sergioè una giornata umida e piovosa,di mezza estate/Motociclista incallito |
OCCHI DELL'ANIMO

SEGRETI

Io scrissi, un giorno, il suo nome sulla spiaggia,
ma vennero le onde a cancellarlo;
lo scrissi di nuovo, con l'altra mano;
ma venne la marea a depredare le mie fatiche.
<< Uomo sciocco - mi disse Lei - che tenti invano
d'immortalare una cosa mortale:
poichè io stessa perirò allo stesso modo,
e persino il mio nome sarà cancellato>>.
i miei versi eterneranno le tue rare virtù
e scriveranno nei cieli il tuo nome glorioso.
E nei cieli, mentre la morte abbatterà il mondo intero,
vivrà il nostro amore, rinnovando un'altra vita>>

IL SOLE DOPO LA TEMPESTA

AREA PERSONALE
TAG
MENU
LINK PREFERITI
| « A ALDA MERINI | IL CORAGGIO » |
IL CORAGGIO CHE NON EBBI MAI
Post n°262 pubblicato il 04 Novembre 2009 da serglasser
Sapevo che prima o poi sarebbe successo, ma non per questo mi fece meno male. Il discorso che mi fece xxxx era sensato, razionale, saggio, condivisibile. Io la ascoltavo in silenzio, con un nodo in gola, annuendo di tanto in tanto, seduto accanto a lei sul divano. Conoscevo quel discorso, me lo aspettavo, lo avevo immaginato esattamente così, quasi parola per parola. La coppia, il matrimonio, la famiglia, i bambini. La necessità di interrompere un rapporto, il nostro, che comunque non aveva senso, non aveva futuro allorche già sposato,e piu volte aveva tentato di farmi lasciare dalla mia consorte,ma non avevo il coraggio. Io capivo, annuivo, soffrivo.
Non ce la facevo a esclamare quel che avevo dentro di me, volevo lasciar perdere la mia famiglia,e rifugiarmi in lei,forse perche il sesso sapeva come condividirlo,e con esso l'amore.. Mi restò dentro bruciando finché non scoppiai in un pianto dirotto. xxxxx mi abbracciò e mi strinse, io le restituii l'abbraccio. Cominciò a baciarmi, sulle guance, sul collo, sulla bocca, e presto mi ritrovai la sua lingua contro la mia, mentre tra i nostri corpi scoccava l'ormai familiare scintilla. Passai direttamente dai singhiozzi del pianto ai gemiti d'eccitazione. Mi aprì la camicetta e prese a baciarmi . Ero sopraffatto dal dolore e dal desiderio. piacere con la sua lingua esperta. Le ci vollero pochi minuti per portarmi ad un orgasmo intenso e tormentato. Si spogliò e si stese sul divano, aspettando che contraccambiassi, cosa che io feci con lo stesso trasporto di sempre, anche qualcosa in più. Mentre la leccavo faceva ondulare il bacino contro la mia bocca. Non erano le vibrazioni istintive e incontenibili della donna che si avvicina all'orgasmo, ma un gesto voluto e studiato per aumentare il proprio piacere. Era sempre stato così, con lei. Io stavo industriandomi con passione per donare piacere alla donna che volevo. Lei stava gustandosi una leccata di f*** da un uomo quindici anni più giovane di lei. Era sempre stato così. Ma stavolta mi feriva di più. Continuammo a lungo a scambiarci effusioni. Ero dolorosamente conscio che era l'ultima volta e avrei voluto che non finisse mai. Come sempre, terminammo il nostro incontro nella posizione del sessant*****, regalandoci orgasmi l'un l'altro fino ad essere totalmente stremati. Poi però, di solito, restavamo abbracciati, a parlare, a scherzare, a dire stronzate, a ridere. Stavolta invece si alzò, si vestì e se ne andò senza una parola. Rimasi a lungo fermo, sdraiato, completamente immobile. Avevo paura. Avevo paura di perdere troppo in fretta il suo sapore nella mia bocca. Avevo paura che si asciugasse troppo in fretta la sua saliva, mista ai miei succhi, tra i miei umori. Avevo paura che il mio corpo dimenticasse troppo in fretta in caldo contatto con il suo. Avevo paura di quello che sarebbe stato domani.Triste e piu confuso senza di lei
|












Inviato da: serglasser
il 22/02/2011 alle 18:06
Inviato da: barcalio
il 22/02/2011 alle 07:37
Inviato da: serglasser
il 21/02/2011 alle 16:58
Inviato da: pgmma
il 21/02/2011 alle 11:32
Inviato da: serglasser
il 25/12/2010 alle 05:51