
Sono iscritto a questo http://www.motoclub-tingavert.it ed ho inoltre partecipato ad un motoraduno,e facevo parte dello staff,in quell'occasione,mi è arrivata un'email,e la mia attenzione si è concentrata su quest'accaduto,e vi riporto di sana pianta la storia:
Addio Alessandro...Prima seconda terza e giù
In garage c’è la sua Aprilia RR e fuori Gigi che alle 14.00 gli suonerà come al solito due volte il clacson e lui si affaccerà dal garage facendo sentire il rombo dei suoi nuovi scarichi.
E di fatti alle 14.10 sono già in sella… Prima, seconda, terza e giù…
Arrivano a Sarnico, Claudio si prende il caffè e Gigi il solito prosecco che tanto gli piace.
Intanto Omar e Giusy sono a Lovere sul lungolago, finalmente una giornata tutta per loro. Sono insieme da 5 anni e approfittano della bella giornata per staccare dal tram tram del lavoro.
Francesco, un ragazzo di 21 anni riceve una telefonata. Sono gli amici. Si accordano e decidono di fare qualche vasca sul lungolago di Sarnico. Inserisce la chiave nella Panda di mamma che come al solito dice “ me racomande né, fa mia ol bambos come al solet”… Francesco come al solito la manda a quel paese con il suo sorriso da giovane adulto. Prima, seconda, terza e giù, è sulla strada che da Lovere va verso i suoi amici.
Claudio da un’occhiata alle altre moto, c’è quella Ducati che tanto gli piace ma che il suo conto in banca proprio non gli permette di prenderla, ma lui la guarda ancora e ancora poi la sente partire e prima, seconda, terza e giù… Gigi lo vede e gli sorride, finisce il prosecco e si infila il casco. Claudio inserisce la marcia e prima seconda e giù!
La giornata è bella, le gomme tengono e il motore canta bene.
Claudio spinge tanto oggi, se la sente dentro quella Aprilia RR, anche se non è la Ducati.
Semaforo intelligente… Rosso… Verde, prima, seconda, terza e giù!
Omar chiama Giusy, accende il suo vecchio Golf e partono per giungere a Sarnico dove abbandoneranno il lago per tornare a Sorrisole, il loro paesello in Val Brembana.
Francesco gli è dietro. La radio è accesa su radio deejay, trasmettono quel pezzo che a lui piace tanto.
Dopo la galleria c’è un bel rettilineo e Omar lo sa, l’ha fatta tante volte quella strada.
Esce dal buio della galleria e spalanca… Quarta, quinta, sesta… Sa che lì non ci sono posti di blocco…
Giusy dice a Omar “guarda che bello, fermati li più avanti nella piazzola di sosta dall’altra parte della strada”.
Omar la guarda, le sorride, e svolta senza guardare.
….
…
…
Ore 15.40, a Tavernola vedo a 200 metri 3 moto ferme e 2 macchine in coda. Scalo e non voglio credere, o meglio pensare a quello che vedo.
A terra c’è Omar e in fianco a lui una ragazza e un ragazzo che gli fanno la respirazione artificiale.
La sua pancia si gonfia, ma lui è a terra. Non si muove. Gigi è seduto per terra con lo sguardo nel vuoto.
Mi avvicino, vedo se posso fare qualcosa ma Omar è pallido e cianotico. Ho già visto persone così in ospedale, durante il mio tirocinio, con il lenzuolo sul volto… Ma non a terra, quello no!
La ragazza e il ragazzo si fermano. Arriva una dottoressa che era in coda in macchina, e le urlo “dottoressa dobbiamo continuare fino a che arriva il 118!!!”.
Mi guarda e con poca voce mi dice che Claudio non è più tra noi, il suo cuore è fermo come la sua moto e la panda di Francesco sul lato della strada con il solco dell’Aprilia di Claudio nel cofano.
Più avanti la Golf di Omar con la fiancata destra divelta.
Venti minuti dopo arriva il 118… Provano con il defibrillatore, vedo le braccia di Claudio saltare per aria… Ma lui non c’è…
Dieci minuti di tentativi e poi gli mettono quel ***** di lenzuolo in testa…
Pallido e con le lacrime agli occhi accendo la mia moto e riparto verso casa a 50 all’ora. Così tutti gli altri bikers, non c’è voglia di correre, di rischiare e di avere quel brivido dentro.
Non lo conoscevo, Alessandro era il suo nome. Era uno di noi, uno che quando vede un altro bikers alzava le 2 dita, uno che prima, seconda, terza e giù. So per certo che non dimenticherò mai il tuo sguardo assente, Alessandro, il tuo corpo in mezzo alla strada, il tuo viso pallido, le tue mani sbucciate, la tua tuta rossa divelta, il tuo casco a 10 metri da te, la tua Aprilia senza più anteriore e Gigi seduto per terra senza più il suo amico… Come so per certo che il tuo pensiero mi rimarrà in testa ogni volta che girerò la chiave della moto e poi… Prima, seconda, terza e giù.
E’ la prima volta che mi capita di vedere qualcosa del genere e il dubbio rimane:
NE VALE REALMENTE LA PENA?
Addio ALESSANDRO IMERI …
LAMPS
non ti conoscevo,ma sono vicino a tutti voi,e con il cuore,non ci sono parole,la vita ci piace,come la nostra passione,per la moto,purtroppo,che tende a chiudere in maniera tragica dei capitoli dolorosi,della nostria storia attuale e presente,lasciando i nostri cari dal nostro rimpianto di vita,vissuta con loro,indimenticabile dei nostri sorrisi.
Inviato da: serglasser
il 22/02/2011 alle 18:06
Inviato da: barcalio
il 22/02/2011 alle 07:37
Inviato da: serglasser
il 21/02/2011 alle 16:58
Inviato da: pgmma
il 21/02/2011 alle 11:32
Inviato da: serglasser
il 25/12/2010 alle 05:51