupazione e le condizioni di lavoro nel Comune di Roma. Nella maggior parte dei casi (40 su 62) i ragazzini lavorano circa 6-9 ore al giorno, un terzo frequenta la scuola, ma solo un minorenne ha dichiarato di avere assolto l'obbligo scolastico. Per quanto riguarda invece il rapporto tra eta' e tipo di "impiego", lo studio ha evidenziato come i bambini piu' piccoli- dagli 8 ai 12 anni- siano quelli che piu' frequentemente vengono obbligati a chiedere l'elemosina.

Attraverso lo sportello "Civico zero", in zona San Lorenzo, Save the children e' riuscita a raggiungere molti minori stranieri non accompagnati o comunque ragazzini non inseriti nel contesto scolastico e a rischio di esclusione sociale. L'inchiesta, durata quattro mesi, da marzo a luglio del 2008, ha raccolto 61 storie lavorative e di attivita' marginali o illegali, a fronte di 42 ragazzi intervistati tra gli 11 e i 21 anni, di cui solo 10 femmine, e appartenenti a varie nazionalita' (italiana, afgana, bengalese, cinese, egiziana, indiana, marocchina, rumena e rom).

"Spesso sono stati gli stessi adolescenti a raccontare le storie dei loro coetanei", si legge nell'indagine. Dallo studio sono emersi "la necessita' dei ragazzi di contribuire all'economia familiare, la sovrapposizione tra lavoro minorile e lavoro nero, il fatto di considerare come 'impiego' le attivita' illegali e la difficolta' di conciliare il lavoro non solo con la scuola ma anche con il tempo libero", ha spiegato il direttore generale di Save the children Italia Valerio Neri. "Il fatto poi che molti dei giovani intervistati abbiano detto che il lavoro debba piacere contribuisce ad abbassare la soglia di attenzione ai diritti (alla formazione, ad avere un contratto, eccetera): ad esempio, tra le testimonianze raccolte c'e' quella di una ragazzina che e' contentissima di fare la cubista. Alla luce di tutto cio'- ha concluso Neri- e' necessario un legame piu' efficiente tra sistema dell'istruzione e mondo dell'occupazione".

 

 

 
 
 

QUESTO ACCADE AI BAMBINI DI TUTTO IL MONDO!

Post n°239 pubblicato il 15 Giugno 2009 da alfio38

IMMIGRATI, LE FUTURE MAMME TRA GIOIA E NOSTALGIA.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 15 giu. - Un ponte tra la terra di origine e la nuova vita, la definizione di unprogetto migratorio ma anche una cristallizzazione in parte dolorosa perche' "si fa famiglia" in un luogo non familiare. E' questo e molto di piu' il primo bimbo che nascera' nell'immaginario delle future mamme migranti. Non importa se ganesi, cinesi, filippine o rumene: per tutte il primogenito della nuova famiglia sara' gioia e nostalgia. Questi sono solo alcuni degli elementi che emergono da una ricerca sull'identita' materna e la doppia appartenenza in un paese straniero curata dalla docente di Psicodinamica dello sviluppo e delle relazioni familiari Angela Maria Di Vita, dell'universita' di Palermo. La ricerca, che e' stata "scambiata" al mercato virtuale dei saperi, un progetto che ha coinvolto 18 atenei in tutto il Mediterraneo con lo scopo di scambiare informazioni e ricerche scientifiche, e' stata realizzata dall'ateneo palermitano, che per l'Italia ha partecipato alla rete Emuni Research Suk.

La ricerca e' stata effettuata su un campione di ottanta donne, dai 25 ai 35 anni dell'Africa (come il Ghana), dell'Asia (soprattutto la Cina e le Filippine) e l'Europa dell'Est (Romania). Minimo comun denominatore essere in attesa del primo bebe' (al settimo mese di gravidanza) e di essersi rivolte al Sistema sanitario nazionale: i due ospedali pubblici di Palermo.

"La gravidanza - spiega Di Vita - comporta una serie di cambiamenti fisici, ma anche relazionali ed affettivi. Durante i nove mesi di attesa e nei mesi successivi al parto, la donna elabora una serie di aspettative e fantasie su se stessa e sul bambino". Il modo con cui la donna vive la propria maternita' quindi non ha risonanze unicamente"fisiche" nel corpo della donna ma esprime anche valori culturali,miti e regole che la societa' le ha trasmesso.

Le donne mantengono un legame con la terra di origine soprattutto imponendo ai bimbi un nome nella propria lingua, e per tutte la cosa piu' importante e' che si sappiano integrare, "non come le mamme italiane che invece si aspettano dai propri figli, gia' a due tre mesi, una competenza- sottolinea la docente dell'universita' di Palermo attesa con ansia per mitigare il dolore del distacco tra  la mamma e il figlio per la necessita' di tornare presto a lavorare". Necessita' che del resto hanno anche le mamme immigrate, spesso in depressione post partum perche' curano figli e anziani che non sono della loro famiglia.

Per tutte le donne esperienza comune e' quella del disorientamento di fronte ad analisi, accertamenti ed ecografie durante la gravidanza: "Tutti i gruppi di popolazione- afferma Di Vita- si trovano davanti al comune problema di come gestire una gravidanza 'tecnologica' come quella di un paese come l'Italia, da loro spesso la gestazione e' una fase della vita piu' naturale". E poi sono idee diverse anche su come gestire il dolore: per le donne africane ad esempio e' sconveniente e indecoroso mostrare dolore o piangere, mentre per le mamme cinesi la percezione del proprio corpo e' totalmente diversa da quella occidentale. Un altro elemento comune e' la nostalgia: far nascere un bimbo qui e' si' "il riconoscimento di uno status sociale - sottolinea la docente dell'universita' di Palermo - ma e' anche una cesura dal proprio paese di origine. Tutte dicono di voler tornare dopo qualche anno al proprio paese di origine ma sappiamo che poche riescono a farlo".

Altro tema importante e' infine quello dell'educazione: "Le donne intervistate si domandano come crescera' il proprio figlio- spiega Di Vita- e per tutte e' importante che accanto alla lingua del paese di origine del paese dei genitori imparino bene anche quello del paese ospitante. Spesso- conclude- si tratta di donne coraggiose, che vivendo in un'altra terra imparano a rinegoziare il proprio rapporto con il marito e vivono fiere della propria emancipazione, creando di fatto una cerniera vivente tra il mondo vecchio e quello nuovo, nel quale si trovano a vivere".

ZIMBABWE, CENTINAIA DI PROSTITUTE-BAMBINE PER FAME

LA DENUNCIA DI EL MUNDO.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 15 giu. - Centinaia di bambine in Zimbabwe, alcune di soli 12 anni, si prostituiscono per poter ottenere cibo e riuscire a sopravvivere alla profonda crisi socio-economica che il paese vive. È la denuncia fatta questa settimana da Save the Children. Secondo l'organizzazione ci sono bambine costrette a vendersi anche solo per un pugno di biscotti. E la situazione potrebbe peggiorare in vista del Mondiale di calcio nel vicino Sudafrica l'anno prossimo. Il tasso di disoccupazione in Zimbabwe e' del 90% e la maggior parte della popolazione non puo' permettersi di comprare cibo, ne' di ricevere assistenza sanitaria o coprire le spese dell'educazione dei bambini.

Vai all'articolo:

http://www.elmundo.es/elmundo/2009/06/12/solidaridad/1244806801.htm

TERRE DES HOMMES: 'PROTEGGERLI DALLA CRISI.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 15 giu. - Terre des Hommes lancia l'allarme per il probabile incremento del numero di bambini lavoratori a causa della crisi globale. "Con la perdita infatti dei posti di lavoro per gli adulti diventa sempre piu' concreto il pericolo di un piu' marcato sfruttamento dei bambinisi legge in una nota- per il minor costo del loro lavoro e la loro maggiore flessibilita'. Una prima conseguenza della crisi e' l'aumento dei bambini che devono abbandonare la scuola, dato che i loro genitori non sono piu' in grado di pagare le rette scolastiche, libri e materiale scolastico.

Attualmente sono 217 milioni i minori che lavorano, 100 milioni dei quali sono bambine (dati Ilo). A loro non viene risparmiato nessun tipo di lavoro pesante o rischioso: dallo scavo in miniera alle concerie, dalla prostituzione alle lunghe ore passate nei campi. Uno dei piu' tipici - e piu' nascosti - lavori in cui sono pesantemente sfruttate bambine anche di 5-6 anni e' quello domestico, in case di estranei, spesso senza piu' alcun contatto con la famiglia d'origine".

"Sono nata in campagna, a otto ore di autobus da Cuscoracconta Luisa agli operatori del centro Yanapanakusun di Cusco, Peru', partner di Terre des hommes Italia-, mio padre, che fa il contadino, quando avevo 6 anni mi ha affidata a una famiglia che gli ha garantito che mi avrebbe trattato bene e fatto studiare. Ovviamente la realta' si e' rivelata diversa: il lavoro era molto duro, ero a loro disposizione 24 ore su 24 e se mi rifiutavo perche' ero stanca mi tiravano i capelli o mi prendevano a schiaffi. La notte mi facevano dormire in cucina, su una stuoia, e non mi mandavano a scuola. Solo dopo molte insistenze mie mi hanno iscritto alla scuola serale, per la quale spendevo i pochi soldi che mi davano. A un certo punto non ce l'ho fatta piu' e a 14 anni sono scappata".

Le bambine sfruttate come domestiche sono esposte ad ogni abuso, dai maltrattamenti fisici allo stupro. "Terre des Hommes chiede ai governi e alla comunita' internazionale di prevedere misure speciali per la protezione dei bambini dalle conseguenze della crisi globale", dichiara Raffaele Salinari, presidente della federazione Internazionale Terre des Hommes. "Per prevenire lo sfruttamento dei minori, oltre a misure molto semplici come l'azzeramento delle tasse scolastiche, e' importante che gli Stati vigilino su fenomeni di dimensione transnazionale quali la tratta di bambini, che purtroppo appaiono tragicamente in aumento a causa dell'intensificarsi dei movimenti migratori. Non bisogna solo prevedere efficaci misure repressive contro i trafficanti, ma soprattutto combattere le cause che stanno alla base del traffico, quali la poverta' e la mancanza di alternative".

REGNO UNITO: ESPULSI DA SCUOLA A 4 ANNI.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 15 giu. - Migliaia di bambini violenti vengono ogni anno esclusi dal sistema di educazione primaria per timore che attacchino i compagni o i maestri. È quanto emerge da un'investigazione del Times che rivela come l'espulsione o la sospensione da scuola, provvedimenti comunemente associati con bullismo degli adolescenti, sono praticate anche nella scuola primaria. Secondo l'indagine, nell'anno scolastico 2007-2008 almeno 25.000 bambini sono stati esclusi da scuola, il 6 per cento in piu' che l'anno precedente. Oltre 1.200 espulsioni hanno riguardato bambini di 4 anni mentre in altri 12.000 non superavano gli 8.

Vai all'articolo:

http://www.timesonline.co.uk/tol/life_and_style/education/article6489028.ec

 

 

ROMA, 28% SOTTO I 15 ANNI HA LAVORATO ALMENO UNA VOLTA.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 15 giu. - Il 28% dei ragazzini sotto i 15 anni ha lavorato almeno una volta durante la scuola. A rilevarlo e' la terza inchiesta sul mercato del lavoro nella capitale, questa volta dedicata ai "Lavori minorili nell'area metropolitana di Roma". Lo studio, presentato dall"Osservatorio sull'occupazione e le condizioni del lavoro del comune di Roma, si compone delle ricerche effettuate dall'Ires e da Save the children Italia. Dei ragazzini che hanno fatto un'esperienza professionale il 41% ha tra i 14 e i 15 anni e solo il 27% e' di nazionalita' italiana.

Svolgono soprattutto una professione manuale o qualche attivita' nel settore dei servizi e del commercio. Il motivo del lavoro? Nel 70% dei casi e' per aiutare la famiglia. L'indagine dimostra poi come il lavoro minorile sia frutto di particolari condizioni di degrado economico, sociale, culturale e ambientale. Quasi il 37% e' impegnato solo alcuni giorni al mese, mentre il 34% ha un impiego con frequenza settimanale.

INTERCETTAZIONI, LERICI (IDV): SALTANO INDAGINI PEDOFILI.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 15 giu. - Le limitazioni alle intercattazioni decise dal governo"vanno contro l'interesse e la difesa dei bambini". Lo sottolina Roberta Lerici, responsabile Infanzia dell'Idv e Responsabile del Movimento per l'Infanzia del Lazio che spiega: "Nelle inchieste sulla pedofilia, ad esempio, c'e' bisogno di tanto tempo per le intercettazioni. Limitarle annullera' molte indagini e fara' saltare molti processi. Anche l'ex procuratore Maria Cordova ha ricordato che per l'inchesta 'Fiori nel fango' (200 bimbi sfruttati, 80 adulti arrestati, ndr) ci sono voluti 6 mesi di intercettazioni. Vorrei- chiude Lericiche quegli esponenti del Pdl come Luca Barbareschi che si sono esposti sul tema della pedofilia intervengano. L'attenzione all'infanzia va dimostrata con i provvedimenti non con le parole".

 

 

 

 
 
 

SOLO PER CARMELA ....NON C'è GIUSTIZIA??????????

Post n°238 pubblicato il 13 Giugno 2009 da alfio38

Delitto Niscemi:confermata condanneVenti anni per i ragazzi che violentarono e uccisero Lorena

 

(ANSA) - CATANIA, 13 GIU - La corte d'Appello di Catania ha confermato la condanna a 20 anni per i tre minorenni di Niscemi che uccisero Lorena Cultraro, 14 anni. I condannati hanno tra i 14 ed i 17 anni. La giovane fu violentata e uccisa la sera del 30 aprile del 2008. Dopo la condanna in primo grado, i difensori dei tre imputati avevano presentato ricorso alla sezione minori della Corte d'Appello di Catania. La Corte d'Appello si e' riservata di pubblicare entro 90 giorni le motivazioni della sentenza.
LA SOLITA ITALIA DEI DIVERSI PESI E DELLE DIVERSE MISURE...... FELICISSIMO PER LA POVERA LORENA ....FINALMENTE HA AVUTO LA GIUSTIZIA CHE MERITA .....VICINISSIMO AI SUOI GENITORI ....ORA POSSONO PENSARE SOLO AL LORO DOLORE ..... STRACONTENTO PER LA SORTE DI QUEI MOSTRI!!!!!!!!
FACCIO UN APPELLO ALLA DOLCE LORENA ......TU CHE SEI VICINA A CARMELA PROVA A CONSOLARLA CONDIVIDENDO UN PO' DELLA GIUSTIZIA CHE HAI OTTENUTO, DILLE CHE NOI NON CI ARRENDEREMO MAI FINCHE' NON SAREMO RIUSCITI AD OTTENERE LA SUA.
UN APPELLO MOLTO MENO ACCORATO MA MOLTO MOLTO PIU' INCAZZATO ALLA GIUSTIZIA ITALIANA .........QUANTI ANNI ANCORA VI OCCORRONO ??????????

 
 
 

UN'ALTRO ANGELO VOLATO VIA .....

Post n°237 pubblicato il 12 Giugno 2009 da alfio38

BAMBINO DI NOVE ANNI SI IMPICCA, FORSE GIOCO FINITO MALE

 

 MILANO  - Un bambino di nove anni si è impiccato ieri pomeriggio con il laccio dei pantaloni della tuta nella sua cameretta a Truccazzano, nell'hinterland milanese. La mattina l'insegnante gli aveva fatto una nota per la scarsa attenzione prestata alle lezioni. Ma la preside ritiene che si tratti di una tragica fatalita', di un gioco finito male. Il bambino è stato trovato dalla madre che ha cercato, senza successo, di rianimarlo.

Il piccolo, che frequentava la scuola elementare Fratelli Ferrandi di Truccazzano (Milano), secondo la ricostruzione dei carabinieri, ieri pomeriggio era tornato a casa e aveva fatto vedere la nota dell'insegnante alla mamma. La donna era poi uscita per una commissione, quando il piccolo ha sfilato il laccio di una tuta che si trovava nella sua camera, l'ha legato probabilmente alla finestra e si è impiccato. A trovare il corpo è stata la madre che l'ha subito staccato dal cappio e ha tentato le manovre di rianimazione senza riuscirci. Sotto shock, la donna è stata poi ricoverata. Il bambino, figlio unico, viveva in una villetta nel paese a est di Milano con i genitori, entrambi operai. Tutti sotto shock nella scuola del piccolo dove non riescono a spiegarsi il gesto. Le indagini sono affidate ai carabinieri, il pm Sergio Spadaro ha disposto l'autopsia.

La nota presa a scuola non c'entra nulla, è stata solo una tragica fatalità: ne è convinta Maria Luisa Balconi, la preside dell'Istituto comprensivo di Pozzuolo Martesana da cui dipende anche la scuola Fratelli Ferrandi di Truccazzano. La preside ha incontrato questa mattina i genitori del ragazzo "e anche loro hanno escluso che la nota presa a scuola possa averlo indotto al suicidio: anche il padre mi ha detto che, con tutta probabilità, è stato un gioco finito male". "Ho firmato ieri la sua scheda di valutazione - aggiunge la preside - il ragazzo aveva tutti voti alti e anche la madre mi ha detto che non lo aveva visto particolarmente turbato per la nota, che altro non è che un richiamo scritto. Escludiamo quindi che sia stato un suicidio, l'idea è che abbia sperimentato un gioco finito male".

Saranno comunque sentiti compagni di classe e maestre. A quanto si è saputo, nel corso delle indagini i genitori non avrebbero fatto riferimento a un gioco, come invece ipotizzato dal preside della scuola. Aveva preso una nota a scuola e, sempre a quanto si è saputo, ne aveva prese altre in passato.

Oggi è l'ultimo giorno di scuola e, in serata, era previsto uno spettacolo teatrale delle dieci scuole dell'Istituto comprensorio di Pozzuolo Martesana a cui doveva partecipare anche Andrea. "Doveva fare il pinguino - racconta la preside - e quindi la madre era uscita per comprargli una maglietta bianca. Avevano parlato dello spettacolo e il ragazzo era particolamente contento di farlo, quindi la madre non aveva notato assolutamente nulla che lo turbasse". Secondo una prima ricostruzione riferita dai genitori alla preside, il ragazzo è salito in piedi sul letto, si è poi legato con un laccio alla maniglia del pensile sopra il letto ma é poi probabilmente scivolato senza riuscire più a trovare un appoggio. Al piano superiore della villetta abitano i nonni che però non si sono accorti di nulla. "I genitori sono venuti a scuola - racconta Maria Luisa Balconi - proprio per chiarire che non attribuiscono nessuna colpa agli insegnanti con cui hanno parlato stamattina. Il padre soprattutto è convinto che sia stato un tragico gioco, la madre é davvero sconvolta. Ho pianto con loro e hanno accettato l'aiuto del nostro psicologo che avevo già fatto venire a scuola per i suoi compagni".

 
 
 

NEWS .....DIMENSIONE DONNA!

Post n°236 pubblicato il 12 Giugno 2009 da alfio38

Società/ Commercio sessuale e lavori forzati. 'Sono milioni nel mondo le bimbe sfruttate'

Giovedí 11.06.2009 16:00 (Affaritaliani.it)
 
 
Sfruttate sessualmente o lavorativamente. Non ci sono nè giocattoli nè bambole per più di 100 milioni di bambine che invece ogni anno vengono usate nel lavoro minorile in tutto il mondo. Cinesi, giapponesi e africane. E con la crisi finanziaria globale potrebbero aumentarne il numero. Si stima che la metà di loro siano impiegate in mansioni pericolose o comunque rischiose e, di queste, circa 20 milioni abbiano meno di 12 anni. E anche se non si hanno numeri certi, sono sempre le bambine e le ragazzine a essere le più sfruttate nel giro del "commercio sessuale" minorile oppure obbligate a "lavori forzati" o sottopagati. E poi c'è l'invisibile esercito femminile del servizio domestico non retribuito. 
Sono questi i dati che emergono dal rapporto dell'Ilo (l'Organizzazione internazionale del lavoro) "Give girls a chance: tackling child labour, a key to the future", presentato oggi in occasione della Giornata mondiale contro il lavoro minorile che si celebra il 12 giugno.
 
"Abbiamo visto alcuni progressi nella riduzione del lavoro minorile - ha detto il direttore generale dell'Ilo Juan Somavia -. Ma le scelte politiche dei governi e dei committenti, alla luce dell'attuale crisi economica, saranno un test per vedere chi proseguirà in questa lotta".
 
 
La maggior parte delle bambine e delle ragazzine lavorano in agricoltura (il 61% nella fascia d'età 5-14 anni), seguono il settore dei servizi e il lavoro domestico (il 30%, soprattutto nell'Africa sub-sahariana e in America Latina) e l'industria manifatturiera (9%). Ciò naturalmente incide sui tassi di frequenza scolastica, molto più bassi quando una minorenne è impegnata in un'attività economica. Anche il lavoro da casa, molto diffuso nelle ragazze per restare ad aiutare la madre, incide sull'istruzione.

 

L'Ilo stima poi che la proporzione tra maschi e femmine che lavorano nelle miniere e nelle cave sia abbastanza simile (su un milione di bambini dai 5 anni in su e con i conseguenti problemi di salute tra cui il rischio di invalidità o di morte), mentre sui quasi due milioni di minori sfruttati sessualmente è certo che la maggior parte siano bambine e ragazzine che provengono dalle zone rurali, attirate con la promessa di un futuro migliore. Inoltre - prosegue il rapporto - è frequente che le femmine siano oggetto di negoziazione da parte dei parenti, che si indebitano per stipulare un contratto con un intermediario che le faccia lavorare.

 

Di Floriana Rullo

 

L'inchiesta/ Non giocano, non hanno le Winx. Loro devono sposarsi per forza. Ecco le storie delle spose bambine. Le immagini
Affariitaliani.it

Di Benedetta Sangirardi

A loro non è concesso giocare, studiare, divertirsi. Bambine di 8, 9, massimo 10 anni. Bambine appunto. Con una differenza rispetto alle altre. Loro non hanno la Barbie o la Winx, e nemmeno Cicciobello. No. Loro devono sposarsi, per forza. Con uomini molto più grandi, di 30-40 anni, che le vogliono per forza. Desiderano togliere loro l'infanzia. Sono 60 milioni nel mondo le spose bambine. In Pakistan, Bangladesh, India, Africa, in Afghanistan. Ma anche in Brasile e in Cina.

In India, secondo la legge, il matrimonio è vietato prima dei 18 anni. Nella realtà, in Stati come il Rajastan e l’Uttar Pradesh, secondo i dati dell’Unicef, la maggior parte si sposa sotto i 10 anni. Nel villaggio di Dadikar ki Dham, Sushila è stata sposata quando aveva appena 25 giorni con Yanaki, di 2 mesi.

Sunam, invece, è bella, ha profondi occhi neri e capelli ricci.  Lui si chiama Nieem, la pelle olivastra e un taglio corto da marine.  Dal 14 agosto del 2007 sono ufficialmente fidanzati e vivono insieme, per fare regolari “prove tecniche di matrimonio”. Sunam ha tre anni, Nieem ne ha sette. Succede a Kabul, Afghanistan. La piccola è stata concessa dal padre Parvez al figlio di sua sorella Fahima, disperata per quello scapolo di sette anni che ancora non era promesso a nessuna e desiderosa di avere in casa una femminuccia, anche se in veste di baby-nuora.
I due vivranno insieme fino all’adolescenza di lei, quando, per forza, saranno marito e moglie.

LA FUGA O IL SUICIDIO - Le ragazzine a volte scappano e poi riescono a sposare il ragazzo dei sogni. A volte si suicidano. Il fenomeno è enorme. Succede poi, come riportano le cronache recentissime, di spose ribelli sepolte vive in Pakistan. Ma purtroppo il più delle volte chinano la testa e dicono il loro "sì". In molti di questi paesi, come l'India il matrimonio è merce di scambio, un’alleanza, tanto che le nozze possono evitare una faida tra due famiglie, sposare una donna ancora bambina significa preservarla integra, lasciare intatta tutta la sua forza vitale, la sua purezza creatrice. Questo è quello che si vuole far credere. Preservare l'integrità. In realtà la maggior parte delle storie parla di violIL MATRIMONIO E LA PRIMA MESTRUAZIONE -Dopo la cerimonia, le spose bambine dovrebbero tornare nella casa dei genitori fino alla prima mestruazione. I genitori che hanno fretta di disfarsi di loro le consegnano subito alla famiglia dello sposo. Ed è in questo momento che inizia l'inferno. Che la loro infaniza-adolescenza si trasforma in un incubo. Devo stare al servizio dei mariti, perché quello è il ruolo che la vita ha riservato loro.

IL DRAMMA DELLE VEDOVE BAMBINE- C'è un'altra piaga, come se non bastasse. Quando le spose bambine diventano vedove. Restano completamente emarginate. Le vedove bambine sono circa 40 milioni. Rimangono sole, senza poter tornare dalla famiglia. Secondo la cultura indù, la donna sposata appartiene per metà a suo marito. Morto il marito, la società non sa più cosa farsene di una donna a metà. Vedove che hanno dai 10 ai 15 anni. Circa il 90 per cento di loro gira l’angolo e diventa prostituta: quasi ovvio, per chi vive già sulla strada. Altre (ma sono la minoranza) vivono chiedendo l'elemosina pregando davanti ai templi indù.

Questa è la storia delle spose-bambine, unite in matrimonio per scelta della famiglia, per soldi o per motivi di discendenza con uomini. Una storia che è stata rappresentata in modo esemplare nella immagine di Stephanie Sinclair, nominata dall’Unicef Foto dell’anno 2007. Questa foto ha vinto, come ha vinto Nojoud. Si è ripresa la libertà, il suo diritto più grande. Forza bambine, fuggite e denunciate. Il mondo vi aspetta.

Pakistan/ Donne sfigurate con l'acido. A colpire sono mariti rivali o uomini rifiutati. L'inchiesta di Affaritaliani.it

 

Affariitaliani

Di Floriana Rullo

 

E' terribile anche soltanto immaginarlo: troppo crudele, una tortura che lascia un marchio d' orrore, nella carne e nell' anima. Una tecnica che in Pakistan è però diffusa a macchia d'olio. Donne che vengono sfigurate dall' acido, vittime di una pratica crudele ma ricorrente. A colpire sono uomini rifiutati, mariti imposti o anche donne rivali. Vittime involontarie di un'idea perversa: quella della superiorità dell'uomo sulla donna. O ancora perseguitate da donne gelose che pur di eliminarle dalla concorrenza le distruggono con l'acido.

 DONNE SFIGURATE- Quando è la tua faccia che viene deturpata è come se la vita stessa in quel momento fosse cancellata per sempre, negata. I volti delle donne si presentano corrosi sia dalla rabbia che dal veleno. Storie di ordinaria follia direbbe Joel Schumacher. Come quella di Saira Liaqat aveva solo 16 anni quando il marito ha deciso di scioglierne la bellezza nell'acido. Punita dal suo sposo solo perché la sua dote non era adeguata. O quella di Mumtaz Bibi che si era opposta alla vendita delle tre figlie mettendosi contro il marito. Naseera invece era bella, forse troppo. Così un pretendente a cui ha detto di no ha deciso che doveva pagare quell'affronto. Viso, collo e torace completamente ustionati. Saima Siddique aveva solo quattro anni: acidificata da una zia invidiosa. Poi c'è Shamin Akhtar che ha respinto la corte di quattro ragazzi: prima l'hanno violentata, poi l'hanno sfigurata con l'acido.

LE STORIE- Sabra è pakistana, ed è una delle tante 15enni vittime di un matrimonio combinato tra uomini come un "affare di famiglia". Aveva un solo problema: era troppo bella. Per questo il marito l'ha " acidificata". Perché era sua. E nessuno la doveva più guardare. Nasreen ha 24 anni e fino ad oggi ha subito 18 interventi che le consentono di sorridere ancora ma non hanno potuto impedire all'acido di portarle per sempre via quegli occhi verdi e perfetti  che aveva un tempo. Così non vede più.

Kuldeep aveva 16 anni quando il marito, rientrato a casa ubriaco e con voglia di farle provare qualcosa di nuovo rispetto alle solite botte di ogni giorno l'ha colpita con l'acido. Oggi non parla e non sente.  Storie vere, di questi anni, avvenute in Pakistan, in India, in Afghanistan. Una mappa geografica degli orrori dove certe barbarie sono agghiaccianti e incomprensibili.

L'ASSOCIAZIONE SMILEAGAIN- Per loro si batte Smileagain, un'associazione che aiuta le donne sfigurate a reintegrarsi nel tessuto sociale attraverso il supporto psicologico e una serie di servizi medici.

La chirurgia plastica può aiutare a recuperare i tratti di un tempo. Ma purtroppo ancora non fa miracoli. E soprattutto non può cancellare il dolore e la rabbia per una violenza senza scuse.

"Le motivazioni per questi gesti sono le più svariate"- raccontano dall'associazione di SmileAgain- "E' un atto barbarico a cui le giovani vengono sottoposte. La polizia si rifiuta di intervenire e il più delle volte i reati restano impuniti perché lo Stato protegge gli aggressori. Le donne colpite sono spesso abbandonate dalla propria famiglia ed emarginate dalla comunità d'origine".

"La nostra associazione - continua Clarice Felli, presidente di Smile Again - da sette anni si batte affinché la legge venga fatta rispettare. In Pakistan esiste una legge contro la violenza. Ma questa non prevede però una pena per chi utilizza l'acidificazione". Così l'associazione si fa carico delle operazioni delle ragazze colpite dal vetriolo. Con tanto di riabilitazione. L'anno scorso ad esempio, grazie ad un finanziamento da parte della provincia dell'Aquila alcune giovani hanno frequentato un corso di estetica ed attualmente lavorano nei centri di bellezza. " E ora"- conclude la presidente "le donne hanno sempre meno paura di denunciare le violenze subite".

Una piccola goccia nell'oceano.

 

LA STORIA D NOJOUD - Poi per fortuna c'è il caso, che ha commosso il mondo intero, della sposa bambina che è riuscita ad ottenere il divorzio nello Yemen. Una storia che fa sperare. Nojoud ha 8 anni. E' stata fotografata sorridente mentre mangia una fetta di torta al cioccolato e stringe un grosso orso di peluche rosso. Festeggia, nenanche a dirlo, il suo divorzio (concesso dal tribunale) dal marito di 22 anni più grande di lei. enze, abusi sessuali, botte e schiavitù da parte dei mariti.

Nojoud Muhammed Nasser è la prima sposa bambina a chiedere il divorzio. Ha vinto e ha festeggiato la sua libertà. Ma ha avuto un coraggio che quasi nessuna delle bambine riesce ad avere. E' riuscita a fuggire dalla casa dello sposo per presentarsi in tribunale. Ha denunciato il padre, che l’ha costretta a sposarsi, e il marito che l’ha picchiata e forzata ad avere rapporti sessuali.

 

 

 
 
 

News Minori

Post n°235 pubblicato il 11 Giugno 2009 da alfio38

TV, L'ESPERTO: REALITY E TALENT SHOW,IMPATTO DISASTROSO

CASTELBIANCO: "VIENE PREMIATO CHI VINCE, NON CHI SI IMPEGNA".

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 11 giu. - Reality e talent show "hanno un impatto disastroso sui giovani perche' non viene premiato chi si impegna ma semplicemente chi vince". E' duro Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell'eta' evolutiva, a proposito el rapporto tra questo tipo di programmi televisivi e il pubblico giovanile under 18. Lo psicoterapeuta parla a margine della presentazione del volume del Moige "Un anno di zapping. Guida critica ai programmi televisivi 2008-2009" (edizioni Magi), una sorta di vademecum dei programmi televisivi piu' adatti al pubblico giovanile.

"In programmi dove ci dovrebbe essere colloquio, disputa o sana competizione- continua Bianchi di Castelbianco- i contenuti vengono superati da una modalita' aggressiva". Per questo "si fa pensare ai ragazzi che chi urla vince e chi usa atteggiamenti duri e pesanti verso l'avversario merita di arrivare primo". La maggior parte dei giovani che partecipano a reality e talent show "cercano visibilita'. La competizione di merito e spesso anche le effettive qualificazioni della persona vengono messe in secondo piano e parlare o colloquiare sono attivita' in secondo piano rispetto al bisogno di essere visibili". Lo psicoterapeuta si sofferma anche sulle figure adulte protagoniste dei talent show, che hanno il ruolo di maestri, insegnanti o presentatori: "Sono figure che hanno un ruolo di spartiacque e nessun ruolo educativo. I talent show sono situazioni finte che i ragazzi vivono come se fossero vere".

NEL MONDO 218 MILIONI DI BAMBINI LAVORATORI

COINVOLTO 1 BAMBINO SU 7 TRA I 5 E 17 ANNI.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 11 giu. - Nel mondo lavorano 218 milioni di minori, ma il fenomeno e' in calo. Secondo gli ultimi dati dell'Ilo (International labour organization, l'agenzia delle Nazioni unite per la promozione del lavoro dignitoso, con sede a Ginevra), a livello mondiale, il numero dei minori lavoratori nella fascia d'eta' 5-17 anni e' sceso da 246 milioni nel 2000 a 218 milioni nel 2004 (-11%), ma il fenomeno continua a coinvolgere almeno un bambino su sette.

La diminuzione piu' rilevante nei lavori piu' pericolosi, con un calo generale del 26%, da 171 milioni di ragazzini impegnati in attivita' rischiose nel 2000 a 126 milioni nel 2004. L'America latina ed i Caraibi spiccano in termini di rapida riduzione dell'impiego di bambini nel lavoro: nel 2004 il numero e' diminuito di 2/3 con appena il 5% dei minori d'eta' compresa fra i 5 ed i 14 anni che svolgono ancora attivita' lavorative. La maglia nera, a livello globale, spetta all'Africa sub-sahariana, regione con circa 50 milioni di bambini economicamente attivi (il 26% della popolazione). Il settore agricolo ''accoglie'' la stragrande maggioranza dei minori lavoratori: 7 su 10. Il 22% dei bambini, invece, e' impiegato nei servizi, mentre il 9% nell'industria, nelle miniere e nell'edilizia.

Con 122,3 milioni di minori di eta' compresa tra i 5 ed i 14 anni che lavorano, l'Asia ed il Pacifico rappresentano la regione con il piu' alto numero di minori lavoratori nel mondo (nel 2000 erano 127 milioni): 1,5 milioni (7-14 anni) vivono in Cambogia paese fra i piu' colpiti dall'incidenza del virus dell'Hiv/Aids, dove il tasso di mortalita' infantile e' pari al 14 % e piu' della meta' dei bambini soffre di malnutrizione e vive senza accesso all'acqua potabile. L'agenzia dell'Onu stima che, per la definitiva abolizione del fenomeno, servano 760 miliardi di dollari da utilizzare in un periodo di almeno 20 anni. I benefici in termini di istruzione e salute ammonterebbero ad oltre 4000 miliardi di dollari. Secondo l'Ilo, "i benefici economici dovrebbero essere di almeno 6 volte superiori ai costi", cifre che non comprendono quelli che l'agenzia delle Nazioni unite definisce "gli innumerevoli benefici sociali". Il lavoro minorile si vince con l'istruzione, secondo l'Ilo: 72 milioni i bambini in eta' scolare primaria al mondo non mettono piede in un'aula perche' lavorano.

PEDOFILIA ON-LINE, 244 ARRESTI IN ITALIA IN DIECI ANNI.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 11 giu. - La Polizia postale italiana, attraverso il direttore centrale del servizio, Domenico Vulpiani, ha reso noti ieri i dati piu' recenti relativi all'attivita' di contrasto alla pedopornografia on-line. Da questi emerge che fino ad oggi, in circa 10 anni di controlli, sono stati monitorati 307.262 siti web, di cui 177 chiusi, mentre l'attivita' investigativa legata a questo fenomeno ha consentito di effettuare 4.353 perquisizioni con 5.145 denunciati e 244 arresti. Secondo gli ultimi dati, quelli che vanno dal 1 febbraio 2008 ad oggi, da quando cioe' esiste la black list della Polizia postale, sono stati invece 451 i siti inseriti nella lista nera della Polizia postale italiana.

Vulpiani e' intervenuto alla sede della Provincia di Roma nell'ambito della presentazione di un progetto di prevenzione della pedopornografia on-line. "Sulla base delle nostre indagini spiega Vulpiani- possiamo dire che oggi il fenomeno della pedornografia on-line e degli adescamenti dei minori sul web si sta sviluppando in alcuni programmi 'peer to peer' ad hoc sconosciuti alla maggiorparte degli utenti, non solo piu' su quelli tradizionali tipo Emule, nelle chat e nei social network che stanno crescendo come luoghi di adescamento. Il fenomeno e' transnazionale ma noi lavoriamo naturalmente con le altre polizie come Fbi e Scotland Yard".

OLTRE 100 MILIONI LE BAMBINE CHE LAVORANO

IL RAPPORTO 'GIVE GIRLS A CHANCE'.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 11 giu. - Sono piu' di 100 milioni le bambine e le ragazzine coinvolte nel lavoro minorile in tutto il mondo. E la crisi finanziaria globale potrebbe aumentarne il numero. Si stima che la meta' di loro siano impiegate in mansioni pericolose o comunque rischiose e, di queste, circa 20 milioni abbiano meno di 12 anni. E anche se non si hanno numeri certi, sono sempre le bambine e le ragazzine a essere le piu' sfruttate nel giro del "commercio sessuale" minorile oppure obbligate a "lavori forzati" o sottopagati. E poi c'e' l'invisibile esercito femminile del servizio domestico non retribuito.

Sono questi i dati che emergono dal rapporto dell'Ilo (l'Organizzazione internazionale del lavoro) "Give girls a chance: tackling child labour, a key to the future", presentato ieri in occasione della Giornata mondiale contro il lavoro minorile che si celebra il 12 giugno. "Abbiamo visto alcuni progressi nella riduzione del lavoro minorile- ha detto il direttore generale dell'Ilo, Juan Somavia-. Ma le scelte politiche dei governi e dei committenti, alla luce dell'attuale crisi economica, saranno un test per vedere chi proseguira' in questa lotta".

ROMA, RAGAZZE 'BULLE': DENUNCIATE IN SETTE

VESSAVANO ALUNNE E PROFESSORI DELL'ISTITUTO DI VIA BARDANZELLU.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 11 giu. - Sono state piu' volte vessate e fatte oggetto di atti intimidatori, di vere e proprie aggressioni e soprusi per circa due anni alcune alunne dell'istituto professionale per estetica "Ial Roma e Lazio" di via Bardanzellu 8. Le alunne, di buona famiglia e di eta' compresa tra i 17 e i 19 anni, hanno subito dalle loro compagne di classe numerosi episodi di bullismo al femminile, che si sono concretizzati anche in tentativi di vedersi bruciare i capelli e agguati per malmenare le altre ragazze che non si sottomettevano, ad opera di loro compagne sia minorenni che maggiorenni, tutte con particolari storie familiari alle spalle.

In uno dei piu' gravi episodi, un'alunna e' stata aggredita durante l'orario di lezione, ma approfittando della momentanea assenza della professoressa, da una compagna. Nell'occasione la vittima, poi costretta ad abbandonare l'Istituto, ha riportato lesioni giudicate guaribili in piu' di 40 giorni e lo sfregio permanente al viso, senza contare  le conseguenze psicologiche. Stessa sorte e' toccata ad un'altra compagna, anch'essa oggetto di persecuzione e costretta a trasferirsi in altra scuola.

Numerose le minacce proferite tramite il canale "messenger" in internet dove le alunne spesso conversavano delle loro problematiche adolescenziali. Le indagini condotte dagli agenti del Commissariato San Basilio a seguito della denuncia presentata alla squadra di polizia giudiziaria dai genitori di un'alunna, hanno consentito di appurare che anche i professori, piu' volte oggetto di furti ad opera delle alunne piu' indisciplinate che si vantavano delle loro azioni, e' toccata la stessa sorte anche se in maniera diversa. I genitori delle alunne vessate hanno dichiarato di aver dapprima segnalato l'accaduto al direttore, ma che nessun provvedimento era stato mai adottato affinche' il fenomeno venisse stroncato.

Anche i genitori delle alunne offese sono stati affrontati piu' volte all'uscita di scuola dalle altre alunne. Al momento sono sette le ragazze denunciate in stato di liberta' presso la Procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni di Roma e presso il tribunale ordinario di Roma per lesioni gravi e violenza privata in concorso. Sono in corso tuttavia indagini da parte degli agenti del Commissariato San Basilio tese all'identificazione di altre persone coinvolte nel perpetrare gli atti intimidatori descritti.

 

 
 
 

News minori ....tutto ciò che facciamo finta di non vedere ....

Post n°234 pubblicato il 09 Giugno 2009 da alfio38

SQUARCIA PALLONE A RAGAZZINI IN STRADA, ARRESTATO

PRIMA UNA COLLUTAZIONE CON I GENITORI, POI CON LA POLIZIA.

(DIRE - notiziario Minori) Bologna, 9 giu. - Squarcia il pallone ai ragazzini che giocano in strada e viene arrestato. E' successo in via Svevo, a Bologna, dove Costantino Laganga, 55enne originario di Taranto, e' stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni finalizzate alla resistenza. La prima vittima della vicenda e' il pallone che Laganga sottrae ai 4-5 ragazzini che giocano in strada disturbandolo. L'uomo estrae un coltello e squarcia la sfera. I ragazzini, (alcuni serbi, i piu' grandi hanno 15-16 anni) protestano e l'arrestato risponde minacciandoli con il coltello. A questo punto intervengono i genitori e nasce una collutazione, Laganga viene colpito al volto (i medici gli daranno sette giorni di prognosi). Altri genitori chiamano la Polizia, ma all'arrivo degli agenti volano ancora colpi e un poliziotto viene colpito. Gli verranno dati sette giorni di prognosi, cosi' come a Laganga, che viene arrestato.

Sull'episodio interviene il Codacons, che in una nota dice: "I bambini che giocano a pallone in strada, nei cortili o nelle aree condominiali, rappresentano la seconda causa di liti in Italia". Ecco quanto emerge da un'indagine dell'associazione, che vede al primo posto "i rumori molesti provenienti da altri appartamenti, come tv o radio a volume eccessivo, scarpe col tacco, sedie spostate, eccetera".

BULLISMO, 45% RAGAZZI SI DIFENDEREBBE AGGREDENDO

PROGETTO 'VIOLENZA E LEGALITÀ'. SFIDUCIA IN GENITORI-INSEGNANTI.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 9 giu. - Violenza per rispondere alla violenza. In caso di aggressione da parte di un "bullo", il 45% degli studenti si difenderebbe aggredendo a sua volta. Solo il 16% parlerebbe con i genitori dell'accaduto, l'11% si rivolgerebbe ad un insegnante, un altro 11% farebbe finta di niente, il 3% scoppierebbe a piangere. Sono i dati che emergono da una indagine condotta su piu' di 10 mila ragazzi di 100 scuole italiane nell'ambito del progetto "Scuola, violenza e legalita'", promosso dal ministero dell'Istruzione, con la partecipazione dell'Istituto comprensivo Baccano di Roma, realizzato in collaborazione con l'Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma.

In base ai questionari diffusi dall'IdO, dunque, la maggior parte dei ragazzi risponderebbe alla violenza con la violenza ed e' evidente la carenza di fiducia verso il mondo degli adulti. Un dato che trova riscontro anche nelle risposte date dai docenti: per il 43% dei prof, un alunno se aggredito risponde con la violenza, per il 31% fa finta di niente, solo per il 7% chiama l'insegnante e per il 6% ne parla con genitori. Per il 5% dei professori il ragazzo chiederebbe aiuto ai compagni. La violenza, dunque, resta la risposta principale tanto che il dato emerge da un altro punto del questionario: per il 22% degli studenti sentiti, "puo' servire per difendere se stesso, un amico o un familiare", per il 19% "puo' servire a rispondere alla violenza", per il 10% puo' essere utile per "vendicare un sopruso".

Fortunatamente per il 39% degli studenti i problemi non si risolvono ricorrendo a risposte violente, ma, in totale, ben il 61% le ritiene in qualche modo utili. Ma veniamo al rapporto con gli adulti: come reagiscono questi ultimi di fronte ad episodi di bullismo e sopruso? Solo per il 28% dei ragazzi gli adulti reagiscono con ragionevolezza. Mentre per il 21% lo fanno con rabbia, per il 19% con indifferenza, per il 12% con la violenza. Non a caso, spiegano gli esperti, nella costituzione del 'Manifesto per la legalita'' (che era l'obiettivo del progetto) "una delle proposte piu' gettonate dai ragazzi e' proprio quella di educare famiglie e adulti all'ascolto dei giovani e dei loro problemi, ma, soprattutto (e' quasi un appello, ndr) a dare il buon esempio". (Il 'Manifesto per la legalita'' realizzato dagli studenti e' su www.dire.it, www.diregiovani.it, www.direscuola.it).

NUORO, RIUNIONE GARANTI INFANZIA PAESI DEL G8

IL 25-27 GIUGNO.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 9 giu. - Dal 25 al 27 giugno a Nuoro si terra' l'incontro dei Garanti dell'Infanzia e dell'Adolescenza degli 8 paesi del G8. Ad annunciarlo il presidente della Provincia di Nuoro, Roberto Deriu, nella veste di "Promotore del Garante dell'Infanzia e dell'Adolescenza". L'appuntamento di Nuoro ha lo scopo di "promuovere un incontro ai massimi livelli tra i 'Garanti dell'infanzia' e le organizzazioni internazionali che si occupano della tutela dei diritti dei bambini, di favorire lo scambio di informazioni e discutere le possibili misure da adottare".

TELEFONO AZZURRO: NEL 20% DEI CASI ABUSANTE È CONOSCENTE

73,3% RIGUARDA RAGAZZE, E CLASSE ETÀ È SOTTO I 10 ANNI.

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 9 giu. - "In piu' del 60% dei casi la violenza sessuale nei confronti dei bambini viene consumata nella cerchia familiare. Nel 19,6% l'abusante e' invece un conoscente, nel 9,2% dei casi un estraneo". E' quanto rende noto Telefono Azzurro intervenendo diffondendo alcuni dati relativi agli abusi sessuali subiti dai bambini. Secondo alcuni dati relativi ai casi provenienti dalle linee d'ascolto (2000-2007) l'abuso sessuale rappresenta il 15% dei casi di abuso gestiti dalle linee d'ascolto di Telefono Azzurro.

Il 73,3% dei casi riguarda ragazze, e la classe d'eta' maggiormente esposta e' quella sotto i dieci anni. La cerchia familiare (madre, padre, parenti) e' quella all'interno della quale avvengono la maggior parte degli abusi sessuali. Nel 30,7% dei casi (percentuale maggiore) l'abusante e' il padre. Nel 19,6% dei casi un conoscente. Nel 9,2% dei casi un estraneo. "In casi come questo- sottolinea Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro- emergono ancora una volta alcune priorita' che tutti, istituzioni in primis, ci dobbiamo dare. Bisogna che la presa in carica terapeutica delle vittime segua dei protocolli di dimostrata efficacia: servono percorsi formativi appropriati e risorse adeguate per qualificare tutte le figure professionali coinvolte nei casi di abuso". Secondo Caffo, "manca poi una seria riflessione sul trattamento degli autori degli abusi, per i quali ci si limita alla sola risposta carceraria. E' chiaro che cosi' ci si puo' esporre a casi di recidiva. Soprattutto- conclude non va dimenticato che al centro del processo c'e' un bambino, e che la priorita' assoluta deve essere quella della prevenzione".

Violentate dopo spinello di gruppoMilano: 2 maggiorenni fermati, il terzo, minorenne, denunciato

 

(ANSA) - MILANO, 9 GIU - Quattro ragazze hanno subito violenza sessuale dopo una serata in discoteca, essersi ubriacate e aver assunto uno spinello di gruppo. E' accaduto il 23 maggio scorso a Milano ma e' stato reso noto dalla polizia solo oggi. Gli agenti hanno individuato tutti e tre i presunti responsabili, due dei quali, maggiorenni, sono stati fermati, mentre uno, minorenne, e' stato denunciato in stato di liberta'. Tutti i protagonisti della vicenda sono di origine sudamericana.

 

Pedofilia online, cresce in ItaliaTelefono Arcobaleno: 40mila vittime, Paesi G8 maggiori fruitori

 

(ANSA) - ROMA, 9 GIU - Crescono in Italia i fruitori di pedofilia online, pratica che conta nel mondo 40 mila giovani vittime, rivela Telefono Arcobaleno. Il 42% dei bambini vittime di pedofilia online ha meno di 7 anni e l'88,5% meno di 12. Meno dell'1% e' identificato. L'associazione ha anche denunciato che i 'consumatori' italiani sono in crescita: nel 2003 erano il 2,2% del totale, oggi sono il 5,4% e si stima che a fine anno saranno il triplo del 2003. I paesi del G8 sono i maggiori fruitori.

 
 
 
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Ogni uomo vuole sentirsi Dio. l'uomo è stato creato...
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grazie tigre ;-) e ricambio
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CIAO ALFIO,TI HO VISTO IN TV CON TUTTO IL TUO DOLORE,TI...
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Quello che dice Alfio è realtà... allucinante vero? E...
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13 ANNI

13 ANNI

Avrebbe chiesto solo un attimo di pace

Avrebbe chiesto solamente di ascoltare ancora

Un filo suo di voce che dice

Me ne vado piano,piano, piano, piano....

Tu prendimi la mano io parto e non ti porto con me

D'ora in poi pensa solo a te

Avrebbe chiesto solo di perdere un pò i sensi....

Sarebbe stata sola, dispersa tra le stelle

Oppure Dio l'avrebbe messa

A vivere in compagnia delle anime più belle

Cadere stanca ormai stremata tra le braccia

Degli angeli più attenti che dolci la raccolgono

E disattento tendo la mano......

Ed io che ascolto ancora e sempre ci ripenso

Al camminare morbido e al suo affetto regalato

Avvolto nel silenzio

Risento flebile il candore tenero che scorre

Geloso nella mano

E 13 anni passano

Perchè la vita è un attimo.

 

CHILD IN TIME

BAMBINO, COL TEMPO

La storia di un perdente. Potresti essere tu.

Dolce bambino, col tempo
vedrai la linea,
la linea tracciata
tra il bene e il male.
Guarda il cieco
che spara sul mondo
proiettili che volano
e esigono un tributo di morte.
Se sei stato cattivo,
e scommetto, perdio, che lo sei stato
e se sei stato colpito
dal piombo che volava
faresti meglio a chiudere gli occhi
e chinare la testa
e a aspettare il rimbalzo.

The story of a loser - it could be you.

Sweet child in time
You’ll see the line
The line that’s drawn between
The good and the bad
See the blind man
Shooting at the world
Bullets flying
taking toll
If you’ve been bad,
Lord I bet you have
And you’ve been hit
By flying lead
You’d better close your eyes
And bow your head
And wait for the ricochet

 

VORREI TU FOSSI QUI

Allora, pensi di saper distinguere
il paradiso dall'inferno?
I cieli azzurri dal dolore?
Sai distinguere un campo verde
da una fredda rotaia d'acciaio?
Un sorriso da un pretesto?
Pensi di saperli distinguere?
E ti hanno portata a barattare
i tuoi eroi fantasmi?
Ceneri calde con gli alberi?
Aria calda con brezza fresca?
Un caldo benessere con un cambiamento?
e hai scambiato un ruolo di comparsa nella guerra
con il ruolo di protagonista
in una battaglia?
Come vorrei, come vorrei che fossi qui
Siamo solo due anime sperdute
Che nuotano in una boccia di pesci
Anno dopo anno
Corriamo sullo stesso vecchio terreno
E cosa abbiamo trovato?
Le solite vecchie paure
Vorrei che fossi qui

 

Another day in paradise


Lei chiama l'uomo sulla strada
"signore, può aiutarmi?
fa freddo e non so dove poter dormire
c'é un posto che può indicarmi?"

Lui continua a camminare, non si guarda indietro
fa finta di non sentirla, inizia a fischiettare
quando attraversa la strada
sembra imbarazzato per essere lì

Oh ripensaci, é un'altro giorno per
te e me in paradiso
oh ripensaci, é solo un altro giorno per te
te e me in paradiso

Lei chiama l'uomo sulla strada
lui vede che lei ha pianto
lei ha i piedi ricoperti di vesciche
non riesce a camminare ma ci sta provando

Oh ripensaci..

Oh signore, non c'é niente di più che qualcuno puo fare
Oh signore, ci deve essere qualcosa che puoi dire

puoi capirlo dai lineamenti del suo viso
puoi vedere che lei é stata li
probabilmente si é trasferita da ogni luogo
perché non si é trovata bene

Oh ripensaci..

 

BAMBINO

La`, mami
Era la casa di marzapane
La`, mami
Era la notte piu` fresca che c'e`
Il sogno si fermo`
Comincia a sanguinare

Ero bambino, bambino, bambino
Quella era la grande citta`

La`, mami
il tempo corse violento e distratto
Dai, gioca
Giochiamo a ridere e a batterci qui
Il sogno si fermo`
Comincia a sanguinare

Ero bambino, bambino, bambino
Quella era la grande citta`
E non la smettevo di scoprire
Oltre i confini della citta`
Ero bambino, bambino, bambino
Fino ai confini della giungla
Ero bambino, bambino, bambino
Quella era la grande citta`
Non la smettevo di scoprire
Oltre i confini della realta`

Bambino, bambino
Non nascere mai