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"Il signore della Monnezza"

Post n°288 pubblicato il 27 Ottobre 2010 da serglasser

il Cavaliere è di nuovo nella monnezza

 

Berlusconi diceva: «L’emergenza rifiuti è finita e la scommessa è vinta, la città è pulita». Oggi queste parole si scontrano inesorabilmente con la realtà che vede il capoluogo campano ancora una volta sommerso dai rifiuti e di nuovo in stato di emergenza. La soluzione è stata quella di nascondere i rifiuti sotto il tappeto per non farli vedere,
 la costruzione di una seconda discarica a Terzigno. Ma anche i sindaci di Terzigno, Boscoreale, Trecase e Boscotrecase hanno annunciato un tavolo permanente per discutere su questa questione. Proprio nella discarica già costruita a Terzigno la notte sono stati bruciati sette automezzi per il trasporto della spazzatura, mentre altri sei sono stati danneggiati. Il sindaco di Boscoreale Gennaro Langella, che ha assistito alle proteste, è stato addirittura trasportato in ospedale per un leggero malore. E, in seguito, ha mandato visa gli automezzi che aspettavano all’ingresso perché, secondo un’ordinanza, non possono circolare dopo le ore 23.
Il cavaliere è di nuovo nel suo habitat naturale,"la monnezza"che spero me come me altri italiani,che la stessa monnezza lo possa sommergere,come la legge fatta,per i siti,(a d.o.c.) che possono vegliare i militari.
DA:Luigi Cesaro (dai rapporti con i camorristi alla guida della Provincia)Luigio Cesaro, "a purpetta"
 Le discariche aperte da Bertolaso e compagni sono in via di saturazione, l'inceneritore di Acerra non brucia quanto dovrebbe e avvelena (forse) più del dovuto, i disoccupati si trasformano in delinquenti e distruggono i camion della raccolta, la gente che vive sotto il vulcano urla contro il nuovo sversatoio di Terzigno.

La sceneggiata si ripete ormai da tre anni,Silvio Berlusconi. "Tutta colpa della Iervolino"l'amministratore diventato per legge Mr. Monnezza, è il suo amico e fedelissimo Luigi Cesaro detto "a' Purpetta", presidente della provincia di Napoli dal 7 giugno 2009.

Raffaele Cutolo,Ma chi è davvero Mr. Monnezza, nato a Sant'Antimo 58 anni fa, figlio di una potente famiglia di costruttori, già avvocato, funzionario di un'Asl casertana e deputato del Pdl dal 1996? Di lui ha parlato ai giudici della Dda di Napoli il pentito Gaetano Vassallo, l'imprenditore che ha gestito il traffico dei rifiuti tossici per conto dei casalesi: secondo il collaboratore di giustizia, Cesaro sarebbe stato il fiduciario dei Bidognetti in un'operazione immobiliare, la riconversione di un'area industriale nel paese di Lusciano. Non è l'unica ombra che pesa sul politico.

Oggi scopriamo altri dettagli del passato di Cesaro. Il Comune di Sant'Antimo, dove la famiglia si occupa anche di sanità ed è propietaria di un centro sportivo dove il Milan si allena quando deve giocare a Napoli, è stato sciolto per infiltrazioni mafiose nel 1991,L'altra creatura made in Cesaro è la Sapna, la società che ha il compito di gestire l'intero ciclo dei rifiuti, competenza assoluta delle province dal primo gennaio 2011. Alla sua guida Gigino ha chiamato l'ex prefetto Corrado Catenacci, già commissario straordinario ai rifiuti tra il 2004 e il 2006, per il quale è stato staccato un assegno da 60 mila euro per il primo anno di lavoro.

Berlusconi & Cesaro: Intanto, nonostante gli sforzi di Gigino e Silvio, il caos a Napoli è all'ordine del giorno. Ad Acerra da oltre un mese l'inceneritore funziona a scartamento ridotto, dal momento che è acceso solo un forno su tre: il colosso di ferro può bruciare meno del 10 per cento dei rifiuti prodotti quotidianamente. Pochi giorni fa sull'impianto che la Regione Campania dovrebbe comprare da Impregilo per 355 milioni di euro ("Un pacco", mormorano i tecnici) è caduta un'altra tegola: gli esperti della direzione Ambiente della Provincia, in un parere depositato a luglio, hanno scritto nero su bianco che la struttura non è conforme con quanto previsto dall'Autorizzazione integrata ambientale, e che non risultano effettuati "buona parte degli interventi strutturali riportati nell'Aia". Il sistema di monitoraggio delle emissioni di metalli non è sufficiente, non esiste alcun controllo continuo del mercurio. Insomma, ci sarebbero omissioni, e pure gravi, tanto che la Procura di Napoli ha aperto un fascicolo e chiesto ai carabinieri del Noe di investigare.
"Il vero problema? Non c'è un euro in cassa, non ci sono risorse, persino la Sapna rischia di andare in rosso a un anno dalla sua nascita". Già, i soldi, l'emergenza delle emergenze: non ci sono risorse per pagare i dipendenti, i sindaci campani non pagano gli ex consorzi, che stanno tagliando centinaia di posti di lavoro. In qualche caso, il blocco della raccolta è figlio di atti teppistici, come la distruzione dei camion di Enerambiente, l'azienda che gestisce in subappalto dalla municipalizzata Asia la rimozione dei sacchetti in mezza Napoli. Risultato: la città appestata per giorni. Il blitz pare organizzato dai lavoratori interinali di una cooperativa di ex detenuti, la San Marco, sciolta da tempo per il ritiro del certificato antimafia. "La situazione è precipitata, è drammatica", chiosano gli esperti. Berlusconi, però, fa spallucce.

Berlusconi & Cosentino:Per Silvio Berlusconi "la nuova crisi è colpa di Rosa Russo Iervolino", il sindaco di Napoli. Ma da gennaio scorso, grazie al decreto legge 195 del 30 dicembre 2009, convertito in legge dopo due mesi, il governo del Cavaliere ha affidato alle province della Campania gran parte delle responsabilità in materia di rifiuti. Fino alla fine di quest'anno resteranno in capo ai Comuni solo i compiti di raccolta e trasporto in discarica della spazzatura, mentre alla provincie, oltre alla riscossione dei tributi e all'organizzazione dell'intera macchina che da gennaio 2011 dovrà mettere sotto una stessa regia (quella provinciale) l'intero ciclo, spetta il delicato e fondamentale tema della gestione delle discariche. E se quelle già avviate, come Chiaiano a Napoli e Cava Sari a Terzigno, sono affidate a privati (Ibi Idroimpianti e Asia) che si erano aggiudicati le gare già nel periodo commissariale, tocca a Cesaro e alla sua squadra allestire e gestire quelle previste dalla road-map redatta dal governo per garantire gli spazi necessari a evitare nuove crisi. Come, ad esempio, la seconda discarica di Terzigno o le ipotesi alternative: peccato che in nove mesi non sia stata presa nessuna decisione in merito.
Si tenta l'ultima manipolazione, cercando di negare l'evidenza. Verrebbe molto, troppo facile, chiedere dove sia finito il miracolo con cui il Magnifico Unto esordì in questa ripresa governativa, ma mi uniformerò, almeno io, alla tua perorazione dichiarando che se non si modifica sostanzialmente il modello di sviluppo, se non si dà un senso diverso a tutto il nostro vivere a partire anche dalla monnezza, sarà, a mio umilissimo parere molto difficile che si realizzi davvero qualsivoglia miracolo. Temo anzi che continueremo a trascinarci dal male al peggio.


 

 
 
 
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