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Post n°162 pubblicato il 29 Novembre 2011 da labiancanotte
F. Ti ricordo. Quant'era difficile aspettare che tutto crollasse con le lacrime agli occhi. Occhi nascosti in uno sguardo obliquo a sfogliare un giornale, mentre i muscoli pietrificavano la rabbia, e tu sembravi tornare con lei. Schiocchi di baci, quella mattina, finti quanto opachi. Allora credevo di contare qualcosa. Per te. Zero. E' il voto che ti dò. Scommetto che anche tu ti sei rifatto una vita. Forse sarai felice. Io ho dovuto costruirla pezzo per pezzo, la mia felicità, e nulla è stato facile. Grazie per avermi fatto toccare il fondo, F. E tu. Quelle tue parole tenere, dietro a quel finto cinismo, quella cattiveria era solo la tua maschera, o almeno credo. Dio e il diavolo hanno la stessa faccia, così mi diceva un amico. E mi diceva pure che quanto più si è vicini alla luce, tanto più la nostra ombra è oscura. E allora io subito ho pensato a te. Al tuo libro, alla sigaretta che mi tiravi via dalla bocca, al calore che sentivo, senza sentirti. Grazie, G. E grazie, P. Perchè sì, io non mi/ti prendo mai sul serio, ma le tue premure sono linfa di un germoglio nuovo, quello del mio spirito. |